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Leif Davidsen
Valore letterario e filosofico dell'opera dello scrittore danese Leif Davidse
Presentazione al volume di S. Kierkegaard "Polemica contro Heiberg"
Presentazione polemica sull'opera "La ripetizione" tra Kierkegaard e Johan Ludvig Heiberg nel 184
Storia di una perdizione a freddo
Introduzione all'opera "Il diario del Seduttore" pubblicata in "Enten-Eller" nel 1843 ed evidenze dei legami con il contesto culurale e le opere contemporanee (discorsi edificanti). Analisi dei rapporti tra seduzione, angoscia e fede
Storia di un’“esagerazione isterico-fantastica”
In vino veritas è infatti, come dice il sottotitolo, un “ricordo riportato da William Afham”, e questo rivela già molto dell’opera, dice della sua
natura del tutto peculiare, che con la realtà sembra davvero aver ben poco a che fare, così come altrettanto poco ha a che fare con il pensiero oggettivo. In vino veritas è un’operetta il cui diritto all’esistenza è fondato in ultima analisi su un escamotage, su una sorta di astuto ed elegante equilibrio tra essere e non essere reso possibile dall’inspiegabile gioco di prestigio della poesia, dell’invenzione
Søren Kierkegaard, Appunti delle lezioni berlinesi di Schelling sulla “Filosofia della Rivelazione” [1841-1842], ed. Ingrid Basso (Milano: Bompiani, 2008)
Il 14 dicembre 1841 Kierkegaard raccontava all’amico Boesen che «Schelling raccoglie ormai uno straordinario uditorio. Fa valere la scoperta per cui si danno due filosofie, una negativa e una positiva. Hegel non è nessuna delle due, è un raffinato spinozismo. La filosofia negativa è data dalla filosofia dell’identità, la positiva la darà ora e con questo aiuterà la scienza a raggiungere la sua vera altezza. Come vedi, si dà un avanzamento su tutto. Si può ora diventar maestro nell’una e nell’altra filosofia». A Berlino, Kierkegaard era arrivato a fine ottobre 1841 e il corso che Schelling tenne nel semestre invernale sulla Filosofia della rivelazione lo trascrisse fin dall’inizio, il 15 novembre, e però non fino alla conclusione, poiché gli appunti si fermano al 3 febbraio 1842. Scrivendo al fratello Peter il 27 febbraio, Kierkegaard osservava che «Schelling chiacchiera in modo del tutto insopportabile [...]. Io sono troppo vecchio per stare a sentire lezioni, ma Schelling è troppo vecchio per tenerle. Tutta la sua teoria delle potenze rivela la più grande impotenza. Quindi al più presto lascerò Berlino per tornare a Copenhagen». E infatti, il 6 marzo lasciò Berlino per tornare in patria.
A Ingrid Basso spetta il merito notevole di aver saputo ricostruire un momento di contatto tra due filosofi nel modo auspicabilmente più originale e completo a fronte delle risorse bibliografiche e lessicali che oggi sono a disposizione. Impeccabile la sua traduzione italiana con testo a fronte del kierkegaardiano Referat af Schellings Foraeslinger i Berlin (pp. 1-229), corredata da un’ampia introduzione (pp. VII-XCV), dall’indicazione di tutti i passi citati da Schelling lezione per lezione dal testo della Philosophie der Offenbarung nella traduzione di Bausola con testo originale a fronte (pp. 231-527), da due pagine di parole chiave (pp. 529-530) e da un’ampia bibliografia (pp. 531-549).
