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    The commitment of the GISIO-SItI to contrast Healthcare- Associated Infections and the experience of the prevalence studies in Sicily

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    Surveillance of Healthcare-Associated Infections (HAIs) is essential to improve the quality of health services. The aim of this paper is to report the commitment of the Italian Study Group of Hospital Hygiene (GISIO) of the Italian Society of Hygiene, Preventive Medicine and Public Health (SItI) describing some experiences to contrast HAIs and antimicrobial resistance. Particularly, the commitment to contrast HAIs in intensive care with the SPIN-UTI project - Italian Nosocomial Infections Surveillance in ICUs, and in surgery with the ISCHIA project - Infections of Surgical Site in Arthroplasty Interventions - were described. Furthermore, some activities conducted in Sicily using repeated prevalence studies were reported. The experiences reported confirmed that surveillance is essential to provide health services with information, guidance and tools to manage effectively the risk of HAI and antimicrobial resistance and to monitor the level of achievement of control programme

    IMPIANTO DI VENTILAZIONE E CONDIZIONAMENTO A CONTAMINAZIONE CONTROLLATA (VCCC), CONTAMI- NAZIONE MICROBICA DELL'ARIA E INFEZIONE DEL SITO CHIRURGICO IN INTERVENTI DI ARTROPROTESI: IL PROGETTO ISCHIA DEL GISIO-SITI

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    Obiettivo del progetto ISChIA del GISIO-SItI è stato quello di valutare l'associazione tra impianto di ventilazione e condizionamento a contaminazione controllata (VCCC), carica microbica dell'aria e rischio di infezione del sito chirurgico durante interventi di protesi di anca e protesi di ginocchio, al fine di contribuire al di- battito sul ruolo protettivo del flusso unidirezionale sull'incidenza delle infezioni del sito chirurgico (ISC). Lo studio è stato condotto in 14 aziende ospedaliere per un totale di 28 sale operatorie. Durante l’intervento è stata valutata la contaminazione microbica dell'aria nell'area paziente mediante campionamento passivo ed attivo e sono stati registrati il numero medio di persone in sala e il numero di aperture di porte. Per la sorveglianza delle ISC è stato adottato il protocollo HELICS. I risultati, pur mostrando un ridotto rischio di ISC associato ad una bassa carica microbica dell'aria, non evidenziano un effetto protettivo significativo. A fronte delle risorse economiche impiegate, i valori di carica microbica dell'aria ottenuti nelle relative sale operatorie sono superiori a quelli attesi, verosimilmente per una cattiva gestione delle sale stesse. Emerge la necessità di ulteriori studi su questo tema controverso e di interventi formativi mirati al miglioramento dei comportamenti degli operatori

    La gestione dei cantieri in ospedale: la proposta del GISIO

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    Un cantiere di ristrutturazione interagisce in molti modi con l’ospedale esponendo ad un notevole pericolo i pazienti critici, soprattutto se gravemente immundepressi. A questo proposito qualificati Enti si sono espressi producendo specifiche raccomandazioni operative, finalizzate a definire un modello proattivo di gestione del rischio. Un ruolo fondamentale viene svolto dalle direzioni sanitarie e dai Comintati di Controllo delle Infezioni Ospedaliere, in quanto figure fondamentali nel coordinamento delle attività tecniche e sanitarie, nella pianificazione, nella sorveglianza e nell’educazione dei diversi attori. Gli autori descrivono una serie di attività che dovrebbero rappresentare la base per l’elaborazione di una raccomandazione del Gruppo Italiano di Igiene Ospedaliera (GISIO) finalizzata alla gestione del rischio da cantieri ospedalieri

    Controllo del rischio di polmonite associata ad intubazione in terapia intensiva: risultati del progetto SPIN-UTI del GISIO-SITI

