2,648 research outputs found
Stefano Ghidinelli, L’interazione poetica. Modi di socializzazione e forme della testualità della poesia italiana contemporanea
Recensiamo Ghidinelli, Stefano. L’interazione poetica. Modi e forme della testualità della poesia italiana contemporanea. Napoli: Guida Editori, 2013. Stampa
Lo sguardo dello scriba. Dialogismo e teatralizzazione in "Nel magma" di Mario Luzi
The essay reflects on the anomalous, elusive genre set-up of Mario Luzi’s Nel magma, arguing that it is an effective device for representing the subject’s ambiguous relationship with his own time. Within the poems, the subtly anomalous use of lyrical self-diegesis puts the action of the lyric character and the lyric voice in tension, dramatizing the subject reluctance to truly involve himself in a relationship with the Other. To this polarity corresponds, on the macrotextual level, the tension activated between the «deliberately uninspiring» (Verdino) character ‘Mario’ and the mute perspective of the author Luzi, in which one can detect a means, both extreme and oblique, for relativizing (and someway dialogizing) a lyrical Self dramatized and objectified.Il saggio riflette sull’anomalo, sfuggente assetto di genere di Nel magma di Mario Luzi, cogliendovi un potente dispositivo di sceneggiatura delle ambiguità che segnano il rapporto del soggetto con il suo tempo. All’interno dei testi, il peculiare uso dell’auto-diegesi lirica pone in tensione l’azione dell’io personaggio e quella dell’io voce, teatralizzando i limiti di indisponibilità del soggetto a implicarsi davvero in un rapporto con l’Altro. A ciò corrisponde, sul piano macrotestuale, la tensione attivata fra la condotta «volutamente non entusiasmante» (Verdino) del Mario personaggio e la muta prospettiva del Luzi regista, latrice di una estrema, obliqua possibilità di relativizzazione dialogica di quel Sé lirico teatralizzato e obiettivato.  
Giorgio Caproni. La lingua, la morte di Paolo Zublena
Recensiamo il volume di Paolo Zublena, Giorgio Caproni. La lingua, la morte. Milano: Edizione del Verri, 2013
Formato antologia e formato libro. Sui modi di presentazione della poesia nel Novecento
Il saggio di propone di discutere il ruolo dell’antologia poetica nel Novecento mettendolo in rapporto con quello assolto, nel medesimo contesto, dal libro di poesia. Si tratta in effetti di due dispositivi chiave di trasmissione e fruizione del poetico (di formati, prima che di forme) da sempre attivi nella Tradizione, ma che proprio con l’ingresso in una fase di modernità avanzata vanno incontro ad un destino di profonda ridefinizione funzionale, nel quadro di quella che assume i contorni di una trasformazione sistemica dei modi di presenza della poesia nel nuovo sistema letterario novecentesco. Quella che si attiva fra questi due formati è una complessa dialettica di interdipendenza e tensione, serrata coimplicazione funzionale e latente opposizione ideale: sullo sfondo della quale prendono tanto maggior spicco gli interrogativi sulle funzioni, sugli usi, sugli effetti delle tante e tanto diverse forme di antologia poetica (oltre che di libro di poesia) praticate nella nostra modernità novecentesca e duemillesca
La valorizzazione del testo poetico nel secondo Novecento. Un modello e qualche esperimento
L’articolo si propone di indagare la specificità delle dinamiche e dei circuiti della valorizzazione poetica nel secondo Novecento, assumendo che la condizione di ‘marginalità resistente’ del genere poesia nelle società contemporanee è pragmaticamente correlata ai peculiari rapporti che vi si instaurano fra comunità poetica e comunità letteraria. In questo quadro, i circuiti dell’editoria di poesia possono essere osservati come un complesso dispositivo di valorizzazione selettiva di opere e autori: nella verifica critica dei suoi modi di funzionamento, gli strumenti del distant reading possono offrire una risorsa preziosa, non alternativa ma complementare allo studio ravvicinato di singoli autori riviste collane. Il saggio mette alla prova le potenzialità di questa prospettiva attraverso alcuni primi esperimenti o sondaggi parziali: in particolare propone un confronto fra le scelte di catalogo delle tre maggiori collane di poesia italiana contemporanea (Lo specchio di Mondadori, la Verde Garzanti, la Bianca Einaudi) e le selezioni variamente “canoniche” di un campione di influenti antologie.This paper aims to investigate the specific dynamics and circuits of poetic valorization in the latter half of the Twentieth century, assuming that the condition of ‘resistant marginality’ of the poetry genre in contemporary societies is pragmatically correlated with the peculiar relationships established between poetic communities and literary communities. Within this framework, the circuits of poetry publishing can be observed as a complex system of selective valorization of works and authors: in the critical examination of its functioning, distant reading tools can offer a valuable resource, not as an alternative but as a complement to the close study of individual authors, publishing series, journals. The paper tests the potential of this perspective through some initial experiments or partial surveys: in particular, it proposes a comparison between the catalog choices of the three major contemporary Italian poetry series (Mondadori’s Lo Specchio, Garzanti’s Verde, Einaudi’s Bianca) and the variously “canonical” selections proposed from a sample of influential anthologies
Al ritmo dell’occhio. Iconotesti poetici nel secondo Novecento
L’articolo introduce gli atti della quarta edizione del Seminario “I poeti di Apice”, Al ritmo dell’occhio. Iconotesti poetici nel secondo Novecento, svoltasi presso l’Università degli studi di Milano il 25 ottobre 2021.The paper introduces the proceedings of the fourth edition of the seminar “Apice’s Poets”, In the Eye’s Rhythm. Poetic Iconotexts in the Second Half of the Twentieth Century, held at the University on Milan on October 25th, 2021.
