9,007 research outputs found
Milano 2015. Verso l’Expo e oltre
Cinque fotografi sono stati chiamati a documentare cosa è successo delle aree dedicate all'Expo dopo l'evento, Gabriele Basilico / Saragozza, Caludio Gobbi / Hannover, Marco Introini /Lisbona, Maurizio Montaga / ExpoSuisse, Claudio Sabatino / Siviglia
A cura di
Manolo De Giorgi
Andrea Kerbaker
Franco Raggi
Daniela Volpi
Sede Della Mostra:Triennale di Milano
dal 5 novembre al 20 novembre 200
I South worker: lavorare dal Sud al tempo del Covid-19
Il capitolo restituisce i principali risultati della prima indagine sociologica qualitativa - realizzata in Università Cattolica con l'Associazione South working-Lavorare dal Sud - sui south workers, ossia i lavoratori che hanno scelto il lavoro agile dal Sud a partire dal lockdown del 2020. Il south working è un fenomeno nuovo e innovativo, nato al tempo della pandemia come risposta emergenziale, che ha dimostrato di avere delle ricadute positive e di lunga durata sia sui lavoratori che sui territori e merita pertanto di essere implementato nel nostro Paese
Andrea Bacová
Andrea Bacová focuses on research and teaching in the field of residential architecture. Her work includes systematic research on residential buildings and their urban context. She actively participates in promoting Slovak architecture and is the author of several publications and exhibitions
DETERMINANTS OF HUMAN IMMUNODEFICIENCY VIRUS-1TRANSMISSION TO THE FEMALE GENITAL MUCOSA:ROLE OF CO-INFECTING PATHOGENS AND CYTOKINES IN SEMEN
Background. Nel seme Human immunodeficiency virus (HIV)-1 e co-patogeni sono presenti in una complessa rete di citochine che influenza la replicazione locale e l’infettivita’ dei patogeni sessualmente trasmissibili, e, allo stesso tempo, è influenzata dalle infezioni del tratto genitale maschile (MGT). La comprensione di queste interazioni richiede un'analisi approfondita dei co-patogeni che infettano il MGT e delle citochine presenti nel liquido seminale, e delle relazioni intercorrenti
tra questi e HIV-1.
Metodi. La carica virale di 6 herpesvirus e HIV-1 e’ stata valutata nel plasma seminale e sanguigno di 83 soggetti HIV-1 infetti cronici non in terapia, e di 33 soggetti non infetti mediante real-time PCR. Un saggio multiplex basato su beads è stato utilizzato per misurare i livelli di 21 citochine. I rapporti tra citochine sono stati definiti mediante il calcolo del coefficiente di correlazione di Spearman per tutte le possibili coppie di citochine. Blocchi di tessuto cervico-vaginale e linfoide umano
sono stati inoculati con HIV-1 e trattati con interleuchina (IL)-7. La replicazione di varianti HIV-1 R5 o X4 è stata monitorata mediante misurazione della produzione dell’antigene p24gag. Cellule isolate da blocchi di tessuto al giorno 6 e 9 postinfezione sono state caratterizzate per l'espressione dei marcatori CD3, CD4, CD8,e HIV-1 p24gag, e l’apoptosi è stata valutata misurando l'espressione delle
proteine APO2.7 e Bcl-2 mediante citofluorimetria a flusso.