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    INTRODUZIONE: Il controllo delle polmoniti associate a intubazione (Intubator Associated Pneumonia, IAP) richiede l’attuazione di interventi clinici combinati in un "care bundle” e di interventi non clinici per garantire l’implementazione e la compliance a tali linee guida. Sulla base di quanto già realizzato dal progetto Europeo IMPLEMENT (Lambert et al., 2013), nell’ambito della quarta edizione (2012-2013) del progetto “Sorveglianza Prospettica delle Infezioni Nosocomiali nelle UTI” (SPIN-UTI) del GISIO della SItI, incluso nel Progetto “Risk analysis per il controllo delle IPA nelle unità operative di terapia intensiva e di chirurgia e per la valutazione dell’efficacia di strategie preventive nella pratica clinica” finanziato dal CCM, Ministero della Salute nel 2012, è stata condotta l’"Indagine sulle pratiche di controllo del rischio di polmonite associata all'assistenza in Terapia Intensiva", rivolta ai a tutti i medici che lavorano nelle UTI partecipanti al Progetto SPIN-UTI. L’obiettivo è stato quello di documentare le pratiche di prevenzione delle IAP nelle UTI e gli atteggiamenti verso l'attuazione di un sistema di misura, rivolti da un lato ai livelli di compliance agli interventi inclusi nel bundle e dall’altro all’outcome infezione. MATERIALI E METODI: L’indagine ha previsto la somministrazione di due questionari utilizzando una metodologia web-based. Il primo è stato compilato per ciascuna UTI partecipante ed era suddiviso in tre sezioni: 1) caratteristiche dei medici partecipanti e delle loro UTI; 2) pratiche cliniche di prevenzione delle IAP comunemente raccomandate, con riferimento alle 5 componenti del bundle europeo (Rello et al., 2010) e alle pratiche di elevazione della testa del paziente e di decontaminazione selettiva del tratto digerente; per le pratiche di misura sono state incluse misure di processo (compliance alle pratiche di prevenzione, durata media dell’intubazione) e misure di outcome (tassi di IAP, definizioni per la raccolta dei dati e per il report di indicatori selezionati); 3) atteggiamenti in riferimento all’implementazione dei sistemi di raccolta dei dati, utilizzando una scala di Likert a 5 punti. Sempre nell’ambito della stessa indagine è stato richiesto di compilare, per ciascun paziente incluso nella sorveglianza SPIN-UTI e sottoposto ad intubazione, un ulteriore questionario per riportare a quale pratiche è stato sottoposto il paziente intubato per la maggior parte del periodo del ricovero nella UTI. In particolare, le pratiche da riportare erano riferite alle 5 componenti del bundle europeo e alle due componenti non incluse nel bundle ma considerate importanti per il controllo delle IAP. I dati raccolti sono stati analizzati con il software SPSS e i risultati sono stati confrontati con quelli ottenuti dall’indagine Europea. RISULTATI: Relativamente al primo questionario, in totale sono stati raccolti e analizzati 26 questionari riferiti ad altrettante UTI (mediana di posti letto pari a 8 e mediana di 251 ricoveri per anno). Irisultati hanno dimostrato che le componenti del bundle europeo per la prevenzione delle IAP vengono implementate, sebbene in misura differente, nelle UTI partecipanti. Il confronto con i risultati del progetto IMPLEMENT ha evidenziato una differenza significatività solo per la pratica della decontaminazione selettiva del tratto digerente, pratica riportata con una frequenza maggiore dai medici partecipanti al progetto SPIN-UTI (29.2%) rispetto a quelli partecipanti al progetto europeo (11.9%). Inoltre, una maggiore percentuale di medici partecipanti al progetto SPIN-UTI (83.3%) rispetto a quelli partecipanti al progetto IMPLEMENT (63.3%) ha dichiarato che nella propria UTI sono presenti delle Linee Guida cliniche redatte per la prevenzione delle IAP. Al contrario, rispetto ai dati del progetto europeo la misura della compliance alle raccomandazioni sull’igiene delle mani, almeno una volta l'anno, viene effettuata in percentuale inferiore dai partecipanti al progetto SPIN-UTI (24.0% vs 53.1%). Relativamente al secondo questionario, in totale sono stati analizzati i dati riferiti a 768 pazienti intubati. I risultati hanno dimostrato un elevato livello di compliance alle pratiche considerate ad eccezione dell’interruzione giornaliera sistematica della sedazione e protocollo di risveglio assistito e della decontaminazione digestiva selettiva. Complessivamente la compliance a tutte e cinque le componenti del bundle europeo è stata riportata nel 21.1% dei pazienti. CONCLUSIONI: Questa indagine, così come quella Europea, ha documentato un elevato potenziale di miglioramento delle pratiche cliniche e non cliniche volte a prevenire le IAP nelle UTI. La promozione dell'attuazione delle linee guida per la prevenzione delle IAP deve essere attuata insieme a quella della misura della compliance a tali linee guida e alla misura degli outcome come strumento per il miglioramento

