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L'isolato del convento di S. Maria sopra Minerva in Roma alla fine del Cinquecento
Dalla storia dei passaggi di proprietà e delle locazioni e dalla indagine sulla mobilità edilizia, restituita attraverso le cronache del tempo e la documentazione archivistica di riscontro, gli autori tentano di configurare in uno schema grafico occupazione del suolo e volumetrie dell'edificato nell'isolato dei domenicani della Minerva a Roma nel corso del Cinquecento
Santa Maria sopra Minerva. Notizie dal cantiere
Dopo cinque anni dall'ampia monografia dedicata alla Storia edilizia del complesso architettonico romano, gli autori ripropongoni i risultati delle loro ricerche in forma sintetica e con alcune novità, soprattutto sotto l'aspetto del corredo grafico, mediante il quale gli autori rappresentano con immediatezza visiva ,in questo volume, quanto ha rivelato la lettura diretta dell'edificio, condotta in parallelo con l'esame di tutte le scarse testimonianze scritte disponibili
Storia edilizia di S.Maria sopra Minerva in Roma, 1275-1870
Roma,Roma architettura,architettura medievale a Roma,chiesa di S. Maria sopra Minerva,convento di S. Maria sopra Minerva,architettura degli ordini mendicanti,tecniche costruttive medievali,restauri ottocenteschi,frati predicatori
Gli autori dello studio monografico sulla grande chiesa mendicante romana, scartando le facili suggestioni delle sintesi facili, hanno optato per la visione fenomenologica della ricerca, individuando nell'edificio della Minerva un soggetto storico, il quale, riportato nella concezione dell'opera artchitettonica quale oggetto concluso, deve essere indagato come evento diacronicamete unitario.
Assumendo come tema di studio un monumento ricco di valori storico-documentari, ma ormai povero di qualificanti soluzioni formali, viene scartata la pratica dello studio critico-visibilista, optando per una ricerca a cogliere l'essenziale concreto che produce un itinerario d'indagine fortemente articolato e risultati analitici molto dettagliati.
La chiesa è una grande struttura chiesastica ripetutamente rimaneggiata nei secoli e completamente trasformata nelle sue forme interne verso la metà dell'Ottocento, con le vecchie orditure occultate, salvo la zona delle coperture, da numerose modifiche e superfetazioni, che occorreva restrituire nelle sua forma originaria, datando le diverse fasi costruttive, distinguendo gli interventi dei singoli committenti, e ricostruendo le successive vicende relative a rifacimenti ed aggiunte.
Le fonti archivistiche antiche sono risultate scarse e talvolta inesistenti, circostanza che ha indotto ad indagare i Registri Notarili del XIV secolo.
L'analisi delle strutture, condotta sui muri del sottotetto, nelle zone poste sopra ai livelli delle volte attuali, ha fornito importanti indicazioni, decisive per la restituzione dell'organismo architettonico originario. Attraverso il rilevamento analitico di tutte le murature visibili, che mostrano l’uso di diversi tipi di struttura e di paramento, che presentano sensibili discontinuità nel loro apparecchio, gli autori hanno potuto dedurre con ogni attendibilità che le tre campate anteriori appartenenti al corpo delle navate, rappresentano una fase costruttiva distinta e posteriore al resto dell’edificio; non solo ma che anche fra la quinta e la sesta campata della nave maggiore è possibile registrare i segni di un arresto e di una ripresa dell’escuzione. Ma la conclusione più importante di questo lavoro di analisi , raggiunta mediante il rilievo metrico comparato degli antichi alloggiamenti delle capriate riguarda la forma primitiva e la collocazione iniziale della stessa copertura: le tre navi erano coperte da un tetto unico a vista, costituito da due sole grandi falde, interrotte da un lieve risalto in corrispondenza dei muri longitudinali interni, e di conseguenza la primitiva chiesa della Minerva si presentava come una chiesa ‘a sala’, con tre navi tendenzialmente della stessa altezza, quasi una Staffelkirche priva di volte, o se si vuole, una chiesa ‘a gradinature’.
In breve, la costruzione vera e propria dell’edificio distingue tre fasi: la edificazione del transetto, delle cappelle annesse sul lato orientale e forse della prima campata delle tre navate (1280 circa – 1° terzo del XIV secolo); esecuzione della seconda e terza campata (4° decennio XIV secolo); esecuzione delle ultime tre campate (5° decennio).
Le posteriori vicende edilizie sono più complesse, comprendono la progressiva costruzione delle cappelle e l’introduzione delle volte, e vengono illustrate con ogni particolarità nei vari capitoli del voluminoso studio
Derivatives of 1-(2-fluorobiphenyl-4-yl)-alkyl carboxylic acid for the therapy of transthyretin amyloidosis
Il Parco Accogliente. Fruibilità e Accessibilità delle Aree Naturali Protette del Lazio
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis
We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis
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