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La biblioteconomia di Giovanni Solimine
Il saggio ricostruisce il contributo di Giovanni Solimine allo sviluppo teorico, metodologico e applicativo delle scienze biblioteconomiche, collocandolo nel contesto del dibattito disciplinare contemporaneo a livello nazionale e internazionale
Giovanni Giudici a Padova (con una nota a Salutz, I.7)
Il contributo indaga la genesi della silloge Salutz di Giovanni Giudici, in particolare il rapporto intercorso tra il poeta e il filologo patavino Gianfranco Folena
Comico e tragico del diritto nella novellistica italiana: il novelliere di Giovanni Sercambi
Nelle novelle di età tardomedievale ed umanistica, a causa del loro carattere fortemente realistico, il diritto ha un posto importante, poiché rappresenta un elemento centrale e ineliminabile della vita della comunità. Il novelliere di Giovanni Sercambi da Lucca non fa eccezione, anche se l’autore non ha una cultura giuridica né s’interessa in modo specifico al diritto. Il presente saggio vuole analizzare sotto tale profilo queste novelle per verificare quale concezione del diritto emerge da esse e come la narrazione ne risulti arricchita.In the late medieval and humanistic novellas, owing to their very realistic character, the right is an important central and inevitable element in community life. Giovanni Sercambi’s novelliere is no exception even if the author lacks a legal culture, nor is specifically interested in right. This essay intends to analyze these novellas under this profile to verify what kind of right they consider and how the stories are enriched
Studi di estetica (2018). Vol. 3: Towards a digital aesthetics
TOWARDS A DIGITAL AESTHETICS
a cura di
Gustavo Marfia e Giovanni Matteucci
Some remarks on aesthetics and computer science
Gustavo Marfia, Giovanni Matteucci 1
The digital in digital art
Mario Verdicchio 31
Creative possibilities of repetition in videogame aesthetics
Alejandro Lozano 59
Taste and the algorithm
Emanuele Arielli 77
Digital music. Storia e implicazioni teoriche
Giacomo Fronzi 99
The impact of AI on the musical world:
will musicians be obsolete?
Luca Casini, Marco Roccetti 11
GIOVANNI REBECCHINI, UN ARCHITETTO ROMANO, 60 ANNI DI SCHIZZI, DISEGNI E SOGNI. IL DISEGNO DELL’ARCHITETTURA.
Si è parlato di disegno con Giovanni Rebbecchini. è un architetto “romano” che ha lavorato principalmente in questa città, ed in questa città ha lasciato diverse realizzazioni significative, ma quello che risulta importante è il profondo lavoro di ricerca che l'architetto ha svolto a monte delle sue realizzazioni. Per Rebecchini il metodo e l'utilizzo principale delle sue indagini si basa essenzialmente sul disegno. Una quantità di disegni veramente imponente per ogni ipotesi di progetto, che ci fa comprendere con quale attenzione viene affrontato il tema dello spazio. Quindi grazie al "disegno", questo dono incredibile regalato dagli dei all'uomo, che riusciamo ad esteriorizzare e a trasmettere i propri spazi celebrali, i nostri pensieri, le nostre idee. Proprio in questa pubblicazione si può apprezzare in modo palpabile, la grande produzione di Rebecchini, che oltre a farci comprendere il luogo, l’architettura, e la sua capacità professionale ci introduce nel suo mondo sotto il profilo della qualità "estetica" propria del disegno. Rebecchini ha messo in forma il proprio stile, il proprio modo di vedere le cose per oltre quarant’anni. Si dice spesso che i disegni non rendono testimonianza del lavoro di un professionista ma soltanto le sue realizzazioni, io mi permetto di dissentire da questo concetto riduttivo, almeno per me per quanto mi risulta, in quei rotoli di carta lucida, spesso ingiallita, rotta, ed impolverata, dove l'architetto ha lasciato le sue impronte, ebbene in quei frammenti resta ed esiste, "il pensiero”, “la visione” di un architetto. Forse a volte, la sua "presenza" risulta molto più nei disegni che nelle realizzazioni dove, a ben guardare, si intravede e si scopre la vera anima di progettista. Intervengono Franco Purini, Claudio Strinati, Paolo Portoghesi, Luca Ribichini, Mario Panizza.
-Ideazione, realizzazione e curatela scientifica: Luca Ribichini, Giovanni Rebecchini.
