158 research outputs found

    Medicina legale e diritto sanitario: la garanzia della "sicurezza delle cure" attraverso i Comitati Valutazione Sinistri. Analisi dell'esperienza maturata presso il Policlinico Umberto I e l'Azienda Ospedaliera Universitaria Sant'Andrea.

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    Il lavoro che viene di seguito presentato sviluppa il tema della responsabilità professionale medico-sanitaria alla luce dell’ultima riforma apportata con la legge dell’8 marzo 2017, la cosiddetta “Gelli-Bianco” e dei suoi elementi di novità rispetto all’esistente quadro normativo, nonché all’attesa decretazione attuativa, declinandolo nel contesto specifico delle attività del Comitato Valutazione Sinistri (CVS) delle due aziende ospedaliere in convenzione con l’Università Sapienza nella Città di Roma. In premessa sono stati analizzati i passaggi di interesse della legge, quindi la puntualizzazione sulle attività di risk mangement aziendale e l’attuale definizione dei diversi obblighi assicurativi di settore, con una particolare attenzione alla ricostruzione storica del complesso e composito iter legislativo che ha sviluppato nell’ultimo decennio il diritto su entrambi gli argomenti. In quanto alla prima tematica è importante sottolinearne l’attualità che emerge assai chiaramente dall’entità degli sforzi internazionali che si stanno compiendo per un globale ripensamento da parte delle Amministrazioni, ma soprattutto delle politiche di governo, alla luce di un comune obiettivo di elevazione degli standard di sicurezza delle cure che, grazie alla nuova legge, assurge a piena integrazione del più generale diritto alla salute . Il problema del “rischio” correlato all’erogazione delle prestazioni sanitarie, infatti, si è rapidamente ingrandito, quasi paradossalmente, proprio per l’incremento complessivamente inteso della qualità, perlomeno potenziale, dell’assistenza. Da un lato, infatti, le competenze si sono ampliate ed approfondite, seppur secondo una direttrice prevalentemente settoriale, dall’altro la complessità di sistema è incrementata su tutti i livelli, dalla maggior definizione dei bisogni assistenziali del singolo paziente alla sofisticazione degli “strumenti”, estensivamente contemplati, sia diagnostici che terapeutici, passando per le dinamiche di partecipazione multidisciplinare e multi-professionale grazie al coinvolgimento di figure nuove con competenze specifiche al fianco di medici ed infermieri. In questo scenario la dimensione di rischio verso cui si orientano le attività di clinical risk management è quella che descrive la probabilità dell’evento avverso o dell’incidente, e più specificamente quello che può essere messo in dipendenza da un errore o “quasi-errore”. L’oggetto e l’obiettivo di queste attività, dunque, è proprio l’indagine sistematica di tali problematiche e la pianificazione ed attuazione delle misure necessarie al contenimento di quanto prevenibile e, quindi, evitabile. Strettamente embricato al problema della “sicurezza” e, ancor più in generale, della “qualità” è il tema del dilagante contenzioso medico-legale, comunemente riassunto nel sintagma anglosassone di “med-mal”, abbreviazione per medical malpractice. Tralasciando i pur legittimi argomenti sul semplicismo di simile definizione sintetica, nell’esame delle fonti e nell’inquadramento della norma è stato di primo interesse l’analisi dell’introduzione di un regime compiuto di assicurazione obbligatoria anche nell’ambito della responsabilità professionale medica, per cui è immediato un parallelismo, seppur limitato, con il settore della RC-auto . Il piano condiviso, d’altronde, tra gestione del rischio clinico e del contenzioso inerente presunta responsabilità medico-sanitaria ben si esplica all’interno dei CVS in qualità di organismi collegiali multidisciplinari afferenti a tutte le aree direttive aziendali competenti

    Clinical Risk Management: As Modern Tool for Prevention and Management of Care and Prevention Occupational Risk

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    Clinical Risk Management aims to improve the performance quality of healthcare services through procedures that identify and prevent circumstances that could expose both the patient and the healthcare personnel to risk of an adverse event [...

    Infermieristica di famiglia e di comunità. Nuovi scenari per il welfare della sanità territoriale nel XXI secolo

