1,324 research outputs found

    Lo spirito di fronte al male. L'ultima filosofia di Giovanni Gentile

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    The essay retraces Giovanni Gentile’s philosophical production from 1943 until his death in 1944, 15 April. Focusing on Genesi e struttura della società, the author investigates the most signifi cant theoretical differences between this last book (published in 1946, after Gentile’s death) and the philosophical works written twenty years before, Fondamenti di Filosofi a del diritto and Teoria generale dello spirito come atto puro. The author points out concepts such as evil and death in these books and studies their different elaboration in Gentile’s last book, considering a possible link between these changes and the anxiety or moral suffering that the philosopher might have felt facing the Nazi Fascist crimes

    Introduzione. Gentile dopo il Novecento

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    In questa introduzione, il curatore ricostruisce l'orientamento degli studi su Giovanni Gentile dalla morte dell'autore ad oggi, presenta le ragioni del volume e i temi sui quali intervengono i singoli saggi

    Un apparente "precorrimento". Il Rosmini di Spaventa e quello di Gentile

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    Il saggio ricostruisce l'interpretazione della filosofia di Antonio Rosmini da parte del giovane Giovanni Gentile. Particolare attenzione è dedicata al rapporto tra Gentile e i suoi maestri: Bertrando Spaventa e Donato Jaja. Inoltre, il saggio si sofferma analiticamente sull'interpretazione gentiliana del pensiero di Kant

    Romolo Murri e i murrismi in Italia e in Europa cent’anni dopo

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    Il volume offre un'ampia panoramica dello stato degli studi sull'influenza esercitata dal pensiero e dall'attività del fondatore della prima democrazia cristiana sul piano internazionale. Attraverso una serie di contributi specifici affronta poi i principali nodi del pensiero e dell'attività murriana in vari ambiti nazionali e, per quanto riguarda l'Italia, regionali. Le conclusioni indicano alcune piste di ricerca per lo studio degli anni successivi a quelli in cui Murri permane nell'ambito del cattolicesimo politico

    Gli esiti del murrismo

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    Il contributo indugia sulle ragioni per le quali la storiografia non ha ancora affrontato approfonditamente lo studio del Murri successivo alla Prima guerra mondale e indica alcuni motivi per iniziare a farlo

    The effects of different types of experience on cross-border acquisitions

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    Building on organizational learning theory, we examine the antecedents of firm acquisition behavior, in terms of cross-border versus domestic acquisitions. Our focus is upon experience as a predictor of future acquisition behavior. In particular, we unbundle experience into: crossborder acquisition experience, domestic acquisition experience, and international business experience. Using data on 594 acquisitions in the period 2007-2013, our results show that prior experience in cross-border acquisitions and international business experience strongly affect the likelihood of cross-border acquisitions. The findings also reveal the existence of a U-shaped relationship between acquisition experience in the domestic market and subsequent crossborder acquisitions. Our study demonstrates that different types of experience play important roles in a firm’s decision to expand internationally via acquisitions

    I percorsi di sviluppo delle public utilities. Risposte strategiche alla liberalizzazione nel settore dell'energia

