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Il cinema «idea» di Eduardo
Eduardo nel cinema è stato attore, sceneggiatore, regista. Il saggio di Frezza ricostruisce la sua poliedrica attività cinematografica dagli anni trenta agli anni sessanta, anche in relazione/ opposizione con l'opera e la statura filmica del fratello Peppino; la particolare maniera di Eduardo di essere attore nel cinema diviene, in una riflessione dedicata proprio al modo d'essere attori sullo schermo da parte di Orson Welles, occasione privilegiata, estremamente illuminante, per chiarire le caratteristiche problematiche di un ruolo chiave della comunicazione filmica.In the cinema Eduardo was an actor, scriptwriter and director. The Frezza paper reconstructs his multifaceted cinematographic activities from the 30s to the 60s also in relation/opposition to the work and film stature of his brother Peppino. It also explores the particular way in which Eduardo is an actor in cinema becomes, in reflecting on what is an actor on the Orson Wells scale, a privileged occasion, extremely enlightening in terms of the problematic characteristics of a key role of film communication
Cinema. L'inquieto (affascinante) mutamento del moderno
Il saggio di Gino Frezza ricostruisce l'indagine sul cinema svolta da Alberto Abruzzese nel suo libro edito nel 1973, "Forme estetiche e società di massa". A distanza di 50 anni dalla pubblicazione di quell'importante testo fondativo della sociologia dei media in Italia, Frezza esamina le linee interpretative dello spazio socio-culturale occupato dal cinema all'interno dell'analisi svolta da Abruzzese sul complesso processo di costituzione delle culture spettacolari della società moderna di fine Ottocento e prima metà del Novecento. La ricostruzione di Frezza considera infine ciò che l'analisi di Abruzzese ha anticipato o non poteva prevedere circa le trasformazioni avvenute nel passaggio dalle culture del moderno a quelle della società postmoderna di Fine XX secolo e della società digitale contemporanea
La donna fantasma : immagini del petrarchismo filmico
Anche se la forza e la vastità delle influenze petrarchesche nel cinema debbono talvolta essere cercate e trovate con la pazienza certosina dell'entomologo o dello studioso di metafore, Gino Frezza rintraccia significative e ineludibili presenze delle figure poetiche petrarchesche nella tradizione filmica del cinema classico e in quello moderno e contemporaneo. Il rapporto fra l'opera di Petrarca e il cinema si rivela, seppure in filigrana, nella cruciale, enigmatica, valenza di un crocevia culturale non secondario, ricorrente, denso di sorprese. Prima Frezza ripercorre come Petrarca, nelle rime del Canzoniere, trama la difficile, complessa, interfaccia fra rima e immagine, dimensione della scrittura e configurazione visiva, e come, per tale interfaccia, si imponga la figura della Donna nei termini di una immagine ad alto coefficiente fantasmatico. Poi l'autore illustra la permanenza dei temi poetici del Petrarca in un ambito di produzioni filmiche appartenenti ad autori ed epoche del Novecento che, con l'opera del poeta italiano, non hanno rapporti espliciti né affiliazioni o vicinanze metaforiche. Ecco dunque la «donna fantasma» petrarchesca trasformarsi nelle fisionomie filmiche della donna-quadro e della donna-specchio, della donna-statua, della donna-ricordo e, infine, della donna-idea. L'analisi delle influenze petrarchesche nel cinema si conclude ascrivendo al poeta italiano trecentesco l'origine più lucidamente consapevole di una teoria delle lacrime, che non a caso e molto spesso coprono d'improvviso gli occhi degli spettatori di cinema. Le lacrime spettatoriali -una esperienza insieme fisica e lirica, manifesta e intima- corrispondono alle lagrime petrarchesche, a fronte della vanità terrena dei mortali.The strength and magnitude of Petrarch's influence on cinema must sometimes be sought out with the Carthusian patience of the entomologist or like the study of metaphors. Nevertheless, Gino Frezza retraces the significant and unavoidable presence of Petrarchan poetic figures in the film tradition of both classic and modern, contemporary cinema. The connection between the work of Petrarch and the cinema is revealed, though delicately, in the crucial, enigmatic strength of an early, recurrent cultural crossroads, thick with surprise. Like Petrarch, Frezza first retraces the rhymes of the Canzoniere, plotting the difficult, complex interface between rhyme and image, the dimensions of writing and visual configuration, and how, for such interface, the figure of the Woman was imposed as a highly ghost representation. The author then illustrates the continuity of Petrarch's poetic themes in a film production environment pertinent to authors and periods from the 10th Century which, with the work of the Italian poet, bore no explicit relation nor metaphoric affiliation or similarity. It was here, therefore, that the Petrarchan «ghost woman» was transformed into the cinematic physiognomies of the portrait-woman, mirror-woman, statue-woman, memory-woman and, finally, the idea-woman. The analysis of Petrarchan influences on cinema is concluded by crediting the 4th Century Italian poet with the most lucidly conscious origin of a theory of tears, which very often, and not unintentionally, covers the eyes of cinema audiences. Spectator tears -an experience both physical and lyrical, open yet intimate- are significant of Petrarchan tears, relating to the earthly pride of mortals
CÓMICS, ALMAS DE LO VISIBLE
De la lectura del texto de Frezza, los cómics se perfilan como un medio con extraordinaria capacidad evocativa.
