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L'area centrale veneta: “diffusione in evoluzione
Nell'estremità orientale della Pianura Padana, ai piedi del sistema pedemontano che annuncia il gruppo delle Dolomiti e quindi delle Alpi Retiche, fino al corso di valle del fiume Adige che la separa dalle terre più prossime al Po, l'area centrale veneta rappresenta uno dei sistemi insediativi più peculiari dell'Italia settentrionale. All'interno di questa area, è possibile distinguere "contesti" territoriali che si differenziano non solo per alcuni particolari aspetti di natura sociale ed economica, non solo per differenti gradienti di concentrazione urbana, ma soprattutto per un minor livello di integrazione metropolitana e di coesione territoriale, spingendo gli studi a riconoscere un sistema effettivamente integrato e di carattere metropolitano in un'area più ristretta del sistema metropolitano centrale veneto, quella che soprattutto, per i caratteri assunti dall'urbanizzazione metropolitana, è stata definita come «città diffusa»
Dibattito sulla riforma urbanistica
Il dibattito sulle questioni urbanistiche e in generale sui problemi territoriali langue, si ravviva, ed è un bene, in momenti topici in cui viene proposto un ennesimo «condono edilizio», cioè, data la natura dei nostro governanti, quasi ogni anno, o per qualche evento drammatico che coinvolga la periferia di qualche città (in questo caso si sono lette anche delle vere e proprio stravaganze) o semplicemente per rimediare al dissesto del bilancio pubblico. Recentemente è stata avanzata una proposta di legge urbanistica nazionale, ma essa ha suscitato flebile interesse tra gli addetti ai lavori, mentre è stata praticamente ignorata dall'opinione pubblica più in generale, dai mass-media nonostante le reiterate condanne contro il disordine urbanistico o il dissesto del territorio che riempiono giornali e telegiornali. in occasione delle ricorrenti (ormai) calamità naturali. In questa situazione sembra opportuno creare quante più numerose occasioni di discussione e riflessione e ci è sembrato, quindi, utile offrire la possibilità di un dibattito ravvicinato, invitando alcune personalità che - sia per la professione che svolgono, sia per i ruoli amministrativi/politici che ricoprono, sia perché studiosi delle questioni territoriali - potessero riflettere su che cosa «bolle in pentola»
Nuove città e nuovi territori: la città diffusa veneta
Il saggio descrive i caratteri principali di quella complessa organizzazione insediativa sviluppatasi nell’area centrale veneta che è stata denominata “città diffusa”. Se ne elencano le principali caratteristiche, gli aspetti morfologici salienti le dinamiche sociali ed economici che l’hanno prodotta, le tendenze di sviluppo, ma ne denunzia anche problemi dell’organizzazione territoriale che nel breve-medio periodo potrebbero tradursi in fattori di crisi
Nuovo Lessico Urbano
La città è in continua trasformazione; in alcuni periodi, come quello presente, in maniera molto più rapida che in altri. Cambia la sua dimensione, l'organizzazione, la struttura economica; cambiano gli abitanti, il modo di usarla, ma tutti questi mutamenti non fanno che riaffermare il valore sociale e civile della città. Interrogarsi sul nuovo lessico urbano, che a queste trasformazioni corrisponde, significa sforzarsi, in un'ottica multidisciplinare, di costruire una mappa descrittivo-concettuale sulla nuova condizione urbana. In tal senso sono stati invitati medici, psicologi, sociologici, urbanisti, economisti, politologi, ingegneri a contribuire ciascuno alla descrizione di un lemma, che, preso dall'esperienza della vita quotidiana, ci coinvolge tutti come cittadini e utenti della città. Dalla congestione del traffico ai servizi sociali, dall'emarginazione al "disordine abitativo", dall'identità dei luoghi all'inquinamento...molte sono le questioni aperte sulle quali diventa sempre più urgente interrogarsi e, soprattutto, interrogare chi governa le nostre città
Esiste una pianificazione sostenibile?
Il saggio riflette sulle modalità con cui l’urbanistica si appropria dei temi della sostenibilità quindi come modifica i termini del dibattito disciplinare e soprattutto come tende a tradurre i nuovi principi (dall'emergenza ambientale alla costruzione di un futuro sostenibile) nella pratica urbanistica, nell’elaborazione di piani e progetti e soprattutto nella loro attuazione, quindi sulla “riflessione ambientale" che dovrebbe accompagnare il rinnovamento profondo delle politiche di pianificazione
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