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    I settori dei servizi di pubblica utilità stanno attraversando una fase di profonda ristrutturazione. Mutamenti nel quadro regolamentare e negli assetti proprietari delle imprese, uniti a cambiamenti di natura tecnologica e di mercato, hanno radicalmente trasformato e stanno tuttora trasformando la struttura industriale, le dinamiche competitive ed i comportamenti degli operatori, vecchi e nuovi, presenti in quel vasto comparto di attività che, per quanto eterogeneo, s’identifica nel riferimento ai servizi di pubblica utilità. Il particolare dinamismo delle public utilities è testimoniato dalla differenziazione delle linee di sviluppo strategico prescelte. Esso è tanto più rilevante ed interessante se confrontato con la sostanziale stabilità e uniformità di comportamenti che hanno caratterizzato le imprese del settore fino a qualche tempo fa, quando vincoli normativi e confini settoriali ben definiti ne limitavano fortemente l’operatività. La varietà delle scelte strategiche può essere interpretata come la risultante del progressivo venir meno dei numerosi vincoli giuridici, politici e regolatori, che limitavano fortemente l’autonomia aziendale nella definizione delle strategie di sviluppo. Il nuovo contesto regolatorio ha accresciuto notevolmente i gradi di libertà nell’agire strategico delle imprese. I processi di liberalizzazione e privatizzazione creano minacce e, nel contempo, nuove opportunità di business tanto per i vecchi operatori quanto per i newcomer e impongono la ricerca di nuovi modelli di business. Oltre a favorire l’entrata di nuovi soggetti imprenditoriali, l’apertura dei settori alla concorrenza ha spinto gli incumbent alla ricerca di nuovi percorsi di sviluppo, allo scopo di rispondere efficacemente al sistema di vincoli/opportunità derivante dalla competizione crescente. Infatti, gli incumbent, fino a poco tempo fa posti al riparo dalla concorrenza grazie a politiche che, nel perseguimento di finalità d’interesse pubblico, proteggevano i monopoli, stanno sperimentando pressioni competitive, talvolta molto intense, da parte di nuovi soggetti imprenditoriali. Ne deriva l’esigenza di un profondo cambiamento strategico, organizzativo e, soprattutto, culturale nel rinnovato scenario contraddistinto dalla transizione dal monopolio alla competizione. Il perseguimento di nuovi percorsi di sviluppo richiede l’implementazione di processi di ampia portata, a tutti i livelli dell’organizzazione. Accanto alla varietà delle opzioni di sviluppo prescelte e alla maggiore vitalità strategica, si registrano, pertanto, profonde innovazioni negli assetti organizzativi, nei modelli di gestione aziendale, nel management e nelle competenze-chiave delle imprese. Questo lavoro vuol essere un contributo all’analisi dei contenuti e delle determinanti delle opzioni di sviluppo perseguite dalle public utilities e all’approfondimento delle ragioni sottostanti ai modelli di business emergenti. L’intento è, da un lato, fornire un quadro descrittivo dei percorsi di sviluppo intrapresi negli ultimi anni e, dall’altro, d’individuare elementi-chiave e fattori critici connessi a tali percorsi, con l’obiettivo di analizzare i seguenti aspetti: a) i cambiamenti nell’assetto organizzativo-istituzionale e nella gestione strategica legati alle innovazioni nel contesto regolamentare e, più in generale, nell’ambiente; b) i vettori di sviluppo perseguiti, distinti nelle quattro opzioni di fondo: ingresso in nuovi mercati geografici, integrazione, specializzazione, diversificazione; c) le determinanti delle scelte strategiche e, in particolare, le ragioni del crescente interesse per la strategia multiutility nei primi anni della liberalizzazione; d) le modalità d’attuazione delle strategie di sviluppo; e) l’individuazione dei modelli d’impresa verso cui le utilities sono prevedibilmente destinate ad evolversi e dei cambiamenti nel loro profilo di competenze

    Paura. Forme della percezione e strategie di governo ne "Les Passions de l’âme" e nell’ "Ethica"

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    Fear. Form of Perception and Government Strategies in Les Passions de l’ âme and in Ethica My paper focuses on the analysis of the terms «dread» and «fear» both in The Passions of the Soul, where Descartes respectively indicates them as Crainte and Peur, and in Spinoza’s Ethics, where the author uses the words timor and metus. First of all, I underline the characteristics, the relevance and the usefulness of these affections, together with the strategies of control used to prevent their transformation into passions that inhibit rational action. I will then expose the divergence of views in Descartes and Spinoza pertaining the delineation of these affective conditions, as well as, in the second part of my paper, I focus on the analogies concerning the rational strategies the human being can assume in order to handle dread and fear. Besides Descartes e Spinoza, it is necessary to recall Hobbes’s Leviathan, since this work is a consistent and relevant source for Spinoza, as far as the conception of fear as a peculiar perception of past and present is concerned

