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Einfühlung and Architecture: about language from things to design criteria
The text tries to think about the impact that the discovery of mirror neurons might have in the field of architecture. Starting from the idea of empathy as a gestural prelinguistic language developed as extensive engine of a gradually more complex gestural communication of which word is the last stage and empathy as aphasic language of cultural transmission that allows us to have and pass on the cultural knowledge necessary to live in social groups, the text examines the most interesting experiences of the last century from the point of view of empathy and links them to contemporary design experiences, trying to understand what contribution can provide a critical concept as old as empathy, but now extremely topical as it is biologically justified, in the Information Technology era, tracking down a common basis of social experiential sharing for a heterogeneous and fragmented landscape as the contemporary one is
STUDIO DELL’ EMPATIA IN ARCHITETTURA A n a l i s i _ M e t o d i _ E s p e r i m e n t i
EXECUTIVE SUMMARY
ARGOMENTO
La mia ricerca si basa su un’indagine semiotico-critica
dell’ architettura intesa come catalizzatore emozionale e veicolo
di trasmissione ideale di contenuti socialmente condivisi.
Il tema dell’ Empatia, ampiamente indagato dal punto
di vista dello scenario filosofico e neuroscientifico, non
è stato ancora affrontato dal punto di vista spaziale e
progettuale, e risulta quindi di grande interesse.
Partendo dall’ampia trattazione scientifica in estetica e
neuroscienza, ho studiato il fenomeno dell’Empatia in
architettura, legandolo alle nuove frontiere neuro-estetiche e
tralasciando, se non per accenni, la parte più nota
del filone, relativa sicuramente all’ Art-Nouveau.
Questa scelta è stata fatta per volontà di rendere la trattazione
agevole, possedendo già un apparato introduttivo
multidisciplinare corposo, ma imprescindibile. Inoltre, poiché l’empatia è rintracciabile in tutta la storia dell’architettura, e questo testo non vuole ricadere in ambito enciclopedico, non avendone né l’interesse né la pretesa, ho piuttosto lavorato con l’ambizione
di fornire un nuovo punto di vista, per quanto modesto, sia
sull’empatia in architettura, sia sull’interpretazione di alcuni
fenomeni architettonici contemporanei, che trovano in queste
pagine un fondamento critico di ampio respiro e di, per così dire, illustre paternità. L’ obbiettivo della ricerca è la formulazione di una semantica progettuale empatica, possibilmente supportata
da una piccola serie di sperimentazioni progettuali e di
conseguenza questa tesi parla dell’individuazione di una
metodologia progettuale legata alla creazione di strumenti atti a generare un fenomeno percettivo condiviso e trasmissibile.
Nel definire una categorizzazione legata allo sviluppo di una semantica coerente di progettazione architettonica mi sono trovata davanti all’ ostacolo innegabile di dover sezionare,
invadere, investigare e portare alla luce una serie di sotto-parti dell’architettura, quasi una tassellazione gerarchica che niente
ha a che fare con l’idea, emersa intanto che si strutturava la
ricerca, di unicuum, trans-corporeo e animale, nell’ovvia
accezione di animalia. Pur trovandomi nella necessità di
rispondere al criterio di apprendibilità (Arbib, 2000), proprio del linguaggio empatico, rilevavo il disagio di applicare una
metodologia dissettica e catalogativa, al più che non è l’oggetto
architettonico tout court ad essere sotto esame, ma la
processualità ideativa prima, e la potenzialità
percettivo-comunicazionale poi.
Come applicare uno schema ordinatore a un processo relazionale?
