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    Carolus Landi - L. Castiglioni, P. Ovidi Nasonis Fastorum Libri VI

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    Renard Marcel. Carolus Landi - L. Castiglioni, P. Ovidi Nasonis Fastorum Libri VI. In: L'antiquité classique, Tome 21, fasc. 1, 1952. p. 173

    Formare a progettare e valutare partendo dal vissuto degli insegnanti

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    The decree 172 (12/4/2020) has accelerated docimological and didactic innovation in primary schools. The shift away from grade evaluation toward descriptive assessment, formative feedback and self-evaluation implies an active, competence-based didactic, clear in its observation tools. To walk this path effectively, teachers and trainers need to tackle complex processes. Different vision of children and learning, assessment and evaluation, connections between learning objectives, planned activities and evidence gathering are all ingredients of this complex picture. This article presents a case-study, which analyzes and reflects on this complexity to structure research-training modules for in-service teachers. It focuses on design and assessment of activities. Final aim is defining difficulties, limits and potentialities provided by the decree to design meaningful training modules for the schools.L’ordinanza 172 (4/12/2020) ha imposto un’accelerazione ai processi di innovazione, docimologica e didattica, già in atto nella scuola primaria. Solo una didattica attiva, basata sulle competenze, con strumenti osservativi puntuali può sostenere il passaggio a giudizio descrittivo, feedback, autovalutazione. Accompagnare i docenti in questo percorso impone di entrare in processi complessi dove si intrecciano visioni diverse su bambini ed apprendimento, aspetti formativi e certificativi della valutazione, connessioni tra obiettivi di apprendimento, attività progettate e raccolta di evidenze. Si presenta uno studio di caso, finalizzato a strutturare percorsi di ricerca-formazione che incidano sulle pratiche dei docenti. Lo studio si concentra su progettazione e valutazione delle attività. Lo scopo è mettere a fuoco difficoltà, limiti e potenzialità insite nel cambiamento, per progettare percorsi di costruzione di senso e formazione per le scuole

    A critical approach to the Reggio Emilia Approach*

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    Reggio Emilia is an Italian city internationally known for its toddler centers and preschools (Firlik, 1996). The popularity that the Reggio Emilia Approach (REA) has gained, makes the “Reggio Emilia phenomenon” a global product, subject to global sales strategies (Grieshaber and Hatch, 2003). Worrisome is the tendency to superficially replicate Reggio-like environments, without critical reflection (ibid; Johnson, 2000). This article identifies REA as a culture, according to Jurij Michajlovič Lotman’s definition (Lotman, & Uspenskij, 1975). It also analyzes the cultural transposition construct as a tool to transfer REA to different context without losing the deepest meanings and values

    Da luogo di incontro a comunità educante: il ruolo della scuola oltre la pandemia

