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Tackling the Covid-19 pandemic: The Italian national health service in a comparative perspective
The article deals with the issue of public health policy strategies adopted by various countries and, as regards Italy, by the two Northern regions that were first affected by the Covid-19, Lombardy and Veneto, during the first pandemic wave of winter-spring 2020. In the first part, the three main public health policy strategies to counter the Covid-19 pandemic that emerged from the debate among public health experts at an international level are outlined. On this basis, some paradigmatic cases are identified that exemplify the conditions and consequences in terms of morbidity and mortality that these strategies have entailed. The second part focuses on the Italian case and on the differences that emerge, in terms of mortality, in the two regions (Lombardy and Veneto) as a result, among other things, of the health policy choices made by the respective regional governments. The hypothesis that we intend to support is that these policies and their effects in terms of mortality are the reflection of a plurality of epidemiological, environmental and clinical factors, but also the result of the interaction between the specific structuring of national/regional health care systems (path dependence) and the choices made to counter the pandemic emergency (agency)
The ambivalent integration. State, Alternative Medicines, Medical Profession and Citizens in the Italian NHS
ROTTA SUL VILLAGGIO GLOBALE, GLOBALIZZAZIONE, AMBIENTE E DIRITTI UMANI, COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO.
La Regione Lombardia nella crisi sanitaria da Covid-19: ospedali, territorio e RSA,
Sia nel corso della prima ondata di Covid-19, tra il marzo e il maggio 2020, sia in quella successiva (in corso) la Lombardia è stata al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica nazionale e non solo, in quanto area più colpita del paese. Questa attenzione è comprensibile per diverse ragioni, tra cui la reputazione e la particolare specificità del «modello» sanitario lombardo. La Lombardia, la regione italiana più ricca e popolosa, veniva ritenuta inizialmente quella addirittura meglio predisposta ad affrontare l’urto della crisi pandemica, stante «l’eccellenza» del proprio il sistema ospedaliero.
Quello che realmente è successo induce a riflettere sulle evidenti difficoltà del Servizio Sanitario Regionale, sulle sue cause, e sulle possibili e necessarie linee di intervento da mettere in atto, su un piano strettamente regionale, ma anche più generale
Il territorio e la salute di comunità
L’emergenza pandemica ha messo in evidenza numerose e importanti falle nell’organizzazione dell’erogazione delle cure primarie e delle azioni di care, nonostante la capacità di reazione dimostrata già a partire dagli esordi dell’epidemia. Le falle non riguardano esclusivamente aspetti organizzativi, ma si radicano nella difficoltà, di ordine innanzitutto culturale e politico, di
intrecciare dimensioni sanitarie e sociali, individuali e comunitarie, istituzionali e inter-istituzionale in modo efficace, produttivo, protettivo. Si tratta, più in generale, del fallimento di una sanità strutturata a partire dall’offerta dei servizi di salute e non a partire dai bisogni, sanitari e sociali, delle persone e delle comunità, letti e interpretati in modo integrato
Medicalizzazione, biomedicalizzazione e farmacologizzazione
Il capitolo descrive sinteticamente gli aspetti della medicalizzazione e alcuni elementi della biomedicalizzazione e della farmacologizzazione, nonché della cultura terapeutica. Si presenteranno dapprima le connotazioni teoriche del concetto di «medicalizzazione della vita» con riferimenti a fenomeni empirici (par.1). Verranno poi considerati alcuni autori che hanno affrontato il tema della medicalizzazione: Freidson, Zola, Illich, Foucault (par.2), per proseguire analizzando lo sviluppo teorico della medicalizzazione e della biomedicalizzazione (par.3). Si continuerà con l'illustrare lo sviluppo teorico e concreto della farmacologizzazione e alcune sue implicanze pratiche (par.4). Infine, si mostrerà il legame tra certi tratti della medicalizzazione e certe caratteristiche delle società della perfomance, in particolare l’«accelerazione» (par.5)
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
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