    La zootecnia in provincia di Salerno attraverso i dati dell'anagrafe bovina

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    L’uso delle banche della anagrafe zootecnica e Agea sono degli strumenti fondamentali per qualsiasi indagini di tipo socio economica che interessano un territorio quindi l’aggiornamento continuo dei dati e la chiarezza delle informazioni in esso contenute sono elementi indispensabile per procedere a delle accurati analisi. Nel passato gli unici elementi su cui si potevano realizzare delle indagini approfondite erano quelle relative i dati del censimento dell’ Istat relativi ai censimenti generali che nonostante la loro completezza di informazioni erano avevano come limite il fatto che si tratta di informazione rilevato ogni decennio circa. Utilizzando i dati contemporaneamente dell’ istat e delle banche dati disponibili per il settore zootecnico sono elementi indispensabile per successivi analisi di settore

    I linguaggi della filosofia nell’epoca attuale. Storia, senso comune, crisi

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    La ricerca si fonda sull’assunzione di un’ipotesi che viene dalla ricerca interdisciplinare che la storia concettuale di area tedesca (in particolare con Reinhart Koselleck e Hans-Georg Gadamer) e le teorie filosofiche che hanno studiato il rapporto tra secolarizzazione dei concetti e origine del mondo moderno (in particolare con Karl Löwith, Hans Blumenberg e Jürgen Habermas) hanno formulato: l’ipotesi consiste nell’idea che a cavallo tra XVIII e XIX secolo sarebbe avvenuta una radicale trasformazione semantica dei concetti politici. Secondo queste ricerche soltanto in corrispondenza della Rivoluzione Francese e di quella industriale i maggiori concetti del linguaggio politico-sociale e giuridico (democrazia, repubblica, società, Stato, etc.) avrebbero assunto il loro significato compiutamente moderno. Lo scopo della ricerca è quello di partire dai risultati che questi studi hanno conseguito per fornire una “mappatura” del modo in cui i più significativi concetti filosofico-politici e giuridici del pensiero filosofico del XX secolo vengono utilizzati nel campo della filosofia della storia. In conseguenza delle grandi trasformazioni intervenute nel secolo scorso nel campo sociale, politico, economico – con la crisi delle strutture di senso che hanno innervato la modernità – è possibile ipotizzare una nuova trasformazione “epocale” del linguaggio filosofico-politico? Lo scopo della ricerca è quindi quello di studiare se avvenga – e se sì, come – una trasformazione semantica dei concetti politici utilizzati nella filosofia della storia contemporanea in senso nuovo e innovativo rispetto alla grande svolta moderna. Da Benjamin a Lukács, dalla scuola di Francoforte al pensiero negativo, dal pensiero dell’esistenza a quello reazionario, l’età moderna è vista come età decisiva, del tramonto del vecchio e della instaurazione di un tempo della crisi. Naturalmente, questa è ogni volta accolta come possibilità del nuovo inizio oppure esperita come necessità della fuga nella tradizione in base ai diversi approcci che segnano le diverse critiche della modernità, o addirittura esperita come erosione dei fondamenti del discorso dei moderni ed esaurimento definitivo delle grandi narrazioni, oltre le quali si apre oramai una nuova fase dello sviluppo dell’uomo radicalmente post-moderna. L’obiettivo finale della ricerca è quello di costruire un’ipotesi sulle regole che governano la trasformazione di senso – tanto in chiave semasiologica che in chiave onomasiologica – dei più significativi concetti politico-sociali che hanno fondato il linguaggio filosofico dei moderni, fornendo una prima ipotesi sull’esistenza di un vero e proprio vocabolario filosofico della filosofia della storia contemporanea, capace di tracciare una prima ipotesi sull’esistenza di un vero e proprio «discorso filosofico della contemporaneità»
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