Ancora più grande il merito della valutazione di questo incontro, al quale Ingrid Basso ha dedicato la sua tesi di dottorato presso la Scuola Internazionale di Alti Studi della Fondazione Collegio San Carlo di Modena, apparsa in volume nella collana “Itinerari filosofici” di Mimesis e dalla quale passo a citare nel seguito. Scopo del lavoro è cercare nel discorso filosofico kierkegaardiano uno Schelling assorbito e utilizzato in funzione “antihegeliana” e però anche “positivamente”, per se stesso, «seppur talvolta, e forse anche con una certa frequenza, non in modo esplicito»; indagine su quanto non è stato espresso che, a detta dell’autrice, sarebbe poi «quella più feconda» e che è l’oggetto del capitolo finale (pp. 39s.). Detto questo, è anche molto apprezzabile lo sforzo di esplorare nei dettagli il «retroterra filosofico-culturale nel quale il pensatore Kierkegaard iniziò a muovere i suoi primi passi e dal quale dovette aver tratto le prime impressioni – e pertanto delle precise aspettative – circa la filosofia schellinghiana» (p. 40). Si tratta insomma di valutare «quanto e come Kierkegaard poté aver colto e compreso della filosofia di Schelling» (p. 41). Cosa tanto più interessante, perché qui non abbiamo la semplice lettura di un testo, abbiamo una sua riscrittura e abbiamo allo stesso tempo un resoconto «tra i più dettagliati che siano rimasti tuttora in circolazione» della viva voce di Schelling a lezione (p. 42). I temi fondamentali del corso vengono tutti spiegati dall’autrice con grande perspicuità (pp. 71ss.).
Il genere letterario del Referat kierkegaardiano è dunque quello di una trascrizione di lezioni. Ma già qui si notano delle difficoltà. Referat vale in danese come reportatio in latino, si pensi per esempio alle Reportationes Parisienes di Duns Scoto. Ma quella di Kierkegaard non era una Mitschrift, come lo furono gli appunti presi da Herder in presa diretta e senza elaborazione ulteriore alle lezioni di Kant, e neanche di una Nachschrift, un testo elaborato e definitivo costruito dagli studenti sulla base dei loro appunti, talvolta collazionando più appunti dello stesso corso, talvolta addirittura integrando appunti da corsi precedenti o successivi, e le sezioni Vorlesungen delle edizioni di Kant e di Hegel offrono molti esempi di tutte le possibili varianti. Si tratta, invece, di una riscrittura in bella copia (dunque di una Reinschrift, non di una Mitschrift) e in un’altra lingua. Caso, questo, in effetti raro.
Ottima la ricostruzione dell’autrice della vita universitaria, scientifica, culturale e ministeriale della Berlino (pp. 50ss.) e della Copenhagen di quegli anni (pp. 87ss.). Nel capitolo conclusivo di questo duplice pregevole contributo, Ingrid Basso affronta la questione della risposta filosofica data da Kierkegaard all’ultimo Schelling, che sosteneva, appunto, che la filosofia negativa avrebbe consegnato alla filosofia l’ente vero, l’essere che non può derivare da una precedenza potenza, l’actus purus, l’essere che è tale prima di ogni pensiero. Questo sarebbe per Kierkegaard, suggerisce Ingrid Basso, lo spazio nel quale non è data la possibilità di un passaggio, ma nel quale si tratta invece «di saltare con timore e tremore in virtù della fede, fede che però non significa abbandono della ragione, ma solamente abbandono della convinzione dell’autonomia dell’essente» (p. 217)
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis
We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis
Dispelling the Myths Behind First-author Citation Counts
We conducted a full-scale evaluative citation analysis study of scholars in the XML research field to explore just how different from each other author rankings resulting from different citation counting methods actually are, and to demonstrate the capability of emerging data and tools on the Web in supporting more realistic citation counting methods. Our results contest some common arguments for the continued
use of first-author citation counts in the evaluation of scholars, such as high correlations between author rankings by first-author citation counts and other citation
counting methods, and high costs of using more realistic citation counting methods that are not well-supported by the ISI databases. It is argued that increasingly available digital full text research papers make it possible for citation analysis studies to go beyond what the ISI databases have directly supported and to employ more
sophisticated methods
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