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Contrattazione collettiva e mercati del lavoro
L’immagine riprodotta in copertina è quella di una trattativa sindacale per il rinnovo di uno dei più importanti contratti di categoria in Italia. Anche visivamente emerge la contrapposizione tra due delegazioni – quella che rappresenta le imprese e quella che rappresenta i lavoratori – che si incontrano e si confrontano. Una contrapposizione di interessi che impone di riflettere sul perché si firmano i contratti collettivi. Un fenomeno sociale ancora rilevante nel nostro Paese e che, secondo la lezione dei grandi economisti del lavoro e delle relazioni industriali, da Flanders a Tarantelli, non può essere ridotto a un mero equivalente di una trattativa individuale né a un semplice sistema di fissazione della retribuzione. Piuttosto, la funzione della contrattazione collettiva nazionale è quella di stabilire le “leggi” che governano l’incontro tra la domanda e offerta di lavoro, concorrendo così alla costruzione dei diversi mercati del lavoro che sono anche e soprattutto il frutto di precise scelte “politiche” operate, in una società aperta e pluralista, dagli attori dei sistemi di relazioni industriali. Con questo volume gli AA. si sono fatti carico di realizzare una selezione dei contratti collettivi più rappresentativi in Italia con l’obiettivo di offrire, tramite la lettura dei rispettivi campi di applicazione, una attendibile geografia socioeconomica dei mercati del lavoro e della relativa rappresentanza di imprese e lavoratori presenti nel nostro Paese
Riforma del lavoro a termine: una simulazione su 55 contratti collettivi di categoria (art. 24, d.l. n. 48/2023)
Il presente studio ha come obiettivo quello di verificare in termini pratici il possibile impatto della riforma del contratto a termine, prospettata con il d.l. n. 48/2023, nel caso in cui la legge di conversione dovesse confermare l’intenzione del Governo di affidare integralmente alla contrattazione collettiva il compito di stabilire i casi di legittimo utilizzo di questa tipologia contrattuale oltre il limite di durata di 12 mesi. L’analisi – condotta su un campione di 55 CCNL ex art. 51, d.lgs. n. 81/2015 – ripercorre le principali soluzioni adottate dalla contrattazione collettiva di categoria rispetto al profilo delle causali che legittimano il ricorso a contratti a termine e anche alla somministrazione a termine nei casi in cui l’agenzia assuma il lavoratore a tempo determinato, nonché in punto di successione di contratti in ragione di proroghe e rinnovi. Viene poi affrontato anche il tema del lavoro stagionale, che a più riprese si interseca con la disciplina dei contratti a termine. Per ciascuno dei profili esplorati la ricerca sviluppa alcune riflessioni sulle implicazioni della novella rispetto allo scenario esistente, alla data di entrata in vigore del decreto lavoro, e alle prospettive del sistema a regime (1° maggio 2024)
Riforma del lavoro a termine: una simulazione su 55 contratti collettivi di categoria (art. 24, d.l. n. 48/2023, conv. in l. n. 85/2023)
Il presente studio ha come obiettivo quello di verificare in termini pratici il possibile impatto della riforma del contratto a termine, prospettata con il d.l. n. 48/2023, nel caso in cui la legge di conversione dovesse confermare l’intenzione del Governo di affidare integralmente alla contrattazione collettiva il compito di stabilire i casi di legittimo utilizzo di questa tipologia contrattuale oltre il limite di durata di 12 mesi. L’analisi – condotta su un campione di 55 CCNL ex art. 51, d.lgs. n. 81/2015 – ripercorre le principali soluzioni adottate dalla contrattazione collettiva di categoria rispetto al profilo delle causali che legittimano il ricorso a contratti a termine e anche alla somministrazione a termine nei casi in cui l’agenzia assuma il lavoratore a tempo determinato, nonché in punto di successione di contratti in ragione di proroghe e rinnovi. Viene poi affrontato anche il tema del lavoro stagionale, che a più riprese si interseca con la disciplina dei contratti a termine. Per ciascuno dei profili esplorati la ricerca sviluppa alcune riflessioni sulle implicazioni della novella rispetto allo scenario esistente, alla data di entrata in vigore del decreto lavoro, e alle prospettive del sistema a regime (1° maggio 2024)
