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He Puke Mele Lahui: Na Mele Kupaʻa, Na Mele Kuʻe A Me Na Mele Aloha 0 Na Kanaka Maoli
Ma hope o ka hoʻokahuli ʻia ʻana o ke Aupuni Hawaiʻi i ka makahiki 1893, ua haku na Kanaka Maoli i na mele lahui he nui. Ua paʻi ʻia keia mau mele ma na nupepa ʻolelo Hawaiʻi, ʻo ia no kahi i moʻolelo ai na Kanaka Maoli no ka lakou hana a me ko lakou manaʻo. Ma o na mele lahui, ua hoʻopaʻa a haʻi mai na Kanaka Maoli i ka moʻolelo no ka wa o ka hoʻokahuli aupuni a me ka wa ma hope mai no hoʻi. Ma na mele, ua hoʻopaʻa ʻia ko lakou manaʻo kupaʻa no ka pono o ko lakou aupuni, a pela pu ko lakou manaʻo ku'e i ka hana ʻino ʻia mai o ko lakou aupuni. ʻIke ʻia no hoʻi ko lakou manaʻo ma o ka ʻolelo kuamuamu no ia poʻe nana i hana ʻino i ke Aupuni Hawaiʻi. Aia no hoʻi he mau mele noi a mele pule paha e noi aku ana i ke kokua o na Akua Hawaiʻi a me ke Akua Kalikiano. He nui no hoʻi na mele i haku ʻia no ka hoʻike ʻana aku i ke aloha o na Kanaka Maoli i ko lakou aupuni, ko lakou lahui, a me ko lakou Moʻiwahine. Mai kela manawa a hiki loa mai i keia au nei, ua mau loa aku ka haku meleʻana o na Kanaka Maoli, a ua mau loa no hoʻi ke kuʻe i ka hana ʻino ʻia mai a me ke kupaʻa no ka pono o ka ʻaina a me ka lahui.M.A
Catalogo analitico
This essay investigates the liturgical-musical codes of the Cathedral, the St. Francis Convent and the Monastery of St. Clare in Oristano (XI-XVII centuries), on the basis of an international critical approach and a new interdisciplinary and descriptive model. The manuscripts considered form part of the only collection of liturgy books illuminated with neums in Sardinia. The majority of codes and the iconography – 18 manuscripts and numerous fragments, c.a. 3,400 parchments, 159 illuminations – were unpublished, with the only exception of a inventory with wrong datations (Lucca, 1911). All of the liturgical and musical formularies, and the biblical references have been traced and collated with the main repertoires. This study also shows cross references with a historical analysis and a critical Glossary by the author, published in the same volume and edited by the author himself (a CDRom is included). Among the codes is the corpus ACO P. III-VIII, a monumental Antiphonary in 6 volumes produced in the Tuscan-Emilian area in the XIII4/4 century. This is one of the most important sources of the Roman-Franciscan ritual after the reformations of Haymo of Faversham (1244) and Nicholas III (1277-1280). Hundreds of its facsimiles, in colour, have been considered. A bibliography of 274 references provides the primary research tools in the area of liturgical-musical code analysis
Rescatando los casos Mele/Robb
Rescuing Mele/Robb Cases Resumen: Mi intención en este trabajo es exponer algunas dudas sobre las consideraciones que Carlos Moya (2017) esgrime en contra de un tipo particular de ?Caso Frankfurt?: el ?caso de bloqueo? descrito por Mele y Robb (1998). En primer lugar, argumento que el caso de Mele/Robb es un contraejemplo exitoso al Principio de Posibilidades Alternativas aún si, en contra de lo que sus proponentes sugieren, la acción relevante está causada de manera determinista. Por otro lado, argumento que el agente en el caso Mele/Robb ejercita un tipo relevante de control racional sobre su acción. Palabras clave: Frankfurt, Moya, sobredeterminación, sensibilidad a razones. My goal in this paper is to expose some doubts about the arguments that Carlos Moya (2017) addresses against a particular Frankfurt-style case: the ?blockage case? described by Mele and Robb (1998). I argue first that the Mele/Robb case is a succesful counterexample to the Alternative Possibilities Principle even if, against what its proponents suggest, the relevant action is deterministically caused. Second, I argue that the agent in the Mele/Robb case exercises a relevant sort of rational control over her action. Keywords: Frankfurt, Moya, overdetermination, reasons-responsiveness
Città tra mare e laguna: da Santa Gilla a Cagliari Aspetti archeologici, geologici, storici, insediativi e sociali, a cura di R. Martorelli, M.G.R. Mele, S. Nocco, G. Serreli, Cagliari, University Press, Tomo I
Risultati del Progetto di ricerca Città tra mare e laguna: da Santa Gilla a Cagliari. Aspetti archeologici, geologici, storici,
insediativi e sociali finanziato dalla Legge Regionale 7 agosto 2007, n. 7: “Promozione della ricerca scientifica
e dell’innovazione tecnologica in Sardegna” tramite il Fondo di Sviluppo e Coesione 2014-2020.
