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IL WELFARE PUBBLICO PARTECIPATIVO. Pratiche di riflessività collettiva sulle trasformazioni dello Stato sociale
ema chiave di questo volume sono i modi attraverso cui chi opera nei servizi pubblici pensa, discute e categorizza la diseguaglianza in dialogo con associazioni, movimenti, gruppi informali di cittadini e cittadine. Si tratta di processi
di comprensione condivisa, in chiave collettiva e partecipativa che, seppur con
dei limiti, fanno emergere come lo Stato sociale possa ancora essere un campo di incontro e di scontro tra classi sociali, uno spazio di ascolto che mette le
istituzioni di fronte ai grandi nodi di questa epoca attraverso le esperienze dei
singoli individui: lo/la psichiatra davanti al dramma collettivo della precarizzazione quando incontra ogni singola persona precaria depressa; l’insegnante davanti al dramma corale delle migrazioni forzate quando incontra ogni singolo/a
bimbo/a con background migratorio in classe e così via. Se viene inteso come
tale, quindi, lo spazio pubblico dello Stato sociale può essere declinato come
ambiente dove persone di origini e provenienze sociali diverse, che non si conoscono, si possono incontrare e far detonare le loro storie davanti ad altri, leggerle dentro un frame storico più ampio, rigenerare un’idea di interdipendenza
tra destini individuali e istituzioni collettive
Riflessività collettiva ed elaborazione delle basi informative delle politiche sociali: il welfare pubblico partecipativo
Il presente contributo si propone di riflettere sul confronto tra attori sociali e attori istituzionali responsabili dei sistemi di welfare locale dentro
specifici processi di produzione partecipata delle basi informative delle politiche sociali. In particolare, si vuole riflettere sulla possibile ridefinizione
delle politiche sociali attraverso il coinvolgimento di operatori/trici e dirigenti dei servizi sociali, sanitari e sociosanitari insieme a futuri/e operatori/trici (studenti universitari/e) e a persone che vivono direttamente le esperienze di subalternità e sofferenza. I casi di studio che analizzeremo servono
quindi per esemplificare il modo in cui intendiamo la composizione di queste
particolari agorà riflessive sulla diseguaglianza ispirate a modelli metodologici a “quadrilatero” (Burg Ceccim, Feuerwerkero, 2004), vale a dire tipi di
con-ricerca-azione nei quali è considerata fondamentale la compresenza di
operatori/trici dello Stato sociale insieme a futuri operatori, utenti dei servizi
e associazioni o movimenti di cittadini/e
Dis/orientamenti. Co-costruire pratiche inclusive con la comunità LGBTQ+ nei Consultori familiari
Questo contributo rende conto di un percorso di ricerca-azione partecipata realizzato nei Consultori della Ausl di Parma volto a rispondere a questi “disorientamenti” co-costruendo una visione inclusiva del Consultorio familiare a partire dal dialogo tra chi vi lavora e attivisti/e delle associazioni LGBTQ+ del territorio. Nel primo paragrafo viene delineato lo scenario sulla relazione tra persone LGBTQ+ e accesso ai servizi sanitari a partire dalla ricerca internazionale, nei successivi – dopo una nota metodologica sul contesto e le tecniche utilizzate – vengono analizzate le risorse e le fragilità che i/le professionisti/e riconoscono a loro stessi/e e al sistema, nonché le possibili strategie di cambiamento
Le politiche sociali tra aspetti concettuali e simbolici: la mentalità persecutoria nelle politiche di contrasto alla povertà
I sistemi di welfare sono un elemento centrale delle nostre società al pari del sistema democratico.
Sono una delle cifre più caratterizzanti del nostro vivere sociale perché riguardano la gestione del rischio, connaturato all’essere umano stesso: per eccellenza la fragilità generata dall’avanzamento dell’età, dalla perdita della salute, ma anche dalla complessità della partecipazione al mercato del
lavoro e quindi del rischio di diventare poveri. I sistemi di welfare hanno quindi a che fare con la vita stessa, con la malattia, con la morte, con il denaro e il mercato.
Questo lavoro propone una riflessione sui significati più profondi del sistema di welfare in questa epoca neoliberista e populista, caratterizzata da nuove forme di anomia e di insicurezza individuale e
collettiva. Propone, quindi, una lettura che affianca alla dimensione dell’analisi delle politiche pubbliche un approccio multidisciplinare con rimandi espliciti alle analisi antropologiche e filosofiche. Il focus sulle politiche di contrasto alla povertà rappresenta un emblematico esempio per mettere a nudo alcune dinamiche che rimandano agli aspetti più simbolici di queste politiche di welfare. La riattivazione della cittadinanza passa attraverso la consapevolezza delle dinamiche e degli aspetti non solo concettuali ma simbolici delle stesse politiche
Criticare lo Stato sociale per dargli con-senso collettivo: un’introduzione all’approccio “welfare pubblico partecipativo”
Tema chiave di questo volume sono i modi attraverso cui chi opera nei servizi pubblici pensa, discute e categorizza la diseguaglianza in dialogo con associazioni, movimenti, gruppi informali di cittadini e cittadine. Si tratta di processi di comprensione condivisa, in chiave collettiva e partecipativa che, seppur con dei limiti, fanno emergere come lo Stato sociale possa ancora essere un campo di incontro e di scontro tra classi sociali, uno spazio di ascolto che mette le istituzioni di fronte ai grandi nodi di questa epoca attraverso le esperienze dei singoli individui: lo/la psichiatra davanti al dramma collettivo della precarizzazione quando incontra ogni singola persona precaria depressa; l'insegnante davanti al dramma corale delle migrazioni forzate quando incontra ogni singolo/a bimbo/a con background migratorio in classe e così via. Se viene inteso come tale, quindi, lo spazio pubblico dello Stato sociale può essere declinato come ambiente dove persone di origini e provenienze sociali diverse, che non si conoscono, si possono incontrare e far detonare le loro storie davanti ad altri, leggerle dentro un frame storico più ampio, rigenerare un'idea di interdipendenza tra destini individuali e istituzioni collettive
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis
We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis
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