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How much weight are women gaining during pregnancy? An Italian cohort study
INTRODUCTION:
The 2009 Institute of Medicine (IOM) guidelines define adequate gestational weight gain (GWG) in the attempt to prevent maternal and neonatal adverse outcomes. The aim of this study was to assess whether the IOM guidelines are met in pregnant women with different pre-gestational body mass index (BMI).
METHODS:
The study included 230 pregnant women recruited at the University Hospital of Pisa (Italy) at their screening visit (24-28 weeks of gestation) for gestational diabetes (GDM). GWG was determined at screening time and before delivery to be compared with GWG recommended by IOM for each pre-pregnancy BMI category.
RESULTS:
A total of 48% of women had a GWG exceeding IOM recommendations. The prevalence of GWG excess was higher in over-weight (OW, 63.2%) and obese (OB, 63.8%) women as compared to normal-weight (NW, 27.7%; p < 0.0001) women. The upper limit of the recommended IOM weight gain range was already exceeded at screening time in 15.5% of women. The percentage increased 27% and 18% in OW and OB, respectively, compared with 1.5% in NW (p < 0.001).
CONCLUSION:
About half of pregnant women had a GWG greater than the IOM recommended. GWG excess is particularly evident in OW and OB women
Studio della secrezione e della sensibilita insulinica nelle diverse classi di tolleranza glucidica in gravidanza
Il trattamento del GDM permette di ridurre il rischio di morbidità materno-fetale correlata all’iperglicemia materna. Tuttavia, le attuali linee guida per la diagnosi del GDM portano ad una diagnosi dicotomica che esclude un ampio numero di donne con iperglicemia isolata in corso di OGTT. Questo nonostante i dati presenti in letteratura siano concordi nell’indicare che, anche alterazioni “minori” della tolleranza glucidica in gravidanza, possono essere associate ad un outcome materno fetale avverso. L’obiettivo di questo studio è stato quello di definire il fenotipo metabolico delle donne in gravidanza con un valore alterato in corso di OGTT (OAV) e di verificare se l’OAV possa essere considerato comparabile al diabete gestazionale (GDM) o essere considerato una condizione specifica intermedia tra GDM e gravidanza normale.
4053 donne con test di screening positivo sono state sottoposte ad OGTT con 100 g di glucosio/3 ore, in base ai risultati di questo test sono state suddivise in GDM, OAV e NGT. Per ogni categoria abbiamo valutato la sensibilità insulinica (ISI), la secrezione insulinica e gli indici di secrezione (prima e seconda fase) ed infine abbiamo calcolato l’indice combinato di secrezione/azione insulinica (ISSI).
Il GDM è stato diagnosticato nel 17,9% e l’OAV nel 18,7% delle donne in gravidanza, le donne con GDM e OAV sono risultate avere un’età più avanzata, livelli di trigliceridi e BMI più elevati rispetto alle donne NGT (tutte le p<0.05). L’ISI ha mostrato una progressiva riduzione da NGT a OAV (-21,7%) a GDM (-32,1%) e anche gli indici di prima e seconda fase di secrezione sono andati progressivamente riducendosi nel passare da NGT a GDM (p<0,01).
L’ISSI è risultato più elevato nelle donne NGT e si è ridotto progressivamente nelle donne OAV e con GDM, in particolare, tra le donne con OAV, quelle con 1h-OAV hanno mostrato un ISSI più basso. Partendo da questo concetto abbiamo suddiviso la popolazione in esame sulla base di valori glicemici ad 1 ora in corso di OGTT: G1:180 mg/dl (categoria patologica).
L’ISI si riduce in modo progressivo nel passare da G1 a G5, particolare attenzione merita la sua riduzione del 29,3% nei gruppi con glicemia normale ad 1 ora in corso di OGTT. Gi indici di prima e seconda fase di secrezione insulinica e l’ISSI sono andati progressivamente riducendosi nel passare da G1 a G5, in particolare, la riduzione dell’ISSI tra le categorie con glicemia ad 1 ora in corso di OGTT normale è stata del 48,5%.
In conclusione, questi dati mostrano che le donne con GDM e OAV sono clinicamente indistinguibili ed entrambe le categorie presentano alterazioni della sensibilità e secrezione insulinica che sono più marcate nelle donne con GDM; tra le donne con OAV, quelle con 1h-OAV presentano una compromissione più grave.