Patto per lo sviluppo della Regione Sardegna – Area Tematica 3 - Linea d’ Azione 3.1 (PI Maria Grazia
Rosaria Mele)
Un metodo per la ricerca della misura del progetto
Quando gli edifici sono abbandonati, il processo di distruzione è spesso incompleto. I cittadini, gli architetti e i politici si trovano di fronte a due possibilità: demolizione e nuova costruzione, oppure considerare un rinnovamento. Un aspetto specifico della conservazione degli edifici antichi è la loro riabilitazione attraverso un intervento sostenibile di riuso, che consideri il nuovo progetto parte del processo di vita dell'edificio stesso. Inoltre, poiché la struttura tende a sopravvivere alla funzione, gli edifici sono costantemente adattati a nuovi usi, un fatto che consente di generazione in generazione a far nascere un senso di continuità e di stabilità dell’immagine dell’ambiente fisico. La “forma della continuità” e le relative questioni di metodo, per ottenere un approccio corretto al progetto, potrebbero essere considerate lo scopo del presente studio, in cui il vecchio e il nuovo coesistono in un processo di progettazione. Le possibili soluzioni scaturiranno dall’analisi delle geometrie primarie della composizione, dedotte nell’ambito di un’indagine comparativa, che diventi memoria del progetto contemporaneo di riuso. Questo metodo è stato testato durante l’esperienza multidisciplinare, tenutasi a Castrì di Lecce. A partire da ciò che resta, il rilievo e l’analisi degli edifici storici in abbandono diventano così il punto di avvio della ricerca della “misura esatta” sulla quale modulare l’intervento contemporaneo. Rilievo e progetto concorrono a questo studio di lettura dalla realtà degli edifici, della loro trascrizione grafica, della loro riscrittura come prodotto della decodifica del palinsesto architettonico e delle regole sottese, che diventino il risultato di una sintesi disciplinare.When buildings were abandoned, the process of destruction is often uncompleted. Citizens, architects and politicians must face two possibilities: demolition and new constructions, or to consider a renovation. A specific aspect of the conservation of ancient buildings is the rehabilitation through sustainable intervention of re-use, considering the new project as part of the living process of the building itself. Another point is that because their structure tends to outlive their function, buildings have continuously been adapted to new uses, a fact that is enabled generation after generation to derive a sense of continuity and stability to their physical surroundings. The “shape of continuity” could be considered the aim of the present study, together with questions about the method to achieve a correct approach to the project, in which new and old co-exist in a continuous design process. The possible answers will come through the analysis of the primary compositional geometries deducted in the field of a comparative survey, becoming memories of the contemporary project of re-use. This method has been tested during the multidisciplinary academic activity, held in Castrì di Lecce. From what remains, the survey and the analysis of ruined or abandoned historical buildings turn out to the starting point of a research on the “exact measure” upon which modulating contemporary interventions. Survey and design contribute to this study on the main compositional principles of the buildings, as well as to their graphic transcription as a product of the “re-writing” and decoding of the architectural conceptual and functional program, and of the related underlying rules, which become the result of a disciplinary synthesis
Modelli digitali e percezione del colore: i 36 progetti della IV triennale di Monza
I “36 progetti di ville di architetti italiani” presentati al concorso d’architettura
bandito dal Direttivo della IV Esposizione Triennale Internazionale delle Arti
Decorative ed Industriali Moderne tenuta a Monza nel 1930 mostrano un panorama
professionale molto ampio, uno spaccato interessante per la comprensione del
cambiamento del contesto architettonico di quegli anni che sarebbe maturato più
tardi nel razionalismo italiano [1]. Il ridisegno analogico e digitale delle 36
architetture progettate è, a nostro giudizio, un importante momento di riflessione
non solo sulla forma ma anche sulla comunicazione dei valori “cromatici” del
linguaggio architettonico accuratamente declinato dai 42 progettisti, sia negli interni
sia negli esterni. Com’è stato già segnalato in alcuni lavori precedenti [2, 3, 4] certe
proposte seguono riflessioni personali sviluppate dall’autore, altre si legano - in
continuità o con impulsi di rottura - a fattori più ampi appartenenti alle teorie delle
correnti architettoniche e artistiche dell’epoca.
La realizzazione dei modelli digitali 3D di questi spazi architettonici mai realizzati,
avvenuta a cura degli studenti del Corso Integrato di Tecniche della
Rappresentazione dell’Architettura della Facoltà d’Architettura di Ferrara (prof. G.
