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Advanced technology, new spatial dynamic and urban competition: a procedure for evaluating of the italian districts’ competitive potential
The global change of economy and production determined by the impact of advanced communication technology are re-launching the role of cities and regions from local to global scale. Global competition among cities induces new spatial dynamic, modifying the traditional territorial hierarchies and concentrating the management of economic, technological and cultural relationships in a few metropolitan areas.
Starting from this assumption, this paper gives a contribution for setting up strategies targeted to the promotion of competitive take-off of Italian districts –considered as the most suitable reference unit for this work– closely connected to the strategic resources of each district.
In order to pursue this aim, the research work has a twofold goal:
- to identify the strategic resources enabling regions to gain a competitive advantage at different territorial levels (international, national, local);
- to evaluate the Italian districts’ competitive potential in the international, national and local context.
The research work deals with the problem of the international competition among cities with a focus on the territorial aspect of the competition. Therefore, in order to set up a procedure for determining the competitive potential of the Italian districts, we consider apart from variables related to economy and production, also variables related to infrastructure equipment, settlement’s quality, human resources, etc.
The main finding of the research work is a subdivision of the 95 Italian “districts” into five classes, according to their present or potential role in the global, national or local competition
[Treatment of acute pancreatitis with glucagon].
Personal experience in the treatment of acute pancreatitis with glucagon is reported. Results are highly satisfactory and encouraging in oedematous, interstitial and circumscribed steatonecrotic forms, disappointing where the disease has caused extensive damage to the gland
Dynamis, the Object of a Philosophical Medicine: An Epistemological Analysis of the Treatise On Ancient Medicine
In this study, we propose to analyze the concept of dynamis in the treatise On Ancient Medicine that is part of the Corpus Hippocraticum. We will study it inasmuch as it constitutes a core concept on which a particular epistemological relationship between philosophy and medicine is resolved. There is an extensive hermeneutical tradition that presents this writing as the birth of a scientific medicine detached from all kinds of philosophical reflection. For the author of the letter would seem to behave like an empiricist who seeks as a doctor to get radically rid of philosophy or, at least, that ancient medicine that founds his medical practice in the philosophical theory of the elements. However, despite the partial success of this interpretive tradition, we believe that it runs the risk of offering a fragmentary and incomplete reading of the new epistemological statute that the author seeks to assign to medicine. In our opinion, the author, far from trying to expel the philosophy of practice and medical research, integrates it into a new model of scientific explanation.Fil: Gargiulo, María Teresa. Consejo Nacional de Investigaciones Científicas y Técnicas. Centro Científico Tecnológico Conicet - Mendoza; Argentina. Universidad Nacional de Cuyo. Facultad de Filosofía y Letras. Centro de Estudios de Filosofía, Ciencia y Epistemología; Argentin
Nuove tecnologie, comportamenti individuali e stili di vita: il ruolo delle comunità locali nella realizzazione della smart city
Questo contributo vuole essere, allo stesso tempo, un approfondimento scientifico e uno stimolo culturale orientati ad integrare due aspetti che la comunità scientifica impegnata nella soluzione dei problemi della città del futuro ritiene fondamentali nella definizione di metodi, tecniche e strumenti per il governo delle trasformazioni territoriali: le esigenze di recupero e di riorganizzazione delle città e le aspirazioni delle comunità locali.
Negli ultimi anni una parte consistente degli studi sul futuro delle città sono stati raccolti in un “aforisma” che ha fatto molta presa ma che non sempre fa riferimento ad un unico approccio e ad un significato condiviso: la Smart City. Rudolf Giffinger in un articolo molto citato del 2007, per primo, ha individuato nella Smart City sei dimensioni principali (economy, people, governance, mobility, environment e living), mettendo in evidenza il ruolo fondamentale che le comunità locali e gli stili di vita sono chiamati a svolgere come “fattori determinanti” nella realizzazione della Smart City.
Un primo tentativo nella direzione della integrazione tra paradigmi scientifici così apparentemente diversi è stato condotto all’interno del progetto di ricerca SEM (Smart Energy Master), finanziato con fondi PON e sviluppato dal Laboratorio Territorio Mobilità e Ambiente (TeMALab) del Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile e Ambientale (DICEA) della Università Federico II di Napoli.
Tra i risultati del Progetto SEM si richiama in questa sede il lavoro svolto nella messa a punto e nella redazione delle Linee Guida “Stili di vita e riduzione dei consumi energetici” rivolte alla promozione di comportamenti e stili di vita orientati appunto all’efficientamento energetico in ambito urbano (Gargiulo e Natale, 2015).