Risultati. La maggioranza dei campioni di seme, ma non di sangue, dei soggetti
HIV-1-infetti e’ risultata positiva per EBV e CMV (56% e 70%). Sangue e seme
sono compartimenti immunologici separati e con l’infezione da HIV-1 il seme e’ il compartimento interessato dai maggiori cambiamenti nella composizione citochinica (16 vs 9 citochine alterate nel sangue). La riattivazione di CMV nel MGT è associata ad un aumento dei livelli delle citochine CCL5, CCL11 e CXCL9 nel
seme. L’analisi dei rapporti tra citochine ha rivelato un numero maggiore di correlazioni e un aumento dell’intensita’ di correlazione per la maggior parte delle citochine sia nel seme che nel sangue dei soggetti HIV-1-infetti, rispetto ai non infetti. IL-7 e’ risultata essere una tra le citochine più concentrate nel seme e
l’infezione da HIV-1 ne aumenta ulteriormente i livelli seminali. Abbiamo dunque utilizzato un sistema di infezione ex vivo di tessuti umani per studiare il ruolo di IL-7 nella trasmissione di HIV-1. IL-7 e’ risultata promuovere la replicazione di varianti R5 e X4 di HIV-1 in modalita’ dose e tempo-dipendente. In blocchi di tessuto trattati con 25 ng/mL di IL-7 e’ stato osservato un numero maggiore di cellule T CD4+ infette e una riduzione della deplezione cellulare, rispetto a blocchi di tessuto non trattati con IL-7. Il trattamento con IL-7 e’ risultato inoltre in una riduzione della frazione di cellule T CD4+ infette esprimenti il marcatore apoptotico APO2.7 e in un aumento dei livelli di espressione del fattore anti-apoptotico Bcl-2.
Conclusioni. HIV-1 è associato ad una alterazione generale dello spettro
citochinico nel seme e alla riattivazione locale di CMV e EBV nel MGT, due fenomeni che sembrano essere correlati e potrebbero dunque influenzarsi reciprocamente. La ridotta flessibilita’ dei rapporti tra citochine potrebbe ulteriormente contribuire alla riattivazione di tali infezioni latenti. Tra le citochine nel
seme, IL-7 esercita un effetto protettivo sulle cellule T CD4+ infette, favorendo lo stabilirisi di una infezione produttiva nel tratto genitale femminile. La comprensione
di come il complesso di citochine, di concerto con i co-patogeni presenti nel seme, influenzano la trasmissione sessuale di HIV-1 sarà oggetto di ulteriori indagini.Background. In semen Human immunodeficiency virus (HIV)-1 and co-infecting pathogens are immersed in a complex network of cytokines that affects the replication and infectivity of sexually transmitted pathogens, and, at the same time, is affected by local infections in the male genital tract (MGT). Understanding the
mechanisms of these interactions requires a comprehensive analysis of coinfecting pathogens and cytokines in semen, and of the relations with HIV-1.
Methods. Load of HIV-1 and 6 herpesviruses in semen and blood plasma of 83 HIV-1 chronically infected individuals naïve to therapy and 33 HIV-uninfected individuals was evaluated by real-time PCR. A multiplex beads-based assay was used to measure the levels of 21 cytokines. The cytokine network was defined calculating the Spearman`s rank correlation coefficient for all pairwise
combinations of cytokines. Human cervico-vaginal and lymphoid tissue blocks were inoculated with HIV-1 and treated with interleukin (IL)-7. Replication of R5 or X4 HIV-1 variants was monitored over a period of 12 days measuring HIV-1 p24gag antigen by a beads-based assay. Cells isolated from tissue blocks at day 6 and 9
post-infection were characterized for the expression of the markers CD3, CD4,
CD8, and HIV-1 p24gag antigen, and apoptosis was evaluated measuring the
expression of the proteins APO2.7 and Bcl-2 by multicolor flow cytometry.
Results. Epstein-Barr virus (EBV) and cytomegalovirus (CMV) DNA was found in
semen of the majority of HIV-1-infecetd individuals (56% and 70%), but not in their blood. Blood and semen are separated immunological compartments, and with HIV-1 infection the major changes in cytokine composition occur in semen (16 vs 9 cytokine levels altered in blood). CMV reactivation in the MGT was associated with increased levels of the cytokines CCL5, CCL11 and CXCL9. Analysis of the cytokines network revealed a higher number of correlations and increase in correlation strength for most of the cytokines in semen and blood of HIV-1-infected compared to HIV-uninfected individuals. Of note, interleukin (IL)-7 resulted to be one of the most concentrated cytokines in semen and HIV-1 infection further increased seminal IL-7. Thus we employed our system of human tissues ex vivo to
study the effect of IL-7 on HIV-1 replication. IL-7 enhanced the replication of R5 and X4 HIV-1 variants in dose and time-dependent manner. In tissue blocks treated with 25 ng/mL of IL-7 we observed higher number of HIV-1 infected CD4+ T cells and reduced CD4+ T cell depletion, compared with tissue blocks infected and maintained in the absence of IL-7. The fraction of HIV-1 infected CD4+ T cells expressing the apoptotic marker APO2.7 was reduced and the levels of the antiapoptotic factor Bcl-2 in infected cells were increased in the presence of IL-7.
