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Verso una politica energetica integrata - Le energie rinnovabili nel prisma della comparazione, a cura di A cura di E A. Carnevale, P. Carrozza, G. Cerrina Feroni, G. F. Ferrari, G. Morbidelli, R. Orrù., Editoriale Scientifica, 2014.
Il Volume offre un???ampia analisi di tutti gli ambiti giuridici coinvolti nella governance dell???energia prodotta da fonti rinnovabili. Dallo spazio globale del diritto internazionale sino al coinvolgimento delle municipalità, nel continuo bilanciarsi di valori e obiettivi, richiesto dalle diverse nozioni di sviluppo economico, strategico e sostenibile. Sono oggetto di studio: gli scenari internazionali della lotta al cambiamento climatico; le politiche dell???Unione europea; la regolazione adottata da alcuni Stati membri quali l???Inghilterra, il Belgio, la Spagna, la Francia, la Germania e l???Italia; al contempo, fuori dall???Europa, sono analizzate le esperienze di Stati Uniti, Canada, Venezuela, Sud Africa, Giappone e Australia.
Lo studio ??? rientrante tra i Progetti di Rilevante Interesse Nazionale ??? è stato realizzato grazie al lavoro congiunto di diverse Unità di ricerca afferenti all???Università Commerciale ???L. Bocconi??? di Milano, all???Università degli Studi di Firenze, alla Scuola Superiore di Studi Universitari e di Perfezionamento Sant???Anna di Pisa, all???Università ???La Sapienza??? di Roma e all???Università degli Studi di Teramo
Data protection tra Unione europea, Italia e Svizzera
Volume conclusivo del Modulo Jean Monnet “Personal data protection as a fundamental right in the EU in the digital age - A dialogue among Constitutional Law, Criminal Law, Civil Procedure Law and Judicial Protection of IP Rights” (co-finanziato dalla Commissione europea nell'ambito del Programma Erasmus+- Azione Jean Monnet), svoltosi nel Corso di studi in Giurisprudenza dell’Università degli Studi dell’Insubria negli anni 2015-2019 - Academic Coordinator: Giulia Tiberi; Key Module Leaders: Giulia Tiberi (per il Curriculum costituzionalistico), Francesca Ferrari (per il Curriculum processual-civilistico), Gilda Ripamonti (per il Curriculum penalistico).
Il Volume raccoglie saggi dedicati ad approfondire, con taglio interdisciplinare, il tema della "data protection" nella sua dimensione di diritto fondamentale della persona, alla luce delle novità introdotte dalla nuova normativa dell’Unione europea e nazionale sulla "data protection" entrata in vigore nel 2018 (Regolamento Ue n. 2018 - GDPR e Direttiva Ue n. 2016/680; D.lgs. n. 101/2018) ) e alla luce della giurisprudenza dei giudici europei e nazionali, con particolare riferimento ai profili di diritto costituzionale, diritto processuale civile e diritto penale indagati durante gli anni di corso del Modulo Jean Monnet.
Tra gli Autori del Volume, oltre alle tre “key module leaders” docenti del Modulo Jean Monnet, vi sono funzionari di autorità garanti del settore, professori di altre Università esperti della materia, avvocati italiani e svizzeri, nonchè dottorandi di ricerca: la riflessione ha così potuto estendersi a considerare le novità del nuovo quadro normativo e dei poteri delle autorità garanti dei dati personali (col saggio della Dott. Roberta Pacetti, Funzionario del Garante per la protezione dati personali), le nuove sfide legate al ricorso all'intelligenza artificiale e ai fenomeni dei "Big Data" e del "Machine Learning" (col saggio del Prof. Alessandro Mantelero) , i risvolti penalistici del crescente fenomeno del cd. “furto di identità digitale” (nel saggio del Prof. Roberto Flor), il trattamento dei dati personali per finalità di marketing e profilazione (nel saggio dell’Avv. Andrea Mantovani), i controlli a distanza dei lavoratori (nel saggio del dottorando di ricerca Mattia Polizzi), i rapporti tra “data protection” e accesso agli atti amministrativi (nel saggio dell’Avv. Maurizio Lo Gullo). Una particolare attenzione è stata inoltre dedicata alla analisi degli aspetti internazional-privatistici delle azioni per risarcimento danni conseguenti alle violazioni del Regolamento europeo protezione dati (nel saggio della Prof. Ornella Feraci), corredata dalla valutazione della portata extraterritoriale propria del Regolamento europeo protezione dati, indagata in una prospettiva transnazionale - resa evidente sin dal titolo del Volume - con riferimento al vicino ordinamento elvetico (grazie al saggio dell’avvocato svizzero Giorgia Collina) e già oggetto di indagine da parte del Centro Studi di diritto svizzero dell’Università degli Studi dell’Insubria, diretto dal Prof. Paolo Bertoli
Introduzione