Ho quindi elaborato il concetto di trans-categoria noumenica
ossia un sistema catalogativo che va al di là del semplice
casellario ed è afferente piuttosto ad un concetto
metafisico archetipico con-temporaneo, ossia attualizzato momento
per momento, pur dando luogo, nello specifico, ad una
serie di phaenomena. Parliamo di categorie relazionali,
inclusive, multi-scalari. Parliamo, ad esempio, di dinamismo, e ne parliamo come gestualità progettuale, come intenzionalità
architettonica, come fruizione esperienziale, come processo
relazionale non più lineare biunivoco, ma moebiusiano complesso,
di contaminazione, di mirroring, di scomparsa della soglia. Gli esempi scelti a supporto concorrono, infine, a chiarire la
trattazione teorica e a suggerire attori potenziali e strade possibili.
Nel costruire una tesi che riuscisse a dare una comprensione base dei complessi processi logici, critici e teorici, che hanno portato non solo a definire quella che ad oggi è l’empatia, ma anche a fornire una risposta alla ragioni ponderali della scelta di un tale ambito di ricerca, l’approccio multidisciplinare è stato essenziale.
Nello sviluppare un percorso verso la costruzione di una nuova semantica socialmente condivisa, mi sono avvalsa di contributi disciplinari diversi ma da sempre interrelati, non solo in parametri terminologici, ma soprattutto a livello di intuizione prima, e di evidenza scientifica ora, con le scoperte neurobiologiche che abbiamo analizzato nel terzo capitolo. L’indagine sullo stato dell’arte della ricerca sull’ empatia, che prende la prima parte di questa trattazione, mi ha consentito di tirare le somme di un movimento estetico, psicanalitico e neuroscientifico che fornisce l’apparato di premesse concettuali all’indagine che verrà poi fatta in ambito architettonico nel capitolo IV. L’approccio multiculturale è quindi strettamente legato alla poli-semanticità e alla multi-concettualità del termine, attributi che ne sostanziano la ragione d’essere.
L’esplicitazione sistematica di teorie basilari, storicamente consolidate, e di fenomeni critico-conoscitivi in atto, accorpati in un unicum teorico sintetico e agevole, costituiscono il filo conduttore del lavoro svolto, ma per poter affrontare i nodi progettuali emersi successivamente nello svolgimento della ricerca, ho profuso un
notevole impegno nel definire soprattutto i valori (poli)semantici propri dell’empatia e i filoni di più spiccata originalità ed aderenza all’ambito architettonico.
L’anima multiculturale e la capacità adattativa della teoria empatica, la rendono massimamente e proficuamente agganciata alla multiculturalità sociale ed urbana che sempre più si configura come un plusvalore dei territori che vorranno porsi come guida del cambio di paradigma odierno.
Pur con queste premesse, la mia attenzione è stata volta a ritagliare tuttavia alla teoria architettonica una sua autonomia d’ambito, proprio per evitare il rischio, che cammina al fianco della teoria dell’Empatia da sempre, di essere tutto e niente, suggestiva e non circostanziata, suggerente ma non autonoma.
Dopo aver sviluppato un approccio globale alla teoria empatica in architettura, che procede volutamente per salti teorici piuttosto che su linee temporali, ho analizzato i risultati, a mio avviso, più conformi alle premesse empatiche ed enucleato possibili frontiere critiche di progettazione.
METODOLOGIA
Le premesse teorico-culturali e i riferimenti scientifici saranno la base cognitiva sostanziale del percorso di studio multidisciplinare finalizzato alla definizione/riscoperta di una semantica empatica della città, dell’architettura e del design.
Il sema non sarà materiale ma relazionale. secondo le
trans-categorie ipotizzate nel quinto capitolo.
Il percorso seguito, basato sull’analisi di architetture scelte, sulla
ricerca e formulazione di linee guida, sulla sperimentazione
progettuale, condurrà all’approfondimento dei luoghi e degli
oggetti architettonici empatici, intesi quali punti focali, totem di una nuova organizzazione urbana e spaziale interetnica, volta a rinnovare i significati attraverso i significanti.
