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Portrait vidéo Rym Fassi-Fihri
Portrait vidéo Rym Fassi-FihriQuel est l’objet de votre recherche?: 00:15 Est-il possible d’encadrer les plateformes numériques par le droit?: 01:17 Le colloque “Drafting a Constitution in the 21th century – Lessons from Chile”, 9-10 octobre 2025 organisé dans le cadre du projet CASA 2025 (https://www.mshbx.fr/drafting-a-constitution-in-the-21th-century-lessons-from-chile-casa2025/): 04:27 Rym Fassi-Fihri est maître de conférences en droit public à l’Université de Limoges. Elle a réalisé une thèse sur les droits et libertés du numérique comme droits fondamentaux en voie d’élaboration dans une perspective comparative France/États-Unis. Ses activités de recherches concernent principalement le droit constitutionnel et le droit des libertés fondamentales interne, européen et comparé sous l’angle particulier de la révolution numérique et de ses effets transformateurs sur le droit public. Rym Fassi-Fihri a porté avec Ophélie Colomb (IRM-CADH / Université de Bordeaux), Raphaël Demias-Morisset (IRM-CADH / Université de Bordeaux) et Maureen Bal (IRM-CADH / Université de Bordeaux) le projet JE GENRE ET JUSTICE – Journées d’étude « Genre et justice : en théories, en pensées et en pratiques ». En 2025, elle porte avec Carolina Cerda-Guzman (CERCCLE / Université de Bordeaux), le projet Drafting a Constitution in the 21th century – Lessons from Chile – CASA2025.Chapitres:Quel est l’objet de votre recherche?: 00:15 Est-il possible d’encadrer les plateformes numériques par le droit?: 01:17 Le colloque “Drafting a Constitution in the 21th century – Lessons from Chile”, 9-10 octobre 2025 organisé dans le cadre du projet CASA 2025 (https://www.mshbx.fr/drafting-a-constitution-in-the-21th-century-lessons-from-chile-casa2025/): 04:2
La cooperazione tra l’UE e l’Azerbaigian: la dimensione politica
il capitolo analizza i rapporti politio-istituzionali tra UE e Azerbaigian, evidenziandone le principiali sfide ed opportunità
Co-progettare spazi pubblici tra design e arte - Co-design of public spaces through design and art
L’articolo esplora, anche attraverso la comparazione fra esperienze di ricerca applicata del gruppo di ricerca POLIMI DESIS Lab -PDL (Design For Social Innovation and Sustainability) del Politecnico di Milano, le possibili modalità di collaborazione tra designer e artisti professionisti per il ridisegno di porzioni di spazi pubblici - o aperti al pubblico – con azioni di co-progettazione e il coinvolgimento di attività didattiche in design degli spazi e servizi. Il modello di ricerca utilizzato è quello del circolo virtuoso che si genera fra accademia (ricercatori, studenti), comunità locali o attori esterni (cittadini attivi, artisti), pubblica istituzione o partner privato (municipalità o azienda) (Fassi, 2017), il quale si confronta con un terzo caso studio, un’iniziativa grassroot di una comunità creativa. I tre casi presentati si differenziano per modalità interlocutorie fra i soggetti coinvolti e per impatto del risultato ottenuto. “Arnold – Arte e design in Nolo District” (2017) a Milano, “Il Giardino di Daniel Spoerri” (2018) a Seggiano (GR) e “Trentami in Verde” (2019) a Milano. Sono casi che presentano sistemi di componenti che interagiscono fra di loro per produrre risultati che possano migliorare lo spazio pubblico, o fruito da un pubblico, in modo temporaneo e sperimentale per poter creare scenari sul loro uso nel lungo termine. Il processo e risultati presentati nell’articolo discutono il ruolo del designer e quello dell’artista nell’elaborazione dei risultati implementati sul territorio attraverso l’analisi delle attività messe in atto, gli strumenti utilizzati e la legacy delle azioni sui territori interessati.Using a comparison of applied research experiences of the POLIMI DESIS Lab (PDL) research group (Design For Social Innovation and Sustainability) of the Politecnico di Milano, this article explores possible collaborations between designers and professional artists for the redesign of portions of public spaces - or those that are open to the public - via co-planning actions and the involvement of educational activities in the design of spaces and services.The research model used is the virtuous circle that is generated between the academy (researchers, students), local communities or external actors (active citizens, artists), and public institutions or private partners (a municipality or company) (Fassi, 2017). This model is compared to a grassroot initiative of a creative community. The three cases presented differ in terms of relationships between the subjects involved and the impact of the result obtained: "Arnold - Art and design in Nolo District" (2017) in Milan; "The Garden of Daniel Spoerri" (2018) in Seggiano (GR); and "Trentami in Verde" (2019) in Milan. These cases present component systems that interact with each other to produce results that can improve a public space, or be used by an audience, in a temporary and experimental way to create scenarios for their use in the long term. The process and the results presented in the article discuss the role of the designer and that of the artist in the elaboration of the results implemented on the territory through the analysis of the activities performed, the tools used and the legacy of the actions in the territories concerned
