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    Disabilità al nido e alla scuola dell’infanzia: per definire i termini del discorso

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    Le educatrici di nido e le insegnanti di scuola dell’infanzia hanno bisogno di rafforzare quelle competenze pedagogiche in grado di sostenere bambini e famiglie con bisogni speciali a conseguire il miglior adattamento possibile al contesto. Con i bambini e le bambine dagli 0 ai 6 anni si può sperimenta-re efficacemente il passaggio dal “sostegno” al “contesto competente” in quanto il potenziale inclusivo non è solamente nelle relazioni con gli adulti ma, più in generale, nel contesto. L’articolo focalizza le questioni più im-portanti che la ricerca e la formazione in questo ambito dovrebbero affron-tare: i termini del discorso in merito alla disabilità nei servizi 0-6 e le rica-dute sulla formazione professionale e sulla definizione di metodologie di-dattiche inclusive

    Formare alla Ricerca Empirica in Educazione. Atti del Convegno Nazionale del Gruppo di Lavoro SIPED, Teorie e Metodi della Ricerca in Educazione

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    Questo volume raccoglie gli Atti del Convegno Nazionale dal titolo “Formare alla Ricerca Empirica in Educazione” che si è tenuto a Bologna il 18 novembre 2016, in merito alle modalità di insegnamento e formazione alla ricerca empirica in educazione. Il convegno è stato organizzato dal Gruppo di Lavoro SIPED, Teorie e Metodi della Ricerca Empirica in Educazione, coordinato da Luigina Mortari (Università di Verona) e Massimiliano Tarozzi (Università di Bologna). La giornata di convegno ha previsto una prima parte in plenaria, al mattino, e il pomeriggio in sessioni parallele per la presentazione di contributi su specifici temi di ricerca con una particolare attenzione alle questioni metodologiche. Oltre 40 studiosi, ricercatrici e ricercatori italiani, hanno messo a dibattito le proprie domande di ricerca, i disegni e i protocolli di studio, hanno discusso strategie di raccolta e analisi dei dati, hanno condiviso i risultati. Questo volume raccoglie i loro lavori, componendo un'interessante ampiezza di interessi di ricerca e di riflessioni metodologiche importanti. Ciascun contributo risponde al bisogno, fondamentale, della ricerca scientifica, di essere pubblica e trasparente, di essere condivisa e, per questo, criticata, vagliata e validata. Questo volume, che mantiene il titolo del convegno può, quindi, essere preso come luogo di formazione e discussione delle competenze necessarie per condurre ricerche empiriche in educazione

    Fenomenologia e disabilità fisica: per una politica del corpo non-normato

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    Gaining disability among the areas of phenomenological reflection is urgent political action. The aim of this article is twofold: contributing to the debate about physical disability, from a particular starting point (i.e. the meanings of the real experience) and revealing the structures that socially inform the bodies in their relationships with others. Experiencing physical disability means living a compromised body. The compromised lived-body reorganizes, in fact, the experience of space, time, relationship with the self and with the others, the knowledge of the world and endures an inequitable and ableistic socio-cultural organization. In this context, the concept of disappearance is discussed. The compromised body disappears before a norm produced by the able bodies and is excluded from the shared project of a world-together-with-others. In this sense, the phenomenological reflection could rethink and support the social participation of people with a physical disability.Guadagnare la disabilità tra gli ambiti di riflessione della fenomenologia è un’azione politica urgente. Con questo contributo, si vuole concorrere al dibattito intorno alla disabilità fisica, partendo dai significati dell’esperienza concreta e disvelandone le strutture che socialmente informano questi corpi nelle loro relazioni con gli altri. Vivere la disabilità fisica significa vivere un corpo compromesso che riordina l’esperienza propriocettiva di spazio, tempo, relazione con il sé e con gli altri, definisce la conoscenza del mondo e subisce una ingiusta e abilistica organizzazione sociale e culturale. In questo ambito, si introduce il concetto di dis-apparenza: il corpo compromesso dis-appare di fronte a norme prodotte dai corpi abili ed è escluso dal progetto condiviso di un mondo-insieme-con-gli-altri. La riflessione fenomenologica appare, in questo senso, in grado di ripensare e sostenere la partecipazione sociale delle persone con disabilità fisica

    Being part, being involved: the adult's role and child participation in an early childhood learning context

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    This paper begins with some general comments regarding the concept of participation in educative processes as it has developed in the preceding decades from a rights-based perspective, following the implementation of the United Nations Convention on the Rights of the Child. In order to discuss the notion of participation, the authors introduce a project developed in an infant-toddler centre in Reggio Emilia, Italy. Starting from this project, particularly focusing on the role of adults in engaging with children, the discussion aims to offer new insights into participation of young children from a care and educative point of view. Based on this experience, it was found that adults' ‘power’ has a positive impact on children's ideas and should be positioned as an important resource for children's development rather than an obstacle to their participatio

    Research Method and Phenomenological Pedagogy. Reflections from Piero Bertolini

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    Inspired by Husserlian phenomenology, Piero Bertolini defined the phenomenological pedagogy and education as a scientific discipline (Bertolini, 2005). This project remains an undetermined one as there is still room for defining its research methods. This article intends to propose a contribution to the discussion of research methodology, in line with the assumptions of Piero Bertolini (1988) phenomenological pedagogy. In particular, starting from the definition of phenomenological pedagogy and education, it aims to answer the question: what are the research strategies through which to build a viable and rigorous educational knowledge, able to grasp the personal transformation and development in a context of inter-subjectivity? Accordingly, I shall discuss data collection and analysis strategies

