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Le logiche prevalenti: le risorse non formali e informali nelle pratiche scolastiche
Questo capitolo si propone di ricostruire le principali normative e politiche di apertura della scuola pubblica verso metodi e contesti di educazione non formale e informale dagli anni Novanta a oggi. Come si vedrà, da questa ricognizione emerge l’ipotesi di una cultura educativa scolastica che tende prevalentemente a considerare difficilmente conciliabili i metodi didattico-pedagogici formali e quelli informali all’interno di uno stesso programma o setting educativo-formativo
L’integrazione tra educazione e apprendimento formale, non formale e informale
Questo capitolo propone un inquadramento sulle principali sfide che
si presentano in campo educativo rispetto alle abilità chiave che le giovani
generazioni necessitano di maturare nel proprio percorso formativo e lavorativo,
a fronte di uno scenario economico sociale in continuo mutamento.
A partire da un’analisi della letteratura di ricerca internazionale, il capitolo
mette a fuoco le abilità su cui i progetti educativi basati sull’integrazione tra
formale, non formale e informale dimostrano di generare un impatto significativo.
Successivamente, viene presentata una rassegna su alcuni modelli
teorici utili ad orientare programmi e pratiche di integrazione, quest’ultima
intesa come costruzione di nuovi ambienti ai insegnamento-apprendimento
basati sull’ibridizzazione tra una pluralità di fonti, contesti, metodi e attori,
con uno sguardo alle specifiche potenzialità dei media digitali nella loro
funzione di interfaccia tra diverse risorse di apprendimento
Una sfida della scuola. I CPIA come punto di incontro tra policy formative e politiche migratorie in Italia
L'agency dei minori stranieri non accompagnati nell'accesso all'istruzione. Alternative possibili nel viaggio dal Sud al Nord Italia
Some studies and researches have dealt with the agency of unaccompanied and
separate children (UASCs) recently, focusing on their right to education, that
was previously considered a secondary issue for minors with a migration project
similar to the one of adults. Within this interpretative framework, the agency of
minors shows that they bear many resources and skills in the learning path. The
essay presents the results of a qualitative research promoted by the ISMU Foundation
in 2018. The research aims at reconstructing the biographical and educational
trajectories of the UASCs and their journey to and through Italy, from
Sicily to Milan. These pathways intersect with the participation of children in
different training contexts (welcoming centers, CPIAs, VET centers, secondary
schools). The crucial role of educators, school leaders, and teachers emerges.
School professionals are involved in a sort of negotiation process during the educational
integration and they mediate the right to education for these minors,
even outlining possible alternatives to develop their potentials
Youth work
In Italy, there is still no legislative framework for youth work, as a specific form of professional or voluntary activity aimed at young people. Nevertheless, a number of different youth work practices carried out mainly at the local level by the Third Sector can fall into the general category of youth work, as defined at European level.
In view of the growing interest in the evolution of youth work at European level, a national law for the recognition of youth work and youth workers is currently under discussion. In the context of the draft law, “youth worker” is translated as “Animatore Socio-educativo per i Giovani” (Socio-educational instructor for youth).
The youth work practices supported by the central Government mainly include centre-based youth work (i.e., open-access youth centres, youth information centres), outreach youth work, summer camps, and non-formal education provided to volunteers in the framework of the Universal Civil Service programme.
The legislative power regarding youth work mainly belongs to the Regions and Autonomous Provinces, in the framework of their laws on youth policies
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
L'Apprendimento Permanente nelle Università Italiane: tra valorizzazione delle conoscenze e istituzionalizzazione di servizi
L'Apprendimento Permanente nelle università associate alla RUIAP: tra istituzionalizzazione dei servizi e domande aperte
Nel 2022 la RUIAP ha promosso la realizzazione di una mappatura sui servizi di apprendimento permanente presenti nelle università associate realizzando una survey con questionario online. Il ruolo dell’università nella costruzione di un sistema nazionale di apprendimento permanente e di certificazione delle competenze è definito e valorizzato dalla normativa, a partire dall’art. 4 della L. 92/2012. La rilevazione è stata avviata a marzo 2022 e si è conclusa a luglio 2023. I risultati che si illustrano nel presente saggio fanno riferimento ai 27 questionari compilati su 32 associate alla Rete.
Doveroso è evidenziare che questa indagine arriva a undici anni di distanza dalla pubblicazione degli esiti di una importante ricerca nazionale, coordinata da Aureliana Alberici (Presidente onorario della RUIAP), che, ben prima dell’approvazione della L. 92/2012, si dava i medesimi obiettivi (Alberici & Di Rienzo, 2011)
Struttura sociale, contesti e riflessività: gli effetti di un'esperienza di partecipazione attiva sui percorsi di vita dei giovani.
The Principi Attivi programme (PA) aimed at promoting meaningful life long learning experencies to improve young people's job chances and personal development. Based on a survey that involved young leaders of 141 funded projects (75,40% of 187) this paper reports and discusses the effects generated on the individual life paths of the young participants. Specifically, the paper focuses on the role played by a number of personal factors (social support, collective self-efficacy) on professional empowerment as well as on the development of planning and networking skills. By adopting a methodological triangulation strategy, the results of the survey have been further discussed drawing on the narrative data of in-depth interviews within 16 case studies.Obiettivo del programma Principi Attivi (PA) è stato promuovere la partecipazione e l’attivazione dei giovani pugliesi mediante esperienze significative tese sia a migliorare le chance occupazionali sia ad incidere sullo sviluppo della persona, in una logica di lifelong learning. Utilizzando i dati ricavati dalla survey che ha coinvolto 141 progetti finanziati (75,40% di 187), il paper focalizza l’attenzione sugli effetti prodotti rispetto ai percorsi di vita individuali. Nello specifico, è stato indagato il ruolo di fattori personali (capitale culturale, status ed esperienze pregresse, stile cognitivo innovativo) e contestuali (supporto sociale ricevuto per la realizzazione del progetto e a conclusione dell’esperienza, autoefficacia organizzativa del gruppo di progetto) sull’empowerment personale e professionale e sullo sviluppo di competenze progettuali e di rete. I risultati dell’analisi quantitativa sono stati approfonditi, in una logica di triangolazione metodologica in relazione ai dati emergenti dalle interviste in profondità a 16 casi studio
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