Mele, prof. M. Incerti), costituisce un importante momento di conoscenza sia del
materiale grafico prodotto degli architetti per quel concorso (l’analisi di tali disegni
necessaria per l’elaborazione del modello tridimensionale ha reso evidenti molte
incongruenze), sia della fruizione percettiva di aspetti morfologici e qualità
cromatiche degli edifici solo progettati. Molto interessante è anche la riflessione
sull’influenza del colore dei paesaggi nei quali i progetti sono stati inseriti. I
cromatismi assumono corpo grazie ai render e ai filmati, favorendo dunque la
comprensione del ruolo del colore e delle sue teorie nell’architettura degli anni
trenta. Lo spazio virtuale facilita e accresce così la conoscenza percettiva
dell’architettura, consentendo un diverso modo di appropriarsi dello spazio: di
visitarlo virtualmente, di riviverlo, di riconsiderarlo
L’ E-procurement nella sanità italiana: alcuni spunti di riflessione
Premessa. – Parte Prima: I. Sistemi Sanitari Regionali e processi di acquisto (G. Ferrara-S. Pozzoli). – II. La gestione degli approvvigionamenti nell’esperienza delle aziende private (D. Mancini). – III. I sistemi sanitari regionali (A. Scaletti). – IV. L’ E-procurement nella sanità italiana: alcuni spunti di riflessione (V. Mele). – Parte Seconda: I. Il governo interaziendale della funzione di acquisto nella sanità della Regione Toscana (M. Braganti-T. Di Grezia). – II. Il governo interaziendale della funzione di acquisto nella sanità della Regione Lombardia (T. Di Grezia). – III. La funzione d’acquisto di beni e servizi nella sanità della Regione Emilia Romagna (T. Di Grezia). – Bibliografia
IL TEATRO REGIO DI TORINO. LE VICISSITUDINI PROGETTUALI DEL CONCORSO DEL 1937 ALLA REALIZZAZIONE DI CARLO MOLLINO 81967 -1973). PROTAGONISTI E VICENDE DEL CANTIERE
Il volume " La costruzione dell'architettura temi ed opere del dopoguerra italiano" a cura di Pier Giovanni Bardelli, Antonio Cottone, Franco Nuti, Sergio Poretti, Antonello Sanna, al cui interno è collocato il saggio di Caterina Mele "Il Teatro Regio di Torino. Le vicissitudini progettuali dal concorso del 1937 alla realizzazione di Carlo Mollino (1967-1973) ", è il V della collana ARCHITETTURA E COSTRUZIONE , di Gangemi Editore, diretta da Sergio Poretti. La collana raccoglie studi, ricerche, monografie, atti e convegni sul modo di costruire e i suoi stretti legami con il linguaggio dell'architettura. Ricognizioni su vicende costruttive, indagini sull'evoluzione delle tecniche costruttive, documentazione di casi di restauro, contribuiscono infatti a delineare aspetti ancora poco noti della storia delle tecniche costruttive. Il volume è stato pubblicato con il contributo del MIUR, Programma Prin 2006 e contiene i primi esiti complessivi della ricerca "La costruzione dell'architettura in Italia nel dopoguerra (1945-1965). Modi e tecniche di conservazione e recupero", coordinata a livello nazionale da Sergio Poretti e condotta dalle unità di ricerca di Cagliari (responsabile scientifico Antonello Sanna), Firenze (responsabile scientifico Franco Nuti), Palermo (responsabile scientifico Antonio Cottone), Roma Tor Vergata (responsabile scientifico Sergio Poretti), Politecnico di Torino (responsabile scientifico). In particolare il contributo di Caterina Mele è incentrato sulla ricostruzione, tramite minuziose indagini su documenti grafici, fotografici e progettuali, contenuti in archivi pubblici e di impresa, delle vicende progettuali e di cantiere che hanno interessato tutto il lunghissimo iter della costruzione del nuovo Teatro Regio di Torino. L'indagine sull'edificio condotta in maniera ampia ed interdisciplinare all'interno dell'equipe di ricerca è stata oggetto di un successivo approfondimento che è stato poi pubblicato (2010) in una monografia dedicat
Lettera inedita (31 luglio 1389) di Giovanni I, il Musico e il Cacciatore, a Eleonora d’Arborea
Aritmetica e geometria nel teatro e anfiteatro di Lecce
Le memorie dell’antica città romana di Lupie, oggi Lecce, sono molte e certamente i resti del teatro non sono i meno rilevanti. Il monumento è stato scoperto per caso, nel 1929, durante gli scavi per la realizzazione delle fondazioni di un edificio per abitazioni che si
trova a poca distanza da un’altra emergenza di quel periodo: l’anfiteatro Romano della città di Lecce. L’occasione di utilizzare le tecniche più moderne di rilievo dei resti del teatro e anfiteatro romano è stata l’opportunità per studiare i modelli derivanti dal rilievo e confrontarli con
le istruzioni riportate nella trattatistica relative alle operazioni geometriche da svolgere per l’individuazione del progetto di questi impianti architettonici. Lo studio che qui viene presentato ha come obiettivo quello di svelare, tra ipotesi e confronti, le regole esposte nel testo vitruviano per sottolineare analogie e differenze tra teoria e pratica dell’architettura
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