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Introduzione
Il presente volume raccoglie una selezione tra i più importanti scritti, pubblicati su quotidiani e riviste, che Tommaso Fiore ha dedicato alla cultura russa, a partire dal 1910 fino all'inizio degli anni Sessanta. Tali riflessioni si declinarono perfettamente con le principali svolte storiche e culturali che caratterizzarono la sua percezione della Russia zarista e di quella sovietica: la Rivoluzione d'Ottobre, la Seconda guerra mondiale, lo stalinismo, il disgelo, il ruolo della Russia in Europa, ma anche il retaggio dei grandi classici (in particolare Tolstoj, Dostoevskij e Cechov), infine la testimonianza degli scrittori contemporanei e la loro diffusione in Italia. La selezione di articoli qui presentata permette di apprezzare, più che in altri testi, lo stile e il metodo di Tommaso Fiore, volti sempre a una ricerca del senso ultimo delle cose e delle contraddizioni presenti nell'anima russa, attraverso il principio dell'accostamento di grandi opposizioni tematiche e la definizione delle frizioni derivanti da tale accostamento
Movimenti e confini.Spazi mobili nell’Italia preunitaria
Tra la fine del Settecento e gli inizi dell’Ottocento i confini di tutta Europa si irrigidirono. Controllare i movimenti di merci e persone che li attraversavano, tanto da uno Paese all’altro, quanto all’interno di ciascuno di essi , divenne per i pubblici poteri una priorità. Lo stato si dotò di più efficaci apparati di vigilanza e impose ai sudditi di munirsi di documenti di riconoscimento che certificavano l’identità individuale dei loro titolari. Fu una novità epocale e sconvolgente, che impose nuovi codici di rapporto con le istituzioni ai tanti soggetti ( lavoratori stagionali, commercianti, religiosi, semplici viaggiatori, girovaghi ; uomini e donne) i quali erano tradizionalmente abituati a muoversi in relativa libertà da un luogo all’altro e a orientare la propria esistenza in base a mappe mentali che non coincidevano affatto con quelle tracciate dalle suddivisioni politico-amministrative esistenti. Nella penisola italiana questo mutamento cominciò a prodursi in coincidenza con l’invasione francese di fine Settecento e si intensificò tra età napoleonica e restaurazione. Immaginare la nazione significò dunque, in quei decenni, anche auspicare la più agevole fruibilità di spazi che si erano fatti più problematici da percorrere ; rivendicare le ragioni di una libertà di movimento che l’inedita invadenza dello stato burocratico nella vita individuale stava mettendo in forse; pensare, infine, a una nuova geografia, capace di ammorbidire gli ostacoli imposti tanto dalle frontiere “naturali” quanto da quelle artificiali. Dialogando con le suggestioni avanzate, su scala mondiale, da quanti invitano a una più intensa e consapevole valorizzazione della categoria dello spazio nello studio della storia ( spatial turn ), i saggi raccolti in questo volume offrono una prima ampia e documentata ricognizione relativa al caso italiano, proponendo un percorso che si snoda tra tutti i principali stati della penisola tra la metà del Settecento e l’unificazione nazionale
Ordo, simmetria, simbolo in Gioacchino da Fiore,
Nell'elaborazione dottrinale di Gioacchino da Fiore possiamo riconoscere i tratti caratteristici del suo tempo: in particolare, l'attenzione all'"ordo" e il linguaggio simbolico. Sebbene gli sviluppi di questi caratteri nella produzione dell'abate calabrese vengano portati fino a esiti a tratti sconcertanti, è tuttavia riconoscibile nella radice stessa del suo sistema (la "concordia") l'attenzione per l'"ordo rationis", che troviamo anche in altrii autori contemporanei. Si tratta di un carattere che Gioacchino può aver sviluppato anche attraverso la lettura del commento di Ugo di San Vittore alle Gerarchie dello pseudo-Areopagita - dall'esame della tradizione individuiamo un manoscritto disponibile alla Sambucina negli anni in cui Gioacchino ebbe accesso al monaster
Tommazo Fiore - kommentator Doktora Zivago: iz licnogo archiva apulijskogo pisatelja
From the Private Archive of an Apulia Writer” to an outstanding Apulia political figure, writer and journalist Tommaso Fiore. Recounting his biography, the author of the article stresses the role of Fiore in establishing the cultural dialogue between Italy and the Soviet Union. The special attention is paid to the attitude of Tommaso Fiore to the novel “Doctor Zhivago” and to the situation with Boris Pasternak being awarded with the Nobel Prize. The private materials from the archive of Fiore make it possible for the author of the article to reveal an honest and objective