Obiettivo del presente lavoro è, in primo luogo, contribuire alla costruzione di una cornice metodologica transdisciplinare all’interno della quale sviluppare future riflessioni e percorsi di elaborazione tecnico-scientifica funzionali alla lettura e alla interpretazione dei fenomeni di natura sociale che possono favorire il cammino verso la Smart City, contribuendo al dibattito inerente, tra l’altro, alla sostenibilità ambientale delle attività umane sul nostro pianeta
Per le Occasioni: una lettera inedita di Montale ad Alfredo Gargiulo
Si pubblica una lettera inedita di Eugenio Montale ad Alfredo Gargiulo del 6 aprile 1940. Si tratta della prima testimonianza di spiegazione delle Occasioni da parte dell'autore. La lettera è una risposta alle critiche di Gargiulo pubblicate sulla Nuova Antologia.Editon and commentary of an unpublished letter by Eugenio Montale to Alfredo Gargiulo (April 6, 1940) in which it is contained the first explanation by the author about the way Le occasioni have to be read
Integrazione o esclusione? I meccanismi di selezione degli immigrati tra livello statale e livello locale
Negli ultimi anni, l’integrazione dei non cittadini è diventata un tema
centrale nell’ambito delle politiche migratorie italiane. L’introduzione
dell’Accordo di integrazione, a riguardo, costituisce uno spartiacque fondamentale,
sancendo il passaggio da una fase in cui le misure di inclusione
erano considerate un diritto per gli immigrati - almeno per quelli in regola
con il titolo di soggiorno -, a una fase in cui quelle stesse misure diventano
un dovere per i nuovi arrivati. L’Accordo, infatti, è una sorta di “contratto”
1 tra lo straniero e lo Stato che si articola per crediti e vincola obbligatoriamente
il sottoscrivente al soddisfacimento di alcuni requisiti, pena la revoca
del permesso di soggiorno.
Nello stesso periodo in cui si andava articolando il dibattito politico che
ha portato poi all’istituzione dell’Accordo, numerosi sindaci - di Comuni
situati prevalentemente nel nord Italia - hanno messo in atto specifiche e
variegate strategie di esclusione nei confronti dei non cittadini, guadagnando
visibilità tanto a livello istituzionale quanto a livello mediatico. Tra strategie figurano alcune iniziative - che hanno assunto spesso la veste
giuridica dell’ordinanza sindacale - finalizzate a restringere i criteri per
l’iscrizione anagrafica. La scelta di fare ricorso a strategie del genere è stata
quasi sempre motivata dagli amministratori locali adducendo come pretesto
la necessità di tutelare la sicurezza della popolazione comunale, minacciata
da una presunta emergenza migratoria.
L’Accordo di integrazione e le iniziative finalizzate all’esclusione dalla
residenza, sebbene siano “oggetti” differenti e operino a livelli di governo
diversi (statale in un caso, locale nell’altro), condividono, come si cercherà
di mostrare nelle prossime pagine, la medesima natura, consentendo di operare
una selezione all’interno della popolazione migrante. Per questa ragione,
tanto il primo quanto le seconde si configurano come meccanismi
selettivi: possono essere azionati da soggetti che occupano determinate posizioni
politiche e amministrative per ottenere specifici effetti di regolazione
sociale.
L’articolo qui proposto, dunque, muovendo da una prospettiva sociologica,
2 intende analizzare i due differenti meccanismi giuridico-istituzionali
sopra menzionati, illustrandone il funzionamento, svelandone gli obiettivi
(dichiarati e nascosti) e mostrandone gli effetti (potenziali e, in alcuni casi,
reali).3 Allo scopo di rendere possibile tale analisi, l’attenzione verrà posta
sui meccanismi e sulle loro caratteristiche più che sulle differenze tecniche
tra i diversi strumenti giuridici che li compongono. Di conseguenza, “oggetti”
piuttosto eterogenei da un punto di vista strettamente formale - ad
esempio, regolamenti attuativi, circolari ministeriali, ordinanze comunali e
prassi amministrative - saranno accomunati in virtù del fatto che contribuiscono
a realizzare, con modalità affini da un punto di vista sostanziale, obiettivi
fortemente congruenti.
I meccanismi qui analizzati, infatti, introducono requisiti molto rigidi nei
confronti dei non cittadini allo scopo di ostacolarne il soggiorno nel territorio italiano e di negare loro l’accesso a numerosi diritti. A questo scopo,
essi si avvalgono di argomentazioni di ordine socio-culturale - relative cioè
alle (presunte) caratteristiche attitudinali e comportamentali delle categorie
di soggetti a cui sono riferite - e socio-economico in buona parte analoghe.
