1,721,047 research outputs found
Recovery nelle malattie da fitoplasmi: induzione di resistenza da microrganismi e da elicitori naturali e di sintesi
Le malattie causate da fitoplasmi sono una fonte di preoccupazione sia per l’agricoltura sia per l’ambiente. Non è un caso che molte di queste fitopatie siano considerate malattie di pertinenza di legislazione ad hoc, in genere regolate da decreti di lotta obbligatoria, e che i patogeni ad esse associati vengano spesso indicati come patogeni da quarantena. Le misure di controllo nei confronti di queste malattie si basano essenzialmente sull’estirpo delle piante infette
ed il controllo del(i) vettore(i) mediante trattamenti insetticidi. Ad eccezione di alcuni antibiotici, il cui uso fitoiatrico, peraltro, non è ammesso in Italia , non si conoscono finora sostanze in grado di agire direttamente sul patogeno. Negli ultimi anni sono state sviluppate nuove strategie per il controllo delle fitoplasmosi delle specie di interesse agronomico, basate sul potenziamento delle difese
della pianta alcune di queste si basano sull’utilizzo di sostanze di origine biotica od abiotica (elicitori), in grado di attivare reazioni di difesa nella pianta; altre, si basano sull’utilizzo di microrganismi endofiti potenziali agenti di biocontrollo o induttori di resistenza(Romanazzi et al., 2009b). Gli endofiti sono funghi, batteri
e attinomiceti che espletano parte o tutto il loro ciclo vitale all’interno dei tessuti delle piante. Le ricerche finora condotte si sono rivolte soprattutto alle relazioni in cui il microrganismo endofita contribuisce al miglioramento della fitness della pianta
producendo metaboliti secondari, rendendola più resistente a stress abiotici e proteggendola da attacchi di nematodi, insetti predatori, funghi e batteri fitopatogeni (Lugtenberg and Kamilova, 2009). In particolare, gli endofiti sono in grado di ridurre e prevenire i danni provocati dai patogeni attraverso diversi meccanismi(van Loon, 2007): a) competizione per una nicchia ecologica o per un substrato;
b) produzione di inibitori allelochimici (antibiotici, enzimi litici, batteriocine);c) induzione di resistenza sistemica (ISR-‘Induced Systemic Resistance’).
Le indagini, finora volte a chiarire il fenomeno del recovery, sono state condottesu albicocco, melo e vite (Musetti et al., 2005; Bulgari et al., 2011; Musetti et al.,2007) suggerendo, un possibile coinvolgimento degli endofiti nel risanamento spontaneo. A questo proposito, recentemente è stato dimostrato che Epicoccum
nigrum Link è in grado di influenzare lo sviluppo dell’infezione del fitoplasma dello scopazzo del melo in Catharanthus roseus (Musetti et al., 2011). Risultato analogo è stato, inoltre, riscontrato nel Chrysanthemum carinatum infetto da fitoplasmi trattato con Pseudomonas putida (Gamalero et al., 2010). Nel caso della
vite, lo studio della comunità endofita ha evidenziato la presenza di Pantoea ag2 glomerans come batterio dominante (Bulgari et al., 2009). Alcuni ceppi di questo batterio sono impiegati come agenti di biocontrollo contro altre fitopatie, come il colpo di fuoco batterico. P. agglomerans, infatti, è in grado di produrre sostanze ad
attività anti-microbica, quali Pantocina A e B (Jin et al., 2003), attive nei confronti di Erwinia amylovora. Inoltre, tale batterio viene impiegato nel controllo postraccolta di Monilinia laxa e Rhizopus stolonifer, funghi che danneggiano albicocche e nettarine (Bonaterra et al., 2003). L’effetto di miglioramento della qualità dei frutti e della produttività delle piante, può essere il risultato non solo dell’attività
dei batteri endofiti, ma anche dell’utilizzo di sostanze di origine biotica od abiotica in grado di attivare reazioni di difesa nella pianta (elicitori). Numerose ricerche dimostrerebbero inoltre che questi composti posseggono interessanti caratteristiche dal punto di vista tossicologico ed ambientale, in quanto si degradano rapidamente
dopo la loro applicazione. Tali considerazioni suggeriscono che questi
induttori di resistenza potrebbero avere un interessante utilizzo nel controllo delle malattie da fitoplasmi che colpiscono..
How calcination affects the morphology and the catalytic activity of polymer supported Nickel
A nickel containing monomer, Ni(AAEMA)2 (AAEMA = deprotonated form of 2-(acetoacetoxy) ethyl methacrylate) was co-polymerized with ethyl methacrylate (co-monomer) and ethylene glycol dimethacrylate (cross-linker) [1]. The obtained polymer was a green methacrylic resin containing Ni(II) centers homogeneously dispersed in the catalyst, which resulted insoluble in all common organic solvents and in water. The material can be described as an amphiphilic resin, air and moisture stable, with the peculiarity to swell in halogenated solvents, acetone and water and to shrink in diethyl ether and petroleum ether. The polymer was calcined under reductive conditions (dihydrogen with initial pressure of 5 bar) following two procedures, differing from each other for the cooling conditions. In the first procedure the calcined material was cooled under dihydrogen gas, while in the second one the cooling step occurred under air. After calcination, the green Ni(II) based co-polymer turned into black resins, Ni-res1 (obtained with hydrogen cooling) and Ni-res2 ((obtained with air cooling). TEM analyses showed that both Ni-res1 and Ni-res2 supported Ni nanoparticles with different morphologies, being the metal nanoparticles onto Ni-res1 smaller than the ones dispersed in Ni-res2, that had an urchin-like shape. Both Ni based co-polymers were tested as catalysts in the reduction of nitrobenzene with NaBH4 [2]. Ni-res1 resulted more active and selective towards aniline, with respect to Ni-res2.
[1] M.M. Dell’Anna, G. Romanazzi, P. Mastrorilli, Curr. Org. Chem. 17 (2013) 1236
[2] A.M. Fiore, G. Romanazzi, M.M. Dell’Anna, M. Latronico, C. Leonelli, A. Rizzuti, M. Mali, P. Mastrorilli, Mol. Catal. 476 (2019) 11050
Distribution of verticillium wilt of olive in Apulia and preliminary data on the occurrence of Verticillium dahliae in the soil
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis
We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis
La lunga storia del bilancio dello stato. Dalla mera legittimazione della spesa alla programmazione economica nazionale, dall'aziendalizzazione alla programmazione europea.
L'esame sintetico dell'evoluzione dal bilancio pubblico come risposta alle istanze politiche, sociali ed economiche manifestate dai diversi periodi storici ha portato ad un impianto normativo caratterizzato da complessità e completezza.
Il sistema di bilancio pubblico ricalca il ciclo di programmazione strategica e operativa, così come il processo di controllo riflette, con opportuni aggiustamenti, i modelli già attuati nel mondo dell'impresa.
Inoltre il modello di bilancio adottato risponde alle sfide disposte dall'integrazione europea.
Nonostante il perfetto impianto normativo i risultati non possono dirsi adeguati e la trasposizione di modelli tipici dell'impresa continua a scontrarsi con le logiche di equilibrio politico che consentano l'adeguamento dell'apparato amministrativo alle innovazioni normative
- …