Introduzione dei Curatori del Volume dedicato ad approfondire, con taglio interdisciplinare, il tema della "data protection" nella sua dimensione di diritto fondamentale della persona, alla luce delle novità introdotte in materia dalla nuova normativa dell’Unione europea e nazionale entrata in vigore nel 2018 (Regolamento Ue n. 2016/679 – GDPR; Direttiva dati personali n. 2016/680; normativa nazionale di recepimento), nonché della giurisprudenza dei giudici europei e nazionali, con particolare riferimento ai profili di diritto costituzionale, diritto processuale civile e diritto penale sottesi alla protezione dei dati personali, indagati durante gli anni di corso del Modulo Jean Monnet di cui il Volume rappresenta la pubblicazione conclusiva (Modulo Jean Monnet “Personal data protection as a fundamental right in the EU in the digital age - A dialogue among Constitutional Law, Criminal Law, Civil Procedure Law and Judicial Protection of IP Rights”, co-finanziato dalla Commissione europea nell'ambito del Programma Erasmus+- Azione Jean Monnet, nell’ambito del Corso di studi in Giurisprudenza dell’Università degli Studi dell’Insubria sede di Varese negli anni 2015-2019; Academic Coordinator: Giulia Tiberi; Key Module Leaders: Giulia Tiberi (per il Curriculum costituzionalistico), Francesca Ferrari (per il Curriculum processual-civilistico), Gilda Ripamonti (per il Curriculum penalistico).
Le prospettive per la protezione dei dati in Europa, delineate nell’Introduzione, non sono disgiunte dalle sfide che la riforma della protezione dati personali solleva, oltre che sotto il profilo istituzionale (per il rinnovato ruolo assegnato alle autorità garanti, tanto a livello nazionale quanto europeo), nei più diversi scenari. Basti pensare al processo civile, ove problematica è la sorte delle prove acquisite in violazione della disciplina a tutela dei dati personali; o all’attività di impresa, in relazione ad attività di marketing e di profilazione dei clienti consumatori sempre più raffinate; o, ancora, si pensi al sempre più problematico pervasivo controllo a distanza dei lavoratori che le nuove tecnologie hanno ormai spalancato. Di non minor spessore sono i problemi che emergono sul versante delle tutele, tanto sul piano civilistico e risarcitorio (ove le nuove misure di “private enforcement” per azioni di risarcimento danni conseguenti alle violazioni del Regolamento dati, data la frequente natura transfrontaliera delle stesse, genera rilevanti questioni internazional-privatistiche), quanto sul piano penalistico, a seguito dell’introduzione da parte del legislatore di un complesso mosaico di nuove incriminazioni, depenalizzazioni e “restyling” di fattispecie incriminatrici, indagate nella loro problematica connotazione in relazione al principio di legalità e al rispetto del ne bis in idem sostanziale e processuale, senza tralasciare le opzioni di politica criminale che pone la tutela di un bene che assume connotati vieppiù pubblicistici.
Non mancano nell’indagine incursioni in territori di frontiera: dall’intelligenza artificiale – che sta plasmando la contemporanea “società dell’algoritmo”, con le criticità che la stessa reca con sé in relazione a principi tradizionali della protezione dati personali –, ai fenomeni criminosi riconducibili al c.d. “identity theft” (per indicare il furto e la captazione abusiva di credenziali o di profili di autenticazione).
A completamento del quadro di indagine, il volume colloca la riforma della normativa a protezione dei dati personali in una dimensione globale, riflettendo sulla applicazione extraterritoriale della nuova disciplina europea, illuminata altresì dall’approfondimento del tema delle condizioni richieste per il trasferimento dei dati verso Stati Terzi e segnatamente verso l’ordinamento elvetico, la cui disciplina riformata è indagata alla luce della normativa europea grazie al contributo scientifico di esperti elvetici della materia e del Centro studi di diritto svizzero dell’Università dell’Insubria, diretto dal prof. Paolo Bertoli
Ferrari Adolfo. Prefetto
FERRARI ADOLFO (Castel S. Giovanni (PC), 28 agosto 1850 - Roma, 15 genn. 1930). Commendatore, dottore. Prefetto di Arezzo dal 9 giugno 1904 al 17 gennaio 1906. Successivamente prefetto di Ravenna, Parma, Novara, Vicenza, ancora Parma. Collocato a riposo a domanda dopo 40 anni di servizi
Dalla sociologia pubblica alla living sociology. Note introduttive al pensiero di Michael Burawoy
Questo libro vuole contribuire ad alimentare il dibattito contempo
raneo sulla sociologia pubblica all’interno dell’articolato scenario teori
co, epistemologico e metodologico offerto dalle scienze sociali e, in par
ticolare, dalla sociologia italiana per la comprensione di un mondo dove
i legami sociali appaiono sempre più deboli e disarticolati. La decisione
di tradurre il testo di Michael Burawoy è maturata dopo aver intrapreso
con l’Autore stesso, intorno alla fine del 2019, una fitta corrispondenza
epistolare, cominciata in occasione della scrittura della sua preziosa
Prefazione per un libro da noi curato sulle conseguenze del Covid-19
(Diana – Ferrari – Dommarco 2021a). Nell’introduzione di quel te
sto mettevamo proprio in evidenza la significativa capacità euristica
dell’approccio della sociologia pubblica nell’interpretare un momento
così fortemente critico e vissuto globalmente dalle nostre società sul
piano economico, politico e sociale (Burawoy 2021a; Diana – Ferra
ri – Dommarco 2021b).
