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    HOUSE AND SITE. Rudofsky.Lewerentz.Zanuso.Sert.Rainer, with a foreword by Francesco Cellini

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    Il libro, curato da Eleonora Mantese e introdotto da Francesco Cellini, focalizza l'attenzione sul tema della casa isolata in rapporto al valore del luogo negli esempi di architetti che progettano la casa pensando alla città e al paesaggio. Il racconto percorre l'opera di Wright, Neutra, Le Corbusier e guarda in profondità alcune case di Rudofsky, Zanuso, lewerentz, Sert, Rainer. Contributi di Eleonora Mantese, Francesco cellini, Andrea Calgarotto, Cristiana Eusepi, Ugo Rossi, Carlotta Torricelli, Gundula Rakowit

    Fuera de Roma

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    Il contributo, scritto con Francesco Cellini illustra esperienze didattiche progettuali in aree archeologiche italiane e all'estero

    Francesco Cellini - Funzione struttura forma

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    Francesco Cellini interviene silenziosamente nella struttura del paesaggio umbro con un manufatto che affiora dalle pendici di una collina sulla riva del Lago di Corbara. La struttura ogivale della sezione evoca l’immagine di uno scafo rovesciato o di una capanna arcaica, un piccolo frammento utilizzato come ricovero per le imbarcazioni che integra idealmente funzione, struttura e forma

    Un architetto conservatore ma non misoneista (Francesco Cellini)

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    Profilo biografico e artistico dell'architetto romano Francesco Cellini, a commento dialettico della sua autobiografi

    La formazione degli architetti romani negli anni Sessanta. Un'etica razionale. Intervista a Francesco Cellini

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    L'intervista a Francesco Cellini inquadra il periodo degli anni Sessanta nella cultura architettonica romana

    Francesco Cellini in mostra

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    L’articolo è una riflessione sulla mostra, curata da Maya Segarra-Lagunes, presenta un ricco repertorio iconografico di molti lavori di Francesco Cellini – moltissimi progettati con Nicoletta Cosentino, sua moglie e compagna di studio –elaborati nell’arco di cinquant’anni, comprensivi di alcuni progetti fatti da studente. Accanto a ogni progetto un book che raccoglie in formato agibile riproduzioni di disegni, tavole e relazione di progetto, per facilitare e completare le informazioni. Cellini fa parte ancora di quella generazione di architetti generalisti che si cimentavano in progetti a tutte le scale e che erano definiti “dal cucchiaio alla città”. Modelli tridimensionali, schizzi, tavole definitive disegnate a inchiostro di china, prospettive a colori (acquarello, pastello e perfino una più rara tempera), studi preparatori e proiezioni: tutti strumenti e disegni del progetto di architettura

    Allestimento della mostra permanente: Il Colosseo si racconta. Progettisti: Francesco Cellini, Maria Margarita Segarra Lagunes. Collaboratori: Giuseppe Ferrarella, Laura Pujia

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    La conoscenza, l’interpretazione delle tracce del nostro passato, la loro conservazione e infine la trasmissione di quel che ne abbiamo appreso (cioè, in senso alto, la divulgazione) sono attività imperative e inseparabili; non sono tuttavia, come tutte le cose umane, per nulla ‘pure’. Ogni acquisizione, quando anche si autodefinisca scientifica, è incerta, parziale, faziosa, egoistica e provvisoria; tanto più, quando il campo è quello dell’archeologia. Qui, in ogni caso, ci si trova costretti ad agire su materie ingombranti, lasciate da millenarie interazioni degli uomini coll’ambiente, e quindi a sporcarsi le mani: ogni scavo sacrifica qualcosa, ogni restauro altera in parte l’originalità, ogni ricostruzione o esposizione mistifica o inganna il visitatore ed anche, spesso, lo annoia. E poi le estesissime stratificazioni antiche, quelle giacenti nei sottosuoli o nel vivo dei tessuti edilizi urbani, non ammettono regole certe, tanto meno quelle, ormai rituali, che li vorrebbero far diventare musei o parchi turistici. Chiedono però di essere conosciute, di trovar senso nella percezione di tutti, e di essere appropriatamente usate: cioè re-inventate (rinvenute, riscoperte, rivissute) con sensibilità e rispetto e cura. Qualità poetiche, non soltanto scientifiche, anzi a-metodiche, non dogmatiche e ancora una volta ‘impure’, che appartengono al progetto di architettura, quando esso sia esercitato nella sua forma più seria e responsabile. (dall’Introduzione di Francesco Cellini

    Roma barocca. Studi in onore di Paolo Portoghesi

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    Il convegno internazionale di studi "Roma barocca. Studi in onore di Paolo Portoghesi", è stato promosso dall'Accademia nazionale di San Luca e sotto l'Alto patronato del Presidente della Repubblica Italiana. Ed è stato curato da Giuseppe Bonaccorso e Francesco Cellini. Con la collaborazione di Laura Bertolaccini

    Francesco Cellini. Strumenti e tecniche del progetto di architettura

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    Il saggio, partendo dall’occasione di una recente mostra antologica su Francesco Cellini, descrive gli strumenti e le tecniche dell’architetto romano mettendo in risalto il suo modo di progettare e quindi i principi teorici e le loro applicazioni in diversi contesti, nazionali e internazionali. Sono inoltre analizzati i caratteri riconoscibili della sua sintassi con la conseguente costruzione di un linguaggio architettonico semplice che di volta in volta è chiamato a dare risposta alle sfide del progetto di architettura
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