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    L' arte della decorazione italiana : studiata sugli archi e i graffiti di Roma sul Palazzo di Caprarola e sulle targhe delle carte geografiche del Vaticano

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    illustrata in ordine alla storia e alle arti dal Genesio MorandiGeschenkexlibris-Etikette: ""Dieses Geschenk verdankt die Bibliothek der E.T.H. der Freigebigkeit von Dr. Ing. Aldo Müller St. Georgenstrasse 12, Winterthur - Es stammt aus dem Nachlass von Architekt Gustav Emil Müller 1844-1924" 002106137_0002 Exemplar der ETH-BI

    Vicus Wallari-Borgo San Genesio. Il contributo dell'archeologia alla ricostruzione della storia di un central place della valle dell'Arno

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    Nell’articolo sono illustrati i risultati dello scavo del sito di San Genesio (San Miniato-Pisa) in rapporto a quelli del territorio comunale di San Miniato. Le indagini hanno permesso di portare alla luce una complessa sequenza stratigrafica, databile dal periodo ellenistico fino al XIV secolo. In età romana l’area doveva probabilmente essere occupata da una villa, che viene abbandonata alla fine del V secolo, quando la zona è occupata da una necropoli. Poi tra il VII e la metà del XIII secolo nello stesso sito nasce e si sviluppa un villaggio con una chiesa plebana e un nuovo cimitero

    Il potere delle reliquie: monumentalizzazione del complesso religioso e sviluppo del borgo di San Genesio

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    Nel contributo, attraverso le parole di un pellegrino basso medievale, si illustrano le fasi di XI-XIII secolo del sito di San Genesio (San Miniato, Pisa)

    Il borgo di San Genesio tra XI e metà XIII secolo

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    Nel contributo viene ricostruita, a partire dai dati archeologici e dalle fonti scritte, la storia dell'abitato che si venne a formare tra l'XI e il XIII secolo vicino alla pieve di San Genesio (San Miniato, Pisa)

    Nuove strategie farmacologiche per il trattamento dei tumori ipofisari: studi in vitro di nuovi agonisti per i recettori di dopamina e somatostatina