Proprio in quei mesi Michael Burawoy lavorava alacremente1 a Pu
blic Sociology che vedeva la sua pubblicazione definitiva negli USA
nell’anno 2021 per i tipi di Polity Press (Burawoy 2021b).
Dopo un’attenta lettura del volume, ci siamo immediatamente messi
alla ricerca di un editore che volesse accompagnarci nella traduzione e
nella curatela. Fin da subito, abbiamo ritenuto, infatti, che Public Socio
logy fosse un testo di fondamentale importanza per la formazione delle
nuove generazioni di scienziati e ricercatori sociali nel nostro Paese. Il
momento della trasmissione del sapere sociologico all’interno delle uni
versità rappresenta, difatti, uno «snodo cruciale attraverso il quale si ri
producono gli schemi teorici e gli orientamenti della ricerca empirica, e
dunque l’apprendimento degli strumenti mediante i quali il sociologo
acquisisce le competenze indispensabili allo studio delle fonti, alla con
cettualizzazione dei fenomeni sociali, alla rilevazione e all’analisi del
dato e all’interpretazione della realtà» (Sgritta 2013: 106)
Ferreira, Ferrari: ficções do exílio
Tese (doutorado) - Universidade Federal de Santa Catarina, Centro de Comunicação e Expressão, Programa de Pós-Graduação em Literatura, Florianópolis, 2015.Esta é uma leitura dos exílios de Ferreira Gullar e León Ferrari, durante as últimas ditaduras militares que tomaram conta do Cone Sul, incluindo Brasil e Argentina. Entre 1971 e 1977, Gullar passou por Moscou, Santiago, Lima e Buenos Aires, além de outras cidades, enquanto Ferrari, por sua vez, estabeleceu-se com sua família em São Paulo do final de 1976 até 1984, sendo que após esse período ainda dividiria por alguns anos a sua permanência entre a capital paulista e Buenos Aires. Alguns de seus mais notáveis trabalhos foram realizados no exílio, de modo que a configuração de uma paisagem ou cena exílica torna-se indissociável das experiências conduzidas com a linguagem. Em poucas palavras: embora marcado pela tanatopolítica castrense e pelo nomos gestor do capital global, é possível afirmar que o exílio não está dado de antemão e nem permanece sempre o mesmo, quer seja como dano ou como dádiva; é somente com a linguagem  a imagem, o sensível  que uma experiência exílica, sempre singular e radicalmente contemporânea, pode encontrar a sua superfície de exposição, quer dizer, a sua diferença. Conquanto sejam profundamente dessemelhantes, os exílios de Ferreira Gullar e León Ferrari não deixam de mostrar afinidades, sobretudo nos momentos em que suas experiências tocam um ponto comum: o espaço  um topos  a-tópico da impropriedade, da potência, da in-operatividade que, com a linguagem, resiste indomesticável às tentativas de cristalização da língua, do povo, do poder, da nação. Foucault, Saer, Coccia e outros autores franqueiam um pensamento da ficção enquanto construção contingencial capaz de desnaturalizar os usos do discurso e a teleologia que assedia constantemente a literatura, as artes, a história. De certo modo, a ficção ¬repete, expõe e portanto difere as fábulas, ao mesmo tempo em que expõe e difere a si mesma. É essa operação in-operante, esse trabalho afirmativo da negatividade que suspende a maquinaria imunitária, autonomista, da civilização ocidental e cristã.Abstract : This is a reading of both Ferreira Gullar and León Ferrari s exiles, during the last military dictatorships that took account of the Southern Cone, including Brazil and Argentina. Between 1971 and 1977, Gullar went through Moscow, Santiago, Lima and Buenos Aires, and other cities, while Ferrari settled with his family in São Paulo from late 1976 until 1984, and thereafter still divided for a few years his stay between São Paulo and Buenos Aires. Some of his most notable works were carried out in exile, so that the configuration of an exilic landscape or scene becomes inseparable from experiments conducted with language. In short, although marked by military thanatopolitics and the nomos of global capital manager, it is possible to say that exile is not given in advance and not always remains the same, whether as damage or as a gift; it is only with the language  the image, the sensible  that an exilic experience, always singular and radically contemporary, can find its exposure surface, that is, its difference. While they are profoundly dissimilar, Ferreira Gullar and León Ferrari s exiles show their affinities, particularly at times when their experiences play a common point: the space  a topos  a-topic of the impropriety, potency, of in-operativity that, together with language, resists untamable against all crystallization attempts on the idiom, people, power, and nation. Foucault, Saer, Coccia and other authors frank a thought of fiction as a contingency construction able to denature the uses of speech and the teleology that constantly haunts literature, arts, and history. In a way, fiction repeats, exposes and therefore differs fables, while exposes and differs itself. It is this in-operative operation, this affirmative work of negativity that suspends the immunitary machinery of Christian Western civilization
