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    Il secondo dopoguerra attraverso gli occhi di un letterato. Giovanni Papini profeta apocalittico e antimoderno

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    Questo saggio introduttivo ricostruisce storicamente la figura dello scrittore Giovanni Papini nel secondo dopoguerra, attraverso l'analisi di quello che fu una delle sue ultime opere. Il filo conduttore che emerge dal libro è l'idea della catastrofe universale prodotta dalla modernità, che non impedisce all'autore di coglierne alcuni dei paradossi

    Giovanni Papini sull'arte e gli artisti

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    Il volume raccoglie per la prima volta un’antologia di scritti di Giovanni Papini pubblicati tra il 1903 e il 1957, dedicati a questioni estetiche, storico-artistiche e alla riflessione sugli artisti del passato e contemporanei con cui lo scrittore fiorentino intrattenne rapporti di amicizia e con i quali si confrontò criticamente. Una parte dei testi raccolti compaiono nel volume dal titolo Scrittori e artisti nell’edizione di Tutte le opere, pubblicata in dieci volumi da Mondadori tra il 1958 e il 1966. Ad essi sono stati aggiunti altri scritti sparsi non più riediti su riviste e volumi. Da opere come la Vita di Michelangiolo sono stati inoltre trascelti i paragrafi che meglio possono mettere in luce la scrittura visiva sull’opera scultorea e pittorica dell’artista rinascimentale alla cui figura Papini era particolarmente legato e a cui dedicò il suo intenso omaggio letterario e biografico pubblicato da Garzanti nel 1949. Dall’opera Gog e Passato Remoto sono stati scelti alcuni scritti sul tema della città del futuro e i monumenti di Firenze. Ne emerge un percorso di lettura variegato in ordine cronologico di pubblicazione per restituire l’evolversi degli interessi e degli interventi di Papini per le arti visive – aspetto non ancora pienamente considerato dalla critica – nel quale si possono individuare la vastità del panorama delle sue conoscenze, l’inclinazione dei gusti e la trasformazione del suo linguaggio. Il volume è introdotto da un saggio di Tommaso Casini sulla ritrattistica di Papini attraverso la quale si sono tessuti nell’arco dell’esistenza dello scrittore numerosi rapporti con pittori e scultori del suo tempo

    Giovanni Papini, Giuseppe De Luca al servizio della Chiesa militante

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    Basato in larga parte sul carteggio intercorso tra Giovanni Papini e Giuseppe De Luca, cui fa da introduzione, il saggio ricostruisce da una parte il ruolo esercitato nella cultura italiana dai due intellettuali cattolici, in particolare il loro comune impegno nella rivista «Il Frontespizio», e dall’altra, attraverso il loro dialogo e i loro interventi, alcune tra le questioni più rilevanti che il cattolicesimo italiano si trovò ad affrontare all’inizio degli anni Trenta, tra le prospettive aperte ai cattolici dalla Conciliazione e le tensioni generate dalla politica totalitaria del fascismo: oltre il conflitto Chiesa-regime intorno all’Azione cattolica, la polemica antiidealista contro Croce e Gentile, il confronto con il mito della romanità, con l’idea di nazione e con quella di modernità, la questione ancora viva del modernismo

    Giovanni Papini e le arti non europee: tracce per una riflessione

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    Il saggio ricostruisce accadimenti, sensibilità e suggestioni che condussero Giovanni Papini ad inserire alcuni oggetti di culture non europee nella sua collezione. Ripercorre innanzitutto i primi contatti che egli ebbe con la Società italiana d’antropologia e con l'ambiente di Paolo Mantegazza e Ettore Regàlia; quindi indaga le possibili condizioni d'acquisto delle due statue (ipotizzando una precisa provenienza mercantile), durante uno dei suoi soggiorni parigini, accanto a Soffici e Magnelli. Rivede infine la provenienza culturale di uno degli oggetti in questione, attribuibile all'area dell'attuale Burkina Faso e non a Tahiti. Qualche attenzione è riservata infine alla connessione fra esotismo e avanguardia nella concezione dellle pitture di Soffici per casa Papini a Bulciano