point of view of the commentator of the novel “Doctor Zhivago”
Tommazo Fiore - kommentator Doktora Zivago: iz licnogo archiva apulijskogo pisatelja
From the Private Archive of an Apulia Writer” to an outstanding Apulia
political figure, writer and journalist Tommaso Fiore. Recounting his biography, the
author of the article stresses the role of Fiore in establishing the cultural dialogue
between Italy and the Soviet Union. The special attention is paid to the attitude
of Tommaso Fiore to the novel “Doctor Zhivago” and to the situation with Boris
Pasternak being awarded with the Nobel Prize. The private materials from the archive
of Fiore make it possible for the author of the article to reveal an honest and objective
point of view of the commentator of the novel “Doctor Zhivago”
Ordine e disordini in Gioacchino da Fiore
Per Gioacchino da Fiore (†1202) il problema dell’ordo e della sua intelligibilità costituisce un tema centrale e quasi ossessivo. Lo ritroviamo nella sua opera in molte declinazioni: nel suo metodo di interpretazione delle Scritture secondo la «concordia» fra Antico e Nuovo Testamento; nei suoi diagrammi; nell’organizzazione concreta o ideale delle forme di vita religiosa da lui immaginate; nelle sue osservazioni sul suo tempo e i suoi conflitti, ritenuti segni della prossima fine dei tempi. I contributi raccolti nel volume esplorano questi diversi aspetti, ponendo una particolare attenzione al contesto: il tema dell’ordo percorre tutto il XII secolo; attraverso il punto di vista di Gioacchino – a tratti sconcertante, ma ben radicato nella cultura di quegli anni – possiamo comprendere meglio il suo temp
Ordines ecclesiae. Ordine della società, ordine escatologico: Gioacchino da Fiore e il contesto del XII secolo
The essay study the ecclesiological doctrine of the ordines ecclesiae in the writings of Joahim of Fiore, comparing it with the late twelfth-century theological discourse
Introduzione [a Scritti sulla cultura russa (1910-1960)]
Il presente volume raccoglie una selezione tra i più importanti scritti, pubblicati su quotidiani e riviste, che Tommaso Fiore ha dedicato alla cultura russa, a partire dal 1910 fino all'inizio degli anni Sessanta. Tali riflessioni si declinarono perfettamente con le principali svolte storiche e culturali che caratterizzarono la sua percezione della Russia zarista e di quella sovietica: la Rivoluzione d'Ottobre, la Seconda guerra mondiale, lo stalinismo, il disgelo, il ruolo della Russia in Europa, ma anche il retaggio dei grandi classici (in particolare Tolstoj, Dostoevskij e Cechov), infine la testimonianza degli scrittori contemporanei e la loro diffusione in Italia. La selezione di articoli qui presentata permette di apprezzare, più che in altri testi, lo stile e il metodo di Tommaso Fiore, volti sempre a una ricerca del senso ultimo delle cose e delle contraddizioni presenti nell'anima russa, attraverso il principio dell'accostamento di grandi opposizioni tematiche e la definizione delle frizioni derivanti da tale accostamento
Al confine tra Regno delle Due Sicilie e Stato Pontificio: il profilarsi di una "regione frontaliera"
Il saggio rileva l’emergere di una “regione frontaliera” a ridosso del confine tra Regno delle Due Sicilie e Stato Pontificio nel cuore degli anni Trenta. A delineare tale “regione trans-statale” contribuirono due processi, di cui il primo atteneva strettamente alla costruzione vera e propria del confine statale del Regno, che vide svilupparsi intense dinamiche di negoziazione tra istituzioni e corpo sociale, mentre l’altro riguardava le modalità per cui le reti di relazione socio-economica tra le comunità sui due versanti del confine svolsero un ruolo centrale nell’indurre le istituzioni statali a riconoscere nella fascia di territorio trans-statale uno spazio peculiare, a cui riservare un profilo d’eccezione in riferimento al movimento tanto delle persone quanto delle merci, riplasmando spesso il dettato legislativo in virtù delle particolari esigenze dei territori di frontiera
Introduzione
L'introduzione mira ad anticipare alcuni dei nodi problematici oggetto del libro e, nel contempo, a delineare il quadro metodologico. La parte scritta dall'autore si sofferma in particolar modo sulle geografie dello spatial turn e sui rapporti tra storia e antropologia sul tema dei confini
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