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    De Sanctis e i Siciliani

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    Si descrive il capitolo di esordio della Storia della letteratura italiana di Francesco De Sanctis, evidenziando la ricezione ottocentesca della lirica delle origini. In particolare si evidenziano le conoscenze che nel terzo quarto del XIX si aveva dei poeti della Scuola Siciliana e della loro lingua

    Nievo e De Sanctis

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    Un raffronto tra le 'Confessioni d'un Italiano' e la 'Storia della letteratura italiana', alla luce dei ravvisati spiriti della "preparazione" preunitaria: le opere maggiori di Nievo e De Sanctis viste come i due massimi "monumenti" del nostro Risorgimento

    De Sanctis, Mancini, la stampa. Dagli anni '30 al '48

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    Pasquale Stanislao Mancini redattore di riviste prima del 1848. Francesco De Sanctis lettore di riviste prima del '48. Due traiettore e i loro punti di contatto e di distinzion

    De Sanctis e la storiografia letteraria italiana

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    L'autore analizzza l'impatto della «Storia della letteratura italiana» di Francesco De Sanctis sulla storiografia italiana del xx secolo, rilevando come la linea storicistica «lineare» di De Sanctis sia stata assunta come modello storiografico di tutte le Storie letterarie successive ma come nel contempo sia stata oggetto anche di una riduzione ideologica, da Croce a Gentile, a Gramsci, con la sottolineatura degli aspetti «militanti» della sua opera. De San ctis ha concepito la sua «Storia» in funzione del processo unitario risorgimentale: soltanto Carlo Dionisotti ha criticato le ragioni storiche di tale modello proponendone acutamente uno radicalmente alternativo, di tipo geografico-storico,che recentemente ha iniziato a produrre i suoi risultati, anche a livello formativo.The author analyses the impact of the «Storia della letteratura italiana» by Francesco De Sanctis about the Italian historiography of the Twentieth century, pointing out how the his toricist line by De Sanctis has established itself as a historiographical model for the whole later literary history while, at the same time, it proposes an ideological reduction, from Croce and Gentile, to Gramsci, with the underlining of the «militant» aspects of his work. De Sanctis has conceived his «Storia» in relationship with the unitary process of the Risorgimento: only Carlo Dionisotti has criticised the historical reasons of such a model, and has aptly proposed a radical alternative one of a historical-geographical type. This alternative has recently begun to achieve results at a formative level

    De Sanctis e la "questione della lingua" ottocentesca come ricerca di identità linguistica e nazionale

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    Sulla base di una rilettura di testi di De Sanctis, si sottolineano i rapporti di evoluzione di De Sanctis rispetto alla scuola puristica del Puoti, orientati alla ricerca per l'espressione di nuovi contenuti per l'interpretazione critica di testi letterari. Parallelamente si annotano anche le risposte di De Sanctis alle accuse di mancanza di metodo scientifico rivolte a lui dalla parte della scuola positivistica e di Francesco D' Ovidio. Dall'insieme delle osservazioni di sistemazione grammaticale e di riflessione metalinguistica, emerge l'idea desanctisiana di grammatica come scienza fondata sulla logica di matrice filosofica

    Idee con le ali e fatti zoppi. Scritti e discorsi politici dell'ultimo De Sanctis.

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    Il saggio ricostruisce il pensiero politico dell'ultimo De Sanctis, a partire dagli scritti e dai discorsi politici. I piani di lettura del pensiero desanctisiano partono dalla necessità di coniugare idealità e azione, secondo quella che può essere definita come una sorta di "pedagogia politica". Il contributo procede poi con la ricostruzione, in chiave problematica, dell'impegno politico di De Sanctis nell'Italia postunitaria, soprattutto nella sua necessità di agevolare il raccordo tra istituzioni pubbliche e "paese reale", nell'affermazione dei principi democratici e nel compimento di un progetto che, in nuce, era stato già annunciato nel "Discorso ai giovani del 1948"