All’aumentare dei livelli glicemici ad 1 ora in corso di OGTT, si verifica un progressivo e continuo deterioramento della secrezione e sensibilità insulinica, anche per livelli glicemici compresi nel range di “normalità”. Questi risultati evidenziano la necessità di una migliore comprensione del rischio associato a OAV, in particolare all’iperglicemia 1h dopo OGTT, per definire l’opportunità o meno di raccomandare, anche in queste donne, il trattamento intensivo ed il loro inserimento in precisi programmi di follow up
Diabete gestazionale e variazioni di peso in gravidanza. Approccio epidemiologico
Introduzione - La diagnosi del diabete gestazionale (DG) è da oltre 40 anni oggetto di un acceso dibattito fra le Organizzazioni Scientifiche. In Italia, dal settembre 2011 le linee guida della gravidanza fisiologica (LGN) hanno sostituito lo screening universale per il DG con uno selettivo, basato sulla presenza di fattori di rischio (FR). Oltre ad età, pregresso DG e familiarità per diabete, il sovrappeso e l'obesità costituiscono due tra i principali FR per il DG e sempre più numerose sono le donne che intraprendono una gravidanza in questa condizione. Soprattutto in queste donne, l'eccessivo incremento ponderale durante la gravidanza dovrebbe essere prevenuto al fine di limitare il rischio di eventi avversi materni e fetali.
Pochi sono attualmente i dati disponibili in Italia sull'impatto epidemiologico dei diversi criteri di screening e diagnosi del DG, che si sono susseguiti negli ultimi anni, e sulla corretta applicazione delle attuali raccomandazioni per lo screening. Ancora meno noto è il rispetto delle indicazioni per il corretto incremento ponderale in gravidanza e la sua associazione con gli outcome materni e fetali.
Obiettivi della tesi - Questa tesi mira a valutare:
- l’impatto epidemiologico dei rapidi cambiamenti delle linee guida avvenuti negli ultimi anni (Coorte 1);
- la corretta applicazione delle attuali LGN e l'incidenza del DG nelle classi di rischio così definite (Coorte 2);
- in quale misura vengano rispettate le raccomandazioni sul corretto incremento ponderale in gravidanza (Coorte 3);
- l'impatto dell'inadeguato incremento ponderale in gravidanza (eccesso o difetto), sulle variabili cliniche e sugli outcome materno-fetali (Coorte 4).
Soggetti e metodi - Nelle donne afferite al nostro Centro Diabetologico negli anni 2010-2014 (suddivise in quattro coorti) sono state raccolte le notizie anamnestiche, con particolare riferimento alla familiarità per diabete e al pregresso DG, e registrati i parametri antropometrici pre-gravidici, in occasione della visita di screening per il DG. Lo screening e la diagnosi del DG è stata effettuata secondo le linee guida in vigore al momento della raccolta dei dati. Gli outcome materni e fetali sono stati rilevati dalle schede di dimissione ospedaliera.
Risultati - Nella Coorte 1 (età media 33,5±5,2 anni; BMI pre-gravidico 23,0±3,9 Kg/m2), il DG è stato diagnosticato nel 20,6% delle donne, sulla base della glicemia a digiuno alla prima visita in gravidanza (≥92 mg/dl) nel 2,7% e nel 17,9% dopo esecuzione di OGTT a 24-28 settimane di gestazione. L'applicazione dei criteri IADPSG di screening e diagnosi del DG ha portato ad un incremento della prevalenza del DG del 136,8%, rispetto a quella registrata secondo i precedenti criteri Carpenter e Coustan (8,7%).
Le donne della Coorte 2 (età media 33,0±5,0 anni; BMI pre-gravidico 22,8±4,0 Kg/m2), avrebbero dovuto eseguire lo screening del DG solo in presenza di FR, secondo le LGN. In realtà, abbiamo osservato che il 3,8% delle donne ha inappropriatamente effettuato lo screening pur non presentando FR, ma nel 4,7% di esse è stato comunque riscontrato DG. L'86% delle gestanti era a medio rischio e nella quasi totalità dei casi (98,4%) ha correttamente eseguito lo screening tardivo (24-28 settimane). Il DG è stato riscontrato nel 13,7% di queste donne. Il restante 10,2% delle donne era ad alto rischio, ma di queste solo il 7% ha giustamente eseguito lo screening precoce (16-18 settimane), mentre nel restante 93% lo screening è stato effettuato solo tardivamente. In questa categoria di gestanti il DG è stato riscontrato nel 29,8% dei casi.