OBIETTIVI
L’ obiettivo principale della ricerca è l’esplicitazione del linguaggio empatico dell’architettura, che è attualmente, secondo la mia tesi, lo strumento di progettazione più aderente alle nuove scoperte scientifiche e alla morfologia spaziale e conoscitiva della società che viaggia sul concetto di rete e rizoma. L’architettura, come abbiamo illustrato attraverso numerosi esempi, si muove già, più o meno inconsapevolmente, su tracciati teorico-progettuali legati all’ empatia e la nuova era informatica, che permette l’identificazione
tra oggetto e soggetto, può essere il salto di qualità che porterà l’architettura ed il design verso nuove frontiere di partecipazione e narrazione. L’obbiettivo è quindi cercare di oggettivizzare i parametri empatici per giungere possibilmente ad una serie di strumenti operativi di progettazione.
INDICE RAGIONATO
Il primo capitolo fissa la metodologia di studio nei tre momenti
complementari dell’analisi delle teorie estetiche legate al concetto
di Empatia e delle teorie neuro-scientifiche dal 1994 in poi,
legate alla scoperta del fondamento biologico dell’Empatia,
i mirror neurons; della ricerca legata ai parametri di
classificazione dell’esperienza empatica in architettura,
attraverso un essenziale approccio multidisciplinare
e attraverso la rilettura critica di opere scelte fatta
attraverso salti logico-concettuali; della sperimentazione
di metodologie di progettazione che, partendo dai principali
riferimenti scientifici di base, indica il percorso
di studio da proseguire.
Il secondo e terzo capitolo si occupano della trattazione estetica e della trattazione neuro-scientifica del concetto di Empatia, in
maniera sintetica e sistemica alle esigenze di una trattazione
specialistica in ambito architettonico, estrapolandone le tematiche
più vicine alle specificità disciplinari oggetto di studio.
Obiettivo primario sarà oggettivare il concetto di empatia,
comprendendone appieno l’apporto profondo in quanto struttura semiotica, organizzativa, comportamentale e critica ascrivibile in parti uguali ad eventi positivi e negativi, con particolare accento posto sul concetto di emozione, sorpresa, rottura di un continuum visivo-neuronale che genera la risposta delle strutture mirror neurons.
Il quarto capitolo sviluppa una panoramica dello stato dell’ arte della ricerca e della documentazione, nel mondo scientifico, sul fenomeno empatico in architettura ed i conseguenti impatti urbani e progettuali.
La disamina sfrutta le potenzialità del web, attraverso
l’utilizzo dei motori di ricerca che hanno consentito,
in tempo reale, di individuare i centri di ricerca, le attività pregresse
e in corso, la produzione scientifica, i progetti futuri.
Chiaramente si avvale di numerosi esempi, nonanalizzati
volutamente in maniera capillare, ma visti piuttosto
in un’ ampia prospettiva, legati da un criterio di network
hic et nunc piuttosto che storico-cronologico.
Il quinto capitolo desume dalle premesse teoriche del capitolo
precedente una semantica e dei criteri di riconoscibilità
dell’ estetica empatica architettonica e traccia delle linee
guida di interpretazione di processi architettonici
multi-scalari. Si avvale di una catalogazione che lavora
su trans-categorie per delineare complessi sistemi
con-temporanei e multirelazionali. Approfondisce l’analisi di eventi architettonici ed opere rivisitate a partire dalla nuova estetica empatica rileggendo, e riscrivendo in alcuni casi, l’interpretazione di manufatti architettonici scelti.
Il sesto capitolo è composto esclusivamente di immagini. Oltre a costituire l’ apparato iconografico complementare del capitolo precedente, presentando gli episodi architettonici ed artistici presi in analisi precedentemente, ha la finalità di introdurre il lettore al linguaggio empatico attraverso un canale di comunicazione afasico visivo-emozionale.
