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Migrazioni e Percorsi dell’identità nel Continente Americano: La baraccopoli Los Platanitos (Repubblica Dominicana)
Il cimitero la Verbena: cinquant’anni di violenza politica e sociale a Città del Guatemala
Partendo dall�analisi etnografica di un luogo specifico della capitale guatemalteca � il cimitero del quartiere la Verbena � l�articolo vorrebbe ripercorrere il filo che collega la recente storia del Paese (segnata da un conflitto armato interno durato trentasei anni, terminato solo nel 1996) all�esplosione di una violenza sociale i cui livelli sono attualmente tra i più alti al mondo. La violenza politica e la violenza sociale che hanno investito il Guatemala mostrano elementi di continuità ancora poco sviscerati, la cui esplicitazione rappresenta una sfida interpretativa indispensabile per comprendere alcune delle dinamiche sociali che interessano oggi non solo quel paese
Il laboratorio teatrale come strumento di indagine antropologica. Note di campo a margine di una ricerca etnografica in Repubblica Dominicana
L’articolo riporta la rielaborazione di alcune note di campo stese tra dicembre 2006 e gennaio 2007 durante una breve ricerca etnografica finalizzata alla scrittura della mia tesi di laurea specialistica, discussa, a luglio 2007, presso l’Università degli Studi di Milano Bicocca. Nell’articolo descrivo un percorso di ricerca partecipata organizzato con ragazzi di diverse comunità povere di Santiago de Los Caballeros (Repubblica Dominicana), rivolto alla comprensione delle loro interpretazioni rispetto certe dimensioni sociali che interessavano il contesto nel quale vivevano. Il percorso si è servito di una metodologia laboratoriale di stampo pedagogico-teatrale, elaborata a partire da alcune considerazioni avanzate da Victor Turner nel suo testo del 1982 “Dal rito al teatro”. La specificità e la provocatorietà dell’esperienza descritta consiste nella sperimentazione, seppur embrionale, di uno strumento di ricerca alternativo o complementare all’intervista, che potrebbe forse contribuire allo sviluppo di una metodologia della ricerca qualitativa concentrata non esclusivamente sul linguaggio verbale
Banditismo giovanile e mercato della sicurezza in un barrio di Città del Guatemala
E’ opinione comune sostenere che con la firma degli accordi di pace e lo smantellamento degli apparati militari in Guatemala sia venuto meno il monopolio dello stato sulla gestione della sicurezza pubblica. Nuovi spazi economici all’interno del mercato della sicurezza si sarebbero aperti, spazi presto occupati anche da attori armati illegali, quali narcotrafficanti e bande giovanili. Ciò che è stato poco osservato è il ruolo che i residenti di luoghi marginali possono assumere all’interno di tale mercato. L’articolo analizza a questo proposito il processo di fondazione di alcune ronde notturne in uno slum di Città del Guatemala nella seconda metà degli anni Novanta
Mara Salvatrucha e Barrio 18: il banditismo giovanile transnazionale in Guatemala
Partendo da una ricerca etnografica in un quartiere periferico di Città del Guatemala, l’intervento vorrebbe mettere in luce la paradossalità della relazione con il proprio territorio costruita dalle maras o pandillas (bande giovanili) centroamericane. Segregate spesso in aree urbane marginali, le singole clica (le unità più piccole delle bande) intrattengono parallelamente relazioni nazionali e sovranazionali difficilmente tracciabili, spesso ingigantite dalle forze dell’ordine e dai media locali. Si cercherà dunque di interpretare tale fenomeno sociale utilizzando due categorie apparentemente antitetiche – transnazionalismo e confine – evidenziandone, al contrario, la possibile complementarietà
Storia e attualità di una Zona Rossa
Il saggio ricostruirà una «storia di strada» di uno slum di Città del Guatemala – una zona rossa, secondo l’etichetta imposta dai media locali – a partire dalle narrazioni di uno dei suoi residenti. Un lento processo di formalizzazione seguì la fondazione del quartiere (anni Cinquanta), decenni di lotte politiche che ebbero, ciò nonostante, un esito inatteso. Ai tempi della mia ricerca etnografica il barrio faceva parte infatti di una delle aree considerate dalle statistiche ufficiali tra le più pericolose della capitale. Due bande rivali si stavano contendendo quel territorio. Nel saggio quindi ricostruirò, a partire dalle narrazioni autobiografiche di Julio e di altri attori appartenenti al suo intorno sociale, una storia del barrio e del suo quadro socio-economico
La zona roja: potere ed utilizzo del territorio urbano a Città del Guatemala