Le Comunità di progetto: il caso "Nolo"
Quando le comunità locali sono predisposte a partecipare ad azioni collaborative, è molto più facile progettare, produrre e attivare soluzioni per un modo di vivere migliore. C'è infatti un livello di proattività che ne facilita la creazione: da piccoli eventi più legati all’intrattenimento o alla divulgazione culturale (festival, weeks), ad azioni più rispondenti ad esigenze ben specifiche dei quartieri che interessano spazi pubblici molto spesso residuali (orti urbani, aree di gioco improvvisate) fino a vere e proprie micro-trasformazioni di spazi in attesa di un cambiamento strutturale che assumono il carattere della temporaneità per testarne la validità, l’efficacia, il corretto uso e il beneficio indotto sulle persone (urbanismo tattico, soluzione legate all’emergenzialità). Il contributo parte da questi presupposti per descrivere una best practice
Ouida Abdelghani, un calligraphe marocain ambassadeur de sa culture
el-Fassi Fihri Abdellatif. Ouida Abdelghani, un calligraphe marocain ambassadeur de sa culture. In: Horizons Maghrébins - Le droit à la mémoire, N°35-36, 1998. Calligraphies. Hommage à Nja Mahdaoui. pp. 250-253
La pharmacopée marocaine traditionnelle, Jamal Bellakhdar
el-Fassi Fihri Abdellatif. La pharmacopée marocaine traditionnelle, Jamal Bellakhdar. In: Horizons Maghrébins - Le droit à la mémoire, N°35-36, 1998. Calligraphies. Hommage à Nja Mahdaoui. pp. 319-321
Verso una pace democratica? Le politiche di promozione della democrazia dell’UE
Ad oggi, il tentativo dell’UE di allargare
la zona di pace oltre i propri confini tramite la diffusione della democrazia
non sembra aver incontrato un grande successo. In particolare,
in ambito regionale, il quadro in termini di democratizzazione rimane
drammaticamente simile a quella di un ventennio fa, quando la Politica
Europea di Vicinato fu lanciata, mentre permangono diverse situazioni
di conflitto. Tuttavia, in un sistema internazionale in cui la contrapposizione
tra democrazie e regimi autocratici, a partire da Cina e
Russia, sembra farsi più aspra e rilevante, le politiche di promozione
della democrazia appaiono, se possibile, ancor più necessarie
IN-TRATTENERE. Design degli spazi per l'evento
L’intrattenimento, o entertainment, nella sua accezione di evento, si prefigura come episodio unico per le modalità con cui viene svolto e per l’esperienza che lascia a chi lo vive, e al tempo stesso ripetibile, itinerante, grazie alla progettualità con cui può essere realizzato. E’ una manifestazione fatta di volta in volta di spettacolo, musica, sport, comizi, raduni, settimane tematiche che si insinuano nella città, dialogando con essa, evidenziandone le peculiarità, generando nuove dinamiche. Lo fa usando i mezzi della temporaneità, ponendosi come soluzione delle logiche contemporanee legate all’ “hic et nunc”, adeguandosi alla fluidità della città stessa. Il volume indaga il tema delle “Temporary Urban Solutions” declinato all’ambito dell’intrattenimento, inquadrando il fenomeno della temporaneità nella progettazione e delineando la figura e le competenze e gli strumenti del designer degli spazi, che governa il progetto di design degli interni così come quello degli esterni, come figura chiave di un processo complesso ed interdisciplinare
Peste équine dans le Sud Marocain. Isolement et identification du virus
Fassi Fehri Mohamed Mahi, Nguyen-Than-Cac , Mouslifi M'Hamed, Bressou Clément. Peste équine dans le Sud Marocain. Isolement et identification du virus. In: Bulletin de l'Académie Vétérinaire de France tome 119 n°9, 1966. pp. 297-299
Processus d'eutrophisation : activité de la phosphatase alcaline du microplancton d'un réservoir mésotrophe marocain (Allal El Fassi)
L'activité de la phosphatase alcaline (APA) bactérienne et phytoplanctonique a été mesurée bimensuellement du mois de mars au mois de décembre 1998 au sein d'un réservoir mésotrophe situé dans une zone à climat semi-aride (Allal El Fassi, Maroc). Les résultats montrent que l'APA totale est importante (0,107-1,780 mmol PNP·l-1·h-1) et majoritairement d'origine bactérienne (> 60 %) au niveau de l'épilimnion, alors qu'elle est à dominance algale (> 58 %) dans le méta- et l'hypolimnion. L'absence de corrélation entre l'APA totale et les concentrations en orthophosphates suggère que l'hydrolyse par cette enzyme n'est pas significative dans le processus de régénération du phosphore dans ce réservoir. Par conséquent, l'APA ne pourrait pas être un indicateur fiable du déficit en phosphore dans le milieu.Bacterial and phytoplanktonic alkaline phosphatase activity (APA) was measured from march to December 1998 in the mesotrophic Allal El Fassi reservoir located in the semi-arid zone (Morocco). The total APA varied between 0.107-1.780 mmol PNP·L-1·h-1. In epilimnion, the bacterioplankton contributed significantly (> 60%) to total APA. In the meta and hypolimnion, the APA was predominantly algal (> 58%). No correlation between APA and orthophosphates indicate that the hydrolysis by this enzyme was not a significant process in recycling of phosphorus in Allal El Fassi reservoir. Consequently, the APA was not a valid test of phosphorus deficiency
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