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    Conferenza di Francesco Dal Co, professore di Storia dell'Architettura IUAV di Venezia e direttore della rivista Casabella.

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    Conferenza/Architettura di Francesco Dal Co su: Le Corbusier mercoledì 30 marzo 2016, ore 15.00 aula Magna - Facoltà di Architettura" Sapienza" presso l'aula magna di Valle Giulia, Francesco Dal Co, professore di Storia dell'Architettura IUAV di Venezia e direttore della rivista Casabella, ha tenuto una conferenza sulla figura di Le Corbusier. L'incontro, che si inserisce all'interno di una serie di iniziative avviate dalla Sapienza per celebrare i 50 anni dalla morte del Maestro del XX secolo, è stato introdotto dai saluti di Renato Masiani, Prorettore Vicario della Sapienza ; da Anna Maria Giovenale, Preside della facoltà di Architettura e da Francesco Paolo Fiore, Direttore del Dipartimento di Storia, disegno e restauro dell'architettura

    MAST. A BORDER BUILDING

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    Il volume, edito in italiano e in inglese, è una monografia curata d Claudia Conforti e Francesco Dal Co, su MAST, edificio progettato e realizzato da Maria Cluadia Clemente e Francesco Isidori_Labics

    M9. A new museum for a new city.

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    catalogo della mostra M9. A new museum for a New City. International Architectural Competition. Evento collaterale della 12. Mostra Internazionale di Architettura

    Francesco Dal Co: por una arquitectura sin ismos

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    El arquitecto e historiador Italiano Francesco Dal Co es uno de los teóricos de la arquitectura más importantes de la actualidad. Director, desde 1996, de la mítica revista Casabella, que lleva más de setenta y cinco años tomando el pulso a la arquitectura mundial desde Milán, es también catedrático de Historia de la Arquitectura en el Instituto Universitario de Arquitectura de Venecia. El pasado octubre inauguró con una ponencia sobre el Museo Guggenheim de New York el curso Arquitectura y ciudad: la tradición moderna, entre la continuidad y la ruptura celerando en el CBA bajo la dirección del arquitecto Antón Capitel

    Souto de Moura: RICORDI, OPERE, PROGETTI

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    520 pagine, più di 1200 illustrazioni per raccontare e documentare il lavoro di uno dei più celebri e originali architetti contemporanei. Le costruzioni di Souto de Moura tendono al rigore ma non alla severità; gli allettamenti delle mode sono loro estranei e lo stesso vale per il frivolo; all’origine del suo lavoro vi è una cultura curiosa. Come gli architetti davvero colti anche del passato, lavora nella consapevolezza che l’architettura, come ogni téchne, può arrogarsi il compito di intervenire nella realtà della vita, di trasformare il nostro mondo e quello che il tempo ci ha consegnato, solo se il primo scopo che persegue è conoscere i suoi limiti costitutivi. Questo libro è il più esaustivo strumento di cui possono disporre quanti desiderosi di conoscere l’opera di Souto de Moura ed è stato realizzato dopo l’apertura al pubblico e agli studiosi dell’intero archivio dell'architetto, ora depositato alla Casa da Arquitectura di Porto. Per questa ragione gran parte del vasto apparato illustrativo è inedito