    Giovanni Papini antifilozof

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    il saggio descrive "l'antifilosofia" di Giovanni Papini, vale a dire il rapporto di Gian Falco con il sapere filosofico e il suo giudizio su alcuni filosofi dell'età moderna come Kant e Hegel. nel saggio è descritto il pragmatismo italiano, corrente alla quale Papini appartenne, e l'esperienza della rivista "Leonardo"

    Giovanni Papini e lo specchio dello scandalo

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    Una riflessione sul concetto di skandalon, nozione paradossale e ricorrente nelle opere di Giovanni Papini, costituisce il filo rosso del nostro contributo e l’angolazione da cui far emergere due aspetti chiave nel contraddittorio rapporto dello scrittore con la sua ricezione: da un lato le violente polemiche volte a provocare lo scandalo e il rifiuto, dall’altra i tagli, le rinunce e le revisioni a cui ricorre per evitare lo scandalo e far accettare la propria testimonianza di fede. A partire dalle riflessioni critiche di Kierkegaard, il contributo dimostra l’ipotesi che la dialettica tra censura e autocensura sia, nell’iter di Giovanni Papini, la diretta conseguenza di una continua ridefinizione della nozione paradossale di skandalon

    Goulet (Alain). Giovanni Papini juge d'André Gide. Avec de nombreux inédits d'André Gide, de Giovanni Papini et de plusieurs autres auteurs

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    Angelet Christian. Goulet (Alain). Giovanni Papini juge d'André Gide. Avec de nombreux inédits d'André Gide, de Giovanni Papini et de plusieurs autres auteurs. In: Revue belge de philologie et d'histoire, tome 63, fasc. 3, 1985. Langues et littératures modernes — Moderne taal- en letterkunde. p. 616

    Giovanni Papini, el bibliotecario bárbaro

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    [ES] Se nos muestra aquí la vida y la obra de Giovanni Papini, uno de los escritores más prolíficos del siglo XX. Se describen aspectos de su carácter y forma de vida así como su pasión por las bibliotecas desde que era un adolescente. Su trabajo como bibliotecario, aunque no muy extenso, le proporcionará conocimientos y un bagaje que se refleja en sus obras y en su vida en general

    L'epistolario di Giovanni Papini e Olga Signorelli

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    Il saggio introduce l'epistolario tra Giovanni Papini e Olga Resnevic Signorelli e approfondisce, da una parte, la ricezione della letteratura russa e degli avvenimenti storici russi da parte di Papini, e dall'altra,il ruolo che la cultura russa e in particolare l'incontro con la Signorelli ebbe nell'evoluzione spirituale e artistica dello scrittore italiano

    Giovanni Papini, un escritor olvidado

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    Resumen: La figura de Giovanni Papini, a cincuenta años de su muerte, ha sido injustamente olvidada. El artículo indaga las causas de este olvido y construye un retrato físico e intelectual del escritor a través de su obra, fundamentalmente de Un uomo finito. Se presentan también algunas particularidades léxicas y se comentan aspectos de su poética. Asimismo se encara el análisis, desde una perspectiva comparativa, de algunos cuentos de Il tragico quotidiano y de Il piloto cieco en relación con Las ruinas circulares, Funes el memorioso y El Otro de Jorge Luis Borges.Abstract: The figure of Giovanni Papini, fifty years after his death, seems to be unfairly forgotten. This article inquires into the causes of this oversight and depicts a physical and intellectual portrait of the writer through his work, regarding mainly Un uomo finito. It also reveals some lexical particularities and comments on some aspects of his poetics. Furthermore, it contains an analysis, from a comparative point of view, of some short stories in Il tragico quotidiano and Il piloto cieco in contrast to Las ruinas circulares, Funes el memorioso and El Otro by Jorge Luis Borges
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