Conclusions. HIV-1 infection is associated with a general alteration of the cytokine spectrum in semen, and with the local reactivation of CMV and EBV in the MGT, two phenomena that appear to be related and may affect each other. The reduced flexibility of the cytokine network may favors the reactivation of such latent infections. Among seminal cytokines, IL-7 exerts a protective effect on HIV-1-infected CD4+ T cells in the early stages of infection, preventing their death and
thus promoting the establishment of a productive infection in the female genital tract. Understanding how other cytokines in concert with co-infecting pathogens found in semen affects HIV-1 sexual transmission will be object of further investigations
Viewer-, Author-, and Ownership in the Work of Andrea Zittel
Andrea Zittel invites others to collapse the distinctions between artist, viewer, and collaborator by interacting with her usable works. This thesis explores the process of interacting with Zittel\u27s works, and how it affects viewer-, author- and ownership
The Lettere of Andrea Calmo: authorial artifices and historical reality
openNonostante l’edizione di Vittorio Rossi del 1888, la raccolta di "ingegnosi cheribizzi" e di "fantastiche fantasie" di Andrea Calmo è ancora avvolta da un certo mistero. L’autore, dissimulando la propria identità dietro alla “maschera” dell’umile pescatore veneziano, è stato in grado di offrire uno spaccato della cultura e della società nella Venezia cinquecentesca.
In particolare, è il quarto libro delle Lettere ad aver suscitato maggiore interesse tra gli studiosi ed i lettori: pubblicato nel 1566, a diversi anni di distanza dai primi tre, questo libro si distingue per il fatto che tutte le epistole sono indirizzate a delle donne immaginarie o realmente esistite.
In questa sede si propone, in primo luogo, uno studio della biografia del Calmo accompagnata da un’analisi del contesto storico-culturale della Venezia cinquecentesca; in secondo luogo, invece, viene proposto un commento di alcune lettere dell’ultimo libro dell’opera calmiana, che cerchi di far luce principalmente sull’aspetto linguistico e contenutistico del testo.Despite Vittorio Rossi's 1888 edition, Andrea Calmo's collection of "ingegnosi cheribizzi" and "fantastiche fantasie" is still shrouded in a certain mystery. The author, dissimulating his own identity behind the "mask" of the humble Venetian fisherman, was able to offer a cross-section of culture and society in sixteenth-century Venice.
In particular, it is the fourth book of the Letters that has aroused greater interest among scholars and readers: published in 1566, several years after the first three, this book stands out for the fact that all the epistles are addressed to women imaginary or actually existed.
Here we propose, first of all, a study of Calmo's biography accompanied by an analysis of the historical-cultural context of sixteenth-century Venice; secondly, however, a commentary on some letters from the last book of Calmo's work is proposed, which seeks to shed light mainly on the linguistic and content aspect of the text
Una finestra sul mondo. I risultati dell’indagine sui giovani in preparazione dello Youth Synod
In occasione dell’evento sinodale voluto da Papa Francesco sul tema dei giovani, l’Istituto Toniolo ha svolto un’indagine proponendo via internet ai giovani di tutto il mondo un questionario ampiamente ispirato alla struttura tipica delle indagini del Rapporto Giovani. Il cammino di avvicinamento al Sinodo dei Vescovi, tenutosi a Roma nel mese di ottobre 2018, è stato così occasione per realizzare un’esperienza di ricerca mai condotta precedentemente, ma anche di ascolto, riflessione e stimolo per i delegati sinodali, ma anche per i giovani stessi. Rivolgendosi via internet direttamente a loro, è stato realizzato un questionario on line accessibile via web in sette diverse lingue, proposto dagli account ufficiali di Papa Francesco, della Santa Chiesa e del Vaticano, nell’estate e nell’autunno del 2017. Potenzialmente sono stati interpellati i giovani di tutto il mondo che hanno un accesso al web, con l’intenzione di raggiungere la più ampia numerosità possibile.