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    Introduzione: Con la pubblicazione del documento Health21 nel 1984, l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) introduce la figura dell’Infermiere di Famiglia e di Comunità (IFeC) quale professionista in grado di garantire la continuità assistenziale rispondendo, in primo luogo, ai diritti e ai bisogni in evoluzione dei pazienti cronici e fragili. Lo studio condotto nel corso del programma dottorale ha avuto l’obiettivo di: i) approfondire i modelli concettuali ed organizzativi di riferimento dell’odierna Infermieristica di Famiglia e Comunità; ii) individuare le tecnologie di eHealth efficaci nel sostegno del self-care dei pazienti con patologia cronica e potenzialmente integrabili nella pratica dell’IFeC; iii) identificare i risultati di salute sensibili agli interventi degli infermieri erogati nei contesti di assistenza primaria; iv) valutare l’efficacia di un intervento multicomponente condotto dagli IFeC. Metodi: La prima fase del progetto di ricerca ha previsto la conduzione di tre revisioni della letteratura: a) una scoping review per identificare i modelli di riferimento dell’IFeC al fine di guidarne gli interventi nel contesto nazionale; b) una overview of evidence per identificare gli interventi efficaci nella promozione del self-care dei pazienti cronici attraverso l’utilizzo della eHealth; c) una revisione sistematica con meta-analisi per identificare l’efficacia di interventi evidence-based guidati dagli infermieri nel contesto dell'assistenza sanitaria primaria su persone, famiglie o comunità nel miglioramento degli outcomes di salute sia soggettivi (Patient Reported Outcomes) che oggettivi (Observer Reported Outcomes). Nella seconda fase del progetto, i risultati delle tre revisioni sono stati integrati nella strutturazione del protocollo di un RCT denominato ITACA (Information, Training, Accessibility, Caregivers, Assessment). L’obiettivo primario del trial è valutare l’efficacia dell’intervento ITACA nell’aumento dello score del self-care management valutato attraverso il questionario validato Patient Version Self-Care of Chronic Illness Inventory (PVSCI). Gli obiettivi secondari dello studio sono stati classificati in Patient-Reported Outcomes (PROs) e Observer-Reported Outcomes (OROs). Per l’erogazione del RCT sono stati arruolati 4 IFeC afferenti ai servizi di infermieristica di famiglia e comunità nel Lazio (ASL Roma 2 - 6). Gli IFeC arruolati sulla base della letteratura: i) avevano seguito un corso di formazione aziendale / Master ii) ricoprivano la posizione di IFeC da almeno 6 mesi in setting domiciliari. Gli IFeC hanno effettuato un periodo di formazione sulle tecniche di counseling motivazionale effettuato attraverso il reclutamento di un counsellor diplomato che ha co-progettato con Sapienza l’intervento. I risultati dell’overview (punteggio medio self-care management - PVSCI - 64.7, SD 16.3) e una ipotesi di differenza tra gruppi di 10 punti (errore alfa: 0,05, potenza 90%) ha permesso di stimare una numerosità campionaria di 110 partecipanti, allocazione 1:1. Considerando un drop out del 20%, la numerosità finale è di 138 con BPCO (22), diabete (58) e scompenso cardiaco (58). La tecnica di arruolamento ha previsto un arruolamento aperto, che continuerà nel tempo fino a saturazione del campione. L'intervento ha una durata di tre mesi e consiste in 5 attività: Information: accesso ad otto video-tutorial sulla gestione della patologia cronica realizzati con la collaborazione degli studenti di infermieristica. Training: intervento di counseling motivazionale di 60 minuti realizzato da IFeC su una specifica attività di self-care management risultata carente e/o migliorabile durante l’accertamento. Accessibility: utilizzo dell’app Itaca. Care-givers: intervento di counseling motivazionale di 30 minuti realizzato da IFeC rivolto al Caregiver. Assessment: valutazione dell’intervento mediante follow-up a 1, 3, 6 e 12 mesi. Risultati: Fase I, a) la scoping review ha identificato il modello dell’OMS nella sua declinazione dell’International Family Nurses Association (IFNA) come modello organizzativo ideale per la definizione delle attività dell’IFeC a livello nazionale. Sono stati individuati un totale di 23 articoli: 12 modelli organizzativi, 6 programmi, 4 Statement e 1 modello teorico. I principali elementi emersi sono stati: attività rivolta ai pazienti cronici e alle loro famiglie, focus sulla prevenzione primarie e terziaria ed erogazione degli interventi a livello domiciliare. Tali caratteristiche sono state impiegate per la definizione del protocollo dell’intervento sperimentale; b) nell’overview of evidence sono state incluse otto revisioni sistematiche (6 meta-analisi), 282 RCT per un totale di 41.579 partecipanti. Gli interventi di eHealth sono stati classificati in tre sottogruppi: (i) promemoria tramite app di messaggistica, e-mail e applicazioni; (ii) telemonitoraggio e supporto operatore online; (iii) programmi educativi basati su internet e sul web. Sei revisioni sistematiche hanno dimostrato un miglioramento delle misure di self-care attraverso gli interventi di eHealth, che hanno portato anche a una migliore qualità della vita e degli esiti clinici (HbA1C, pressione arteriosa, ospedalizzazione, colesterolo, peso corporeo); i risultati di questa revisione sono stati utilizzati per selezionare una tecnologia che includesse i tre sottogruppi descritti: è stata dunque ideata e testata una’app per dispositivi mobili compatibile con sistema Android e con dispositivi wearable indossabili e attualmente certificati ed in commercio; c) sono stati inclusi un totale di 110 articoli pubblicati tra il 1985 e il 2020, 99 RCT, tre studi osservazionali e otto valutazioni economiche. La revisione sistematica ha dimostrato l'efficacia degli interventi infermieristici nel miglioramento degli outcomes di salute dei pazienti, incidendo positivamente sugli: i) OROs, nella riduzione dei livelli di colesterolo, di emoglobina glicata (HbA1c), diabete mellito tipo 2 (T2DM), mortalità e ospedalizzazione; ii) PROs, per il miglioramento della qualità di vita dei pazienti cronici e quelli relativi a sindrome depressiva. La meta-analisi ha inoltre evidenziato una riduzione statisticamente significativa di SBP (MD -4,00, 95% CI -6.34 a -1.67), e di DBP (MD -2,55, 95% CI -4.82 a -0.28), su 1375 pazienti. Mentre non ha evidenziato riduzioni significative dell’HbA1c nel gruppo dei pazienti con diabete mellito (MD – 0.04, 95% CI -0.36 a 0.29). Fase II, a causa delle interruzioni e/o rimodulazione dei servizi ambulatoriali dovute alla pandemia non è stato possibile arruolare pazienti con le caratteristiche richieste dal RCT negli anni 2020 – 2022, pertanto il reclutamento è stato avviato alla fine del 2023 e lo studio è ancora in corso. Discussione: Emerge l'importanza fondamentale dell'IFeC per migliorare la salute nella comunità, affrontando questioni legate alla prevenzione, promozione e accesso alle cure. Questi risultati si allineano agli obiettivi della missione sei del PNRR, il cui scopo è ridurre le disparità tra i sistemi sanitari attraverso l'implementazione di politiche innovative sulla salute. In conclusione, il programma dottorale fornisce diversi spunti che possono essere utilizzati come base per nuove ricerche, contribuendo così, anche grazie ai risultati che si otterranno dallo studio ITACA, ad arricchire il quadro di conoscenze sull’IFeC quale protagonista centrale dell’assistenza territoriale che vada incontro alle necessità di caring dei cittadini

