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«“Un esilio al femminile: María Teresa de León», in , a cura di Giuseppina Notaro, Napoli, 2011, pp. 101-107.
Sartre e l’ossessione del silenzio. Dalla pragmatica all’ermeneutica, dal rifiuto alla necessità
Riflessioni sulla nozione di Silenzio in Sartre nelle opere letterarie e nelle opere filosofiche
Comporre il silenzio: Mallarmé e il biancore del foglio
“L’armatura intellettuale di una poesia si dissimula e risiede - ha luogo - nello spazio che isola le strofe e nel bianco della carta: significativo silenzio che non è meno bello comporre, dei versi”. La celebre formula di Mallarmé, che anticipa di vari anni l’esperimento poetico/tipografico del Colpo di dadi (1897), è sicuramente la più esplicita premessa ottocentesca alle diverse esperienze proprie dell’avanguardia francese (Apollinaire, Reverdy) e più in generale del Novecento. L’uso del bianco come equivalente visivo del silenzio della voce; il ricorso al calligramma; la frammentazione del discorso che designa non solo l’inespresso ma l’inesprimibile: sono esiti che proseguono e ampliano la prospettiva mallarmeana. Ma a questa prospettiva conviene tornare per indagarla a fondo in se stessa. In rapporto, cioè, con le linee principali del disegno di Mallarmé, con l’uso del “silenzio” (a livello lessicale, semantico e di immagine), e con i progetti incompiuti (il Livre, Hérodiade, il Tombeau d’Anatole)
Condizioni di ascolto. Le figure del silenzio in Rilke
Nei due grandi cicli poetici dell’opera tarda, le Elegie Duinesi e i Sonetti a Orfeo, ma anche in alcune delle poesie sparse degli ultimi anni, Rilke elabora una poetica dell’ascolto nella quale il campo dell’udito si sostituisce a quello dello sguardo, centrale invece nelle poesie e nel romanzo scritti durante il periodo parigino. Ma Rilke non si concentra sui fenomeni percettivi del campo acustico, bensì sulle modalità di un ascolto rarefatto, assoluto, come quello che inaugura il cantore Orfeo quando trasforma animali e piante in creature fatte di silenzio. In queste poesie Rilke propone alcune figure del silenzio, che si delinea come la condizione ineludibile per aprire il campo di questo ascolto particolare, essenziale, non più riempito dalle urla e dai rumori dell’umano, che invece segnano il nostro quotidiano. Perché il silenzio fa sì che in questo campo non vengano intenzionati fenomeni sonori: si tratta di un ascolto intransitivo e senza oggetto, pura apertura o pura potenzialità di accogliere – l’uomo che lo sappia sperimentare si dispone a una continua attesa, a un desiderio senza desiderato. È questa la condizione del giovane morto, il protagonista della decima e ultima elegia, che abbandona la città nevrotica e falsa, con il suo frastuono, simbolo della metropoli moderna e di un’esistenza inautentica, e attraversa un paesaggio atono, dove non risuona neanche più il suo passo
Il silenzio e le forme. Modelli e rappresentazione nelle letterature europee moderne
Il silenzio è una forma di rappresentazione e un’idea che attraversa, polisemicamente, nel corso della sua lunga storia, l’intera cultura dell’Occidente; deriva da un concetto indefinibile e pluridimensionale, che racchiude e esplicita misteriosamente la domanda sul valore del non detto, dell’inudibile, dell’ineffabile, sul silenzio della natura, su quello della scrittura e sulle sue strategie e rappresentazioni. E nell’epoca della contemporaneità, in cui ogni cosa è e può divenire rumore o frastuono, è forse utile interrogarsi sulle diverse accezioni e sulle diverse forme che esso ha acquisito nel tempo e nello spazio, le sue versioni e le sue declinazioni, in particolare nello “spazio letterario”.
L’idea del silenzio incarna, così, nella sua inafferrabilità, il senso stesso del limite dell’esprimibile e dell’inesprimibile, la tensione segreta e umanissima che unisce idea e rappresentazione. Questo libro, allora, desidera essere un’occasione per riflettere, attraverso un approccio, sia pluridisciplinare che transdisciplinare e diacronico, sulle forme e modalità in cui il silenzio è stato rappresentato nelle letterature europee moderne, su alcune loro ricorrenze e altre unicità assolute
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis
We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis
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