    EPIDEMIOLOGIA DELLE SEPSI NELLE TERAPIE INTENSIVE PARTECIPANTI AL PROGETTO SPIN-UTI DEL GISIO-SITI: ANALISI DEL RISCHIO E OUTCOME

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    INTRODUZIONE: La sepsi è una delle cause più frequenti di morbosità, di ospedalizzazione e mortalità in tutto il mondo. La lotta alle infezioni e alla sepsi rappresenta una sfida globale soprattutto nelle Unità di Terapia Intensiva (UTI). L’obiettivo di questo studio è stato di descrivere il quadro epidemiologico delle sepsi nelle UTI partecipanti al progetto di Sorveglianza attiva Prospettica delle Infezioni Nosocomiali nelle UTI (SPIN-UTI, GISIO-SItI), considerando le caratteristiche dei pazienti, delle infezioni e gli outcome. MATERIALI E METODI: Il protocollo del progetto SPIN-UTI include, dal 2008, la sorveglianza delle sepsi, in termini di gravità massima delle infezioni correlate all’assistenza identificate durante il periodo della sorveglianza. Nel presente studio sono state analizzate le caratteristiche e gli outcome delle infezioni e dei pazienti ricoverati nelle UTI partecipanti al progetto SPINUTI dal 2008 al 2015. RISULTATI: Sono stati sorvegliati 10050 pazienti. Su un totale di 2080 infezioni acquisite in UTI per le quali il dato è stato riportato, quasi la metà (47,9%) ha dato origine a sepsi. In particolare, il 27,4% delle infezioni è stato associato a sepsi, il 10% a sepsi grave, il 10,4% a shock settico. La maggior parte delle sepsi ha avuto origine da una polmonite (46%), il 31% da un’infezioni del torrente ematico, il 14% da un’infezione associata a catetere venoso centrale e il 9% da un’infezione delle vie urinarie. Complessivamente, il microrganismo più frequentemente associato ad infezioni che hanno dato origine a sepsi è risultato Acinetobacter baumannii, seguito da Pseudomonas aeruginosa e da Klebsiella pneumoniae, con un’elevata frequenza di multiresistenza. Tra i pazienti infetti, la mortalità è risultata del 46,9% tra quelli con sepsi e del 32,3% tra i pazienti senza sepsi (p<0,01). L’analisi multivariata ha identificato i fattori associati alla sepsi in UTI tra i quali, fattori intrinseci del paziente (SAPS II score) e fattori estrinseci (tipo di UTI). CONCLUSIONI: I risultati del progetto SPIN-UTI forniscono importanti indicazioni sul rischio di sepsi nei pazienti ricoverati in terapia intensiva. In particolare, sono stati identificati i fattori predittivi del rischio di sepsi e di morte quali target per il miglioramento della qualità dell’assistenza e dell’outcome dei pazienti
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