Gli obiettivi dell’indagine sono stati diversi. Inizialmente dare la possibilità ai giovani di raccontarsi, esprimersi, fornire spunti e contributi per il lavoro sinodale, dando attivamente corpo, attraverso le loro risposte, al documento dell’Instrumentum Laboris. Successivamente il materiale raccolto ha costituito un patrimonio informativo senza precedenti, un ritratto dei giovani di tutto il mondo e a 360 gradi.
La ricerca presenta molti punti di forza e di interesse, ma anche alcuni limiti: quello, in particolare, di non essere rigorosamente rap¬presentativa in senso statistico, dato che la partecipazione è stata esclusivamente volontaria e basata solo su criteri di auto-selezione del campione. Non si tratta pertanto di un campionamento né di tipo probabilistico né quasi-probabilistico. I risultati dell’indagine conoscitiva, seppur basati su una popolazione auto selezionata di intervistati (quelli che hanno scelto di partecipare all’indagine), rappresentano per l’elevata numerosità e per dettaglio delle informazioni rilevate un patrimonio informativo unico, soprattutto nella fascia d’età scelta (16-29 anni), che rappresenta la quasi totalità dei rispondenti. Pur non avendo quindi alcuna valenza inferenziale, il ritratto che emerge da questa ricerca è particolarmente consistente e robusto per chi si trova nelle condizioni di progettualità futura della propria vita.
In aggiunta al questionario tradizionale con risposte chiuse, caratteristico delle indagini del Rapporto Giovani, sono state proposte domande a risposta aperta finali, nelle quali i giovani hanno potuto liberamente esprimere la propria vicinanza alla Chiesa e raccontare qualcosa di loro stessi. Anche queste domande, non specificatamente analizzate nel presente contributo, sono state particolarmente considerate dai rispondenti, costituendo un ulteriore valido strumento di riflessione per i lavori sinodali.
Il presente contributo è articolato in quattro paragrafi: nel primo vengono presentati i dati relativi al campione dei rispondenti; nel secondo viene indagata la dimensione pubblica, all’interno della quale si analizza il rapporto dei giovani con le principali dimensioni della vita sociale, pubblica e istituzionale, come lavoro, partecipazione, fiducia e impegno associativo; nel terzo paragrafo viene indagato il rapporto con la sfera dei social network e delle “soft skills”, che costituisce, per le giovani generazioni, un punto di ingresso a quella che sopra abbiamo definito “dimensione pubblica”; nel quarto paragrafo, ci si concentra sulla dimensione personale, più intima, legata alla sfera della del rapporto con la Chiesa e la religione. Infine, nel quinto paragrafo, vengono sintetizzate le osservazioni con una visione conclusiva di insieme.
Il capitolo prende spunto da una monografia [Sinodo dei Vescovi 2018], curata dall’Osservatorio Giovani dell’Istituto Toniolo, dove sono presentati dettagliatamente i risultati dell’indagine completa del questionario online
Democrazia e partecipazione
I meccanismi di partecipazione sociale e politica delle
nuove generazioni sono indicati come in crisi da tempo.
Molti studi, comprese le ricerche pubblicate nelle precedenti
edizioni del Rapporto Giovani [Bonanomi e Rosina 2023],
documentano come le nuove generazioni si sentano sempre
meno rappresentate dai partiti politici tradizionali. Questo
distacco, tuttavia, non equivale a un disinteresse verso la
politica, ma piuttosto a un rifiuto di modelli percepiti come
obsoleti e incapaci di rispondere ai bisogni concreti. Minor
peso elettorale, crescente mobilità verso l’estero, fragilità
formative e una visione negativa della politica – spesso considerata
come poco incisiva nel migliorare la realtà – sono
fattori che scoraggiano i giovani italiani a dare spinta e
direzione ai processi di cambiamento.
