1,720,962 research outputs found
L'Italia meridionale e le prime esperienze della pittura ellenistica nelle officine pestane
Il corpus delle pitture funerarie pestane offre la possibilità di cogliere nell'ultimo quarto del IV secolo il passaggio progressivo da una produzione di serie ad una che, pur rimanendo una espressione artigianale, comincia a realizzare vere pitture in cui la qualità pittorica si manifesta nell'uso del chiaroscuro, nella capacità di creare figure a mano libera, negli effetti cromatici, nel rinnovarsi del sapere figurativo.
Sullo scorcio dello stesso secolo e nei primi decenni del III, le pitture delle tombe a camera della necropoli di Spinazzo, costituiscono delle vere megalografie realizzate in ateliers locali da artefici che padroneggiano ormai sapientemente le tecniche più avanzate della pittura greca contemporanea : ombre riportate, oggetti appesi in trompe l'œil sulla parete si sposano ad un gusto per il dettaglio piuttosto realista e all'uso di colori vivi e rari come il blu cielo. Il linguaggio figurativo di queste pitture mette in scena l'ideologia di un gruppo aristocratico che vuole rappresentarsi genealogicamente e tende a caratterizzare e individualizzare i tratti del volto di ogni personaggio. Nella mistione di elementi di tradizione greca e di tradizione italica le pitture di Spinazzo mostrano di partecipare con forme espressive proprie alle scelte culturali del primo ellenismo.
Accanto a tali documenti vengono presentate per la prima volta tre stele dipinte coeve, provenienti anche dalle necropoli pestane, decorata la prima con una scena di déxiosis, le altre due, frammentarie, con una testa di gorgone, in un caso di ottima fattura. Esse attestano che a Paestum in questa fase coesistono, accanto a pitture chiuse all'interno delle tombe e destinate ad esaltare genealogie familiari, segnacoli visibili a tutti con funzione di ricordo dell'individuo sepolto. no ad un gusto per il dettaglio piuttosto realista e all'uso di colori vivi e rari come il blu cielo. Il linguaggio figurativo di queste pitture mette in scena l'ideologia di un gruppo aristocratico che vuole rappresentarsi genealogicamente e tende a caratterizzare e individualizzare i tratti del volto di ogni personaggio. Nella mistione di elementi di tradizione greca e di tradizione italica le pitture di Spinazzo mostrano di partecipare con forme espressive proprie alle scelte culturali del primo ellenismo.
Accanto a tali documenti vengono presentate per la prima volta tre stele dipinte coeve, provenienti anche dalle necropoli pestane, decorata la prima con una scena di déxiosis, le altre due, frammentarie, con una testa di gorgone, in un caso di ottima fattura. Esse attestano che a Paestum in questa fase coesistono, accanto a pitture chiuse all'interno delle tombe e destinate ad esaltare genealogie familiari, segnacoli visibili a tutti con funzione di ricordo dell'individuo sepolto.Greco Pontrandolfo Angela. L'Italia meridionale e le prime esperienze della pittura ellenistica nelle officine pestane. In: L’Italie méridionale et les premières expériences de la peinture hellénistique. Actes de la table ronde de Rome (18 février 1994) organisée par l'École française de Rome. Rome : École Française de Rome, 1998. pp. 223-241. (Publications de l'École française de Rome, 244
Ideologia funeraria e società a Poseidonia nel IV secolo a.c.
La quantità di dati restituiti dagli scavi delle necropoli pestane permette di costruire con maggiore sicurezza un quadro interpretativo abbastanza articolato del rituale funerario, soprattutto per quanto riguarda il IV secolo a.C. L’indagine condotta su tutti i materiali ha permesso di individuare una gerarchia all’interno dei corredi deposti accanto al morto nel sarcofago. Questa gerarchia basata sulla somma della quantità dei materiali, della qualità e soprattutto sulla coerenza dell’assoc..
Ideologia funeraria e società a Poseidonia nel IV secolo a.c.
La quantità di dati restituiti dagli scavi delle necropoli pestane permette di costruire con maggiore sicurezza un quadro interpretativo abbastanza articolato del rituale funerario, soprattutto per quanto riguarda il IV secolo a.C. L’indagine condotta su tutti i materiali ha permesso di individuare una gerarchia all’interno dei corredi deposti accanto al morto nel sarcofago. Questa gerarchia basata sulla somma della quantità dei materiali, della qualità e soprattutto sulla coerenza dell’assoc..
Uso dello spazio, gerarchie sociali, distinzioni di sesso e di età nelle necropoli dell'Italia meridionale
Pontrandolfo Angela. Uso dello spazio, gerarchie sociali, distinzioni di sesso e di età nelle necropoli dell'Italia meridionale. In: Nécropoles et Pouvoir. Idéologies, pratiques et interprétations. Actes du colloque Théories de la nécropole antique, Lyon 21-25 janvier 1995. Lyon : Maison de l'Orient et de la Méditerranée Jean Pouilloux, 1998. pp. 125-139. (Travaux de la Maison de l'Orient méditerranéen, 27
La saga degli Argonauti nella ceramica attica e protoitaliota. Uso e rifunzionalizzazione di un mito
Attraverso le immagini vascolari che rappresentano i diversi aspetti della saga degli Argonauti, organizzate in sistema e lette in parallelo ma autonomamente alla tradizione letteraria, si è cercato di evidenziare il ruolo assunto da questo mito nei diversi periodi cronologici e nei differenti ambiti territoriali. L'esame dei singoli segmenti della saga e la loro adozione nel tempo e nello spazio ha messo in evidenza come nell'area tirrenica si sia privilegiato, sia in età arcaica che nelle immagini relative al V e IV sec. a.C, il riferimento alla figura di Medea. Al contrario in area adriatica, così come in quella ionica, attraverso l'adozione di altri aspetti della saga, rappresentati solo alla fine del V secolo, si tende a sottolineare da un lato lo statuto eroico di Giasone, dall'altro la positività dell'impresa e del viaggio argonautico. Queste osservazioni sembrano indicare una rifunzionalizzazione intenzionale del mito, proprio alla fine del V secolo, in particolare ambiti al fine di creare e legittimare nuove genealogie eroiche.Greco Pontrandolfo Angela, Mugione Eliana. La saga degli Argonauti nella ceramica attica e protoitaliota. Uso e rifunzionalizzazione di un mito. In: Le mythe grec dans l’Italie antique. Fonction et image. Actes du colloque international organisé par l'École française de Rome, l'Istituto italiano per gli studi filosofìci (Naples) et l'UMR 126 du CNRS (Archéologies d'Orient et d'Occident), Rome, 14-16 novembre 1996. Rome : École Française de Rome, 1999. pp. 329-352. (Publications de l'École française de Rome, 253
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis
We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis
Dispelling the Myths Behind First-author Citation Counts
We conducted a full-scale evaluative citation analysis study of scholars in the XML research field to explore just how different from each other author rankings resulting from different citation counting methods actually are, and to demonstrate the capability of emerging data and tools on the Web in supporting more realistic citation counting methods. Our results contest some common arguments for the continued
use of first-author citation counts in the evaluation of scholars, such as high correlations between author rankings by first-author citation counts and other citation
counting methods, and high costs of using more realistic citation counting methods that are not well-supported by the ISI databases. It is argued that increasingly available digital full text research papers make it possible for citation analysis studies to go beyond what the ISI databases have directly supported and to employ more
sophisticated methods
- …
