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Considerazioni sull'evoluzione dei fenomeni psichici nel mondo antico
Il saggio ricostruisce nelle sue linee essenziali la nascita e lo sviluppo nel mondo greco romano del concetto di follia. In particolare, attraverso lo studio approfondito delle fonti giuridiche, la ricerca evidenzia l’emersione del lemma “furiosus” e la sua prevalenza e persistenza nel tempo, approfondendo la tematica relativa alle origini ed evoluzione degli istituti privatistici sorti a tutela del folle e del suo agire sconsiderato. Particolare attenzione viene posta anche ai testi letterari, indispensabili a definire i confini fra follia accertata scientificamente e follia percepita dal contesto sociale di riferiment
Mal’essere di Davide Iodice. Amleto e le periferie dell’anima
Davide Iodice, regista napoletano con un ricco percorso sperimentale alle spalle, ha prodotto una versione dialettale dell'Amleto di Shakespeare, alla quale ha dato il titolo di Mal'essere, la cui traduzione è stata affidata a cinque rappers. L’impostazione dello spettacolo riflette in pieno l’iter artistico del regista, da un lato rivolto alla contaminazione di linguaggi di origine diversa e dall’altro concentrato sull’impegno nel sociale. La formazione di Iodice, infatti, è orientata da sempre secondo tali vettori e lavora indistintamente su riferimenti classici, espressioni di ricerca artistica, manifestazioni spontanee della creatività ed esperienze al limite del teatro. La rete dei riferimenti storici, artistici e culturali fanno di Mal’essere un’esperienza complessivamente comunitaria, sul piano formale quanto in termini di contenuti. La formazione variegata che ha dato vita allo spettacolo (gli allievi della Scuola Elementare del Teatro, i musicisti, i rappers, gli attori e le maestranze di professionisti) restituisce in forme diversificate la ricchezza e la complessità iperbolica del testo shakespeariano con rinnovato stupore. Il teatro diventa, nell’ Amleto attraversato da Davide Iodice, indagine interiore, intervento sociale, territorio assoluto di sperimentazione che trova la strada per sottrarre al male il suo fascino, esorcizzando l’orrore dell’umanità devastata e omertosa di un Elsinore napoletano privo di nobiltà: e in questo regno la denuncia di guerrieri armati di parole diventa corpo scenico, inno alla vita, nonostante tutto
Scritti Ultimi
L'autore ricostruisce il sottile filo conduttore che lega gli otto saggi inediti di Federico d'Ippolito soffermandosi sulle dinamiche di classe e i nessi fra cultura politica e diritto dell'età della Repubblica
LA POETICA TEATRALE DI DAVIDE IODICE
La prima parte del saggio si focalizza sulla scena teatrale italiana dagli anni Novanta in avanti, con una particolare attenzione alle produzioni del teatro meridionale e napoletano. La puntuale ricognizione di artisti, luoghi teatrali e festival all’interno del contesto sociale, politico e culturale, fornisce l’indispensabile cornice per poter collocare l’esperienza teatrale del regista napoletano Davide Iodice.
Il corpo centrale del libro vede la ricostruzione della produzione teatrale di Iodice, evidenziando la scrittura scenica come base fondante del suo linguaggio teatrale, la drammaturgia come connubio di elementi verbali e scenici, il suo impegno attivo in ambiti sociali degradati. L’analisi approfondita dei suoi spettacoli si è avvalsa di articoli, recensioni e interviste, ma soprattutto dell’archivio personale del regista, materiale inedito costituito da appunti, disegni, schizzi e quaderni di regia, che ha permesso di ricostruire il percorso creativo, i meccanismi e le riflessioni alla base degli spettacoli, sollecitando ipotesi e offrendo un punto di vista unico.
La ricognizione del materiale, una sorta di flusso di coscienza, ha permesso inoltre di dimostrare quanto spesso i disegni originali rappresentino la prima visualizzazione di un’idea, di un pensiero sedimentato camminando in solitudine e non necessariamente per il pubblico. Per tale motivo, tra i disegni di ispirazione poetica, è stato fondamentale identificare quelli che trovano corrispondenza con gli elementi scenici.
L’analisi del suo più recente lavoro procede a partire dal laboratorio teatrale, il cui percorso è stato seguito per alcuni mesi, annotando ed analizzando le suggestioni registiche, le improvvisazioni degli attori, il training corporeo, per avere un ulteriore punto di vista sul percorso creativo di Iodice e per indagare sullo spettacolo dalla sua genesi.This essay analyzes the artistic activity of the Neapolitan stage director Davide Iodice. The first part is devoted to the cultural, political and social features of the theatrical context in which Iodice operates, with particular attention to the artistic processes peculiar to Naples and southern Italy as a whole. The central part focuses on the reconstruction of Iodice’s works. His wide-ranging production is analyzed according to topic, albeit trying to follow a diachronic sequence. Information was mined from secondary sources, namely articles, press releases and video clips, and above all from such primary sources as interviews with Iodice himself and access to his rich personal archives that contain notes, drawings and director’s notebooks from the early 90s onwards. Thanks to this unique unpublished material, it was possible to follow Iodice’s creative process from its inception up to the process of ‘stage writing’. The innovative work of Iodice with homeless, during which their lives and memories are transformed into ‘stage writing’, is analyzed based on the contents of his director’s notebooks that shed light on his talent for deep interpersonal communication and empathy. The analysis of Iodice’s more recent work starts from the theatre laboratory that he conducts personally. Given the access to his theatre director suggestions and comments during training sessions together with the actors’improvisations, it was possible to follow Iodice’s creative process in its making and to deconstruct the work from its genesis
Per continuare a discutere
L'autore propone le considerazioni che Federico D'Ippolito fece in occasione della presentazione di Modelli Storiografici opera straordinaria che ricostruisce il dibattito storiografico che interessò fra Otto E Novecento i più grandi giuristi europei
La poetica teatrale di Davide Iodice
[Italiano]: Il presente saggio affronta il lavoro teatrale del regista napoletano Davide Iodice, esempio compiuto di come si è andata sviluppando la ricerca estetica dopo il Nuovo Teatro a partire dagli anni novanta e di come ha assunto una sua configurazione particolare, soprattutto nel sud Italia.