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    Durante il ciclo di dottorato, ho avuto la possibilità di collaborare a diversi lavori incentrati sullo studio dei tumori ipofisari. In particolar modo, nel 2022 è stato pubblicato il lavoro:”P720R USP8 Mutation Is Associated with a Better Responsiveness to Pasireotide in ACTH-Secreting PitNETs”, (Cancers, 2022 doi: 10.3390/cancers14102455) basato sullo studio delle mutazioni somatiche riscontrate nel gene della peptidasi ubiquitina specifica 8 (USP8). Queste mutazioni sono state associate a maggiori livelli di espressione del recettore della somatostatina sottotipo 5 (SSTR5) nei tumori neuroendocrini ipofisari (PitNET) secernenti l’ormone adrenocorticotropo (ACTH), suggerendo una correlazione tra lo stato mutazionale di USP8 e la risposta favorevole al pasireotide, il ligando multirecettore della somatostatina che agisce in particolare su SSTR5. In questo lavoro abbiamo indagato l'impatto delle mutazioni USP8 sulla responsività al pasireotide in cellule tumorali corticotrope umane e murine. Nelle cellule tumorali primarie wild-type per USP8 e trasfettate con il mutante USP8 S718del è stata osservato un aumento dell’espressione di SSTR5. Tuttavia, la trasfezione dei mutanti USP8 S718del e USP8-C40 in cellule wild-type sensibili all’azione del pasireotide sopprime la risposta al farmaco; d’altra parte, la trasfezione degli stessi mutanti in colture refrattarie al trattamento con pasireotide non influisce sulla sensibilità all’agonista di SSTR5. Il pasireotide non è riuscito a ridurre la secrezione di ACTH nelle cellule primarie di un tumore con mutazione S718P di USP8, ma ha esercitato un forte effetto anti-secretorio nelle cellule primarie provenienti da un tumore mutato per P718P. In accordo con quanto riscontrato nelle colture primarie, la trasfezione delle cellule AtT-20 con mutanti USP8 ha portato a un aumento dell'espressione di SSTR5, ma il pasireotide è stato in grado di ridurre la produzione di ACTH e l'espressione della ciclina E solo nelle cellule che overesprimevano il mutante P720R. Inoltre, il saggio di In situ Proximity Ligation e gli esperimenti di immunofluorescenza condotti sulla linea cellulare AtT-20 hanno rivelato che il mutante P720R è ancora in grado di legare le proteine di controllo 14-3-3, senza influenzare la localizzazione di SSTR5. In conclusione, la mutazione P720R USP8 potrebbe essere considerata un fattore prognostico di risposta favorevole al pasireotide nelle cellule tumorali corticotrofe. Concluso il lavoro incentrato sui tumori ACTH-secernenti abbiamo iniziato a studiare un gruppo di tumori ipofisari ad oggi orfani di terapie mediche, ovvero i tumori neuroendocrini ipofisari non secernenti (NF-PitNET), nei quali i farmaci approvati per gli altri tipi di PitNET, ad esempio gli analoghi della somatostatina (SSA) o della dopamina (DA) sono poco efficaci. Gli eventi molecolari alla base dell'efficacia variabile degli agonisti del recettore della dopamina di tipo 2 (DRD2) nei PitNET non sono noti. Oltre alla via canonica indotta dall'accoppiamento del DRD2 con le proteine Gi, la via della β-arrestina 2 contribuisce agli effetti antimitotici dati dall’attivazione del DRD2 nei PitNET prolattino(PRL)-secernenti e nei NF. Una strategia farmacologica promettente è l'uso di agonisti selettivi di DRD2 che attivino solo una di queste due vie. Lo scopo del lavoro è stato quello di confrontare gli effetti di due ligandi di DRD2, che attivano selettivamente la via della proteina G (MLS1547) o dell'arrestina 2 (UNC9994), comparandoli all'agonista di DRD2 cabergolina (CAB) il quale attiva entrambi i pathways. Lo studio è stato condotto sia in colture primarie derivanti da tumori PRL- e NF-PitNET, che nella linea cellulare MMQ, una linea ipofisaria di ratto secernente PRL. Nelle cellule MMQ, UNC9994 ha ridotto la proliferazione cellulare con un'efficacia maggiore rispetto alla CAB (-40.2 ± 20,4% vs. -21 ± 10,9%, p < 0,05), mentre l'agonista selettivo per le proteine G ha indotto solo una lieve riduzione. Inoltre, il silenziamento della β-arrestina 2, ha annullato gli effetti antiproliferativi di UNC9994 e della CAB al contrario di quanto avvenuto dopo il trattamento con la tossina della pertosse, responsabile dell’inibizione delle proteine G. In una coltura primaria di PRL-PitNET resistente al trattamento in vitro con CAB, UNC9994 è stato in grado di inibire la proliferazione cellulare e il rilascio di PRL. Al contrario, nelle colture primarie dei NF-PitNET (n = 23), gli agonisti selettivi non hanno mostrato effetti antiproliferativi migliori della CAB. In conclusione, l'attivazione preferenziale della via della β-arrestina 2 da parte di UNC9994 migliora gli effetti antiproliferativi mediati da DRD2 nei PRL-PitNET, suggerendo un nuovo approccio farmacologico per i tumori resistenti o scarsamente responsivi al trattamento con la CAB. Il lavoro è stato pubblicato nel 2023 con il titolo: ”A β-Arrestin 2-Biased Dopamine Receptor Type 2 (DRD2) Agonist Is More Efficacious Than Cabergoline in Reducing Cell Proliferation in PRL-Secreting but Not in Non-Functioning Pituitary Tumor Cells”. (Di Muro at al. Cancers, 2023 doi: 10.3390/cancers15123218.) Lo studio di nuovi possibili approcci farmacologici per i NF-Pit è proseguito con uno studio focalizzato sul recettore della somatostatina di tipo 3 (SSTR3). ITF2984 è un ligando che riconosce tutti i recettori della somatostatina (SSTR) con elevata affinità per SSTR3, in grado di indurre l'internalizzazione e la fosforilazione dell’SSTR3, di innescare il signaling delle proteine G in vitro e di esercitare attività antitumorale nel modello di ratto MENX. Poiché gli NF-PitNET esprimono alti livelli di SSTR3, lo scopo dello studio è stato quello di testare gli effetti antiproliferativi e proapoptotici di ITF2984 in colture di cellule primarie di NF-PitNET derivate da tumori umani rimossi chirurgicamente e di caratterizzarne il profilo di espressione degli SSTR. Le colture primarie derivate da 23 NF-PitNET sono state trattate con ITF2984, octreotide (OCT)(SSA con elevata affinità per SSTR2), pasireotide (PAS)(SSA con elevata affinità per SSTR2) o CAB (agonista DRD2) e sono state testate la proliferazione cellulare (mediante saggio di incorporazione di BrdU) e l'apoptosi (mediante saggio di attività della caspasi 3/7). L'espressione di SSTR3, SSTR2 e SSTR5 nei tessuti tumorali è stata analizzata mediante qRT-PCR e western blot. I nostri risultati hanno dimostrato che ITF2984 ha ridotto la proliferazione cellulare (-40,8 (17,08) %, p<0,001 rispetto al basale, n=19 NF-PitNET) e aumentato l'apoptosi cellulare (+41,4 (22,1) %, p<0,001 rispetto al basale, n=17 NF-PitNET). Al contrario, negli stessi tumori non è stato osservato alcun effetto dopo il trattamento con OCT, PAS o CAB. L'analisi dell'espressione dei recettori ha rivelato che i trascritti di SSTR3, SSTR2 e SSTR5 erano espressi a livelli simili nei tessuti tumorali ed è stata riscontrata una correlazione positiva tra i livelli proteici di SSTR3 e SSTR5. I livelli di espressione di SSTR3 non erano correlati all'inibizione della proliferazione cellulare né all'aumento dell'apoptosi dopo il trattamento con ITF2984. In conclusione, i nostri dati supportano un possibile utilizzo di ITF2984 nel trattamento farmacologico degli NF-PitNET. Lo studio è in fase di sottomissione alla rivista “Cancers”