    A scientific approach to the characterisation of the painting technique of an author : the case of Raffaele Rinaldi

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    During the last restoration of the six paintings by Raffaele Rinaldi (1851-1916), located in the church of Maria SS. Annunziata (Marano Principato, Cosenza, Italy), made between 1890 and 1903, several scientific investigations were carried out on them. The present work aims at classifying the painting in terms of its materials and technical particularities. The goal of this study was to characterise the painting technique of the painter, its evolution and possible additions made during previous restorations. Pigments, binder media and raw materials used for the application of the ground and the paint layers were studied using electronic microscopy equipped with energy dispersive spectroscopy qualitative microanalysis (SEM-EDS), infrared spectroscopy (FTIR) and gas chromatography coupled with mass spectrometry (GC/MS). Furthermore, a complete analysis of the state of preservation of these paintings represents a scientific aid and guide for its restoration, taking into account the severe damage not exclusively due to natural decay processes. Our data can provide information about historical and stylistic background as well as advise for correct planning of the cleaning procedures. The identification of materials allowed a correct restoration

    Colpa medica, la cassazione a sezioni unite fa il punto sul diritto del neonato malformato al risarcimento del danno

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    La Corte di cassazione a Sezione Unite con la sentenza del 22 dicembre 2015, n. 25767, oggetto di commento, è stata chiamata dalla terza civile a dirimere un importante contrasto giurisprudenziale su una delle tematiche più attuali e controverse, anche a livello europeo, dell’inizio vita: il « wrongful birth » e il « wrongful life ». I motivi di ricorso presi in esame dall’organo giudicante di fatto vertono su due punti nodali: 1) il primo attiene all’onere probatorio e a chi questo competa ovvero se possa corrispondere a regolarità causale che la gestante interrompa la gravidanza, se informata di gravi malformazioni del feto, secondo un orientamento giurisprudenziale più risalente nel tempo; oppure se sia da escludere tale presunzione semplice, ponendo a carico della parte attrice di allegare e dimostrare che, se informata delle malformazioni del concepito, avrebbe interrotto la gravidanza, secondo l’orientamento più recente; 2) il secondo motivo di ricorso solleva un contrasto giurisprudenziale ancora più netto, interessando la questione della legittimazione del nato a pretendere il risarcimento del danno a carico del medico e della struttura sanitaria. La Corte di Cassazione a Sezione Unite ha accolto il primo motivo di ricorso con rinvio alla Corte d’Appello di Firenze, in diversa composizione, per un nuovo giudizio, e rigettato il secondo.The Supreme Court of Cassation in Joint Sitting, with the judgment no. 25767 of 22nd December 205, was called to solve an important conflict of the case law about one of the most actual and controversial topics, also in Europe, regarding the beginning of life: the “wrongful birth” and “wrongful life”. The grounds of appeal examined by the Court focus on two key points: 1) the first one concerns the issue of the burden of proof and of who is responsible for it, i.e. if the pregnant woman, informed of severe fetal malformations, is allowed to interrupt the pregnancy, according to an elder case-law trend; or if this simple presumption is to be excluded, charging the complaining party to demonstrate that, if informed of the presence of fetal malformations, she would have terminated the pregnancy, according to a more recent trend; 2) the second one raises an even more sharp jurisprudential conflict, concerning the issue of the legitimacy of the child’s request of compensation borne by the physician and the related health-care structure. The Supreme Court of Cassation in Joint Sitting, admitted the first ground of appeal referring to the Court of Appeal of Florence, in different composition, for a new judgment, and rejected the second one

