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    Delle lodi di don Francesco Medici de' principi di Toscana : orazione /

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    Engraved t.p. vignette of Medici arms. On recto of 2nd leaf is Callot's full-page engraved port. of Francesco de' Medici, son of Grand Duke Ferdinand I. It is in Lieure's 1st state. The port. also appeared the same year in Alessandro Adimari's Esequie dell' ill.mo & ecc.mo principe don Francesco Medici (Florence : Gio. Donato & Bernardino Giunti); see Lieure. Large woodcut Giunti device on p. [31].Lieure, J. Jacques Callot,Mode of access: Internet.At head of front pastedown is bookplate of Francesco Riccardi de Vernaccia (Florence, ca. 1780; see Gelli, p. 387). Below it is the label of Horatius (Orazio) Landau, with stamped shelfmark 53021. At foot is the bookplate of U. Manganelli, signed with the initials SER. A dedicatory inscription at foot of t.p. has been scratched out.Binding: modern marbled paper, backed in green vellum. Date, author & title writte on spine.Port. trimmed into the image at right margin and foot

    Il rapporto fra intelletto e volontà in Francesco di Appignano

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    Abstract in italianoQuesto contributo si concentra sul rapporto che sussiste fra l’intelletto e la volontà, secondo Francesco di Appignano, indagando alcune questioni poco frequentate, che si trovano verso la fine della Reportatio II-A nell’edizione critica di Tiziana Suarez-Nani William Duba Emmanuel Babey e Girard J. Etzkorn. Queste questioni Vengono comparate con la letteratura critica che ci ha consegnato l’operazione complessiva di Francesco di Appignano: egli intende moderare, da una parte, la contingenza e la libertà della volontà di ascendenza scotiana, per esempio a proposito della visione beatifica, e, dall’altra parte, la necessitazione intrinseca della volontà con l’introduzione dell’inclinazione di Pietro Aureolo, per esempio in merito alla dannazione. Le questioni considerate confermano l’allontanamento di Francesco di Appignano da Scoto, Aureolo e, in generale, dalla corrente volontarista francescana e mostrano l’apporto innovativo di Francesco: un sistema concausale, costituito da due cause che concorrono, insieme, a produrre l’effetto e che sono disposte in modo gerarchico, ossia la libera volontà umana in quanto causa primaria e Dio in quanto causa secondaria.Abstract in EnglishThis contribution focuses on the relatioship which exists between the intellect and the will, according to Francis of Appignano, investigating some little-frequented questions, which are found towards the end of the Reportatio II-A in the critical edition by Tiziana Suarez-Nani William Duba Emmanuel Babey and Girard J. Etzkorn. These questions are compared with the critical literature which has given us the overall operation of Francis of Appignano: he intends to moderate, on the one hand, the contingency and freedom of the will of Scotian ancestry, for example regarding the beatific vision, and, on the other hand, the intrinsic necessity of the will with the introduction of the inclination of Peter Aureol, for example regarding damnation. The questions considered confirm the distancing of Francis of Appignano from Scotus, Aureol and, in general, from the Franciscan voluntarist current and show the innovative contribution of Francis: a concausal system, made up of two causes which contribute, together, to produce the effect and which are arranged in a hierarchical manner, i.e. human free will as the primary cause and God as the secondary cause

    Corso di diritto civile francese di J. E. D. Bernardi capo della sezione civile presso il Ministero del gran giudice. Versione italiana con annotazioni del traduttore - vol. 1

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    Milano : dalla tipografia di Francesco Sonzogno di G. Batt. stampatore e librajo, Corsia de\u27 Servi, n. 596, 1806 Segn.: pigreco5 1-10/8 11/6 https://galileodiscovery.unipd.it/discovery/fulldisplay?context=L&vid=39UPD_INST:VU1&search_scope=MyInst_and_CI&tab=Everything&docid=alma99000405294020604

    Corso di diritto civile francese di J. E. D. Bernardi capo della sezione civile presso il Ministero del gran giudice. Versione italiana con annotazioni del traduttore - vol. 5

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    Milano : dalla tipografia di Francesco Sonzogno di G. Batt. stampatore e librajo, Corsia de\u27 Servi, n. 596, 1806 Segn.: pigreco12 1-23/8 24/7 https://galileodiscovery.unipd.it/discovery/fulldisplay?context=L&vid=39UPD_INST:VU1&search_scope=MyInst_and_CI&tab=Everything&docid=alma99000405298020604

    Corso di diritto civile francese di J. E. D. Bernardi capo della sezione civile presso il Ministero del gran giudice. Versione italiana con annotazioni del traduttore - vol. 4

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    Milano : dalla tipografia di Francesco Sonzogno di G. Batt. stampatore e librajo, Corsia de\u27 Servi, n. 596, 1806 Segn.: [1]-29/8 https://galileodiscovery.unipd.it/discovery/fulldisplay?context=L&vid=39UPD_INST:VU1&search_scope=MyInst_and_CI&tab=Everything&docid=alma99000405297020604

    LEONIS BAPTISTÆ ALBERTI, DESCRIPTIO VRBIS ROMÆ, LEON BATTISTA ALBERTI, PLAN DE LA VILLE DE ROME, Tr. franç. par J.-Y. Boriaud, LEON BATTISTA ALBERTI, RAPPRESENTAZIONE DELLA CITTÀ DI ROMA, Trad. it. di C. Colombo, LEON BATTISTA ALBERTI'S, DELINEATION OF THE CITY OF ROME, Engl. tr. by P. Hicks, LEON BATTISTA AL'BERTI, OPISANIE GORODA RIMA, Russij perevod D. Baûka, Introduzione di Mario Carpo & Francesco Furlan, Édition critique par Jean-Yves Boriaud & Francesco Furlan, Ouvrage coordonné par Francesco Furlan, Firenze, Olschki e Paris, S.I.L.B.A. 2005, pp. 154+8, 16 figg. num., 1 s. n°. e 7 tavv. f. t

