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L'emersione del nuovo o l'elogio della semplicità. Da Berlusconi a Papa Francesco, passando per Bersani, Grillo e Renzi
Che cosa hanno in comune Papa Francesco, Renzi e Grillo? Rappresentano tutti, in ambito italiano ma non solo, l'emersione del nuovo. Che cosa li accomuna in questo loro essere nuovi? Si potrebbe dire il fatto che la grande massa delle persone, quand'anche non li apprezzi, percepisce una certa autenticità del loro comportamento, del loro stile d'azione, delle loro rispettive poetiche del comportamento1. Ora questa autenticità non è altro che un effetto di autenticità reso credibile ed efficace da uno specifico insieme di relazioni, alla cui esplorazione l'articolo è dedicato
L'Italia e la sua storia: alla ricerca di un canone nazionale
Questa rassegna presenta e discute, a tre voci, il volume curato da Francesco Benigno
e Igor Mineo, che restituisce, sul lungo periodo, i principali nodi attraverso i quali la
storiografia ha tematizzato l’eccezionalità del caso Italia, sia in termini positivi che ne
gativi. Il saggio di Paolo Grillo affronta il problema della definizione del “canone na
zionale” la cui crisi caratterizzerebbe l’attuale stagione di ricerche, sottolineando che
esso è stato, anche in passato, di difficile e controversa definizione, se non in un ap
proccio genericamente teleologico che farebbe coincidere Unità d’Italia e modernità
politica e sociale.The article discusses the problem of the “national canon”, the crisis of which is a focus
of current research. He stresses that even in the past it was difficult and controversial
to define this “national canon”, at least for those who rejected a teleological approach
that would make Italian unification coincide with political and social modernity
Le Scienze della Terra nella corrispondenza milanese di Antonio Vallisneri: Clelia e gli altri
Contribution published in: "Clelia Grillo Borromeo Arese. Un salotto letterario settecentesco tra arte, scienza e politica," Vol. I, ed. D. Generali, Florence, Olschki, 2011, pp. 113-125
Le «Rime spirituali» di Angelo Grillo (con qualche ipotesi su Tasso lirico)
Prima analisi organica proposta sino ad oggi del corpus di "Rime spirituali" di Angelo Grillo (1589, primo nucleo dei futuri "Pietosi affetti"), accompagnata da alcune ipotesi relative all'influenza di Grillo stesso sulla maniera spirituale del suo ideale maestro, Torquato Tasso
L’ecfrasi mistica nei «Pietosi affetti» di Angelo Grillo
Analisi del rapporto tra testo e immagine (nelle sue varie declinazioni) all'interno dei "Pietosi affetti" di Angelo Grillo, principale lirico sacro nell'età compresa tra Tasso e Marino
Nel segno di Armida. Sul paratesto delle "Lagrime del penitente" di Angelo Grillo
Il saggio si concentra sull’emblema spirituale che precede l’edizione napoletana (Stigliola, 1594) delle "Lagrime del penitente" di Angelo Grillo, formato da una crocefissione accompagnata dal distico: “Sani piaga di duol, piaga d’errore, / e diano gli occhi medicina al core”. Di questo distico penitenziale si individua il modello in "Gerusalemme liberata", XX 125, rilevando le differenti funzioni dell’arguzia nei due diversi contesti (Grillo sta introducendo una raccolta di parafrasi poetiche dei sette salmi penitenziali, laddove Tasso aveva rappre-sentato la disperazione di Armida innamorata di Rinaldo, vinta sul campo di battaglia e ormai prossima al suicidio). Dopodiché si considerano le successive apparizioni di questo “cartiglio” ecfrastico (scompagnato dall’immagine cristologica) e si analizzano alcune delle sue molteplici riprese e variazioni concettuali all’interno delle "Lagrime" e dei "Pietosi affetti"
I Carraresi fra modelli principeschi, identità cittadina e immagini del potere
Si può parlare di un modello monarchico per la signoria dei da Carrara su Padova (1318-1405)?
I Carraresi intrattennero intense realzioni diplomatiche e militari sia con il regno d’Ungheria, e in particolare con l’angioino Ludovico/Luigi I il Grande (1342-1382), sia con l’Impero.
Nella seconda metà del Trecento Francesco I da Carrara fu costantemente alleato del re d’Ungheria nelle guerre che i due si trovarono a combattere contro Venezia per la definizione degli equilibri strategici nel quadrante alto e medio adriatico. Al di là delle relazioni militari, i rapporti tra il Carrarese e Ludovico si collocarono nella cornice cortese-cavalleresca, per un verso, e in quella ideologico-propagandistica, per un altro. Testimonianze cronistiche e iconografiche significative mostrano in effetti il prestigio di cui il modello regio godeva a Padova nel Trecento. Possiamo per questo dire che i Carraresi adottarono elementi di quel modello nella loro esperienza signorile? Il confronto con il parallelo caso veronese mostra come sotto questo profilo l’esperienza scaligera fosse molto più avanzata. La signoria carrarese rimase invece ancorata saldamente alla dimensione civica da cui era scaturita
L'ingegnoso penitente. Angelo Grillo e i Salmi penitenziali.
Il saggio è dedicato alle “Lagrime del penitente” di Angelo Grillo (prima ed. completa 1594). A questa raccolta di rime sacre si è sempre dedicata minore attenzione rispetto ai più famosi “Pietosi affetti”, eppure si tratta di due cicli complementari che non a caso avranno la loro ed. definitiva, insieme, all’interno dei “Pietosi affetti” del 1629. In questo saggio si analizza la natura originalissima dell’opera (si tratta di un ciclo di sonetti, ciascuno dei quali espone un solo versetto dei sette salmi penitenziali), la storia delle diverse redazioni (1589, 1593, 1594), i possibili antecedenti, la struttura a galleria (che precorre soluzioni poi proposte da Marino) e soprattutto lo stile ingegnoso, combinato con una retorica apparentemente conforme alla gravitas di Della Casa e Tasso
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