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Pediatric Inflammatory Multisystem Syndrome Temporally Related With SARS-CoV-2: Immunological Similarities With Acute Rheumatic Fever and Toxic Shock Syndrome
Several studies demonstrated that COVID-19 in children is a relatively mild disease. However, recently a more serious condition characterized by systemic inflammation with clinical or microbiological evidence of exposure to SARS-CoV-2 has been described. This syndrome is now known as either "Pediatric Inflammatory Multisystem Syndrome temporally related with COVID-19" (PIMS-TS) (1), or Multisystem Inflammatory Syndrome in Children (MIS-C) (2) and is currently considered a rare post-COVID-19 complication which, in a minority of cases, can lead to death. The signs and symptoms of PIMS-TS are largely overlapping with the for Kawasaki disease (KD) and toxic shock syndrome (TSS) and are characterized, by fever, systemic inflammation, abdominal pain and cardiac involvement. In this study, we describe clinical and immunological characteristics shared by PIMS-TS, acute rheumatic fever and TSS, in order to provide hypotheses to direct future clinical and basic research studies
I territori provinciali italiani con caratteristiche ecopolitane
I sistemi regionali di piccoli e medi centri sono strutturalmente già orientati verso quella transizione ecologica che può salvarci dal disastro ambientale e sociale. Nel volume vengono chiamati “sistemi ecopolitani” e in Italia coinvolgono il 70% del territorio e il 50% della popolazione. Tuttavia, questi territori non hanno un grande peso nelle politiche nazionali e sovranazionali, anche a causa di una certa trascuratezza concettuale da parte degli urbanisti. Come si sostiene nel libro, per poter contare di più, in un’epoca definita, peraltro, anche “postmetropolitana”, essi devono essere governati come modelli complementari – se non alternativi – a quelli metropolitani e non come il residuo o la brutta copia di questi ultimi, mettendo al centro delle loro politiche la strategia della rigenerazione territoriale che comprende, ma va ben oltre, quella tradizionalmente urbana. In questa prospettiva, nel prefigurare i necessari interventi di difesa e promozione dei servizi ecosistemici, rinaturalizzazione di quelli danneggiati, riorganizzazione sostenibile della mobilità nelle aree vaste e promozione di energie alternative, i “Piani di governo del territorio” devono ripensare le loro tradizionali priorità e altresì incorporare nuove metodologie di conoscenza e condivisione
Forme di urbanizzazione e tipologia insediativa
La conoscenza delle diverse forme di urbanizzazione e della tipologia insediativa è un elemento fondamentale della sostenibilità e della resilienza urbana. I processi di diffusione, dispersione urbana e di frammentazione continuano a produrre un effetto di “città diffusa” con conseguente perdita di limiti tra territorio urbano e rurale (Indovina, 1990, 2009; Simon, 2008). Il consumo di risorse e la sottrazione di qualità al territorio si presenta attraverso la creazione di centri urbani di dimensione medio-piccola all’esterno dei principali poli metropolitani, la crescita di zone di margine con insediamenti dispersi intorno ai centri, la saldatura di zone di insediamento a bassa densità in un continuum che annulla i limiti tra territorio urbano e rurale, la frammentazione del paesaggio e la mancanza di identità dei nuclei urbanizzati sparsi e senza coesione. Gli effetti ambientali e sociali dei fenomeni di espansione delle città a bassa densità e dello sprawl urbano sono rilevanti in termini di qualità ambientale, di integrità del paesaggio e di consumo di risorse naturali. L’entità di tali effetti dipende fortemente dalla modalità con la quale si realizza la trasformazione. In Europa e in Italia, l’espansione delle superfici impermeabilizzate, si manifesta nella frangia urbana e peri-urbana di molte importanti città come commistione di tipologie di uso del suolo diversificate e come aumento più marcato del consumo di suolo proprio nelle aree di margine e nei paesaggi suburbani (EEA, 2006; ISPRA, 2015). A questi fenomeni di espansione diffusa si associano, inoltre, costi pubblici e privati associati alla mobilità e alla fornitura e alla gestione delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria. La frammentazione produce, infine, una forte riduzione della qualità della biodiversità complessiva nelle aree interessate, sia in termini di capacità residua di connessione degli ecosistemi sia di disponibilità dei servizi ecosistemici nelle unità territoriali.The knowledge of the different forms of urbanization and type of settlements are key element of sustainability and urban resilience. The processes of diffusion, urban sprawl and fragmentation continue to produce a consequent loss of boundaries between urban and rural land (Guess, 1990, 2009; Simon, 2008). Consumption of natural resources and threatening of land quality take place through the creation of small-medium sized urban centers outside of the major metropolitan, through the growth of dispersed settlements in marginal areas around the centers, through low-density settlement in a continuum that cancels the boundaries between urban and rural land, through landscape fragmentation and the lack of identity of the settlements scattered and without cohesion. The environmental and social effects of those phenomena are relevant in terms of environmental quality, integrity of the landscape and the consumption of natural resources. The magnitude of these effects depends strongly on how transformation is realized. In Europe and in Italy, the majority of expansion of the sealed areas is in urban and peri-urban fringe of many major cities, as a mixture of different types of land use, driving to the greater increase in the land take in this fringe areas and suburban landscapes (EEA, 2006; ISPRA, 2015). Is known that dispersed and fragmented urbanization is associated with widespread expansion of public and private costs associated with mobility and costs of primary and secondary urbanization. Fragmentation produces, finally, a strong reduction in the quality of the overall biodiversity, in terms of residual capacity of connection of ecosystems and the availability of ecosystem services in the territorial units
La casata dei Basta al servizio dell'Impero e della cultura
Il 27 dicembre 1644, a Salerno, nel Palazzo della Città, Giovanni de Galdo, priore dell’Almo Collegio medico salernitano conferisce a Cosma Basta del casale di Spezzano Calabro, presentato dal suo promotore Giovanni di Lorenzo Robertelli, il diploma di laurea in Medicina e Filosofia. Cosma Basta, giudicato all’unanimità e a pieni voti idoneo all’insegnamento e a esercitare la professione medica, dopo aver prestato solenne giuramento, riceve il diploma redatto dal segretario del Collegio, Tiberio Attolino, notaio pubblico per autorità apostolica e regia.