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    La scuola, in particolare le scuole dell’infanzia e primarie, sono luoghi di incontro di adulti di provenienze e interessi diversi. Questi incontri possono diventare occasioni di conoscenza, creazione di legami, costruzione di un progetto educativo condiviso. L’emergenza pandemica ha messo in evidenza ancora di più le differenze tra contesti relazionali e quanto questi legami possano fare la differenza in termini non solo di sostegno alle famiglie fragili, ma di benessere complessivo di una comunità. Quadri organizzativi e valoriali diversi offrono occasioni di conoscenza e scambio diverse, che a loro volta producono relazioni e “paesaggi relazionali” diversi (Edwards et al., 1998). La costruzione, attorno al contesto scolastico, di legami forti ancorché compartimentalizzati, può fare la differenza nella vita delle famiglie, in termini di costruzione di capitale sociale e sostegno alla genitorialità (Small, 2009). La letteratura si è spesso concentrata sull’effetto del capitale sociale delle istituzioni scolastiche sugli apprendimenti, ma ha raramente affrontato le conseguenze della costruzione di relazioni significative per gli adulti ed il contesto sociale allargato (Bartee, 2019). E’ presumibile che i processi organizzativi, la documentazione pedagogica, la costruzioni di dialoghi all’interno delle classi e delle sezioni abbia un impatto forte nella strutturazione di queste relazioni tra famiglie e che si allarghino nel tempo e nello spazio, arrivando a scardinare pregiudizi e creando relazioni tra non omofili, ma i meccanismi per cui questo potrebbe avvenire non sono stati sufficientemente indagati. (Flecha, 2014) La letteratura sul capitale sociale e la comunità educante, focus group con testimoni privilegiati, le osservazioni svolte durante le attività e progettazioni di FaCE (Farsi Comunità Educanti – Fondazione Reggio Children), e di un progetto outdoor che si sta svolgendo, in piena pandemia, in un istituto comprensivo di Reggio Emilia, formano oggetto di analisi e la base per la costruzione di un questionario che analizza il legame tra partecipazione, senso di comunità (Mannarini, 2016) e capitale sociale delle famiglie. Il contributo analizzerà: i risultati preliminari delle osservazioni e del questionario somministrato a famiglie e personale scolastico di un istituto comprensivo di Reggio Emilia e di due scuole dell’infanzia FISM. Da questa analisi si tracceranno ipotesi di attività pilota, da svolgere nel corso del prossimo anno scolastico, coinvolgendo il personale della scuola, studenti e genitori, per andare ad incidere sul clima relazionale, innescando processi riflessivi comuni (Dahlberg, Moss, & Pence, 2007).Schools, especially primary and pre-primary ones, are places where adults coming from different paths of life and with diverse interests, meet. These interactions can become opportunities to build ties and a shared educational project. The covid 19 emergency has highlighted deep differences among relational contexts. These ties, where they existed, have proven crucial to support families under stress and for the community’s wider wellbeing. Organizational and value frameworks lead to distinct opportunities to meet and exchange, producing peculiar “relational landscapes” (Edwards et al., 1998). Building strong although compartmentalized ties, around the school contexts, can make the difference in family lives, both in terms of social capital accumulation and support to parenthood (Small, 2009). Researchers have analyzed the impact of social capital on learning and pupils, but has rarely studied the consequences of building meaningful relations for adults and the wider social context (Bartee, 2019). While it is safe to assume that organizational processes, pedagogical documentation, open dialogues in the classrooms (Carr, 2012), have a strong impact on expanding families’ networks, leading to the deconstruction of biases and non-homophilic ties creation, the reasons for these outcomes need to be further investigated (Flecha, 2014) Literature on social capital and educational community, focus groups with key witnesses, observations carried out during the FaCE project (Becoming educational communities–Reggio Children Foundation), and an ongoing outdoor education project (in a Reggio Emilia primary school), have paved the way to a qualitative analysis and the designing of a survey on the connections between participation, sense of community (Mannarini, 2016) and families’ social capital. This presentation will present observations and surveys preliminary results. Answers were collected among families and school staff of one state primary and pre-primary institution and two catholic pre-primary schools, all based in Reggio Emilia. The research will shape pilot activities, to be carried out during next school years, involving school staff, students, and parents, aiming at influencing relational environment, by triggering common reflexive processes (Dahlberg, Moss, & Pence, 2007)

    Lesson Study in matematica per la trasposizione di pratiche didattiche dal museo alla scuola

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    A Reggio Emilia sono in corso dall’ a.s. 2020-21 sperimentazioni sulla scuola ai Musei Civici. Per i docenti la relazione quotidiana ed immersiva con un ambiente di apprendimento/luogo di incontro con i reperti, in dialogo tra discipline e l’osservazione di modalità di insegnamento non formali, multimodali e interdisciplinari, offre opportunità di riflessione su modelli didattici. Da osservazioni e focus group svolti dal gruppo di ricerca Unimore è emersa, insieme alle consapevolezze sul valore educativo ed estetico dell’esperienza, l’idea che questa didattica si possa fare solo al museo, perché l’interdisciplinarità e ricchezza di stimoli sarebbero caratteristiche del luogo e non trasferibili. Quali accorgimenti formativi ed organizzativi, invece, possono favorire la trasposizione di pratiche didattiche dal contesto non formale a quello formale? Partendo dal quadro teorico della trasposizione culturale si è svolto un ciclo di LS, in collaborazione tra scuola, Musei Civici e Unimore, sulle tassellazioni, per trovare risposte preliminari. Vedremo come progettazione e riprogettazione della lezione, da parte di docenti, educatori museali e ricercatori attorno ad alcuni reperti museali, diventa spunto per decostruire la risposta per ripensarla, e trasporla dal museo alla scuola. Questo passaggio riflessivo corale svolto in contesto disciplinare è servito a creare nuove consapevolezze generali sulla trasposizione dal formale al non formale
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