La valutazione dell’incremento ponderale in gravidanza (GWG) è stata eseguita nelle donne della Coorte 3 (età media 35,2±4,5 anni; BMI pre-gravidico 27,2±5,7 Kg/m2), osservando un GWG a fine della gravidanza superiore alle raccomandazioni IOM nel 48% dei casi. La percentuale di donne che sviluppava un eccessivo GWG era più elevata nelle donne sovrappeso (63,2%) e obese (63,8%), rispetto alle donne normopeso (27,7%; p<0,0001). Il limite superiore del range consentito dalle raccomandazioni IOM per ciascuna categoria di BMI pre-gravidico veniva già superato al momento dello screening per il DG nel 15,5% delle donne. Questa percentuale appariva significativamente più elevata nelle donne sovrappeso e nelle donne obese rispetto alle normopeso (27% e 18% vs. 1,5%, rispettivamente; p<0,001).
I fattori di rischio per l'eccessivo GWG, valutati mediante regressione logistica, nella Coorte 4 (età media 34,6±4,6 anni; BMI pre-gravidico 23,5±4,6 Kg/m2) sono risultati il sovrappeso (OR = 3,842; 95% CI 2,233-6,612; p<0,0001) e l'obesità pre-gravidica (OR = 5,338; 95% CI 2,653-10,743; p<0,0001), mentre elementi protettivi appaiono il pregresso DG (OR = 0,306; 95% CI 0,110-0,854; p<0,0237) e l’età materna compresa fra 35 e 40 anni (OR = 0,620; 95% CI 0,388-0,989; p<0,0450).
Il GWG superiore al range raccomandato (OR = 2,873; 95% CI 1,120-7,373; p<0,0281), la primiparità (OR = 5,437; 95% CI 1,967-15,030; p<0,0011) e il pregresso taglio cesareo (OR = 100,091; 95% CI 17,469-573,489; p<0,0001) sono risultati essere importanti fattori di rischio per l’esecuzione di parto con taglio cesareo. Una maggiore probabilità di andare in contro a parto pretermine è stata, invece, associata ad un deficitario GWG (OR = 12,499; 95% CI 1,992-78,407; p<0,0070) e alla gravidanza gemellare (OR = 65,774; 95% CI 3,014-1435,344; p<0,0001). Non è stata osservata alcuna relazione statisticamente significativa fra inadeguato incremento ponderale in gravidanza e rischio nascita di feti large for gestational age (LGA)/macrosomi e small for gestational age (SGA).
Conclusioni - I risultati osservati hanno evidenziato che l'impiego dei criteri di screening e diagnosi del DG secondo IADPSG si associa ad un incremento rilevante della prevalenza del DG. Come atteso, applicando i criteri LGN, la prevalenza del DG aumenta all'aumentare dei fattori di rischio, tuttavia la corretta applicazione di tali raccomandazioni appare ancora carente. Altrettanto inadeguata appare anche l'aderenza alle indicazioni relative al corretto incremento del peso in gravidanza, infatti quasi la metà delle donne assume più peso di quanto consigliato, soprattutto in presenza di sovrappeso o obesità pre-gravidica. Dati preliminari dimostrano, inoltre, che un inadeguato incremento ponderale in gravidanza (eccesso o difetto) si associa ad alcuni dei principali outcome materno-fetali avversi
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis
We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis
Is maternal educational level a risk factor for gestational diabetes in Caucasian women?
Dispelling the Myths Behind First-author Citation Counts
We conducted a full-scale evaluative citation analysis study of scholars in the XML research field to explore just how different from each other author rankings resulting from different citation counting methods actually are, and to demonstrate the capability of emerging data and tools on the Web in supporting more realistic citation counting methods. Our results contest some common arguments for the continued
use of first-author citation counts in the evaluation of scholars, such as high correlations between author rankings by first-author citation counts and other citation
counting methods, and high costs of using more realistic citation counting methods that are not well-supported by the ISI databases. It is argued that increasingly available digital full text research papers make it possible for citation analysis studies to go beyond what the ISI databases have directly supported and to employ more
sophisticated methods
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