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    Tendenze, tipologie e delittuosità nelle città metropolitane

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    In questo Terzo Rapporto sulla Criminalità e Sicurezza a Napoli un ulteriore sforzo è stato fatto per fornire una lettura dei dati messi a disposizione dal Ministero dell’Interno più aderente a quella che è stata l’evoluzione stessa della delittuosità nelle città metropolitane. Infatti, sebbene consapevoli dei numerosi limiti che i dati per loro natura hanno, già ampiamente espressi nelle precedenti edizioni (Di Gennaro - Elce, 2015; Di Gennaro - Elce, 2017), si è proceduto ad analizzare l’andamento e la distribuzione dei delitti nel quindicennio 2004-2018

    I fatti catalani

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    Tavola rotonda organizzata dalla Associazione lucana G. Fortunato sulle recenti vicende politico-istituzionali in atto in Catalogna. Interventi di ANNA MARIA COMPAGNA (Filologia e linguistica romanza Univer- sità di Napoli Federico II), GENNARO FERRAIUOLO (Diritto Costituzionale Università di Napo- li Federico II), VALENTINA RIPA (Lingua e traduzione spagnola Università di Salerno); modera GINO GIACULLI (giornalista “Il Mattino”)

    2: Parte 2. che contiene l\u27ordine de\u27 giudizj criminali, del dottor Luigi Michele Greco

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    In Napoli : presso Gennaro Giaccio, 1796 Segnatura: [pigreco]2 A-2Q4 Legatura in pergamena rigida Fa parte di: Pratica per i governatori https://galileodiscovery.unipd.it/discovery/fulldisplay?context=L&vid=39UPD_INST:VU1&search_scope=MyInst_and_CI&tab=Everything&docid=alma99002536714020604

    "Sustaining Recovery--Medium-term Prospects and Policies for the U.S. Economy"

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    Though recent market activity and housing reports give some warrant for optimism, United States economic growth was only 2.8 percent in the third quarter, and the unemployment rate is still very high. In their new Strategic Analysis, the Levy Institute's Macro-Modeling Team project that high unemployment will continue to be a problem if fiscal stimulus policies expire and deficit reduction efforts become the policy focus. The authors--President Dimitri B. Papadimitriou and Research Scholars Greg Hannsgen and Gennaro Zezza--argue that continued fiscal stimulus is necessary to reduce unemployment. The resulting federal deficits would be sustainable, they say, as long as they were accompanied by a coordinated and gradual devaluation of the dollar, especially against undervalued Asian currencies--a step necessary to prevent an increase in the current account deficit and ward off the risk of a currency crash.

    I. de Gennaro, The Weirdness of Being

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    I. de Gennaro, The Weirdness of Bein

    Trasferimenti di orafi da Napoli all’Ungheria nel primo Trecento: questioni documentarie, storiografiche, stilistiche,

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    Nella comunicazione si prende in esame una serie di documenti d'archivio, tramandati dall'antiquaria di età moderna, attinenti alla realizzazione del busto di san Gennaro, conservato tuttora nella Cappella del Tesoro di San Gennaro nella Cattedrale di Napoli. Si avanzano nuove interpretazioni e si connette la produzione orafa napoletana con quella ungherese del primo Trecento, individuandone i nessi

    Franco e Mussolini, la guerra vista dal Mediterraneo. I destini diversi dei due dittatori

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    A trent’anni dalla morte di Francisco Franco, avvenuta il 20 novembre 1975, e a sessanta da quella di Mussolini sono molte le questioni storiografiche ancora aperte sui rapporti fra la Spagna franchista e l’Italia fascista: Mussolini voleva davvero che la Spagna entrasse in guerra? Perché fu così generoso con Franco durante e dopo la guerra civile? In che misura il fascismo fu un modello per il franchismo? Fu davvero la saggezza di Franco ad evitare alla Spagna la guerra o questi voleva ma non poté? La Spagna rappresentava una via di fuga per il duce negli ultimi giorni di Salò? Come riuscì il caudillo a sopravvivere alla disfatta del nazifascismo? La storiografia si è finora accontentata di presentare quella spagnola come una carta mal giocata da Mussolini sullo scacchiere mediterraneo della guerra mondiale. In questo libro Gennaro Carotenuto va oltre le limitazioni della storia diplomatica e militare e utilizzando fonti diverse interpreta in maniera critica e sotto una nuova luce alcune tesi consolidate sul corso della seconda guerra mondiale. Prende in esame lo sviluppo delle relazioni fra le due dittature a partire dalla fine della guerra civile spagnola; analizza le conseguenze economiche degli ingenti aiuti concessi dal regime fascista alla Spagna nazionale ed il coincidente fiorire in Spagna delle principali industrie italiane, la Fiat con la Seat, la Pirelli, l’Olivetti; ripercorre il lungo capitolo delle manovre politiche e militari per il controllo del Mediterraneo; spiega le ragioni profonde delle mosse di Franco nei confronti delle potenze dell’Asse e quali forze promuovano e come maturi la non partecipazione spagnola alla guerra; affronta la controversia sul tradimento del dittatore spagnolo ai danni di Mussolini. Basato su ricerche originali condotte in archivi italiani, spagnoli e britannici, questo saggio offre un quadro delle posizioni dei due regimi finora non disponibile nella bibliografia italiana e presenta una originale lettura del secondo conflitto mondiale visto dal Mediterraneo. Principali recensioni E. Mannucci, La tesi di Carotenuto. Il duce intermediario fra Caudillo e Führer, «Il Corriere della Sera», 17 novembre 2005; M. Cervi, Franco e il Duce. Diffidenze e differenze tra due dittatori, «Il Giornale», 17 novembre 2005; P. Iaccio, Duce e caudillo, alleati e rivali, «Il Mattino», 16 dicembre 2005; M. Puppini, Gennaro Carotenuto, Franco e Mussolini, «Spagna Contemporanea», n. 29, 2006, pp. 183-185; C. Adagio, Gennaro Carotenuto, Franco e Mussolini. La guerra mondiale vista dal Mediterraneo, «Annali SISSCO» 2005, J. M. Campo Rizo, La ayuda de Mussolini a Franco en la Guerra Civil española, «Cuadernos de historia», n. 105, 2009, pp. 83 e 94; A. Principe, Carotenuto, Gennaro. Franco e Mussolini. La guerra mondiale vista dal Mediterraneo: i diversi destini di due dittatori «Quaderni d'italianistica: revue officielle de la Société canadienne pour les études italiennes », VOLUME XXVII, 2006, pp. 188-190; L. Casali, Italia e Spagna negli anni trenta e quaranta, «Storia e Problemi Contemporanei», n. 41/2006, pp. 203-212. Depositi Librari Stati Uniti The Library of Congress - Washington Francia Bibliothèque nationale de France Bibliothèque de documentation internationale contemporaine - BDIC (Nanterre) Germania Universitätsbibliothek Passau Bayerische Staatsbibliothek München Gran Bretagna University of Leeds Libraries Svizzera UB Basel – Universitätsbibliothek Spagna Biblioteca Nacional de España – Madrid Universitat de Barcelona Biblioteca de la Universidad Carlos III de Madrid Biblioteche italiane Gli opac censiscono che circa 120 biblioteche hanno ritenuto di acquisire il saggio. Tra queste tutte le principali del paese

