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Singolaris in singulis : duodecim columnae vitiniae e marmore nella basilica di San Pietro a Roma
All’interno della basilica pietrana a Roma sono oggi conservate, come in un prezioso scrigno, undici colonne tortili di età romana. La più celebre del gruppo, quella conosciuta come colonna santa, è riposta nel nuovo Museo storico–artistico di San Pietro, altre due sono collocate all’interno della composizione scultorea dell’altare di San Francesco, nella Cappella del Santissimo Sacramento; le altre otto hanno trovato posto all’interno delle Logge delle Reliquie dei Santi ricavate entro i piloni della cupola che sovrasta il celebre baldacchino berniniano
Mala tempora currunt. Della storia, dell’architettura delle biblioteche e di luoghi insigni, o per sentimento o per locuzione
Questa è una bellissima biblioteca, molto fornita, molto americana, e l'ora è perfetta. È mezzanotte. La biblioteca dorme profondamente. Come un bimbo che sogna, la porto dentro l'oscurità di queste pagine. Adesso la biblioteca è "chiusa", ma io non devo tornare a casa, perché questa è la mia casa, da anni. R. Brautigan, La casa dei Libri, Milano 200
Sta Come Torre. The National Monument to the Italian Sailor and the Construction of the Ritual of Memory During the Fascist Era
The National Monument to the Italian Sailor in Brindisi is a majestic monument that stands on the Adriatic coast, in memory of the Italian sailors who dedicated their lives to the service of the homeland. This monument is a tangible symbol of gratitude and recognition for the brave sailors who defended Italy and its waters. It is also a “necessary architecture” like all those architectural and monumental complexes designed and built by the fascist regime to receive and commemorate the remains of soldiers who died in war, with particular emphasis on those who fell in the First World War, and aimed at celebrating their cult with mass ceremonies aimed at exalting heroism, sacrifice, death in battle, and the sacred nature of victory over the enemy, through an elaborate symbolic and iconographic apparatus and the use of spaces, not only architectural, but also of the natural and “historic” landscape.
The decision to build a national monument in Brindisi in honor of the approximately 6,000 sailors who died during the 1915-18 War was due to the important role played by the city in the conflict, which had earned it the War Cross.
A national competition was announced for the monument, open to architects and sculptors, and 92 designs were submitted, which would later be presented in a special exhibition held in Rome.
The winning project was the design of a large rudder with a chapel-mausoleum presented by architect Luigi Brunati and sculptor Amerigo Bartoli, with an estimated cost of 1,200,00 lire.
The construction work lasted only one year, from October 28, 1932 to October 1933. The inauguration took place on November 4, 1933 in the presence of King Vittorio Emanuele II.
More than the monument itself, it is the construction of the ritual of memory associated with the monument that has had a profound significance for the local community and the country
Manus X Machina. Il design per la valorizzazione dei territori meridionali e il caso della Puglia
Il presente contributo intende presentare un ambito di ricerca riguardante l’innovazione di processo legata alla contaminazione tra ambiti di produzione industriale e pratiche manuali-artigianali caratterizzati da forte identità locale, in riferimento al territorio dell’Italia meridionale e, nello specifico, alla Puglia. In particolare si intende affrontare il tema dei processi di contaminazione nell’innovazione dei linguaggi e delle tecniche produttive proponendo una linea di ricerca capace di tenere insieme la dimensione identitaria dei processi artigianali e dei territori su cui essi insistono, rispetto ai processi industriali e alle tendenze di globalizzazione ed omologazione delle merci.The present paper intends to present a research field concerning process innovation linked to the contamination between industrial production fields and manual-craft practices characterized by a strong local identity, with reference to the territory of southern Italy and, specifically, to Puglia. In particular, we intend to address the issue of contamination processes in the innovation of languages and production techniques by proposing a research line capable of keeping together the identity dimension of the craft processes and the territories on which they insist, with respect to industrial processes and trends of globalization and homologation of goods