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    Il saggio parte dal testo critico della "Descriptio Urbis Romae" edito da Jean-Yves Boriaud e Francesco Furlan nel 2005 di cui si mettono in discussione alcune scelte testuali criticando l'omissione dei risultati raggiunti già alla fine dell'Ottocento da Gustavo Uzielli (resi noti dallo scrivente nel 2004). Si evidenziano gli errori della traduzione italiana (Carmela Colombo), ma soprattutto si mettono in discussione i criteri adottati per la "filologia del disegno", falsamente filologica. Si riconsiderano, allora, i soli due disegni presenti nei 6 testimoni nella Descriptio e li si studiano in base alle regole della "filologia del disegno geometrico-storico" stabilite dallo scrivente per lo studio dei disegni del "Libellus de quinque corporibus regularibus" di Piero della Francesca (edizione nazionale, edita nel 1995) modellando sul disegno il complesso delle operazioni costituenti la critica del testo (varianti, errori congiuntivi e separativi dei disegni, aggiunte, eliminazioni, lezioni uniche, banalizzazione o semplificazione di taluni tracciati grafici, caratteristiche specifiche). Lo stemma codicum in tal modo definito concorda con quello dell'edizione Boriaud-Furlan, mentre i disegni acquisiscono la loro vera forma (quella prevista dall'Alberti, ma trasmessaci in modo corrotto da tutti e sei i testimoni). I risultati ottenuti confermano la validità del metodo da me proposto per il "Libellus" pierfrancescano (nel 1992 e nel 1995) rivelandone la versalità dell'impiego sia per i testi trasmessi in testimone unico ("Libellus") sia per quelli pervenutici in copie plurime. Si suggeriscono, infine, norme per l'edizione critica del "De re aedificatoria

    Corso di diritto civile francese di J. E. D. Bernardi capo della sezione civile presso il Ministero del gran giudice. Versione italiana con annotazioni del traduttore - vol. 3

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    Milano : dalla tipografia di Francesco Sonzogno di G. Batt. stampatore e librajo, Corsia de\u27 Servi, n. 596, 1806 Segn.: [1]-11/8 12/12 13-28/8 https://galileodiscovery.unipd.it/discovery/fulldisplay?context=L&vid=39UPD_INST:VU1&search_scope=MyInst_and_CI&tab=Everything&docid=alma99000405296020604

    San Giovanni Crisostomo, In Evangelium Iohannis. Traduzione latina di Francesco Griffolini

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    Descrizione e illustrazione del ms. Conventi Soppressi J. VI. 7 della Nazionale di Firenze, contenente la traduzione latina - eseguita dall'umanista aretino Francesco Griffolini - del commento di Giovanni Crisostomo al Vangelo di Giovanni (vi sono annotazioni autografe dello stesso Griffolini)

    LA MADONNA ESTERHAZY DI RAFFAELLO

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    LA MADONNA ESTERHÁZY DI RAFFAELLO A PALAZZO MARINO, di Francesco Murano, Fotografie di Sergio Oriani Il curatore della mostra, Stefano Zuffi, ha voluto inquadrare criticamente l’opera di Raffaello proveniente dal Museo di Budapest, ponendola tra la Vergine delle Rocce di Francesco Melzi, proveniente dall’Istituto delle Suore Orsoline di Milano e la Madonna della Rosa di Giovanni Antonio Boltraffio, proveniente dal Museo Poldi Pezzoli della stessa città. L’architetto Corrado Anselmi ha progettato un affascinante allestimento, concependolo come un percorso che si sviluppa attraverso tre soste utili all’ammirazione delle opere. L’autore Francesco Murano, spiega con ricchezza di particolari i vincoli del progetto illuminotecnico e le scelte luministiche.Once again, for the Christmas season, the Municipally of Milan decided to display an important work in the frame of the Palazzo Marino’s Alessi Hall. For this year 2014, the choice has been to propose the Estheràzy Madonna by Raphael, from the Museum of Budapest. The exhibition curator, Stefano Zuffi, wanted to critically frame to work of Raphael by placing it between the Vegine delle Rocce (Virgin of the Rocks) by Francesco Melzi, coming from the Milan’s Istituto delle Suore Orsoline, and the Madonna della Rosa by Giovanni Boltraffio, from the Milanese Museo Poldi Pezzoli. The Architect Corrado Anselmi designed a fascinating display, convinced as a path that develops through three stops that are useful for the enjoyment of the works. The author Francesco Murano, explains with many details the lighting design project

    Il Palazzo delle Poste di Augusta di Francesco Fichera

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    In the first half of the 20th century, after the catastrophes of the First World War, there was an intensification of building activity throughout Europe. In Italy, during the Fascist period, Architecture was loaded with rhetorical significance. The formation of a national identity was the key role reserved for Architecture. It had to produce processes of self-recognition in the Italian population, or, as Nicoloso states, to ‘satisfy the people's need to believe they had roots on which to erect their identity scaffolding’. Many architects, attracted by the promises of the regime's propaganda, tried their hand at a personal search for a language capable of communicating the new architecture, sharing a common starting point: the architecture of the past. In this essay, an attempt is made to analyse the Post Office project realised by Francesco Fichera for the city of Augusta, placing it in a broader context involving other projects by the same author on the same theme
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