Fértil laboratorio visual del presente, los cómics mantienen un diálogo incansable con los otros medios, audiovisuales y no, junto a los que contribuyen
a la nutrición y a la reelaboración del imaginario del siglo XX. En concreto, Gino Frezza analiza buena parte de la producción de cómics del siglo XX, ampliamente citada en cada capítulo como apoyo a las varias hipótesis interpretativas. Por lo tanto, el lector puede perderse en las infinitas y minuciosas
formas en las que el cómic -medio y arte- se ha representado durante la historia del siglo XX: los pioneros como McCay y Feininger, los iconos de la tradición estadounidense (Mickey Mouse, Dick Tracy de Gould, Rip Kirby y Flash Gordon de Alex Raymond, Steve Canyon y Terry y los piratas de Milton Caniff), los superhéroes (Superman, Spiderman, Batman), el cómic de autor italiano (Hugo Pratt, Vittorio Giardino, Attilio Micheluzzi, Andrea Pazienza, Dino Battaglia, Jacovitti, Magnus) e internacional (Alan Moore, Art Spiegelman, Frank Miller), hasta las series populares (Tex, Diabolik, Kriminal, Zagor, Ken Parker, Martin Mystère, Magico Vento, Dylan Dog, Napoleone, Julia). Esta gran cantidad de formas, figuras, símbolos, iconos y mitos del presente alimenta la imaginación del aficionado, fuertemente apremiado a ampliar la experiencia de la lectura yendo a buscar las fuentes originales sobre las que Frezza realiza el análisis
Immaginari sociali e partecipazione politica
Il saggio di Frezza indaga come l'immaginario depositato in narrazioni audiovisive riflette e rielabora i temi della partecipazione politica attorno alle questioni del governo e del potere (libertà, democrazia, lotta alla violenza, questioni climatiche ecc.)
Campi transmediali. Fra rimediazione e innovazione
In cosa consiste la transmedialità? Il saggio di Frezza chiarisce alcuni presupposti teorici e storici degli attuali campi transmediali della comunicazione, con particolare riferimento al cinema, alla televisione e ai media digitali. Ne derivano alcune conseguenze sul piano della ricerca teorica e storica sui media, e una comprensione attenta dei nodi culturali tessuti fra rimediazione e innovazione
RADIOGRAFIE DEL CINEMA. Fra Tempo e Società
Cosa si deve intendere per "radiografie del cinema"? Il Libro di Frezza prefigura una qualità dello sguardo investigativo sul cinema in grado di trapassare la superficie delle forme audiovisive, facendo trasparire le connessioni e i sensi del cinema forse meno visibili ma più radicalmente scolpiti in modo da farne risaltare l'incidenza culturale e sociale. Dalle questioni del rapporto fra cinema, "spirito del tempo" e pubblici, alle narrazioni filmiche dedicate ai processi migratori (italiani e non), dal ruolo giocato dal 'rischio' nella produzione e nel consumo dei film, ai temi dell'immaginario italiano (con un'analisi sullo spazio del ristorante, del mangiare e della cucina in rapporto all'identità culturale) e a quelli delle narrazioni transmediali, il libro di Frezza articola e sviluppa vari nodi, critici e teorici, di una socio-mediologia in grado di interpretare secondo nuove prospettive il ruolo del cinema nell'epoca dei media digitali
L'immagine filmica del cibo, fra materialità e immaterialità
Il saggio di Gino FREZZA descrive e interpreta alcune fenomenologie significative della rappresentazione del cibo nel cinema, la rilevanza del tema dal punto di vista delle azioni socio-culturali dei protagonisti in una serie molto vasta di opere filmiche, il nesso fra culture del cibo e forme della rappresentazione cinematografica
Post-umanità di viventi e zombi
Il saggio di Gino Frezza indaga la post-umanità di viventi e di zombi nella serie tv "The Walking Dead", prendendo in esame le caratteristiche del corpo e del volto degli zombi nella delineazione del relativo immaginario filmico e televisivo, l'alterità degli zombi rispetto ai viventi umani, il rapporto fra il tema della endoapocalisse e la collocazione di questa serie televisiva nell'ambito del post-immaginario contemporaneo
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