    La consulenza tecnica d’Ufficio in tema di transessualismo alla luce del D.Lgs n. 150 del 2011: il contributo non sempre richiesto della medicina legale

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    A seguito delle modifiche apportate alla Legge n. 164/1982 dal Decreto Legislativo n. 150/2011, che non prevede più espressamente il richiamo alla possibilità di espletare una consulenza tecnica d’ufficio per lo studio delle condizioni psico-sessuali del soggetto transessuale, parte della dottrina medico-legale ha sollevato obiezioni circa il possibile restringimento delle indagini tecnico-peritali e quindi dell’apporto della disciplina medico-legale e psichiatrico-forense nei casi di rettificazione di attribuzione anagrafica del sesso. Partendo da tale assunto, gli autori hanno affrontato la tematica relativa alla consulenza tecnica di ufficio in tema di transessualismo, analizzando in particolare le professionalità richieste e la metodologia peritale da adottare nell’ambito della c.t.u. Al fine di tutelare maggiormente la salute psico-fisica del soggetto transessuale, è stata sottolineata l’importanza di un approccio multidisciplinare e, quindi, la necessità della nomina di un collegio peritale costituito da: uno specialista in Medicina Legale ed uno in Psichiatria. Al tempo stesso, è emerso come in realtà in alcuni Tribunali Italiani già prima della modifica legislativa fosse consuetudine basare il giudizio anche soltanto sulla documentazione allegata dall’istante e rilasciata dai vari centri autorizzati.Following the amendments made to the Law no. 164/1982, Legislative Decree no. 150/2011, which no longer expressly provides the possibility of carrying out a technical consultancy for the study of psycho-sexual conditions of the transsexual subject, part of Legal-Medicine interpretation has questioned the possible narrowing of technical-expert surveys and therefore the contribution of Legal Medicine and Mental-Forensic disciplines in cases of rectification of sex registry attribution. Starting from this assumption, the authors addressed the issue concerning the technical consultancy on the subject of transsexualism, focusing on the skills required and on the expert's methodology to be adopted in the c.t.u. field. In order to better protect the mental and physical health of transsexual subject, the importance of a multidisciplinary approach, and so the need of the appointment of an expert panel composed by one specialist in Forensic Medicine and one in Psychiatry have been stressed. At the same time, it emerged that in fact in some Italian Courts, already before the legislative amendment, was customary to base the judgment even only on the documentation attached by the applicant and released from various authorized centers

    Mobbing: inquadramento del fenomeno ed indennizzo Inail

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    La normativa generale (art. 1900 c.c.) e quella speciale (art. 10 del d.P.R. n. 1124/1965) escludono che il risarcimento possa essere posto a carico dell’assicuratore quando il danno sia cagionato con dolo della parte. La condotta di mobbing ha sicuramente carattere doloso: infatti si riscontra una volontà del soggetto agente di porre in essere la condotta vessatoria. Anche qualora il comportamento datoriale non sia posto in essere con la precisa volontà di causare un danno biologico nel sottoposto comunque può riscontrarsi l’elemento doloso. La Cassazione ha, infatti, chiarito che il dolo sussiste non solo quando l’azione è sorretta da coscienza e volontà ma anche quando si agisce accettando il rischio che dalla propria condotta possa derivare un evento lesivo, trattandosi in questo caso di dolo eventuale. Dunque, a parere di chi scrive, risulta pienamente condivisibile la dottrina secondo la quale nei casi di mobbing, sussistendo una condotta dolosa, dovrebbe essere il datore ad essere gravato dell’intero risarcimento del danno biologico poiché l’elemento soggettivo del dolo è atto ad escludere la responsabilità dell’Ente assicurativo
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