    Criminalità e sicurezza a Napoli: Terzo rapporto

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    Il Terzo Rapporto evidenzia un marcato trend in diminuzione del fenomeno criminale, che certo impone una riflessione non solo sui motivi che stanno dietro questa flessione ma anche sulle misure di contrasto più efficaci, che probabilmente dovranno essere più selettive. In questo quadro, però, preoccupa la situazione di Napoli e della Campania dove si registrano crimini consumati da minori che, sebbene non quantitativamente elevati, si caratterizzano per la loro estrema violenza. Così come è degna di attenzione una struttura duale del mercato criminale su base territoriale, con una presenza quasi esclusiva di criminalità autoctona nel Mezzogiorno e una criminalità mista al Nord. Questo rapporto, poi, analizza nel dettaglio, dopo le estorsioni e l’usura trattate nelle precedenti edizioni, il tema della corruzione, scelto come reato da analizzare in profondità perché è con la corruzione che si esercita il potere. Anche per questo i mafiosi oggi più di ieri ricorrono allo strumento della corruzione, perché attraverso essa condizionano gli assetti istituzionali, i governi locali dei territori, svolgono attività di mediazione e di protezione, regolano i mercati e i servizi. In altre parole, l’analisi di questo reato e l’individuazione delle forze trainanti di questo fenomeno possono rappresentare una ulteriore occasione di riflessione sul probabile cambiamento di importanza gerarchica dei mercati criminali che può essere alla base delle mutazioni del fenomeno criminale che noi oggi osserviamo a livello aggregato

    La messa alla prova per i minori: la rassegnazione "entusiasta" di una normativa incompleta. Una ricerca nel distretto giudiziario di Napoli

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    Il libro affronta, alla luce di una estesa ricerca scientifica realizzata per la prima volta nel distretto giudiziario partenopeo, alcune delle questioni nodali che impongono una revisione dell'assetto normativo alla luce di differenti saperi disciplinari di tipo sociologico, criminologico, processuale penale. Considerata una emanazione del modello di juvenile probation, la "messa alla prova", su cui si concentra il lavoro, è trattata come un prisma per interrogarsi sugli esiti applicativi e sull'adeguatezza dell'intera normativa. Esposto all'interpolazione nella prassi applicativa e ad anomalie, il d.P.R. 448 esige ormai una revisione e un superamento dei limiti indicati come interni alla normativa e quelli esterni alle misure. Le questioni affrontate richiedono una profonda riflessività se si considera che a fronte del processo di smantellamento delle autonomie locali e dei loro strumenti di welfare e welfare penale si chiede, al contempo, alle stesse e al mondo del privato-sociale - al fine di spostare il baricentro della risposta sanzionatoria dalla pena detentiva alle sanzioni di comunità o ad altre misure alternative - di strutturare una rete di accompagnamento al recupero dei minori e oggi degli adulti, ai quali la legge n. 67 del 28 aprile 2014, sebbene con una fisionomia diversa, estende alcuni caratteri propri del d.P.R. 448. La tesi sostenuta nel libro è che il provvedimento di messa in prova minorile così come oggi lo conosciamo non ha ancora molto tempo innanzi a sé e che le prospettive per il futuro sono tutt'altro che rosee se non si lavora su una diversa concezione del reato e non si prende atto che la qualità della devianza minorile autoctona e straniera che dobbiamo fronteggiare è diversa da quella alla quale l'impianto normativo guardava nei decenni precedenti
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