Anche i giovani più consapevoli della necessità di contribuire
al bene comune faticano a esprimere in pieno le
proprie potenzialità all’interno delle modalità tradizionali
di partecipazione. Tuttavia, non mancano segnali positivi.
L’offerta potenziale di partecipazione non è inferiore rispetto
alle generazioni precedenti e, anzi, crescono la consapevolezza
rispetto alle sfide del proprio tempo e il desiderio di
fare la differenza.
È essenziale offrire a tutti i giovani ambienti stimolanti,
esempi positivi e possibilità di agire concretamente. La
loro partecipazione non è solo una questione di giustizia
intergenerazionale, ma anche una necessità per garantire un
futuro sostenibile per la democrazia. Il valore stesso della
democrazia non può essere dato per scontato e può mutare.
Il confronto che serve non è solo quello possibile all’interno
degli spazi di partecipazione: è importante anche quello su
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cosa si intenda per partecipazione e quali modalità consentano
di viverla e praticarla in coerenza con le sensibilità e le
aspettative delle nuove generazioni. È, però, più facile dire
che i giovani sono indifferenti e disinteressati che chiedersi
quale idea di politica abbiano, quali temi e quali modalità
di partecipazione li ingaggino e li rendano partecipativi (lo
stesso vale in ambito sociale e lavorativo).
In questo capitolo, secondo l’approccio che caratterizza
fin dall’inizio l’Osservatorio Giovani, si parte dai
giovani stessi, dai loro interessi, orientamenti di valore e
comportamenti. I dati sono stati raccolti, tramite strumenti
quantitativi e qualitativi, in occasione delle elezioni europee
tenute a giugno 2024.
Il capitolo è strutturato nel seguente modo. Nel paragrafo
2 vengono presentati gli obiettivi e gli aspetti metodologici
della survey internazionale. In quello successivo (par. 3)
sono riportati e descritti i risultati in ottica comparativa
con gli altri paesi europei inclusi nella ricerca. Il paragrafo
4 approfondisce, con strumenti qualitativi, il tema del rapporto
tra giovani e democrazia. Il capitolo si chiude con
alcune considerazioni finali a partire dai principali risultati
ottenuti (par. 5)
Trusted Tales: Creating Authenticity in Literary Representations from Ex-Yugoslavia
This research deals with questions of authority and authenticity and how they are expressed, constructed, and appropriated within the Anglophone book market. It considers the body of literature written about ex-Yugoslavia since the 1990s Balkan conflicts by exiled writers from the region which has entered the international literary canon. Books’ routes from original publishers into English translation are discussed through practices of trust, one of the crucial social devices underpinning their exchange. Within these cross-cultural processes, the role of cultural brokers is crucial. Symbolic and cultural resources are specifically mobilised through their powerful author brands.
By exploring authenticity in the context of book publishing, I further look at how ideas and practices of community are employed and negotiated by writers and those who promote their books. My field is multi-sited and fluid, reflecting how different individual and national positions are enacted and performed through strategies ranging from unconscious dispositions to deliberate intentions. This research thus brings together ideas of the author as an authentic, representative voice together with exile as a position that grants them a new lease of relevancy in the post-socialist context.
Although ex-Yugoslav books occupy a ‘high end’ niche of the UK market, constrained by commercial as well as political, cultural, and institutional forces, in public discourse ideas of the ‘free market’ and ‘free speech’ are mobilised to produce various types of modernisation narratives. The (post)socialist production of literature is perceived as having to ‘evolve’ into a capitalist model: this would allow not only healthy competition and consumer choice but guarantee an individual writer ‘free speech’ as a basic human right. Therefore, the most general question this research raises is what kind of foreign literature gets translated into English, under what socio-cultural conditions and which politics of representation it serves within the project of world literature
Ms. Courtney Chartier, RWWL AUC, August 2011
This video is a conversation with Ms. Courtney Chartier. Ms. Chartier talks about her work on the "New Georgia Encyclopedia" and "Online Voter Education Project." Andrea Jackson, AUC Woodruff Library, is the interviewer
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