Il saggio si focalizza su tre elementi principali del teatro di Iodice: la scrittura scenica come grammatica fondante del suo linguaggio teatrale; la drammaturgia come fenomeno complesso in cui intervengono la testualità verbale e la testualità scenica; la finalizzazione del suo teatro a un intervento attivo nell’ambito dei contesti sociali disagiati.
Il lavoro di ricostruzione attinge principalmente a fonti primarie: interviste mirate, che hanno permesso di usufruire della memoria diretta dell’artista, recuperando informazioni diversamente destinate ad andare perse e soprattutto i quaderni di regia, preziosi materiali d’archivio inediti, che aprono importanti prospettive di lettura del lavoro del regista e permettono di osservare la genesi creativa del suo lavoro. I quaderni sono un percorso preparatorio alla realizzazione finale della scrittura scenica, una vera e propria scrittura in progress al cui interno agiscono annotazioni, immagini, testo, disegni. Nel caso dello spettacolo La luna, il lavoro sulle fonti primarie si è trasformato in un lavoro in presa diretta, seguendo di persona il laboratorio diretto da Iodice e verificando il processo creativo nel suo disporsi reale.
Uno spazio particolare è rivolto al lavoro fatto con gli ospiti del dormitorio pubblico di Napoli. In questo aspetto della ricerca teatrale di Iodice si è messo in risalto quanto la componente preliminare di relazione umana sia intervenuta a determinare le condizioni della tessitura scenica. / [English]: This essay deals with the artistic activity of the Neapolitan director Davide Iodice in the contemporary Italian theatre.
The essay focuses on three main elements of Iodice’s theatre: the stage writing as the base of his theatrical style; the dramaturgy in which verbal and stage text coexist; his artistic work in poor social contexts.
The reconstruction of Iodice’s works is realized from secondary sources, namely articles, press releases and video clips, and above all from such primary sources as interviews with Iodice himself and access to his rich personal archives containing notes, drawings and director’s notebooks from the early 90s onwards. Thanks to this unique unpublished material, it was possible to follow his creative process from its inception up to the process of ‘stage writing’.
His wide-ranging production is analyzed according to topic, albeit trying to follow a diachronic sequence.
The peculiar works Iodice realized with the homeless, whose lives and memories become ‘stage writing’, are analyzed thanks to his director’s notebooks providing an intimate entry into his talent for deep interpersonal communication and empathy.
The analysis of his more recent work La luna starts from the theatre laboratory conducted by Iodice himself. Given the access to his theatre director suggestions and advice during the training and improvisations of the actors, it was possible to follow the creative process in its making and to deconstruct the work from its genesis
Ezio Pellizer, in M. Iodice, R. Spataro (eds.), Dizionario dei grecisti italiani del XX secolo, Istituto Italiano di Studi Classici, Roma
Meccanismi di difesa indiretta indotti in pianta dall'attacco di afidi
Le piante hanno prodotto nel corso dell’evoluzione svariati meccanismi per difendersi dagli organismi fitofagi. Lo studio delle difese indirette, ossia quelle basate sull’attività dei nemici naturali, va affrontato in modo multidisciplinare, ed ha lo scopo di identificare da un lato le sostanze che regolano l’attrattività verso i nemici naturali, e dall’altro i geni che sono alla base di queste interazioni. Gli afidi inducono in pianta risposte che per tempi e modi si avvicinano alla reazione agli organismi fitopatogeni. Conseguentemente, piuttosto allungati sono i tempi di reazione della pianta rispetto a quelli che si registrano per i fitofagi masticatori. Gli studi di queste interazioni partono sempre da osservazioni sul comportamento degli insetti entomofagi, per individuare da quali componenti dei sistemi multitrofici sono emesse le sostanze volatili in grado di attrarli. Dalla caratterizzazione delle sostanze coinvolte nell’attrattività degli entomofagi, affidata ai chimici delle sostanze naturali e che rappresenta di per se un risultato di carattere applicativo, si cerca di individuare i percorsi metabolici coinvolti nelle risposte della pianta ai fitomizi. Questo passaggio si avvale della collaborazione di fisiologi vegetali che, insieme ai genetisti vegetali, sono in ultima analisi in grado di indicare quei geni che potrebbero essere alla base di queste interazioni e che quindi possono essere indicati per programmi di selezione vegetale. Da studi recentissimi è emerso che la composizione dei composti volatili emessi dalle piante attaccate dagli afidi è solo quantitativamente differente da quella emessa dalle piante sane, sottolineando il minimo danno meccanico che questi insetti provocano ai tessuti vegetali. E’ anche emerso che questi insetti sono in grado di allertare in pianta sia il percorso dell’acido jasmonico che quello dell’acido salicilico. Grazie all’uso di piante geneticamente modificate è stato possibile evidenziare alcuni dei geni coinvolti nella produzione di sostanze volatili attrattive per i nemici naturali degli afidi. Sempre più si richiede una collaborazione interdisciplinare per affrontare questo tipo di studi, al fine di poter arrivare alla definizione di nuove strategie per il controllo ecosostenibile degli insetti dannosi alle piante agrarie
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