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I capitoli del Giudice alle Vettovaglie (secolo XVI)
Il Giudice alle Vettovaglie – che prenderà anche il nome di Giudice della Piazza – era l’ufficiale preposto al controllo e alla organizzazione dell’approvvigionamento delle derrate alimentari. A Carpi, questa figura è stabilmente presente solo dopo il definitivo passaggio della contea Pio agli Estensi; tuttavia non è detto che essa non fosse prevista tra gli ufficiali dei domini Pio, e la sua presunta assenza potrebbe essere facilmente ricondotta alla dispersione dei documenti. Il documento del quale qui si riproducono alcune carte – intitolato Ordine si debe servare per lo officiale alla vitualia di Carpi – contiene la minuziosa descrizione delle competenze che attenevano al Giudice. L’Ordine è organizzato in 40 “capitoli”, alcuni dei quali riprendono il contenuto di precedenti rubriche statutarie dei secoli XIV e XV, ma in una prospettiva di aggiornamento e adeguamento alla mutata situazione economico-sociale. Il vasto ambito di attività spettante al Giudice si articolava in quattro settori: sicurezza pubblica (ad esempio, assicurandosi che i contadini entrassero in città con carri o buoi, tenendone «il timone in mano»); decoro urbano e igiene; controllo delle attività di mercatura e artigianato, in tutte le loro declinazioni; infine, supervisione e gestione del mercato settimanale
Il fascismo e i maestri
L'articolo esamina il rapporto tra gli insegnanti della scuola primaria e il fascismo a partire da una recente pubblicazione sul tema. Attraverso l'analisi di diverse categorie di insegnanti, vengono analizzate diverse tipologie di resistenza alla politica scolastica attuata dal regime fascista.The article examines the relationship between primary school teachers and fascism starting from a recent publication on the topic. Through the analysis of different categories of teachers, the author analyzed different types of resistance to the school policy implemented by the fascist regime
Diritto allo studio universitario e diritto alla formazione superiore: problemi, prospettive, obiettivi
Il testo affronta il tema del diritto allo formazione superiore, a partire dall'analisi puntuale dei problemi strutturali (riconducibili a tre categorie interconnesse: carenza di finanziamenti, ritardi nell’assegnazione delle risorse disponibili e nell’attuazione normativa, frammentazione delle competenze e delle informazioni) che ancora oggi non agevolano l'accesso all'università. Ci si sofferma, poi, su quei nodi culturali che relegano il diritto alla formazione superiore nell’ambito delle politiche specialistiche e non in quelle di sistema che alimentano la buona crescita del Paese: tra questi, la coincidenza - per molti analisti - del diritto allo studio con alcune specifiche prestazioni (la borsa di studio, ad esempio); la limitata e paternalistica attenzione alla rapida maturazione dell’autonomia e dell’indipendenza personali, culturali e formative dei giovani; il pregiudizio sociale maturato nel corso dell’ultimo ventennio nei confronti della “spendibilità” del titolo di laurea; l'esigenza di valutare l'aggiornamento e l'ampliamento del perimetro delimitato dalla definizione costituzionale di «...capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi...» e delle competenze tra Stato e Regioni nel sostegno agli studenti e studentesse universitari. Infine, ci si sofferma su alcune proposte di riforma del sistema del diritto allo studio e di progettazione di un nuovo welfare studentesco, anche alla luce del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), in gran parte a valere sulle risorse a disposizione del nuovo strumento
europeo Next Generation E
Endocrinologia Pediatrica
Il trattato affronta tutti gli aspetti più rilevanti della patologia endocrina in età evolutiv
Maestro/a nel corso della storia. La maestra nella scuola italiana fra Otto e Novecento
Il saggio delinea l’evoluzione della figura della maestra elementare fra Otto e Novecento con specifica attenzione ai percorsi formativi, ai meccanismi di reclutamento, alla considerazione sociale della professione, al trattamento economico e allo stato giuridico. Dopo avere messo in luce le ragioni, già note, che hanno portato alla femminilizzazione della professione magistrale nel nostro Paese la ricerca evidenzia lo scarto fra l’immagine di maestra, che emerge dalla pubblicistica coeva, e una realtà molto più sfaccettata. Accanto a molte insegnanti che subiscono gli eventi della vita, sottomesse alle autorità scolastiche e locali e, in alcuni casi, sottoposte ai loro soprusi, propense più a delegare a altri la tutela dei propri interessi (di cui non appaiono consapevoli) che a battersi per vederli riconosciuti, ne esistono molte altre, protagoniste attive della vita scolastica, culturale e sociale dell’epoca, delle quali però la ricerca storica solo in tempi relativamente recenti ha cominciato a interessars
La ricerca educativa. Indirizzi nazionali e internazionali
L’attuale statuto della ricerca storico-educativa è frutto di una stagione di significativi cambiamenti. iniziati alla metà degli anni Settanta. Da quella stagione di rinnovamento ci sono giunte alcune opere che costituiscono delle vere e proprie pietre miliari. A partire da tali considerazioni l’autrice si interroga sul futuro della ricerca.The current status of historical and educational research is the result of a season of significant changes that began in the mid-seventies. From that season of renewal, we have received some of the works that are milestones. From these considerations, the author wonders about the future of the historical and educational research
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