 
Genealogia di una forma di genere. Pianissimo di Sbarbaro come diario poetico
Il saggio propone, nella prima parte, una sintetica definizione preliminare del diario poetico come paradigma di genere della moderna letterarietà in versi. La tesi è che la lunga e ricca storia delle trasformazioni del genere lirico nell’ultimo secolo si possa inquadrare all’insegna di un processo di diarizzazione della forma-canzoniere, che determina una riattualizzazione complessiva dei dispositivi retorico/rappresentativi essenziali del libro lirico (enunciazione intercalata e intermittenza soggettiva), tanto nell’orizzonte testuale quanto in quello macrotestuale. Nella seconda parte il ragionamento stringe sull’analisi di Pianissimo di Camillo Sbarbaro come esempio paradigmatico di inventivo impiego del modulo diaristico in funzione non tanto dell’espressione liricamente immediata della vicenda di una soggettività, ma semmai della sceneggiatura quasi-drammatica di un regime di nervosa alternanza e pendolarità sclerotica fra una pluralità incomponibile (e irriducibile) di proprie/improprie manifestazioni attimali, irrelate e contraddittorie.
The first part of the essay offers a brief preliminary definition of the poetic diary as a paradigmatic genre of modern poetry. The long and rich history of lyric genre in the last century can be seen as originating from a process that has brought it closer to the form of the diary. This process implies an overall re-actualization of the rhetorical and representational devices of lyrical book (intercalated enunciation and subjective intermittence), both in textual as in macrotextual dimensions. In the second part the essay takes in analysis Camillo Sbarbaro’s Pianissimo as a paradigmatic example of inventive employ of the diary model. Rather than delivering the immediate lyrical expression of a subjective experience, Sbarbaro dramatizes a condition of nervous wavering and sclerotic fluctuation between an uncomposed and irreducible myriad of momentary self emergences, unrelated and contradictory
Norma, orma, forma : la metrica per Fortini
Il saggio ripercorre le pionieristiche riflessioni di Franco Fortini sul peculiare statuto “metrico” del verso libero novecentesco, muovendo dai tre importanti saggi di fine anni Cinquanta inclusi nella sezione finale dei Saggi italiani (1974), per metterli in risonanza con alcuni altri scritti di fine anni Settanta e inizio anni Ottanta. L’accento è posto soprattutto sui vistosi elementi di tensione che intercorrono fra l’apertura forte, a tratti davvero spregiudicata, che caratterizza il versante più propriamente teorico delle sue proposte, e le cautele e riserve che fatalmente tornano a galla, invece, nel momento della loro applicazione critico/interpretativa alla situazione della poesia italiana contemporanea. Il che non attenua la potente carica di vitalità che il pensiero metrico di Fortini, così ricco e denso e libero, continua a tutt’oggi a manifestare – anche ben oltre i limiti delle sue intenzioni polemiche più immediate
“In un punto si capisce il mondo”. Il laboratorio poetico di Remo Pagnanelli alla luce delle carte d'archivio
Il saggio propone una lettura dell'opera in versi del poeta marchigiano Remo Pagnanelli (1955-1987) attraverso una serrata analisi delle carte d'archivio, custodite nel "Fondo Pagnanelli" del Gabinetto G.P. Vieusseux - Archivio Contemporaneo "Alessandro Bonsanti
- …