Il settimo capitolo è dedicato ad una micro-sperimentazione
in ambito progettuale, condotta attraverso alcuni schizzi
che suggeriscono non tanto architetture, ma suggestioni legate ai risultati ottenuti dalla trattazione precedente
Schermi. Immagini, corpi, condivisioni
In this book the author investigates the digital image proliferation of our times from an interdisciplinary point of view. Starting from the Visual Culture theoretical frame, Valentina Mignano explores the ways in which we interact with the screen, dealing with the "screen experience" in the first years of the network societ
Station20
La progettazione infrastrutturale è il primo elemento di sviluppo e riqualificazione di un’area residuale, e di qui il concorso, voluto dal Municipio di Sofia, per riconsegnare alla città un frammento urbano nel quale sono stati previsti da Piano regolatore numerosi servizi terziari e commerciali.
La nostra intenzione compositiva è stata fortemente incentrata sul riconoscimento del ruolo connotativo della cultura locale, in un processo qualitativo di progettazione architettonica anche attraverso un’architettura a chilometri zero.
L’occasione della progettazione della Stazione, ha creato la possibilità di pensare ad un vero e proprio attrattore urbano, con l’inserimento di numerosi servizi e una piazza coperta di snodo, legata alla volontà di rendere vivibile in toto lo spazio commerciale anche in un clima piuttosto rigido come quello bulgaro. Amplia il progetto un sistema articolato di passeggiate, percorsi didattici e luoghi di sosta, dai quali fruire di un’ oasi cittadina, legata fortemente alla vegetazione locale e ad una serie di specchi d’acqua che idealmente rimandano ai vicini laghi. Abbiamo prestato particolare attenzione al target di utenti locali, nell’ottica di un ricongiungimento dei vari flussi urbani, di pendolari, studenti e liberi professionisti in pausa pranzo (area wi fi, zona pic-nic)
ENTREPRENEURSHIP AND FEMALE ENTREPRENEURSHIP IN MARAMURES COUNTY
Initiating and developing a business involves a considerable risk and a sustained effort in order to defeat the inertia against what is new. The person initiating a business, assuming the responsibility and risk of its development and benefiting from theentrepreneurship, female entrepreneurship, profit, businesses
AlterMall
Il concept del progetto si basa sull'idea del movimento spazio/tempo e si propone di assecondare i momenti ludici e culturali in funzione dell'evoluzione della giornata e del percorso ciclico del sole
The use of initial tocolysis and maintenance tocolysis in preterm birth : guideline-based approach or off-label use - a survey on the current application in Switzerland
Author Valentina Schedl, BscMasterarbeit Universität Linz 202
Guido Crepax – Valentina – The Shape of Her Time
The paper will focus on the analysis of Guido Crepax revolutionary comic book character Valentina that belongs to the golden age of the Italian comic-book genre fumetto. The aim is to explore whether Guido Crepax Valentina character was a "living doll" filling male fantasies of her creator or she was a woman empowered by her author struggling for many of the values of the women's culture that feminists today are trying to introduce into the mainstream. It also addresses research questions that focus on comic books and gender and empowerment at the decade of sexual liberation.Through Valentina case study the present paper is going to study an approach on the concept of woman in comics, and touch the border of female empowerment issue in contemporary world taking in consideration that her revolutionary strong and independent figure was born in a society where women have been frequently viewed as passive and represented as inferior to men and where questions of sexuality were considered taboo. Despite the fact that she angered some feminists by the way she was portrayed as an object of male gaze or a damsel in distress, there is nothing anti-feminist about Valentina. The aim here is to uncover feminist themes in the stories of Valentina and to explore what empowered her and made her a contemporary icon of style and symbol of liberated women
Analysis of the interplay of the Orai1 Ca2+ Ion channel and different Ca2+ sensing proteins
Author Valentina Hopl, MScDissertation Johannes Kepler Universität Linz 2024Arbeit nach Ablauf der Sperre auf den öffentlichen PCs in den Bibliotheken der JKU+Medizin abrufba
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