    Il borgo di San Genesio nel Valdarno: erudizione, storia e archeologia di una submansio della via Francigena

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    Nel contributo viene ricostruita la storia dell'interesse erudito per l'abitato di San Genesio, e in particolare quanto elaborato da Giovanni Lami (XVIII secolo), e sono illustrati i risultati dello scavo condotto fino al 2009

    San Miniato (Pi). Nuovi dati dallo scavo di San Genesio

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    Nell'articolo sono presentati i risultati della campagna di scavo 2007 nel sito archeologico di San Genesio (San Miniato, Pisa) e in particolare l'analisi dei reperti e delle stratigrafie relative ad un edificio interpretato come taverna posta lungo la via Francigena

    Archeologia lungo la via Francigena: preistoria e storia della submansio di S. Genesio

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    In questo articolo è presentata una sintesi dei risultati dello scavo del sito archeologico di San Genesio (San Miniato, Pisa). In particolare si traccia la storia dell'insediamento dalle fasi preromane alla metà del Duecento, sottolineando lo stretto legame tra il centro e la viabilità terrestre e fluviale

    Gli Inumati di San Genesio, PI (Anno 2014): Studio Archeo-Antropologico.

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    Nel presente lavoro sono stati analizzati gli inumati provenienti dallo scavo effettuato nel 2014 presso il sito di San Genesio (San Miniato, Pi). Sono state effettuate le analisi antropologiche di base (determinazione del sesso, dell'età e della statura). Inoltre è stato compiuto uno studio riguardo le condizioni di vita e di salute degli individui, tramite gli indicatori muscoli-scheletrici e patologici. I risultati sono stati confrontati con quelli ottenuti da studi precedenti sempre relativi agli inumati di San Genesio. Le caratteristiche individuali, correlate all'analisi delle tipologie tombali e della localizzazione all'interno del cimitero, hanno fornito interessanti interpretazioni riguardo la vita di questa comunità medievale

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
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