Da questo punto di vista, tali meccanismi evidenziano al loro interno la
presenza di una relazione molto stretta tra il potere di compiere certe azioni,
facendo anche ricorso a determinate misure, e i saperi (in materia di integrazione
così come di dinamiche migratorie e di sicurezza urbana) chiamati
in causa per giustificare tali azioni e tali misure. I meccanismi selettivi
oggetto di attenzione in questo contributo, dunque, assomigliano molto ai
dispositivi4 descritti da Foucault: rivestono una funzione strategica nel governare
determinati fenomeni disponendoli in un certo ordine e classificandoli in
una maniera ritenuta legittima
“Ben ordinata, sicura, possibilmente omogenea”: visioni della comunità locale in alcuni piccoli e medi comuni italiani
Obiettivo del contributo, che muove da un percorso di ricerca incentrato sui meccanismi di esclusione dalla residenza a livello locale ma che allarga lo sguardo a dispositivi relativi ad altri ambiti tematici, è indagare il ruolo dei piccoli e medi comuni nella gestione dei processi migratori focalizzando l’attenzione sulle rappresentazioni della comunità locale che emergono dai discorsi, dalle politiche e dalle pratiche amministrative di un insieme di governi locali, localizzabili prevalentemente nel nord-Italia. A questo proposito, si farà ricorso a un materiale di ricerca piuttosto variegato, ricavato attraverso strategie di indagine diversificate: analisi di discorsi politici, analisi documentale, interviste e colloqui telefonici, dati rilevati a livello comunale
Per un profilo dell'anonimo autore dell'Athenaion Politeia pseudo-senofontea
This paper examines and discusses a number of relevant passages of the Pseudo-Xenophontic Constitution of the Athenians in order to outline a profile of its author that turns out to be slightly different from the one usually envisaged by scholars. In all likehood this person was an Athenian citizen and a shipowner, who was not so opposed to Athen's seapower as much as he was hostile to Athenian democracy. Especially important is Athenaion Politeia III 12-13 because, when he states that the atimoi in Athens are few, he is tacitly admitting that the democratic government is not guilty of wickedly abusing the political instrument of atimia against oligarchs, and this is as well an argument in favour of a not too late date of composition
The Impacts of the 2008-09 Financial Crisis on Urban Competitiveness in Italy
The financial crisis of 2008-09 that has spread from the U.S. to the whole world, initiated with the bankruptcy of Lehman Brothers bank, has affected a wide range of territories, from large metropolitan areas to small urban centers in industrialized Western nations. Now it is generally acknowledged that countries, regions and cities compete against each other to attract businesses, talents and skills (Camagni 2002). Thus, urban competitiveness can offer an interesting perspective to interpret the effects of the crisis. In this context, given that Italy has been suffering considerable financial and social difficulties since 2009, the paper1 aims to understand if the economic breakdown has affected the level of urban competitiveness in Italy by investigating how the competitiveness of Italian provinces has changed in the last two decades comparing the 2011 scenario ??? based on 1991-2001 trend ??? with the 2011 available data. Initial results of the analysis show that territories have responded differently to the strong economic recession: the economic and social systems of a large number of provinces have experienced a worsening of their competitiveness, some have been able to endure the consequences of the crisis preserving their level of competitiveness, while others have reacted succeeding in increasing it
Measuring the effects of the 2008-09 financial crisis on the competitiveness of italian provinces
In an era of globalization, as countries and cities compete with each other to attract investments, talents and skills, the issue of territorial competitiveness has attracted the attention of urban planners and decision makers. At the same time, a new urban paradigm, that of the smart city, has come to the forefront of the global interest, wishing to promote a different approach in urban studies. In a previous work, presented at the INPUT International Conference, we investigated the relationship between smartness and competitiveness, identifying common characteristics and differences; instead, in this paper, we have taken the aforementioned analysis a step further using a multivariate statistical method to develop a synthetic Index to measure the success of a territorial system and build a ranking. Furthermore, given that the financial crisis started in 2008-09 has negatively affected a great variety of territories in industrialized Western countries, we have investigated how the recession has affected Italian provinces, which can be considered amongst those most hit in Europe and which are still suffering for it. Initial results of the analysis show that Italian territories have responded differently to the strong financial breakdown: the economic and social systems of a large number of provinces have experienced a worsening of their attractiveness, some have been able to endure the consequences of the crisis preserving their positions, while others have reacted succeeding in improving their condition with respect to the others. Mapping these findings, the North-South divide emerges significantly: Northern territories
have suffered a more considerable decline than Southern
ones. This result depends mainly on the different socio-economic structures of the Italian provinces: a great number of North provinces, where most of the small and medium firms are concentrated, experienced the strongest effects due to the dramatic event started in 2008-09, while the Southern part of the country, with a weak productive system supported in large part by public investments, has endured better. These different responses to the crisis depend on the strengths and weaknesses of territories and provide useful information for decision makers in order to develop specific strategies and actions that different territories can implement to improve their own success
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