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    Note per una psicologia della ricezione

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    La mostra intitolata “Forme per il David”, che si tenne all’Accademia di Firenze tra il 2004 e il 2005, e l’analisi delle reazioni degli spettatori sono l’occasione per una serie di riflessioni sulle dinamiche psicologiche della ricezione artistica. Dopo alcune note preliminari di carattere metodologico sui problemi dell’interdisciplinarità e sulle modalità di una ricerca empirica circa l’atteggiamento del pubblico nei musei, il saggio (anche sulla base delle reazioni del pubblico nei confronti del David di Michelangelo) si sofferma sugli elementi erotico-pulsionali nella fruizione dell’arte, proponendo alcune critiche all’uso del concetto di sublimazione. Si parla poi del ruolo e dei “gradi” del perturbante e delle dinamiche dei processi di identificazione nello studio della ricezione dell’arte. Inoltre viene sottolineata l’importanza del “contesto” della fruizione come preliminare per la comprensione dei suoi meccanismi. L’ultimo paragrafo è dedicato al problema dell’emozione considerata tra psicologia, arte ed estetica

    Lo specchio dell'Io. Autoritratto e psicologia

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    «Il libro analizza, anche alla luce della psicoanalisi, i principali meccanismi psichici che presiedono alla dinamica dell'autoritratto, a partire dal controverso rapporto che ciascuno di noi intrattiene con la propria immagine. Ogni autoritratto eseguito, osservato o semplicemente immaginato rievoca e rispecchia le tappe della formazione dell'Io, riattivando e in qualche misura rielaborando le ansie relative al senso della nostra identità. Il saggio è ricco di numerosissimi riferimenti storco-artistici, da Giotto ai nostri giorni, passando attraverso l'esperienza espressionistica dell'età contemporanea (Van Gogh, Munch, Schiele ma anche Duchamp, Picasso, Warhol) e di molteplici esempi letterari, in particolare sul tema dello specchio e del doppio (come Pirandello, Woolf, Kafka, Kundera).

    Le trame dello sguardo nella psicologia del ritratto

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    Il ritratto è fatto, intessuto di sguardi. "Prima di ogni altra cosa, il ritratto guarda: non fa che questo", scrive J.-L. Nancy. Attraverso lo sguardo si attivano meccanismi di identificazione che sono relativi sia al rapporto tra l'artista e il modello, sia a quello tra il modello il ritratto, sia infine a quello di ogni fruitore con il ritratto che osserva. Dopo aver illustrato le modalità psicologiche di queste dinamiche identificatorie, nel testo si prende brevemente in considerazione una particolare tipologia di ritratto in cui viene effettivamente documentata o, meglio, rappresentata la relazione tra l'artista e il soggetto del ritratto: è quella in cui il pittore si dipinge nell'atto di ritrarre la sua modella. Tra i numerosi esempi della storia dell'arte rivestono particolare interesse alcuni specifici lavori di Pablo Picasso

    Proust e la psicologia: l’episodio del dottor du Boulbon

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    Through the reading of Dr. du Boulbon's episode, which we find inside the Recherche in the Guermantes pages, this essay highlights the importance and ambivalence of the relationships that Marcel Proust had both with doctors and medicine in general, both with psychiatrists and psychology in particular

    Scrittura come riparazione. Saggio su letteratura e psicoanalisi

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    «La scrittura, nella duplice interpretazione fornitane dalla teoria psicoanalitica: ora come appagamento di desiderio, ora come difesa e riparazione. Attraverso l'analisi dei testi di Proust, Leopardi, Rousseau, Svevo, Kafka e altri, una illuminante indagine che intreccia poetica e psicoanalisi.

    Poetica funzionale e scritture “brut”

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    Il tema delle scritture “brut”, poco trattato in Italia, viene innanzi tutto messo in relazione con le analoghe declinazioni nel campo figurativo (art brut, Outsider art), cercando di evidenziare sia le differenze sia i punti di contatto. Successivamente l’argomento viene ripreso e sviluppato alla luce di alcune considerazioni trattate nei miei studi sulla "scrittura come riparazione", con particolare riferimento al concetto di “poetica funzionale” e alla specificità della scrittura poetica. Qualche riflessione anche sulla problematicità della riproduzione e diffusione di questi scritt

    Oblio e memoria dei volti

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    L’idea di far in qualche misura coincidere, intrecciandoli, il lavoro dell’arte e quello della memoria, dando una sorta di enigmatica e porosa visibilità al concetto arduo di “traccia mnestica”, evidenzia quanto vi è di lento e costruito e, al tempo stesso, inopinato e rivelatorio nella delicata e straordinaria macchina dei nostri ricordi

    Presentazione

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    Presentazione del volume in oggetto con evidenziazioni dei positivi contributi alla disciplin

    Presentazione

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    Presentazione del settimo volume della collana "Quaderni di PsicoArt

    Alcune riflessioni su "Outsider Art" e psicologia dell’arte

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    Per chi si occupa di psicologia dell’arte l’Outsider costituisce un argomento d’elezione, in quanto intreccia alcune questioni cruciali per la disciplina. La frastagliata realtà di queste produzioni e degli studi che vi si accompagnano rappresentano qualcosa di molto significativo e stimolante per tutti coloro che, a vario titolo e da prospettive anche molto diverse, si occupano di arte. Numerosi infatti sono i territori di confine dell’Outsider Art: “arte infantile”, “arte primitiva”, “folk art”, e naturalmente “arte contemporanea” (tutti ambiti con cui sovente le arti irregolari sono state messe a confronto); “arte medianica” o “spiritica”, “arte visiona- ria”, “arte psicopatologica”2 e in qualche misura “art naïf”, che costituiscono invece già a tutti gli effetti dei settori specifici dell’Outsider Art. Altrettanto numerose sono le prospettive e dunque le discipline che sono chiamate a esplorare questo variegato territorio: storia e critica dell’arte, estetica, antropologia, psicologia e sociologia dell’arte, psichiatria, psicoanalisi, per non parlare delle diverse prospettive delle arti terapie. È evidente che, a seconda degli interessi, delle aspettative, delle competenze e dunque delle modalità con cui la ricerca viene af-frontata, l’Outsider Art può offrire scoperte e spunti diversi
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