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Commons & comunità : una nuova governance per l'econosostenibilità
Il concetto di beni comuni e di comunità, discusso in questo libro, non ha niente a che vedere con il comunismo come fenomeno storico o come corrente teorica. Riguarda invece il tipo di governance delle grandi risorse naturali del nostro pianeta: le foreste, gli oceani, l’acqua, il cielo e Internet; risorse che rischiano la spoliazione, se non cambia il modo in cui sono amministrate. Si tratta di un argomento di grandissima attualità anche per il pensiero economico e per l’azione politica.
Lo sviluppo del dibattito sulla governance dei beni comuni, cui arrivano dei pallidissimi echi in Italia, si deve a una personalità fuori dal comune, scomparsa di recente: Elinor Ostrom. Elinor è la prima donna ad aver ricevuto il Premio Nobel per l’economia, e lo ha ricevuto “per la sua analisi della governance in economia, in particolare del bene comune”.
In questo libro sono presentati, in traduzione italiana, quattro articoli della Ostrom e un’intervista della studiosa che getta luce sul suo metodo aperto e interdisciplinare, come pure sul suo percorso di donna nella comunità tutta maschile degli economisti.
I due contributi di Giulio Sapelli e di Lorenzo Coccoli trattano la questione dei beni comuni e delle comunità da altri punti di vista. In appendice il documento che ha dato il via al dibattito sui beni comuni: l’articolo di Garrett Hardin del 1969 La tragedia dei beni comuni nella traduzione di Coccoli.
Intermezzi illustrati con foto dal servizio “Into the Wild – Nelle terre selvagge con Stefano Cipriani”. Un libro per scoprire i fondamenti di una questione di cui ci occuperemo a fondo nei prossimi anni
Preludio
Viviamo oggi in tempi politicamente interessanti: tempi in cui vecchie parole d’ordine, significanti di appartenenze precise, vengono rimbalzate da un campo all’altro, svuotate di senso e di significato, appiattite su una dimensione astorica e acritica, in nome del mito della fine delle ideologie, oppure strumentalizzate ai fini della ragione neoliberale. In questo scenario, Genealogie del presente intende riaprire lo spazio di un pensiero critico in grado di svelare la profondità semantica e ideologica delle parole del discorso politico, bucando la superficie della retorica ufficiale, portando alla luce le sue ambiguità ed esasperando le sue aporie. Diciotto interpreti acuti del presente, uniti in un comune percorso di ricerca che si snoda lungo un lessico di diciotto voci – Bene comune, Costituzione, Crisi, Democrazia, Destra/Sinistra, Eccellenza, Eguaglianza, Governabilità, Legalità, Movimento, Popolo, Povertà, Precarietà, Responsabilità, Sacrificio, Società, Trasparenza, Futuro – la cui analisi critica appare fondamentale per una comprensione delle poste in gioco della nostra epoca
Democrazia. Crisi e ricerca di altri modi di essere democratici
Il disagio verso le forme democratiche tradizionali si è spinto a un
livello tale che si cercano, sperimentalmente, pragmaticamente o teoreticamente, nuovi modi di essere democratici.
La crisi democratica si percepisce su due versanti che sono correlati e
rinviano l’un l’altro. È in crisi la versione della democrazia liberaldemocratica e rappresentativa (in occidente coincidente da tempo con la democrazia tout court) che centra la scena democratica su forma e regole procedurali, avendo preso atto dell’impossibilità di un fondamento sostanziale (che viene letto in senso potenzialmente totalitario). Il posto del potere è vuoto, nel senso che non ci sono soggetti che siano legittimati naturalmente ad occuparlo se non in modo temporaneo e modificabile: la democrazia si concentra sul principio della propria imperfezione strutturale che coincide con la stessa idea democratica.
Una particolare attenzione merita la prospettiva della democrazia cosiddetta radicale, che assume completamente il presupposto antifondazionale proprio del proceduralismo, ma contemporaneamente
rilancia il demos come soggetto politico, contrapponendosi alla
spoliticizzazione e allo svuotamento dell’antagonismo che è tipico della
società capitalista e neoliberale. La rappresentazione del demos permane,
seppur svuotata e decostruita, e resta il perno di una politica autonoma e
costruttiva: egemonica.
Il presupposto, in ogni caso, è di prendere sul serio la governamentalità
biopolitica che ha prodotto soggettività nuove al di là delle identificazioni giuridiche e politiche moderne nel cittadino e delle sue dinamiche
inclusive/escludenti. Queste soggettivazioni – che implicano sempre anche
una de-soggettivazione, un passo indietro rispetto alle interpellazioni tradizionali e che, giusta la caratteristica ontologica della governamentalità, coesistono con le vecchie forme in modo incoerente ed emergenziale – allargano le maglie identificative e teoriche e includono pratiche diversificate e plurali sui terreni della governamentalità biopolitica e delle trasformazioni del lavoro
Società. Potere, dominio, ordine
Il saggio ricostruire la genealogia politica del concetto moderno di società da Adam Ferguson a Foucault, mostrando la sua tensione costitutiva con il potere politico. Da questa tensione emergono due modi di esercitare di ottenere l'obbedienza. Il potere quale codice comunicativo e movimento circolare e il dominio che, all'interno degli stessi rapporti di potere, delinea posizioni di subordinazione non negoziabili
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis
We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis
Dispelling the Myths Behind First-author Citation Counts
We conducted a full-scale evaluative citation analysis study of scholars in the XML research field to explore just how different from each other author rankings resulting from different citation counting methods actually are, and to demonstrate the capability of emerging data and tools on the Web in supporting more realistic citation counting methods. Our results contest some common arguments for the continued
use of first-author citation counts in the evaluation of scholars, such as high correlations between author rankings by first-author citation counts and other citation
counting methods, and high costs of using more realistic citation counting methods that are not well-supported by the ISI databases. It is argued that increasingly available digital full text research papers make it possible for citation analysis studies to go beyond what the ISI databases have directly supported and to employ more
sophisticated methods
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