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Sergio Lenci. Progettare progettando
L'articolo ripercorre i cinquant'anni di professione dell'architetto Sergio Lenci, partendo dalle carte dell'Archivio, conservato presso l'Ordine degli Architetti P.P.C. di Roma e Provincia, catalogato e inventariato dagli stessi autori (Maria Letizia Accorsi e Roberto Faraone) con la direzione scientifica della dott.ssa Elisabetta Reale (Soprintendenza Archivistica per il Lazio)
L’Aquila e i suoi strumenti urbanistici alla prova del terremoto: quali spazi per la temporaneità della vita pubblica?
Nuovi paesaggi e nuove prospettive per i territori abitati in tempo di crisi: la rigenerazione del PEEP “Circus” a Venezia attraverso gli spazi aperti
Il paper s’interroga su come rimettere in moto alcuni processi di trasformazione urbana che si sono fermati a causa della scarsità di risorse, il cui precipitato si è materializzato in vuoti urbani, servizi non offerti, processi di coesione interrotti. Tale approccio presuppone un duplice spostamento del punto di vista, nella distanza del punto d’osservazione, perché i quartieri pubblici presi in considerazione si inseriscono nel funzionamento di una porzione di territorio più ampia; e nell’oggetto osservato, rivolgendo l’attenzione non solo allo spazio “fisico” ma anche a quello abitato e delle politiche. Il caso studio del PEEP Circus di Venezia s’inserisce nel contesto tipico dei territori dispersi del Nord-Est, nel quale l'introduzione di edilizia residenziale pubblica ha seguito le stesse regole di quella privata. Nonostante siano state portate avanti alcune operazioni di miglioramento sia fisico che sociale da parte dell’amministrazione locale, è mancato un coordinamento dei diversi tipi di azione. Ne è risultato che lo spazio aperto collettivo del Circus continua a rimanere vuoto, presa di distanza, sociale oltre che fisica, da parte dei suoi abitanti
Genomewide linkage scan of schizophrenia in a large multicenter pedigree sample using single nucleotide polymorphisms
A genomewide linkage scan was carried out in eight clinical samples of informative schizophrenia families. After all quality control checks, the analysis of 707 European-ancestry families included 1615 affected and 1602 unaffected genotyped individuals, and the analysis of all 807 families included 1900 affected and 1839 unaffected individuals. Multipoint linkage analysis with correction for marker-marker linkage disequilibrium was carried out with 5861 single nucleotide polymorphisms (SNPs; Illumina version 4.0 linkage map). Suggestive evidence for linkage ( European families) was observed on chromosomes 8p21, 8q24.1, 9q34 and 12q24.1 in nonparametric and/or parametric analyses. In a logistic regression allele-sharing analysis of linkage allowing for intersite heterogeneity, genomewide significant evidence for linkage was observed on chromosome 10p12. Significant heterogeneity was also observed on chromosome 22q11.1. Evidence for linkage across family sets and analyses was most consistent on chromosome 8p21, with a one-LOD support interval that does not include the candidate gene NRG1, suggesting that one or more other susceptibility loci might exist in the region. In this era of genomewide association and deep resequencing studies, consensus linkage regions deserve continued attention, given that linkage signals can be produced by many types of genomic variation, including any combination of multiple common or rare SNPs or copy number variants in a region. Molecular Psychiatry (2009) 14, 786-795; doi:10.1038/mp.2009.11; published online 17 February 2009</p
La chiesa di San Giovanni a Macerata: considerazioni intorno all’opera di Rosato Rosati.
Il contributo indaga sulle vicende storiche del complesso gesuitico di San Giovanni a Macerata, esito di un lungo processo progettuale distinto in più fasi, e svolge alcune considerazioni sulle soluzioni architettoniche della fabbrica attuale. A causa della dispersione del materiale iconografico d’archivio, la letteratura ha tentato di ricostruire la storia dell’edificio e i relativi progetti solo attraverso l’interpretazione di fonti documentarie scritte, tra cui le lettere di risposta dei padri generali alle proposte andate perdute. Per lo stesso motivo non si conoscono neppure le fattezze del preesistente complesso gerosolimitano, né le caratteristiche della chiesa e del collegio durante le due fasi cinquecentesche a opera dei consiliarii aedificiorum Giovanni Tristano e Giovanni De Rosis. Altrettanto ambigua risulta la fase progettuale seicentesca legata all’architetto Rosato Rosati, che apre la strada alla costruzione dell’attuale complesso, verosimilmente molto diverso rispetto al precedente. A far luce su quest’ultima fase progettuale emerge un interessante disegno inedito, che non solo lascia spazio a ulteriori ipotesi sulle proposte progettuali del Rosati, ma consente anche di inserire il progetto nei contemporanei programmi urbani
EFFECTS OF NATURAL COMPOUNDS FROM Citrus limon (L.) Burm. f. ON THE BEHAVIOR OF Ceratitis capitata (Wiedemann) (Diptera: Tephritidae) AND Grapholita molesta (Busck) (Lepidoptera: Tortricidae)
Effetti di composti naturali da Citrus limon (L.) Burm. f. sul
comportamento di Ceratitis capitata (Wiedemann) e Grapholita molesta
(Busck).