The Effect of Aging on Nerve Morphology and Substance P Expression in Mouse and Human Corneas (vol 59, pg 5329, 2018)
When the article was first published, the authors’ names were listed with surnames first, i.e., Barbariga Marco, Rabiolo Alessandro, Fonteyne Philippe, Bignami Fabio, Rama Paolo, and Ferrari Giulio. To adhere to journal style, the online article has been corrected so that the surnames appear last: Marco Barbariga, Alessandro Rabiolo, Philippe Fonteyne, Fabio Bignami, Paolo Rama, and Giulio Ferrari. Citation: Barbariga M, Rabiolo A, Fonteyne P, Bignami F, Rama P, Ferrari G. Erratum in: The effect of aging on nerve morphology and Substance P expression in mouse and human corneas. Invest Ophthalmol Vis Sci. 2018;59:6026. https://doi.org/10.1167/iovs.18-24707a
What makes for a good missing value imputation? New algorithmic approaches in PCA and random forests-based techniques
The increasing availability of data often characterized by missing values has paved the way for the development of new powerful algorithmic imputation methods for handling missing data, among which two recent proposals seem most promising: Stekhoven and Bühlmann's method (missForest), a nonparametric technique based on a random forest, and Josse, Pagès, and Husson's imputation method (missMDA) based on the EM-PCA algorithm. In this work, a new PCA-based procedure is developed by drawing on the forward-imputation approach introduced by Ferrari, Annoni, Barbiero, and Manzi in the context of ordinal data (ForImp). Comparisons with the two methods above are then considere
A new institutional landscape for data protection law after the GDPR
Il saggio è pubblicato nel Volume dedicato ad approfondire, con taglio interdisciplinare, il tema della "data protection" nella sua dimensione di diritto fondamentale della persona, alla luce delle novità introdotte in materia dalla nuova normativa dell’Unione europea e nazionale entrata in vigore nel 2018 (Regolamento Ue n. 2016/679 – GDPR; Direttiva dati personali n. 2016/680; normativa nazionale di recepimento), nonché della giurisprudenza dei giudici europei e nazionali, con particolare riferimento ai profili di diritto costituzionale, diritto processuale civile e diritto penale sottesi alla protezione dei dati personali, indagati durante gli anni di corso del Modulo Jean Monnet di cui il Volume rappresenta la pubblicazione conclusiva (Modulo Jean Monnet “Personal data protection as a fundamental right in the EU in the digital age - A dialogue among Constitutional Law, Criminal Law, Civil Procedure Law and Judicial Protection of IP Rights”, co-finanziato dalla Commissione europea nell'ambito del Programma Erasmus+- Azione Jean Monnet, nell’ambito del Corso di studi in Giurisprudenza dell’Università degli Studi dell’Insubria sede di Varese negli anni 2015-2019; Academic Coordinator: Giulia Tiberi; Key Module Leaders: Giulia Tiberi (per il Curriculum costituzionalistico), Francesca Ferrari (per il Curriculum processual-civilistico), Gilda Ripamonti (per il Curriculum penalistico).
Il saggio della Academic Coordinator e module leader del Curriculum costituzionalistico Giulia Tiberi, dal titolo “A new institutional landscape for data protection law after the GDPR”, indaga le implicazioni per il complessivo sistema istituzionale euro-nazionale scaturenti dal nuovo Regolamento generale protezione dati che ha segnato il passaggio da un sistema decentralizzato di controllo e enforcement della regole a tutela dei dati personali – affidato ad autorità indipendenti garanti nazionali istituite nei vari Stati membri – ad un sistema maggiormente centralizzato di “governance” rappresentato dalla istituzione a livello europeo dello “European Data Protection Board”.
E' stata mantenuta la lingua inglese poichè così richiesto quale prodotto di ricerca del progetto di ricerca Jean Monnet finanziato
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