    Teoria e Metodi della Ricerca Empirica in Educazione

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    La ricerca empirica non rappresenta l’unica forma di conoscenza rigorosa della realtà educativa, ma è quella più a lungo trascurata. Eppure la ricerca empirica è in grado di rispondere a molte delle sfide conoscitive, sia per i ricercatori sia per i pratici. I percorsi di costruzione delle ipotesi e delle domande di ricerca, di raccolta e analisi dei dati sono stati, infatti, solo marginalmente battuti nell'ambito pedagogico italiano, a causa di una logica neo-idealista secondo la quale ogni sapere di origine empirica sarebbe incapace di produrre conoscenza autentica. Ma anche un certo pensiero post-moderno, se per certi versi ha fondato nuovi approcci di ricerca più qualitativi, ha anche contribuito a svuotare di senso l’indagine empirica della realtà educativa. Molti docenti, studenti, dottorandi e ricercatori percepiscono l'urgenza di dotarsi di strategie attraverso le quali leggere i fenomeni educativi, con l'obiettivo sia di esaminare le pratiche, valutarne gli esiti ma anche di colmare il divario con la prassi e fornire risultati scientifici capaci di far emergere dati attendibili sui quali prendere decisioni e fare scelte (educative, etiche, fondate, responsabili, politiche). In Italia, a differenza di altre tradizioni anglosassoni, dove l’empirismo ha lungamente permeato le scienze sociali, non vi è un’abitudine professionale né un’attenzione scientifica a ricercare ispirazione dai, conferme e valutazioni nei e attraverso i dati. È, quindi, impellente recuperare questo ritardo coltivando la ricerca, nei suoi aspetti epistemologici, metodologici ma anche strategici e di fattibilità

    Linee di ricerca e competenze metodologiche. Una premessa

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    Questo volume raccoglie gli Atti del Convegno Nazionale dal titolo “Formare alla Ricerca Empirica in Educazione” che si è tenuto a Bologna il 18 novembre 2016, in merito alle modalità di insegnamento e formazione alla ricerca empirica in educazione. Il convegno è stato organizzato dal Gruppo di Lavoro SIPED, Teorie e Metodi della Ricerca Empirica in Educazione, coordinato da Luigina Mortari (Università di Verona) e Massimiliano Tarozzi (Università di Bologna). La giornata di convegno ha previsto una prima parte in plenaria, al mattino, e il pomeriggio in sessioni parallele per la presentazione di contributi su specifici temi di ricerca con una particolare attenzione alle questioni metodologiche. Oltre 40 studiosi, ricercatrici e ricercatori italiani, hanno messo a dibattito le proprie domande di ricerca, i disegni e i protocolli di studio, hanno discusso strategie di raccolta e analisi dei dati, hanno condiviso i risultati. Questo volume raccoglie i loro lavori, componendo un'interessante ampiezza di interessi di ricerca e di riflessioni metodologiche importanti. Ciascun contributo risponde al bisogno, fondamentale, della ricerca scientifica, di essere pubblica e trasparente, di essere condivisa e, per questo, criticata, vagliata e validata. Questo volume, che mantiene il titolo del convegno può, quindi, essere preso come luogo di formazione e discussione delle competenze necessarie per condurre ricerche empiriche in educazione

    Dall’integrazione scolastica all’inclusione sociale: riflessioni, criticità e prospettive

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    “Inclusione sociale” è un termine che definisce un insieme di pratiche (politiche, organizzative, educative) che ha l’obiettivo di perseguire l’equità sociale (David, 2012). Spesso, in letteratura, lo troviamo utilizzato come sinonimo di integrazione sociale o partecipazione sociale (Little, 2017). “Inclusione sociale” è uno di quei concetti che circoscrivono contemporaneamente un processo (quello dell’includere) e un prodotto (l’inclusione effettiva). La sfida risulta essere la seguente: saper coniugare percorsi di vita adulta con i processi d’inclusione sociale. In tale direzione già ora si stanno muovendo i servizi e le associazioni che stanno sperimentando progetti di vita indipendente per persone con dis-abilità intellettiva, aperti alle coppie e inseriti (innestati) in contesti comunitari dotati di elevati livelli di coesione sociale

    Social Justice Education: a Qualitative Research from Capability Approach Perspective

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    Education is both a basic social right and inherent to the “right” personal development. Here, the case of migrant students attending Italian schools serves as an example of how education is a critical right. The migrant students discussed here do not have the same starting point as Italian students; the issue of language is central to their unequal start-ing points. This calls into question the issue of social justice in terms of one’s capabili-ties. Amartya Sen’s theory of a person’s capability the “freedom to achieve” is an issue of social justice (“Capability Approach”) that maximizes the meaning of the social right to education. The article discusses the results of a qualitative project that used Grounded Theory to illustrate how the process of welcoming and giving access to migrant students in Italian schools is an example of Capability Approach and Social Justice Education

    Framing transition in China’s High-Tech Zones: Advances in Visual Grounded Theory

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    The article illustrates an ongoing research on the perception of the transition landscapes of two high-tech zones in China. Through this research, the authors attempt to broaden the scope of Grounded Theory (GT) to embrace urban and environmental phenomena by employing GT to explore the processes related to these phenomena by using visual data. The value of the research exceeds the ethnographic relevance of the case studies to interrogate what could be called “transitions’ framing strategies,” in which seeing and the visual – considered in an ecological perspective – couple with attitudes and the senses, thus generating and mediating different kinds of knowledge(s). In particular, the paper compares Visual and non-visual GT and discusses the practical differences among them
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