Atlante della contrattazione collettiva. La geografia dei mercati del lavoro nel prisma della rappresentanza e dei sistemi di relazioni industriali
Il volume è una guida ragionata dei principali sistemi di relazioni industriali e sindacali in Italia. L’obiettivo è quello di mostrare l’intreccio tra economico, giuridico e sociale, che si realizza per il tramite delle relazioni della contrattazione collettiva e degli attori della rappresentanza del lavoro e dell’impresa. L’opera è composta da una prima parte contenente lo strumentario e le nozioni fondamentali per introdursi alla materia del diritto delle relazioni industriali; una seconda parte che si ripropone, da un lato, di individuare i contratti collettivi più applicati nel mercato del lavoro italiano e, dall’altro lato, di mostrare come i sistemi di relazioni industriali concorrano alla definizione e articolazione dei diversi settori economici. Le parti III e IV dell’Atlante, infine, procedono con l’identificazione, a partire proprio dai soggetti firmatari dei contratti collettivi precedentemente individuati, dei principali attori della rappresentanza del lavoro e dell’impresa. Il testo è rivolto a studenti universitari e agli studiosi in generale delle relazioni industriali nonché ai professionisti e agli operatori delle associazioni sindacali e datoriali
Scuola/Università e mercato del lavoro: la transizione che non c’è. Quello che raccontano i percorsi di formazione e le esperienze di lavoro dei nostri studenti
La ricerca di nessi di causalità nella analisi delle dinamiche dei mercati del lavoro è sempre ardua, e ancora di più se ci si concentra sui fenomeni specificamente connessi al rapporto tra studio e lavoro, su cui intervengono molteplici variabili difficilmente inquadrabili negli schemi teorici utilizzati per spiegare i comportamenti legati alle scelte (individuali e politiche) che ruotano intorno al lavoro. Di fronte a tale incertezza emerge l’importanza dell’osservazione del dato di realtà per spiegare, comprendere e valutare anche le diverse opzioni di regolazione, che d’altra parte, almeno nel nostro Paese, raramente discendono da una adeguata base di conoscenza empirica dei fenomeni su cui intervengono
La struttura della retribuzione. Minimi retributivi, salario di produttività, busta paga
La concreta determinazione del trattamento retributivo del lavoratore è generalmente affidata al consulente del lavoro ed è considerata operazione tecnicamente complessa quanto concettualmente arida perché meccanica. Così non è se si guarda al tema dei salari e delle retribuzioni dalla prospettiva del diritto delle relazioni industriali che mostra una ricchezza di contenuti, concetti, prassi e procedure che emergono da ogni sistema di contrattazione collettiva a cui è affidato il compito di determinare la struttura della retribuzione in risposta ad un’ampia divisione sociale e tecnica del lavoro chiamata a guidare le operazioni giuridiche sottese alla determinazione del valore economico di scambio del lavoro inteso non come concetto astratto ma come mestiere, gruppo di mansioni, qualifica contrattuale e cioè tutte quelle componenti che concorrono alla produttività del lavoro e alla sostenibilità aziendale. Da questo punto di vista l’immagine riprodotta in copertina vuole rappresentare non solo agli studenti ma ai diversi operatori economici e giuridici del mercato del lavoro (quali, ad esempio, consulenti del lavoro, avvocati, commercialisti, funzionari sindacali e addetti alla gestione del personale) la centralità della contrattazione collettiva nella determinazione del trattamento retributivo che guida non solo la compilazione della busta paga e il conteggio delle diverse voci retributive, ma anche le dinamiche della gestione attiva del personale rispetto alle “leggi di mercato” che sono espressione del dinamismo e della pluralità dei diversi sistemi di relazioni industriali
Labour (Market) Law and Lifelong Learning: the Italian Case
This contribution seeks to delineate the current legal and institutional framework concerning workers training in Italy, with a focus on the roles played by social partners and the latest legislative updates. Additionally, special attention will be given to policies addressing the needs of vulnerable groups, including young people and workers with disabilities
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
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