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    La piattaforma: una nuova logica istituzionale nel sistema del welfare?

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    Una delle principali ipotesi che ha guidato la ricerca WePlat è che la piattaforma possa essere considerata un nuovo modello organizzativo (Stark e Pais 2020) e che questo stia favorendo l’emersione di una nuova logica istituzionale (Friedland e Alford 1991), con particolare attenzione alla dimensione di eterogeneità interna a questi modelli. La ricerca empirica nell’ambito delle piattaforme che erogano servizi di cura alla persona ci ha consentito di testare questa ipotesi interpretativa in un settore ad alta complessità istituzionale e ancora poco esplorato dalla letteratura sull’economia di piattaforma. Questo capitolo presenta una sintesi del percorso di ricerca e dei risultati che abbiamo ottenuto. Nel primo paragrafo si introduce l’approccio interpretativo adottato, a partire dal concetto di logica istituzionale e si delineano i tratti principali della piattaforma come logica istituzionale sulla base della letteratura disponibile, che è stata sviluppata prevalentemente con riferimento ai settori prevalenti nella gig economy (trasporti, consegne a domicilio, lavoro freelance) e nel secondo paragrafo queste categorie interpretative vengono applicate alle piattaforme di cura alla persona analizzate nell’ambito del progetto WePlat

    La mappatura delle piattaforme di welfare in Italia

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    La piattaformizzazione dei servizi di welfare è un fenomeno ancora poco esplorato, che introduce molteplici trasformazioni nel modo in cui vengono organizzati, finanziati ed erogati i servizi di cura. Questo esercizio di mappatura intende coglierne i tratti distintivi, attraverso la costruzione di un database delle piattaforme attive in Italia, in tre settori: educazione e cura dell’infanzia, servizi socioassistenziali e salute fisica e mentale

    Le aree marginali

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    Il tema delle disparità territoriali è oggetto di studio interdisciplinare tra sociologi, economisti e geografi, i quali a diverse scale di analisi hanno messo in luce le differenti dinamiche demografiche e sociali e la diversa capacità di produrre e distribuire ricchezza tra aree, siano esse stati nazionali, regioni o subregioni. La «marginalità» è una categoria con cui leggere le diseguaglianze territoriali. Essa richiama la dimensione sub-regionale e interroga la condizione di svantaggio socio-economico di aree che durante il processo di sviluppo industriale sono diventate interstiziali rispetto ai principali poli nei quali si sono concentrate ricchezza e popolazione e pertanto relativamente marginali rispetto a essi. Il tema è particolarmente rilevante in un paese come l’Italia, nel quale l’articolazione delle differenze interne è decisamente variegata. Le aree marginali, infatti, non sono riconducibili al dualismo aree urbane-aree rurali che in altri paesi europei permane come lettura dominante, non rispondono meccanicamente alla dimensione altimetrica che distingue montagna e pianura, così come non sono riconducibili solo alla dinamica nord-sud

    Hacking Public Service Media Funding: A Scenario for Rethinking the License Fee as a Form of Civic Crowdfunding

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    The current article analyzes the difficulties faced by public service media in the current political, economic and multimedia context. It proceeds with an examination of the main financing methods used by public service media and of the most recent reforms at the European level. The last part of this article describes a potential “scenario” of reforming public service media license fee model through the dynamics of civic crowdfunding, allowing citizens to decide in which programs they may invest a (20%) quota. The scenario we have built is framed in the direction of a “digitally enabled collaborative economy” (Kostakis and Bauwens, 2014), where citizens can experiment with a form of participation in media that is no longer “content-related” but “structural” (Carpentier, 2011). In order to prove the value of this hypothesis, the model has been tested on 649 Italian citizens. This test demonstrated that, although 83% of the survey sample believe the current cost of the Italian license fee is too high, 70% of them would be willing to pay even more if they could be in control of a part of the license fee and decide where to invest it. Therefore, we have shown that our sample of Italian citizens and Internet users is favorably disposed toward forms of more structural participation in the decision-making processes of public service media and in the co-management of public service media budgets. The aim of the current article is to demonstrate the potential value of audience’ structural participation in reshaping the role of public service media in contemporary digital cultures and networked societies

    welfareX

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    Studio di caso Welfare

    Walter Powell e Paul DiMaggio. Isomorfismo e organizzazioni: il cambiamento istituzionale.

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    Il capitolo discute le principali acquisizioni teoriche ed empiriche di un filone di ricerca ormai classico nella sociologia economica, il neo-istituzionalismo. Esso si concentra sui processi di costruzione sociale dell’economia, ponendo al centro il ruolo delle istituzioni e mostrando il condizionamento da esse esercitato sul comportamento economico individuale. Le organizzazioni, agenti di istituzionalizzazione, non sono strutture razionali volte al raggiungimento di obiettivi valutabili solo in termini di efficienza economica, ma organismi adattivi, mutevoli, che risentono dell’influenza dell’ambiente istituzionale esterno. Esse cambiano continuamente i loro obiettivi anche raggiungendo finalità indesiderate al momento della loro costituzione, inattese e talvolta tutt’altro che efficienti. Il capitolo illustra tre ricerche emblematiche del neo-istituzionalismo: nella prima, Orrù, Biggart e Hamilton esaminano il tessuto delle imprese di tre diverse economie di mercato asiatiche: Taiwan, Giappone e Corea del Sud. L’analisi si incentra sul rapporto tra le logiche che organizzano i gruppi di interesse all’interno delle strutture organizzative e interorganizzative delle imprese e il contesto istituzionale e culturale nei tre paesi asiatici. La seconda, realizzata da Paul DiMaggio, mostra la tendenza che il campo organizzativo dei musei statunitensi ha avuto, nello strutturare processi di istituzionalizzazione che hanno generato un isomorfismo di tipo normativo per effetto di innovazioni introdotte dai professionisti operanti in quel campo. Inoltre, viene evidenziata l’importanza del conflitto nel dare forma ai cambiamenti organizzativi, ed infine, la ricerca evidenzia quanto il campo organizzativo e le relazioni interorganizzative abbiano modellato la professionalizzazione degli operatori museali negli Stati Uniti. La terza ricerca, condotta da Powell, Horvath e Brandtnder, ha evidenziato l’istituzionalizzazione nelle organizzazioni no-profit di alcune figure professionali, analogamente a quanto fatto da DiMaggio in riferimento ai professionisti museali. La managerializzazione delle aziende no-profit, mostrano gli autori, se da un lato ha creato maggiore razionalità organizzativa, dall’altro ha fatto perdere in capacità di sperimentazione. Dalla ricerca si osserva che le pratiche organizzative di un museo, quelle di un’associazione genitori-insegnanti o quelle di un’associazione religiosa, non mostrano difformità degne di nota. Standardizzazione e orientamento al risultato prevalgono, così come la tendenza all’uniformità

    Questione di metodo, le basi per l'analisi dei dati socio economici

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    Il capitolo illustri i principi base dell'analisi dei dati socio economici

    Un’agenda di ricerca per lo studio delle piattaforme di welfare

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    Osservazioni conclusive e proposta di un'agenda di ricerca sulle piattaforme di welfar

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
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