Eteronomia del progetto tra architettura e design: l'insegnamento di Gio Ponti = Heteronomy of architecture and design: the teaching of Gio Ponti
Le celebrazioni per il quarantennale della scomparsa di Gio Ponti si rivelano, oltre che momenti di approfondimento sulla sua figura, occasioni di rinnovate riflessioni sull’intera cultura architettonica italiana e internazionale, in un contesto in cui le visioni e le idee di modernità dell’architetto milanese appaiono emblematiche ed attuali rispetto alle mutevoli condizioni socio-culturali del nostro tempo. I nuovi paradigmi della cultura del progetto, con particolare riferimento alla sfera tecnologica e del design, riscoprono nella figura di Ponti importanti insegnamenti rispetto alla condizione sempre più eteronomica e ibrida dell’architettura, nella misura in cui rivelano una sintesi ancora possibile tra scala urbana, architettonica e del design.The celebration of the fortieth anniversary of Gio Ponti’s death, other than moments of depth on his figure, become occasions of renewed reflection on the whole Italian and international architectural culture, in a context in which the visions and the ideas about modernity by the Milan architect appear emblematic and topical in relationship with the ever-changing socio-cultural conditions of our time. The new paradigm of the design culture, with special reference to technology and industrial design, rediscover in the Ponti’s figure important lessons with regarding the even more heteronymic and hybrid condition of architecture, as long as they show a still possible synthesis between urbam, architectural and design scale
Architetture per la “Metropoli Mediterranea” di Bari. La Caserma “G. 33 Macchi” e il lungomare di Ponente tra monumentalità, propaganda di regime e urbanistica moderna
Questa pubblicazione nasce a seguito della convenzione stipulata tra il Politecnico di Bari e il Comando Regionale della Guardia di finanza di Bari avente per oggetto diverse forme di collaborazione.
Il caso della Caserma Macchi” ha dato vita ad una ricerca che ha visto impegnati sei laureandi del Corso di Laurea in Architettura coordinati dai proff. L. Ficarelli e M. Ieva, con la partecipazione dei proff. I. Carabellese, G.P. Consoli, A. Labalestra, D. Pastore, N. Scardigno. Lo studio si poneva l’obiettivo di indagare, con gli strumenti propri della lettura tipo-morfologica applicata allo studio dei caratteri degli organismi edilizi, il tema dell’Architettura Moderna,con particolare attenzione alla Caserma “G. Macchi” sede del Comando Regionale
Le reti del MAI e le sue mostre. Ipotesi per una rilettura del dibattito romano sulle arti industriali
Il Museo d’arte applicata all’industria, divenuto Museo artistico e industriale di Roma (MAI) e aperto nel 1874, condivide con i regi musei artistici e industriali italiani, nati all’indomani dell’Unità,
soprattutto un intento educativo. Riprendendo i modelli europei, dal Conservatoire national des arts et métiers di Parigi al South Kensington Museum di Londra, queste istituzioni concepiscono le proprie collezioni come strumento di formazione per contribuire all’istruzione industriale nazionale, da un lato educando il gusto e trasformando la mentalità di imprenditori, tecnici e artisti così come del grande pubblico, dall’altro formando “tecnici-professionisti” iscritti nelle scuole-officine in essi insediate. Al contempo, tali realtà svolgono attività di promozione delle industrie artistiche nazionali attraverso
la partecipazione con i lavori degli stessi allievi a esposizioni nazionali e internazionali.
