1,721,011 research outputs found
Le sperimentali. Cinema, videoarte e nuovi media nella prospettiva internazionale dagli anni Venti a oggi
Rifondare il tempo: il cinema di Chiara Cremaschi tra memorie fluttuanti e instabili presenti
Contributo dedicato alla pratica filmica e alla produzione di Chiara Cremaschi nel volume "CINEma oltre. Donne e pratiche audiovisive" in Italia volto ad indagare il panorama, ancora poco esplorato, delle attività delle artiste italiane che "dagli anni Settanta a oggi hanno scelto l'immagine in movimento come medium di espressione e talvolta di lotta". Muovendo tra Film Studies e Women's Studies, in un approccio multidisciplinare, il volume propone una selezione di artiste – dalle più conosciute alle emergenti note, emergenti – in un dialogo che interseca le esperienze storiche del cinema di ricerca e degli albori della videoarte, fino all'attualità degli ultimi anni, tenendo insieme le pioniere delle origini e le audaci sperimentatrici d'oggi. Il volume rappresenta uno degli output delle linee di ricerca che fanno perno nell'attività del Forum delle studiose di cinema e audiovisivi.
Con saggi di: Luisa Cutzu, Lucia Di Girolamo, Francesca Gallo, Sandra Lischi, Jennifer Malvezzi e Bianca Trevisan, Raffaella Perna, Simona Pezzano, Farah Polato, Maria Teresa Soldani, Deborah Toschi, Lucia Tralli
La "visione resa visibile" nei film e nei video di Nancy Holt
Tra le poche artiste della Land Art, l’americana Nancy Holt (1938-2014) è stata anche una sperimentatrice del medium film e del video. Sebbene alcuni suoi film riguardino la documentazione delle fasi di costruzione dei suoi lavori (come Sun Tunnels, 1978) o di quelli del marito, l’artista della Land Art Robert Smithson, una parte decisamente più sperimentale della sua produzione filmica vede l’artista usare la propria Bolex 16mm come un mezzo sia per riesaminare l’atto della percezione e della visione umana, sia per comprendere la natura specifica di un particolare luogo, allargando in tal modo la portata della sua ricerca sul rapporto tra arte, visione e ambiente
Visual Arts through a Queer Lens (1800-2000). Introduction to the special issue
The contributions collected in this special issue of Whatever shed light on modes and forms of visual representation within twentieth-century Mediterranean artistic practices for the construction of expanded subjectivities in constant metamorphosis.
The essays participate in the construction of an alternative historiography of Italian and Southern European art that acts as a narrative “against the grain” to foster a new area of art historical studies inflected by queer perspectives, complementary to the Anglo-American and North European theoretical and historiographical canons.
The studies published here focus on theories and experiences capable of expressing resilient and inventive forms of subjective identities that are hybrid or dissident from social norms. Authors in this special issue have addressed topics of the body, desire, and eroticism in areas traditionally considered particularly heteronormative and whose narrative strategies of subjectivity outside the norm have been less explored
Il visuale è politico. Decolonizzazione dell’immaginario e femminismo intersezionale su Instagram
Femminismo analogico: le pellicole artigiane di Kelly Egan, Rosalind Fowler ed Esther Urlus
Questo capitolo intende presentare tre studi di caso relativi alle pratiche cinematografiche di registe nei contesti dei laboratori d’artista che si propongono come esponenti di una controcultura mediale in favore delle pratiche analogiche, cioè la canadese Kelly Egan, l’inglese Rosalind Fowler e l’olandese Esther Urlus. Nei film di tutte e tre le registe è la materialità della pellicola che determina i processi visivi; essa viene rivendicata con la finalità di garantire la sopravvivenza dei formati analogici.
Kelly Egan in c: won eyed jail (2005) e Athyrium filix-femina (2016) racconta la écriture feminine nell’associazione con la tradizione del lavoro sartoriale, citando le ricerche di Anna Atkins nella botanica e nella fotografia scientifica nel processo della cianotipia, praticata nelle decorazioni tessili del lavoro tradizionalmente “femminile”. Rosalind Fowler, influenzata da riflessioni su femminismo, folklore ed ecologia, realizza opere che rimandano ad un’esperienza tattile. Folk in Her Machine (2013) è una meditazione al femminile sul significato della globalizzazione e insieme sulla natura della regia cinematografica.
Esther Urlus, fondatrice del laboratorio d’artista WORM Filmwerkplaats di Rotterdam, è autrice di Audition (2011) che usa found footage estratto da provini per un film erotico, in cui il contenuto delle immagini è veicolato e mediato da un lavoro effettuato in sede di stampa, manipolando gli strati cromatici e i filtri di colore
Ceci n'est pas un livre. Parole e immagini per Sandra Lischi.
A personal reflection for Sandra Lischi moving from Bill Viola's Reflecting Pool
Senza titolo
Il testo si concentra sul film Jules et Jim di Francois Truffaut, per mostrare la vicinanza con la produzione scientifica di Sandra Lischi a cui è dedicato il volume
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