La ricerca ha riguardato gli effetti che le sostanze naturali provenienti
da Citrus limon (L.) Burm. f. hanno sul comportamento di due importanti
fitofagi dei fruttiferi, Ceratitis capitata (Wiedemann) (Diptera: Tephritidae) e
Grapholita molesta (Busck) (Lepidoptera: Tortricidae).
Inizialmente si è proceduto all’estrazione di differenti sostanze dal
flavedo di quattro cultivar di limone coltivate in Sicilia; in particolare sono
stati estratti gli oli essenziali e grazie a tre solventi organici (etere di petrolio,
diclorometano e metanolo) sono stati ottenuti tre differenti estratti per
ciascuna cultivar. Le sostanze volatili ottenute (oli essenziali) sono state
saggiate sulle antenne della mosca mediterranea della frutta, mentre gli
estratti sono stati saggiati sui tarsi dello stesso insetto; in entrambi i casi la
risposta elettrofisiologica è stata registrata nei laboratori del prof. Antonio De
Cristofaro dell’Università del Molise. Inoltre sono state condotte prove
elettroantennografiche su α-terpineolo, geranil acetato e citrale, composti
presenti nei frutti di C. limon.
I menzionati estratti delle cultivar Lunario e Interdonato sono stati
utilizzati per prove comportamentali di laboratorio volte all’individuazione
del comportamento indotto su C. capitata; in queste prove femmine adulte
del dittero provenienti da allevamenti in insettario avevano la possibilità di
scegliere e ovideporre su sfere trattate o meno con gli estratti. Per gli oli
essenziali sono stati individuati i componenti e loro quantità; poiché era già
nota una loro attività repellente, per quelli di due cultivar sono state
approntate delle prove di campo in un aranceto biologico.
Nelle prove sperimentali, per la prima volta è stato dimostrato che
quasi tutte le sostanze saggiate suscitano una risposta elettrofisiologica,
mostrando quindi la loro percezione da parte della mosca mediterranea della
frutta. In particolare per quanto riguarda gli estratti di Lunario e Interdonato,
cinque su sei hanno mostrato una significativa attività repellente e
antiovideponente aprendo nuove prospettive sui prodotti di possibile utilizzo
vi
in pieno campo, soprattutto nei frutteti biologici dove non è permesso
l’utilizzo di composti sintetici.
E’ interessante notare anche l’innovazione nella metodologia degli
studi comportamentali in laboratorio, che per la prima volta hanno visto
l’utilizzo di sfere inerti, ma forate, quindi adatte a valutare l’attività dei
composti sull’ovideposizione.
Degli oli essenziali saggiati negli aranceti, quelli della cultivar Lunario
si sono dimostrati efficaci nel ridurre l’infestazione di C. capitata su arance a
maturazione precoce, cv. Navelina, indicando con ciò che si è molto vicini
alla formulazione di un preparato da utilizzare in campo nel prossimo futuro.
Un’altra parte del progetto portata avanti durante il dottorato di ricerca
è stata svolta in Canada nei laboratori del dott. Robert Mitch Trimble,
Agriculture and Agri-Food Canada di Vineland Station (Ontario). Qui si è
sviluppata una tematica legata all’applicazione dei feromoni sessuali dei
lepidotteri tortricidi; in particolare si è studiato l’effetto del citrale, composto
comune a molti frutti di Citrus spp., su G. molesta, importante lepidottero
fitofago del pesco e altre rosacee. Sono state condotte delle prove di
adattamento sensoriale al citrale e al feromone, sulle antenne dei maschi
mediante analisi elettrofisiologiche, e su maschi adulti in tunnel del vento. In
entrambi i casi si è utilizzato il “piezo-electric microsprayer” che permette il
rilascio di quantità note di sostanze volatili, e nel caso dei feromoni tale
rilascio è molto vicino alle modalità di emissione delle femmine vergini.
