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Degenza media pre-operatoria per alcuni DRG in ricovero ordinario
Degenza media pre-operatoria per alcuni DRG in ricovero ordinari
Utilizzo del day-hospital per i DRG medici a rischio di inappropriatezza
Utilizzo del day-hospital per i DRG medici a rischio di inappropriatezz
L'appropriatezza clinica ed organizzativa degli interventi di tonsilecctomia e/o adenoidectomia
Degenza media pre-operatoria nei ricoveri ordinari
Degenza media pre-operatoria nei ricoveri ordinar
Patient migration among the italian regions in 2003
Background: In the Italian National Health Service hospital planning was influenced by two aspects: the patients’ freedom to choose their health care provider and the equal distribution of centers spread throughout Italy. While every Italian Region should be able to meet the health needs of its own inhabitants, consistent migration among regions exists. Retrospective studies of cross boundaries patient flows can be useful for health planning purposes, providing precious information about citizens’ preferences, and helping health managers to think about inequality and adjust the offer of care.
The aim of this study is to describe cross boundary flows which occurred across all the Italian Regions in 2003.
Methods: The hospital discharges for 2003 were obtained from the General Directorate for Health Planning of the Italian Ministry of Health. We analyzed regional cross boundary flows using the Gandy Nomogram. This tool, which assesses patient mobility, can be used to describe regions’ ability to satisfy their internal health
demand and their own capability in attracting foreign patients.
Results: All of the regions, for the most part, were able to satisfy internal health care demands, and are placed in the upper right corner of the Gandy Nomogram.
Umbria, Emilia Romagna, P. A. di Bolzano, Tuscany, Lombardy, Friuli V. Giulia, Lazio, Abruzzo were the regions that appeared to perform best. The Lombardy region attracts the most patients.
Conclusions: This study briefly provides an evaluation of hospital supply of services giving indications about patients’ perception of the quality and organization of services.
A deeper analysis of patient migration may be undertaken by looking at specific diseases. This kind of research could be useful for planning and maximising supplies when making decisions about healthcare
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Ricoveri di un giorno per DRG medici
Assicurare un uso appropriato dei servizi rappresenta uno degli obiettivi prioritari del nostro sistema di erogazione delle prestazioni sanitarie. I ricoveri ordinari con degenza di un solo giorno rappresentano un importante aspetto dell’inappropriato uso dell’ospedale. Nella maggioranza dei casi i ricoveri che si concludono entro le 24 ore sono espressione di imperfette valutazioni cliniche, di
anomalie organizzative o di modelli assistenziali ancora troppo centrati sulla rete dei servizi ospedalieri piuttosto che su quella dei servizi territoriali alternativi al ricovero.
La percentuale di ricoveri medici di un giorno è un indicatore di processo che consente di orientare l’analisi dell’appropriato uso della degenza ordinaria sia che il fenomeno riguardi la gestione degli accessi urgenti avviati al ricovero dal Pronto Soccorso, sia la correttezza delle indicazioni poste per i ricoveri programmati di tipo internistico. Contrastare l’inappropriato uso della degenza ordinaria,
oltre che contribuire a ridurre il TO entro il limite complessivo di 180 ricoveri per 1.000 abitanti fissato dalla programmazione nazionale, può consentire, senza modificare nella sostanza i livelli prestazionali ed assistenziali assicurati ai cittadini, un migliore utilizzo delle risorse disponibili e la valorizzazione del ruolo dell’ospedale come luogo deputato a fornire risposte assistenziali a problemi di salute complessi caratterizzati da acuzie e gravità
Degenza media preoperatoria nei ricoveri ordinari.
L’indicatore illustra il tempo medio trascorso in ospedale in ricovero ordinario prima di eseguire un intervento chirurgico, il più delle volte per effettuare accertamenti diagnostici o altre attività terapeutiche ed assistenziali propedeutiche all’intervento stesso (degenza media preoperatoria - DMPO). Nella grande maggioranza dei ricoveri programmati tali attività possono e dovrebbero essere effettuate nel periodo pre ricovero attraverso la rete ambulatoriale, il Day Service o il Day Hospital. Una attenta gestione dei percorsi preoperatori per i ricoveri programmati e l’adozione di apposite linee guida per codificare le prassi assistenziali ed organizzative da
adottare per i ricoveri effettuati in urgenza, possono evitare attese ingiustificate e ritardi nell’esecuzione dell’intervento chirurgico e quindi migliorare sensibilmente la gestione del percorso assistenziale del paziente, non solo in termini di efficienza ma anche riguardo il gradimento, l’efficacia, la sicurezza e gli esiti degli interventi stessi. Nelle realtà che hanno raggiunto limiti molto bassi di degenza media complessiva, sia i clinici che varie organizzazioni di tutela dei pazienti ritengono più utile ed etico che la ricerca dell’efficienza ed il “guadagno” in termini di giornate di degenza risparmiate siano perseguiti soprattutto attraverso l’ottimizzazione dei percorsi preoperatori piuttosto che con politiche assistenziali volte a favorire la dimissione precoce, a volte intempestiva, dei pazienti operati.
Le evidenze rilevate e queste considerazioni dovrebbero spingere tutte le regioni a monitorare con attenzione il fenomeno anche allo scopo di definire soglie massime di DMPO per i più frequenti DRG chirurgici
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