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    Spazio russo/spazio sovietico. Note a margine di una tesi di laurea ispirata all'architettura leonidoviana./Russian space-Soviet space. Notes on the Sidelines of a Master Degree Thesis Inspired by Ivan Leonidov’s Architecture.

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    Tra gli innumerevoli insediamenti progettati e realizzati durante i circa settanta anni di sistema socialista in Russia, nella regione di Rostov sul Don, a sud del delta del grande fiume, si estende una pianura di coltivazione intensiva cerealicola di origine steppica, nota ancora con il toponimo geografico di Steppe di Sal'sk , comprese tra il fiume Manych e la regione di Kraznodar e tra il Mar d'Azov e il fiume Yegorlik. Si trovano qui due grandi sovkhoz (aziende statali) granari sperimentali di "Gigant" e "Verblyud" (poi Zernograd, dotata della prima sede universitaria specializzata in economia agraria meccanizzata ) di oltre 100.000 ettari ciascuno nei cui insediamenti centrali vennero localizzate la "stazioni di macchine agricole" (ciascuna con diverse centinaia di trattori, aratri meccanici, mietitrici e altri macchinari) a servizio di tutto il comparto delle Steppe di Sal'sk. Riconoscendo nella "agro-città delle Steppe di Sal'sk" sia elementi della visione "urbanista" - nelle unità "architettonico-urbanistiche" degli insediamenti centrali dei sovkhoz - che quella "disurbanista" nella struttura lineare lungo la ferrovia della disposizione dei centri e stazioni a raccordo dell'insediamento dei villaggi sparsi nelle quadre della lottizzazione agraria, viene illustrato il progetto "Zernograd. Agricultural University and Exhibition Centre", elaborato per una tesi di laurea, che propone secondo una logica "neo costruttivista" l'aggiunta di un nuovo congegno volto a perfezionare e la macchina insediativa e valorizzarne le risorse in adeguamento ai nuovi tempi.Among the many settlements planned and built during the approximately seventy years of socialist system in Russia, in the Rostov-on-Don region, south of the delta of the great river, extends an intensive cereal cultivation plain of steppe origin, still known with the geographic toponymal of Sal'sk's Steppe . This area is located between the Manych river, at east and the Kraznodar region at west, and between the Sea of Azov at north and the Yegorlik river at south. We find here two large experimental grains sovkhoz (state-owned companies) - "Gigant" and "Verblyud" (later Zernograd, with the first university in URSS specialized in mechanized agricultural economics ) of over 100,000 hectares – in whose central settlements were located "agricultural machine stations", each having several hundred tractors, mechanical plows, harvesters and other machinery, serving the agricultural works in the entire area of the Sal'sk Steppes. By recognizing in the "agro-city of the Steppes of Sal'sk" both elements of the "urbanist" vision - in the "architectural-urbanistic" units of the central settlements of the sovkhoz - and of the "disurbanist" vision - in the linear structure along the railway of the market towns grouping the sparse villages in the surrounding agrarian allotment, it is here illustrated the project "Zernograd. Agricultural University and Exhibition Center", elaborated for a thesis, according to a "neo-constructivist" logic, adds a new device aimed at perfecting the settlement machine in order to enhance local resources answering to the requirements of contemporary time

    RICORDO DI ALDO ROSSI

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    a cura di Pisana Posocco, Gemma Radicchio, Gundula Rakowitz. Collana “I testimoni dell’architettura”, diretta da Carlo Olmo e Daniele Vital

    Ricordo di Aldo Rossi

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    a cura di Pisana Posocco, Gemma Radicchio, Gundula Rakowitz. Collana “I testimoni dell’architettura”, diretta da Carlo Olmo e Daniele Vital

    Costruiamo una città : architettura espressionista tedesca nel secondo dopoguerra

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    Questa raccolta ha per tema una breve esplorazione su cosa intendere ancora oggi per «espressionismo» nell’ambito della composizione architettonica, quasi come se questo concetto possa persistere anche sotto forma di una possibile riserva mentale. Questa funzione deviante dell’architettura appartiene a una tradizione compositiva in parte latente e in parte necessaria, protrattasi anche nel secondo dopoguerra nella Germania della ricostruzione, ma anche in modi e luoghi inattesi. L’ipotesi è che una tale linea compositiva possa ancora fungere da chiave interpretativa dell’attuale condizione di sospensione di giudizio che l’architettura oggi riveste. Un tema ritenuto importante da affrontare in un dottorato di ricerca, con esperienze comuni tra i quattro dottorati italiani in composizione architettonica (Venezia-IUAV, Bari-Politecnico, Napoli-Federico II, Roma-La Sapienza). Sono «nuovi temi dominanti» ai quali l’architettura è chiamata, ben al di là delle parole d’ordine oggi correnti. Con scritti di: Thorsten Bürklin, Giacomo Calandra di Roccolino, Guido Canella, Renato Capozzi, Vincenzo D’Abramo, Armando Dal Fabbro, Agostino De Rosa, Antonella Gallo, Gregor Harbusch, Ludwig Heimbach, Thomas Kaup, Gino Malacarne, Giovanni Marras, Claretta Mazzonetto, Maurizio Meriggi, Pasquale Miano, Luca Monica, Dina Nencini, Raffaella Neri, Gundula Rakowitz, Christoph Rauhut

    Gianugo Polesello. Attraverso le architetture. Numero monografico di “Architettura Civile”

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    Questo numero di Architettura Civile è dedicato alle architetture di Gianugo Polesello, immeritatamente poco conosciute. L’occasione è stata fornita da una mostra di disegni, scelti e preziosi, organizzata a Venezia da Gundula Rakowitz, “Gianugo Polesello. Maestro dell’indecifrabile”, con il sostegno dell’Archivio Progetti dello IUAV che ne conserva l’archivio. La mostra è stata ospitata a Milano, alla Scuola di Architettura Civile, accompagnata da un convegno di cui questo numero del giornale AC riporta, rivisti e corretti, gli interventi
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