Cosmo (o Cosma), nato a Spezzano Calabro, aveva conseguito la laurea in Medicina e Filosofia a pieni voti e quindi, dopo il solenne giuramento previsto, aveva ricevuto il diploma redatto da un notaio pubblico. Questo atto, conservato fino ad ora dalla famiglia, è stato donato all’Ateneo di Salerno e va ad incrementare in tal modo il suo archivio e la sua eredità culturale
Il consumo di suolo in Italia - Edizione 2015
Nel nostro Paese si continua a consumare suolo e la seconda edizione del Rapporto ISPRA fornisce un quadro completo sull’avanzata della copertura artificiale del nostro territorio.
Il Rapporto sul consumo di suolo in Italia 2015 integra nuove informazioni, aggiorna le precedenti stime sulla base di dati a maggiore risoluzione e completa il quadro nazionale con specifici indicatori per regioni, province e comuni.
Sono, inoltre, approfonditi alcuni aspetti che caratterizzano le dinamiche di espansione urbana e di trasformazione del paesaggio a scala nazionale e locale con riferimento alla fascia costiera, alle aree montane, ai corpi idrici, alle aree protette, alle aree a pericolosità idraulica, all’uso del suolo, alle forme e alle densità di urbanizzazione, ai fenomeni dello sprawl urbano, della frammentazione, della dispersione e della diffusione insediativa
Land consumption in Italy
This paper illustrates a land consumption map for Italy (year 2017) at a scale 1:1,300,000, and the assessment of its changes (2012–2017). We define land consumption as the replacement of a non-artificial land cover to an artificial land cover, both permanent and no-permanent. The maps are a 10 m spatial resolution raster, produced by photointerpretation of very high resolution images and semiautomatic classification of high resolution remote sensing images. An overall accuracy of 97.7% for the map of 2012 and of 99.66% for the map of 2017 was obtained. The results suggest that the method proposed is appropriate to detect land consumption, both for the urban densification and for the sprawling phenomena, from national to local level. Furthermore, because of the high spatial resolution and the classification scheme adopted, it is suitable for an effective monitoring system, compared to other existing classification systems or monitoring programs
Non‐organ‐specific autoimmunity in adult 47,XXY Klinefelter patients and higher‐grade X‐chromosome aneuploidies
Current literature regarding systemic autoimmune diseases in X‐chromosome aneuploidies is scarce and limited to case reports. Our aim was to evaluate the frequency of anti‐nuclear (ANAs), extractable nuclear (ENA), anti‐double‐stranded DNA (dsDNAs), anti‐smooth muscle (ASMAs) and anti‐mitochondrial (AMAs) antibodies in a large cohort of adults with Klinefelter’s syndrome (KS, 47,XXY) and rare higher‐grade sex chromosome aneuploidies (HGAs) for the first time. Sera from 138 X‐chromosome aneuploid patients [124 adult patients with 47,XXY KS and 14 patients with HGA (six children, eight adults)] and 50 age‐matched 46,XY controls were recruited from the Sapienza University of Rome (2007–17) and tested for ANAs, ENAs, anti‐dsDNAs, ASMAs and AMAs. Non‐organ‐specific immunoreactivity was found to be significantly higher in patients with 47,XXY KS (14%) than in the controls (2%, p = 0.002). Among all the antibodies investigated, only ANAs were observed significantly more frequently in patients with 47,XXY KS (12.1%) than in the controls (2%, p = 0.004). No anti‐dsDNA immunoreactivity was found. Stratifying by testosterone replacement therapy (TRT), non‐organ‐specific autoantibody frequencies were higher in TRT‐naive (p = 0.01) and TRT‐treated groups than in controls. No patients with HGA were found positive for the various autoantibodies. Non‐organ‐specific autoantibodies were significantly present in 47,XXY adult patients. Conversely, HGAs did not appear to be target of non‐organ‐specific immunoreactivity, suggesting that KS and HGAs should be considered as two distinct conditions. The classification and diagnosis of systemic autoimmune diseases is frequently difficult. To support a correct clinical evaluation of KS disease and to prevent eventual secondary irreversible immune‐mediated damages, we highlight the importance of screening for non‐organ‐specific autoimmunity in Klinefelter’s syndrome