Oggetto di una seminale ricognizione nel 2005 condotta dal Ministero per i beni e le attività culturali - Istituto centrale per il catalogo e la documentazione, la vicenda può essere oggi ulteriormente indagata e riletta per mettere in luce almeno due aspetti. Il primo riguarda l’idea di istituire a Roma un’esperienza
espositiva e didattica per rendere manifesta l’identità delle arti industriali nazionali. Il secondo, attraverso la proposta di un “modello” di istituzione basato su un rapporto molto stretto con i contesti produttivi, sociali e con le tradizioni locali, rappresenta invece la condizione più interessante rispetto alle possibilità di delineare quanto di quella esperienza possa oggi rappresentare ancora un modello didattico, ma anche nuove visioni per iniziative museali dedicate al design
Landscape transformation and territorial marketing. The Noi Techpark restoration project in Bolzano: a remarkable case of territorial branding
The Noi Techpark project in Bolzano has substantially transformed a portion of the Bolzano surroundings, localizing university and management functions in an area characterized by the presence of a dismissed industrial settlement built between the two World Wars by the Montecatini group. The project was pursued through the creation of a technology park, renovating the structures of the old factory which was in a state of abandon and then acquired by the Autonomous Province of Bolzano. This allowed the establishment of a pole of new public- private structures for technology transfer. The present paper intends to retrace the history of this intervention, describing its main characteristics in terms of urban form, functions and presence of public spaces in relation to the achievement of the objective of re- evaluating an entire urban area. including the relevant residential zone. But at the same time the ambition of the essay lies in the attempt to represent how, in the assessment of the complexity of local policies of territorial development, a significant role is played by the ability to contribute to economic growth in terms of birth of new businesses, improvement of competitiveness of existing ones, enhancement of financial resources, human and material present in the area and, finally, the ability to attract new productive factors in the area. In this sense, the Noi Techpark project is emblematic. Il Progetto Noi Techpark a Bolzano ha trasformato in maniera sostanziale una porzione consistente della periferia di Bolzano, localizzando funzioni universitarie e direzionali in un’area caratterizzata dalla presenza di un insediamento industriale dismesso realizzato, negli anni tra le due guerre mondiali, dal gruppo Montecatini. L’intervento è stato perseguito mediante la realizzazione di un parco tecnologico che, attraverso il risanamento delle strutture del vecchio opificio – acquisito al patrimonio della Provincia autonoma di Bolzano dopo il suo abbandono – ha permesso l’istituzione di un polo di nuove strutture pubblico-private destinate al trasferimento tecnologico. Il presente contributo intende ripercorrere la storia di questo intervento, soffermandosi nel descriverne le principali caratteristiche in termini di forma urbana, funzioni e presenza di spazi pubblici in relazione al raggiungimento dell’obiettivo di rivalutare un’intera area urbana. Ivi compreso quella occupata dal tessuto residenziale di pertinenza. Ma allo stesso tempo l’ambizione del saggio risiede nel tentativo di rappresentare come, nella valutazione della complessità delle politi- che di sviluppo locale di un territorio, un ruolo rilevante sia ricoperto dalla capacità di contribuire alla crescita economica nei termini di nascita di nuove imprese, di miglioramento della competitività di quelle esistenti, di valorizzazione delle risorse finanziarie, umane e materiali presenti in loco e, infine, dalla capacità di attrarre nuovi fattori produttivi sul territorio. Proprio in questo senso Il progetto del parco tecnologico Noi Techpark sembra emblematico. Nell’aver perseguito, oltre al risanamento di un’area industriale di smessa, l’obiettivo della creazione e della diffusione dell’innovazione per mezzo di un brand territoriale. In questo modo, al vantaggio di arginare la perdita di valore del contesto edilizio dell’intera area, si aggiunge il risultato prestigioso di aver messo in contatto i laboratori di ricerca, da un lato, e il tessuto imprenditoriale, dell’altro. L’intera operazione restituisce, dunque, un contesto entro cui è stato possibile sviluppare la capacità di trasferire know-how, di diffondere informazioni tecnologiche sul territorio, di creare un network di relazioni che stanno alla base della diffusione e della creazione della conoscenza e dello sviluppo di un ambito territoriale. Tutti elementi, non immediatamente quantificabili in termini economici nel breve periodo, ma che ci sembra debbano essere presi in considerazione nelle valutazioni complessive del vantaggio dell’opportunità di portare a termine questo tipo di iniziative.</jats:p
Giunto radiale multiplo
Il trovato oggetto della presente convenzione è un giunto radiale atto a vincolare, in maniera riconfigurabile, una pluralità di elementi convergenti verso un nodo di na struttura
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