-Intervento: Luca Ribichini
O beijo amorfista e a patologia do organismo social: monogamia e família nuclear nos papéis do libertário Giovanni Rossi
Dissertação (mestrado) - Universidade Federal de Santa Catarina, Centro de Filosofia e Ciências Humanas. Programa de Pós-Graduação em História.Fundada no final do século XIX no interior do estado do Paraná por imigrantes italianos anarquistas, a Colônia Cecília foi pensada para ser um laboratório social onde as idéias e teorias libertárias pudessem ser colocadas em prática e analisadas cientificamente, sobretudo, as idéias relativas ao amor livre e dissolução da família nuclear defendidas por Giovanni Rossi, idealizador e fundador do núcleo libertário. Crítico dos relacionamentos monogâmicos e da família nuclear, Giovanni Rossi propunha a experimentação de relacionamentos múltiplos e simultâneos, o que denominou de Beijo Amorfista. Para Giovanni Rossi, a poligamia e a poliandria representavam um direito natural, assim como o meio através do qual e família nuclear poderia ser extinta, esta, entendida por Rossi como a mais funesta instituição humana. Nesse sentido, este trabalho tem como objetivo compreender as representações do libertário italiano Giovanni Rossi acerca dos relacionamentos conjugais monogâmicos e da família nuclear no final do século XIX. Foram utilizadas como fontes, sobretudo, suas obras lançadas entre os anos de 1891 e 1895, assim como correspondências endereçadas a amigos e familiares e outros escritos publicados na imprensa libertária da época. Assim sendo, a partir dos papéis de Giovanni Rossi, o presente trabalho aborda as discussões entre anarquismo, família, conjugalidades e amor livre.This study aims to understand the representations of italian Giovanni Rossi libertarian about relationships and marriage monogamous nuclear family in the late nineteenth century. Were used as sources, above all, his works released between the years 1891 and 1895, as well as letters addressed to friends and family and other writings published in newspapers of the time libertarian. Thus, form the papers of Giovanni Rossi, this paper discusses the discussions between anarchism, family, conjugalities and free love
Il Magistero pontificio di Giovanni Paolo I in prospettiva storica
Il contributo intende rilevare brevemente gli aspetti più caratteristici del magistero di Giovanni Paolo I, cercando anche di verificarne i riferimenti al Concilio Vaticano II e ai predecessori più immediati (tra i quali spicca senz’altro Paolo VI e non mancano richiami a Giovanni XXIII). In un arco di tempo circoscritto quale quello del pontificato di Luciani, ricorrono temi come la collegialità episcopale e l’esercizio dell’ufficio proprio del vescovo di Roma (diversi gli accenni alla volontà di ispirarsi a Gregorio Magno e alla sua Regula Pastoralis); l’impegno per l’evangelizzazione e per la riaffermazione della dottrina cristiana in termini chiari e sicuri, contro qualsiasi alterazione, anche se con opportuni adattamenti alla cultura contemporanea; il rapporto tra libertà e autorità e il problema della riaffermazione della disciplina e dell’obbedienza nella Chiesa; l’importanza della famiglia come Chiesa domestica per la realizzazione del rinnovamento ecclesiale avviato dal Vaticano II; la continuità nell’impegno ecumenico; la consapevolezza della dimensione prioritariamente religiosa e pastorale dell’opera della Chiesa; l’importanza dell’umiltà, a tutti i livelli; il primato della dimensione spirituale nella vita degli uomini, ma anche l’irrinunciabilità di una sua concretizzazione pratica, soprattutto nella cura verso i poveri, i malati e i sofferenti; l’impegno della
Chiesa e della Santa Sede per la pace nel mondo (di cui diventò espressione pratica l’attenzione ai colloqui di Camp David per la pace nel Medio Oriente in corso in quei giorni); l’urgenza di provvedere a un giusto riequilibrio delle risorse a livello planetario per avviare a soluzione il dramma dei popoli indigenti
Oltre il feticismo della merce culturale. Ritorno a Giovanni Coffarelli
Un'antropologia e storia della figura di Giovanni Coffarelli, tra patrimonializzazione e mercificazione della musica di tradizione popolare campan
Le «buone letture». 2. Giovanni Casati
Il saggio è costituito da due parti, la prima delle quali, dedicata alla fondazione della Federazione italiana delle biblioteche circolanti cattoliche, è stata pubblicata nel precedente numero dei «Nuovi Annali», XXVII (2013), pp. 137-163. In questa seconda parte viene delineata la figura intellettuale di Giovanni Casati, che diresse la «Rivista di letture» dal 1912 al 1944, trasformando il periodico della Federazione in una rivista impegnata nella divulgazione della cultura cattolica. A questo impegno militante Casati fece corrispondere un intenso programma editoriale, che trovò espressione nella pubblicazione di saggi letterari, di manuali e opere repertoriali.The study consists of two parts; the first is dedicated to the history of the Federazione italiana delle biblioteche circolanti cattoliche since its foundation (1904) up to 1912 and was published in the previous volume of the «Nuovi Annali », XXVII (2013), pp. 137-163. In this second part, the author outlines the intellectual figure of Giovanni Casati, who directed the «Rivista di letture» from 1912 to 1944, transforming the magazine of the Federation in a journal engaged in the spreading of Catholic culture. To this militant engagement Casati matched an intense publishing program, which found its expression in the publication of literary essays, manuals and reference works
La biblioteca averroistica di Giovanni Pico della Mirandola. Nuove ricerche sulla ‘seconda rivelazione’ di Averroè nel Rinascimento
Lo studio della biblioteca cabbalistica e averroistica di Giovanni Pico della Mirandola è necessariamente legato allo studio dei due principali traduttori di cui si avvalse Pico, ovvero Flavio Mitridate ed Elia del Medigo, i quali, tuttavia, non furono soltanto mediatori linguistici. Se il ruolo di Mitridate era da tempo al centro delle indagini degli studiosi, negli ultimi anni il ruolo di Elia del Medigo è tornato ad essere studiato con attenzione, questa volta però sulla base di accurate edizioni di testi inediti e nuove acquisizioni documentarie. Il contributo di Giovanni Licata vuole chiarire il quadro delle questioni sospese, offrendo decisivi avanzamenti sullo studio dei testi e delle traduzioni che Pico commissionò a Del Medigo
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