This paper is the result of an in progress ethnographic research in a slum of Guatemala City, a “red zone”, as local media label the marginal areas of the city. The paper will offer a complex interpretation of that place, understood as a relational outcome not only relating to the actors that live in, but to a general mental and social structure interconnected to the whole metropolitan area. The analysis of the rhetoric used to produce this social enclave will necessary focus on a specific phenomenon: the transnational juvenile banditry
Il limbo urbano: conflitti territoriali, violenza e banditismo giovanile a Città del Guatemala
In questa tesi analizzo alcune dimensioni conflittuali e sociopolitiche generatrici di forme spaziali all’interno di un particolare contesto etnografico, ossia Città del Guatemala. Per farlo delineo una sorta di ecologia sociale neoliberale della capitale condizionata da una cultura del terrore. I nodi principali di questa ecologia sociale sono rappresentati da tre spazi urbani: i quartieri marginali (slum o baraccopoli), le carceri, i quartieri residenziali (gated community). Grazie ad una ricerca etnografica durata dieci mesi condotta in ognuno dei tre nodi elencati, dimostro come essi siano strettamente correlati da “politiche della separazione” e contemporanee pratiche di resistenza messe in atto da attori appartenenti a distinte classi sociali.
Rispetto all’ecologia sociale descritta alcuni gruppi hanno acquisito nel corso degli ultimi anni un ruolo precipuo, ossia le mara o pandilla, le gang giovanili centroamericane. Le mara nascono e si sviluppano infatti in aree cosiddette marginali, sono protagoniste di primo piano delle politiche carcerarie nazionali e, infine, costituiscono una delle principali giustificazioni delle ansie securitarie dell’elite urbana. Quello che cerco di compiere all’interno della tesi è una sorta d’inversione: uno dei fenomeni sociali più impiegati dall’opinione pubblica, dalla politica e dall’apparato punitivo statale per giustificare il modello tratteggiato, è qui utilizzato per decostruirlo. Non con il fine di difendere la violenza perpetuata dalle bande guatemalteche. Semmai al contrario per tentare almeno parzialmente di comprenderla.
Rifacendomi ad un ampia letteratura riguardante l’antropologia della violenza, la segregazione urbana, le gang e la devianza giovanile, metterò quindi in luce la configurazione del sistema spaziale di Città del Guatemala. Comparerò i risultati della ricerca con altri contesti sociali (statunitensi e latinoamericani soprattutto), ricollegando l’analisi etnografica a riflessioni di più ampio respiro, consideranti processi storici regionali e fattori macrostrutturali.In this research I will analyze some conflictive and socio-political dimensions that have generated a peculiar spatial structure in a specific ethnographic context: Guatemala City. In so doing, I will delineate a neoliberal social ecology of the capital influenced and designed by a “culture of terror”. The principal intersections of this social ecology are three urban spaces: the slums, the prisons and the gated communities. I spent ten months in the field, doing an ethnographic study in each of the three spaces listed above. I will demonstrate how the organization of these spaces are firmly related to some “politics of separation” (and contra-politics of resistance) implemented by actors belonging to different social classes.
In the last few years some groups have acquired a special role within the social ecology described. These groups are known as the maras, the juvenile gangs of Central America. The maras arise in marginal areas of the city, they are the main targets of the national security politics and they constitute one of the principal justifications of the securitarian anxieties of the urban elite. In this research I want to achieve a sort of logical inversion. I will deconstruct and critically analyze the depicted structure through juvenile gangs. I will use one of the social phenomena most employed by public opinion, politicians and the punitive apparatus of the State to justify the structure depicted in a opposite way. Certainly, I do not want to defend Central American gangs and their violence. Instead, I will try to understand them.
Using a large amount of literature referring to anthropology of violence, urban segregation, gangs and juvenile deviance, I will illustrate the socio-spatial structure of Guatemala City. I will compare the results of the research with other social contexts (especially from the United Stated and Latin America), connecting the ethnographic analysis with more broad reflections and considering regional historical processes and macro-structural factors
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