    Viaggio nella memoria. Il De Sanctis di Brancaccio tra nostalgia e storia nazionale

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    La memoria, “regina delle muse”, ispira la stesura de "La Giovinezza" di De Sancits: un'opera che si offre come efficace strumento ermeneutico dell’Ottocento risorgimentale, ma anche del tempo presente, grazie alla carica etico-politica che la anima e che stimola riflessioni di problematica attualità.L'autobiografia desanctisiana si presenta come la narrazione del burrascoso ed indomito passaggio dall'assolutismo al regime costituzionale, dalla repressione alla libertà, dall'arretratezza all'allargamento degli orizzonti culturali: un itinerario individuale e collettivo, sul doppio binario del vissuto personale e dell’esperienza di una generazione. Infatti, la cornice entro cui si iscrivono i fatti narrati è proprio la fase di formazione della generazione degli uomini del ’48 e del ’60. La Giovinezza ci mostra un De Sanctis che, fin dalla fanciullezza, riflette sull'importanza dell’istruzione, sul ruolo fondamentale ricoperto dalla cultura ai fini della crescita della nazione, sulla necessità di rinnovare i canali, i metodi e gli strumenti per la formazione dei giovani. Napoli è il cuore della riflessione etico-politica di De Sanctis, il nucleo materiale ed ideale in cui viene elaborata l’ideologia nazionale di quei giovani nei quali il sentimento della patria napoletana si fonde con il nascente sentimento della patria italiana, nell’anelito al liberalismo e all’assetto costituzionale. Il metodo concepito da De Sanctis, proprio nella coincidenza tra pensiero e azione, si pone come un metodo di studio ma è anche uno strumento di comprensione della realtà, di categorizzazione e valutazione, un metodo di approccio alla vita nella sua interezza. Il taglio autobiografico consente al lettore di penetrare nella vita di De Sanctis, per coglierne la coerenza e la costante ispirazione al binomio pensiero-azione, sintetizzato nella metafora delle «due pagine, una letteraria, l’altra politica», che il grande intellettuale propone come sintesi della sua esistenza

    De Sanctis e la storiografia letteraria italiana

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    L'autore analizzza l'impatto della «Storia della letteratura italiana» di Francesco De Sanctis sulla storiografia italiana del xx secolo, rilevando come la linea storicistica «lineare» di De Sanctis sia stata assunta come modello storiografico di tutte le Storie letterarie successive ma come nel contempo sia stata oggetto anche di una riduzione ideologica, da Croce a Gentile, a Gramsci, con la sottolineatura degli aspetti «militanti» della sua opera. De San­ctis ha concepito la sua «Storia» in funzione del processo unitario risorgimentale: soltanto Carlo Dionisotti ha criticato le ragioni storiche di tale modello proponendone acutamente uno radicalmente alternativo, di tipo geografico-storico,che recentemente ha iniziato a produrre i suoi risultati, anche a livello formativo.The author analyses the impact of the «Storia della letteratura italiana» by Francesco De Sanctis about the Italian historiography of the Twentieth century, pointing out how the his­toricist line by De Sanctis has established itself as a historiographical model for the whole later literary history while, at the same time, it proposes an ideological reduction, from Croce and Gentile, to Gramsci, with the underlining of the «militant» aspects of his work. De Sanctis has conceived his «Storia» in relationship with the unitary process of the Risorgimento: only Carlo Dionisotti has criticised the historical reasons of such a model, and has aptly proposed a radical alternative one of a historical-geographical type. This alternative has recently begun to achieve results at a formative level

    Benedetto Croce, Prefazione a F. De Sanctis, Le Lettere da Zurigo a Diomede Marvasi (1913).

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    Si ripubblica la prefazione a F. De Sanctis, Lettere da Zurigo a Diomede Marvasi. 1856-1860. Pubblicate da Elisabetta Marvasi, con prefazione e note di B. Croce, Napoli, Ricciardi, 1913, pp. XIII-XVI. Non ripubblicata vivente l'autore
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