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    Federico Vercellone, Oltre la bellezza

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    Federico Vercellone, Oltre la bellezza, Il Mulino, Collana Intersezioni, Bologna 2008, 204 S

    Federico Vercellone, «L\u27età illegittima. Estetica e politica», Cortina, Milano 2022, pp. 192

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    Review of the volume «L\u27età illegittima. Estetica e politica» by Federico Vercellone.Recensione del volume «L\u27età illegittima. Estetica e politica» di Federico Vercellone

    Sull'arte dopo la morte dell'arte. A proposito di un libro di Federico Vercellone.

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    On Art after the End of Art. Regarding a Book by Federico Vercellone In the last two centuries, art has been declared dead or exhausted a number of times and for a variety of reasons. How are we then supposed to deal with the immense artistic production of «posthumous» works of art? After Arthur Danto’s and Hans Belting’s proposals, Federico Vercellone predicts a neoromantic resurrection of art: thanks to the new interactive and immersive media, art is supposed to revive a new mythology without gods, capable of offering a renewed rooting in images and in a plural common ethos. This article casts some doubts on Vercellone’s claims, stressing the risk that the kind of invoked interactive, immersive, new artistic mythology, could boil down to a disneyfication of art and the world. And it suggests an alternative vision

    Bellezza e Novecento: a proposito dell'ultimo libro di Federico Vercellone

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    L’ultimo lavoro di Federico Vercellone, dal titolo Oltre la bellezza e pubblicato di recente per i tipi de Il Mulino, è prima di tutto nel suo complesso un saggio fortemente sostenuto da un’idea netta e determinata che si sviluppa e si rischiara per tutto il corso della lettura. Il testo, infatti, non rappresenta soltanto il risultato di una ricerca teorico-storica di una questione di cui si vuole rendere ragione, ma si avverte in modo palese il fatto che esso sia stato elaborato anche e soprattutto con l’esigenza e l’intenzione di comunicare un punto di vista, una visione d’insieme circa il problema in oggetto con il quale chi legge è portato a confrontarsi

    Hölderlins implizites Italienbild

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    A partire dalla nuova percezione del peso sia filosofico che poetico dell’opera di Hölderlin e dal superamento della presupposta subalternità nei confronti di Hegel, prende avvio un nuovo paradigma interpretativo all’interno del quale si inserisce questo mio contributo. L’Italia, la lingua latina, la sua cultura rappresentano una fase di passaggio obbligatoria fra la classicità greca, per la quale il poeta nutre immensa nostalgia, e il nuovo mondo, che traghetta il classico verso la modernità germanica. Il Platone che Hölderlin pone in mediazione con la filosofia trascendentale kantiana è fortemente segnato dalla lettura edificante che ne avevano fatto Marsilio Ficino nell’edizione Bipontina e Leone Ebreo con i suoi Dialoghi d’amore. La nuova identità che il poeta va cercando, quel nome, Scardanelli, non è forse altro che l’umanissimo desiderio di sentirsi compreso in una nitida e limpida mitologia di cui l’Italia fa indubbiamente parte

    Approssimazioni. Echi del Bel Paese nel sistema hegeliano. Wirkungsgeschichte della filosofia di Hegel in Italia

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    Anche se nel periodo jenese Hegel aveva pianificato di intraprendere una Kunstreise in Italia sulle orme di Winckelmann e Goethe, questo progetto giovanile concepito nello spirito del Grand Tour non si realizzò mai. Cionondimeno Hegel stimò, conobbe ed esplorò ampiamente l’arte e la cultura italiana tanto che non fu affatto un caso fortuito che proprio a Napoli, negli anni Quaranta del XIX secolo, si sviluppò uno dei centri più importanti dello hegelismo europeo, quando invece in Germania l’idealismo iniziava a conoscere la sua fase di declino. Con il presente volume ci si propone pertanto un duplice obiettivo: innanzitutto ricostruire il ruolo che la pittura, la musica, l’opera e la poesia italiana hanno rivestito nella filosofia hegeliana, con particolare attenzione ai quattro corsi tenuti da Hegel a Berlino sulla filosofia dell’arte a partire dal semestre invernale 1820/21 fino a quello del 1828/29. Inoltre si intende offrire un quadro della ricezione italiana del pensiero estetico di Hegel - da Bertrando Spaventa fino a Gianni Vattimo e Giorgio Agamben - tenendo presente anche il ruolo di alcuni grandi traduttori di Hegel come Alessandro Novelli che, tra il 1863 e il 1864, diede alle stampe la prima pionieristica traduzione in lingua italiana dell’Estetica e Benedetto Croce, al quale si deve l’eccellente traduzione dell’Enciclopedia delle scienze filosofiche in compendio del 1907. Con ciò si intende colmare una significativa lacuna nella Hegel- Forschung, nel tentativo di vagliare l’importanza del poliedrico e continuo confronto di Hegel con l’Italia e con alcune delle più autorevoli personalità del “Bel Paese” - da Dante a Ariosto, da Raffaello a Michelangelo, da Palestrina a Rossini - rendendo parimenti onore al contributo offerto da alcuni acuti interpreti italiani dell’estetica hegeliana.Although in the Jena period Hegel had planned to to undertake a Kunstreise in Italy in the footsteps of Winckelmann and Goethe, this youthful project conceived in the spirit of the Grand Tour never came to fruition. Nevertheless, Hegel esteemed, knew and explored extensively the art and culture Italian so much so that it was by no means a coincidence that it was precisely in Naples, in the 1840s, one of the most important centers of European Hegelism, when on the other hand, in Germany idealism was beginning to know its phase of decline. With the present volume, therefore, we set ourselves a twofold objective: first, to reconstruct the role that painting, the music, opera and Italian poetry played in Hegelian philosophy Hegelian philosophy, with particular attention to the four courses given by Hegel in Berlin on the philosophy of art from the semester winter 1820/21 through that of 1828/29. In addition, it is intended to offer an overview of the Italian reception of the aesthetic thought of Hegel - from Bertrando Spaventa to Gianni Vattimo and Giorgio Agamben - also keeping in mind the role of some great translators of Hegel such as Alessandro Novelli who, between 1863 and 1864, gave to the presses the first pioneering translation into Italian of the Aesthetics and Benedetto Croce, to whom we owe owes the excellent translation of the Encyclopedia of the Sciences Philosophy in Compendium of 1907. This is intended to fill a significant gap in the Hegel-Forschung, in an attempt to sift the importance of Hegel's multifaceted and continuous confrontation of Hegel with Italy and with some of the most influential personalities of the "Bel Paese" - from Dante to Ariosto, from Raphael to Michelangelo, from Palestrina to Rossini - rendering equally honoring the contribution made by some sharp interpreters Italians of Hegelian aesthetics
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