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    A proposito dell'articolo 8 della legge n. 148/2011: le deroghe si fanno, ma non si dicono

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    Il saggio si occupa dei più recenti accordi e interventi legislativi in materia sindacale, con particolare riferimento all’art. 8 della legge n. 148/2011. Questa norma è potenzialmente dirompente per gli assetti della contrattazione collettiva e per l’inderogabilità in senso peggiorativo delle norme di diritto del lavoro ad opera dell’autonomia collettiva, per di più nei suoi livelli decentrati, vale a dire i contratti aziendali o territoriali. Al riguardo, le principali organizzazioni sindacali si sono in linea di massima dichiarate indisponibili a concludere accordi decentrati in deroga alla legge. Tuttavia, da un’analisi di taglio eminentemente pratico, condotta sulla base di una serie di contratti aziendali reperiti dall’Autore, sembra che si possa affermare che le deroghe alla legge (o al contratto collettivo nazionale) si fanno, ma non si dichiarano apertamente.The essay deals with the more recent agreements and legal norms about trade union law; more specifically with the article 8 of Law no. 148/2011. This rule of law might have strong effects on the structure of collective bargaining and the mandatory nature in the pejorative sense of the rules of labour law by the company or territorial collective agreements. In this regard, the main trade unions have declared they are unwilling to conclude decentralized agreements in derogation with the law. However, a practical analysis, carried out on a series of company collective agreements found by the Author, shows that we could assert that exceptions to the law (or national collective agreement) are made, but are not openly declared

    La nuova “cassetta degli attrezzi” del sindacato tra spazi fisici e luoghi digitali : l’esperienza di Toolbox Cgil di Bergamo

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    The article examines the case of Toolbox Cgil of Bergamo, a territorial experience with which the confederal trade union experiments with new organizational and relationship methods to get in touch, directly or through technological tools, with workers of the new generations and digital workers. Starting from this case, the author observes that the confederal trade union - even in the light of past experiences - is potentially able to adapt its tools and strategies to the new scenario of the world of work determined by technological innovations and work through platforms, as well as to build forms of representation of digital workers

    Retribuzione e occupazione

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    Responsabilità solidali negli appalti e subappalti dopo il D.L. 97/08 : una disciplina in continuo movimento

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    A partire dal 2003, con l’entrata in vigore del d.lgs. 276, la disciplina giuslavoristica degli appalti è stata oggetto di un incessante processo di riforma. Ciò si è verificato non solo alla luce di diverse valutazioni “politiche” del decentramento produttivo, ma anche in ragione dell’incertezza del legislatore nel definire il livello di protezione dei lavoratori impiegati negli appalti ritenuto adeguato. Lo studio prende in esame tali interventi normativi e intende principalmente ricostruire il complesso quadro giuridico della tutela delle posizioni creditorie dei lavoratori negli appalti e nei subappalti risultante da questo processo di stratificazione normativa. Allo stato attuale, nelle ipotesi di legittimo ricorso ai contratti di appalto e subappalto, il principale strumento di tutela delle posizioni creditorie dei lavoratori è costituito dalla responsabilità solidale nei confronti dei lavoratori tra il formale datore di lavoro (appaltatore o subappaltatore) e gli altri soggetti (committenti e subcommittenti) che indirettamente si avvalgono della prestazione di tali lavoratori, pur rimanendo estranei al rapporto di lavoro

    Le responsabilità solidali negli appalti : stato dell’arte, profili critici e proposte di riforma

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    L’art. 29, comma 2, d.lgs. 276/2003 disciplina la responsabilità solidale negli appalti e nei subappalti. I primi interventi giurisprudenziali in materia hanno fatto emergere significativi profili critici della disciplina e generato alcuni ulteriori dubbi interpretativi (con particolare riferimento all’ambito di applicazione oggettivo e soggettivo della responsabilità solidale, all’assenza di meccanismi di esonero da tale regime, come pure alla negazione della responsabilità solidale in caso di accertata interposizione), che vengono presi in esame in questo articolo
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