    Mostre e concorsi. La 5. Biennale Architettura di Francesco Dal Co, 1988-1991

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    Il volume Fare mostre. Italia, 1920-2020: colpi di scena e messinscena (curato dal sottoscritto e Marko Pogacnik), nel quale è pubblicato il mio contributo Mostre e concorsi. La 5. Biennale Architettura di Francesco Dal Co, 1988-1991, fa parte della collana: Quaderni della ricerca del Dipartimento di Eccellenza: Dipartimento di Culture del progetto, Università Iuav di Venezia, Infrastruttura di Ricerca. Integral Design Environment – IR.IDE, Centro Editoria – Publishing Actions and Research Development – PARD. Responsabile scientifico IR.IDE: Laura Fregolent. Comitato scientifico PARD: Sara Marini (responsabile dello sviluppo del progetto), Angela Mengoni, Gundula Rakowitz, Annalisa Sacchi. Comitato scientifico della collana Quaderni della ricerca: Maria Antonia Barucco, Fiorella Bulegato, Giuseppe D’Acunto, Martino Doimo, Mario Lupano, Carlo Magnani, Carmelo Marabello, Anna Marson, Marko Pogacnik, Gundula Rakowitz, Alessandra Vaccari, Margherita Vanore. --- Abstract contributo Martino Doimo, Mostre e concorsi. La 5. Biennale Architettura di Francesco Dal Co, 1988-1991: La Quinta Mostra Internazionale di Architettura de La Biennale di Venezia del 1991, diretta da Francesco Dal Co, è l’esito conclusivo della sua direzione del Settore Architettura de La Biennale nel quadriennio 1988-91. Fin dall’inizio del suo incarico, la direzione Dal Co è in primo luogo caratterizzata dalla scelta di ritornare a considerare la Biennale Architettura quale occasione per promuovere la sperimentazione progettuale su una serie di aree critiche veneziane, attraverso lo strumento dei concorsi. I tre concorsi banditi nell’ambito della V Biennale Architettura – che giungono a conclusione rispettivamente nel 1988, 1990 e 1991 – sono pensati per luoghi concreti al fine di giungere alla realizzazione dei progetti premiati, in occasione del centenario de La Biennale di Venezia del 1995. Purtroppo tuttavia per nessuno dei tre concorsi banditi nell’ambito della V Biennale Architettura si giunge alla effettiva realizzazione del progetto vincitore: di Francesco Cellini, per il Concorso Nazionale di progettazione a inviti per la ristrutturazione del Padiglione Italia ai Giardini della Biennale di Venezia; di Rafael Moneo, per il Concorso Internazionale di progettazione a inviti per il nuovo Palazzo del Cinema al Lido di Venezia; di Jeremy Dixon ed Edward Jones, per il Concorso Internazionale “Una Porta per Venezia”, per la ristrutturazione dell’area di Piazzale Roma. Oltre a bandire una serie di concorsi, la V Mostra di Dal Co si propone la costruzione di nuove architetture per La Biennale, permanenti o effimere, che vengono in parte realizzate in occasione della mostra del 1991: la prima opera realizzata è il Padiglione del libro Electa, su progetto di James Stirling, Michael Wilford and Associates, con Tom Muirhead; la seconda opera è propriamente una scultura, apparentemente effimera, che rappresenta un “aliante” ligneo, realizzata su progetto di Massimo Scolari e posta a contrassegnare l’ingresso alla sede delle Corderie per la V Biennale (poi trasferita alla sede IUAV del Cotonificio); la costruzione di un’ulteriore architettura, tra effimero e permanente, è inizialmente prevista per la V Biennale Architettura ma essa non viene realizzata per problemi economici: si tratta della “Porta” per l’ingresso principale alla mostra ai Giardini di Castello, progettata da Aldo Rossi. Le sezioni principali della mostra della V Biennale Architettura sono ospitate ai Giardini: la sezione italiana “Quaranta architetti per gli anni ‘90” al Padiglione Italia, le partecipazioni internazionali nei Padiglioni nazionali dei singoli Paesi stranieri de La Biennale Arte (per la prima volta coinvolti in una Biennale Architettura). Un’altra sezione innovativa della V Mostra del 1991 è ospitata alle Corderie dell’Arsenale: si tratta di “Venice Prize”, ampia occasione di confronto accademico, che vede la partecipazione di quarantatré tra le più importanti scuole di architettura del mondo. Va sottolineato che Dal Co è il primo storico dell’architettura, studioso e critico – non impegnato operativamente come architetto, né quale protagonista e/o promotore di specifiche “tendenze” architettoniche – cui viene affidata la direzione di una Biennale Architettura. La Biennale diretta da Dal Co mostra una evidente maggiore distanza critica rispetto ai senz’altro autorevoli e brillanti precedenti: un nuovo atteggiamento, in un certo senso più asettico, meno direttamente coinvolto nel fare architettura o nel discorso teorico sull’architettura e la città sviluppato dagli architetti, inevitabilmente con finalità operative. In questo quadro, si capisce come nella V Mostra diretta da Dal Co manchi programmaticamente un indirizzo tematico centrale, fissato dal curatore, scelta resa evidente dal fatto che si tratta dell’unica edizione della Biennale Architettura a non avere alcun titolo o sottotitolo, a non essere identificata da una serie di parole chiave tematico/programmatiche, riconoscibili quale slogan della mostra. La Mostra del 1991 espone una selezione qualitativa accurata, quanto poco tendenziosa-ideologica, al fine di presentare in modo ordinato e articolato una vasta rassegna dell’architettura che si sta elaborando e discutendo in quegli anni nella professione, nelle Università, nelle occasioni di incontro ed esposizione a livello internazionale, introducendo alcuni nuovi protagonisti degli anni Novanta e successivi, italiani e stranieri

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Variations on the Author

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    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship

    Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis

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    We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis
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