E’ stata messa in luce per la prima volta la capacità del citrale di
stimolare le antenne dei maschi, esaltare la percezione del feromone sessuale
e quindi di avere un effetto sinergico a causa del processo di adattamento
sensoriale; nelle prove di comportamento si è anche evidenziata la capacità
del citrale di ostacolare l’aggancio della scia feromonale da parte del
maschio. Ciò potrebbe permettere un utilizzo del citrale in pieno campo nella
tecnica della confusione sessuale da solo o in sinergia con il più costoso
feromone
DANNEGGIAMENTO PER VIA RADICALICA DI PROTEINE CONTENENTI RESIDUI SOLFORATI E FORMAZIONE DI LIPIDI TRANS IN SISTEMI MODELLO
Nel presente lavoro di tesi sono stati studiati sia i cambiamenti strutturali di proteine solforate esposte a radiazioni gamma sia i danni indotti dai radicali tiilici (RS•) da esse generati, sui lipidi insaturi in vescicole unilamellari (LUVET). In particolare, l’inattivazione di queste proteine mediante reazione con l’•H, in condizioni di stress riduttivo, è stata connessa al danno di specifici residui solforati e alla formazione di tioli a basso peso molecolare. Inoltre, lo studio dei cambiamenti strutturali di un’altra proteina, la beta-amiloide (mediante reazione con i radicali NO2• e CO3•– ha dimostrato che nelle condizioni di analisi, la modificazione più importante è l’ossidazione della Met35, a conferma della suscettibilità di questo amminoacido all’attacco da parte di radicali, anche di natura diversa. La gamma-radiolisi di sospensioni di vescicole lipidiche (DOPC, POPC) contenenti proteine solforate (RNasi A, lisozima) e amminonoacidi solforati (Met), è stata poi utilizzata per simulare condizioni di stress radicalico e analizzare il danneggiamento dei lipidi. I modelli biomimetici hanno dimostrato che, quando i tiil radicali sono generati in compartimenti acquosi, possono diffondere nel doppio strato lipidico e, interagendo con il doppio legame degli acidi grassi insaturi, ne catalizzano la conversione da cis a trans. La metionina potrebbe essere, pertanto, la principale fonte di radicali tiilici; in minor misura altri residui solforati. Questo risultato è confermato da una ridotta isomerizzazione cis-trans nei sistemi modello contenenti proteine prive di Met (RNasi T1) o di residui solforati in genere (istone H1). La formazione di tiil radicali per degradazione dei residui solforati può dunque dare inizio ad un danno radicalico tandem che coinvolge contemporaneamente lipidi e proteine
Desplazamientos en los discursos sobre los medios de comunicación en Roque Faraone durante los años cincuenta y sesenta en Uruguay
El artículo analiza los discursos sobre los medios de comunicación de Roque Faraone a partir de su itinerario intelectual y de las redes en las que participó entre el período más temprano de su trabajo, a mediados de los años cincuenta y hasta su exilio de Uruguay en 1973. En este contexto político e intelectual el texto muestra desplazamientos de carácter disciplinar, teórico y metodológico en su análisis de la comunicación. Faraone se dedicó crecientemente a su estudio en detrimento de la investigación histórica y fue persistente en el abordaje de algunas temáticas y problemas de análisis. Estas continuidades convivieron con cambios expresados en la formulación de una enfoque crítico que retomó aspectos del estructuralismo y del marxismo. En este proceso Faraone articuló las redes intelectuales que integró con pensadores franceses y norteamericanos con debates y encuentros intelectuales en América Latina hacia principio de los años setenta
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Registrare la città. Il video d’osservazione come pratica di ricerca urbanistica tra racconti, tracce e metafore
The research springs from an awareness of the close connection between how the contemporary city and its territories is described and the way in which it is produced. The thesis evaluates analytical and descriptive tools through the direct experience of the area and the use of video. In order to do this, the observational eye is placed in a position that goes beyond the perspective and zenithal view, alighting “amongst” things in the city, in its spaces and in the customs of its inhabitants, interpreting an inhabited territory, the current one, which seems shapeless and unrecognisable.
Identification. Firstly, the thesis makes a methodological identification of the approaches through sensitive research languages which focus on the places and their inhabitants using a multidisciplinary approach which takes into consideration the complexity of the subject under observation, and with a circumstantial (prima facie) method which supports the investigative work in the field. A selection of research experiences oriented towards the in‐depth analysis of these practices was considered and submitted in the shape of a summary. A second exploratory step, this time a historical one, places the research within the disciplinary frame of the pioneering experiences of the USA in the
1970s and Europe over the last twenty years.
Exploration. Secondly, the research focalises on creating an outline of video research practices, highlighting the investigative actions and the forms they take – the observational video, the collective video, the narrative video, the self‐recorded and online video – and depending on the objects observed – the space, with its metaphors and transformations, the usages of the space, the imaginaries it conveys and the stories of its inhabitants.
Interpretation. The objective is that of revealing research practices and descriptive means which permit the interpretation of urban spaces and phenomena that elude other forms of urban description such as maps or diagrams. Furthermore, concepts such as proximity, in‐between, rhythm, intensity, time (in the sense of change), duration (in the sense of function and use) and absence, recently used in a semiotic approach to the city in an attempt to explain the contemporary city in a textual way, are made “clear” and are full of ulterior meaning thanks to the video description.
In conclusion, the aim is to produce an atlas of visual urban planning research experiences, which incorporates attention to the urban space to attention to the people and the way they use and perceive the city, in which there is a convergence of the perceptive and the analytical research components based on empirical observation.
(*) In this case, the term video is the product of the act or action of filming and it is linked to the practice of direct observation and the description of urban phenomena.La ricerca che segue nasce dal riconoscimento dello stretto legame che intercorre tra il modo di descrivere la città contemporanea, i suoi territori, e la maniera in cui essa si produce. La tesi si confronta con gli strumenti di analisi e descrizione attraverso l'esperienza diretta del territorio utilizzando il video. Per fare questo lo sguardo che osserva, si
colloca in una posizione che va oltre la visione prospettica e oltre lo sguardo zenitale, calandosi “tra” le cose, nella città, nei suoi spazi e nelle pratiche degli abitanti e interpretare un territorio abitato, quello attuale, che appare senza forma e irri‐conoscibile.
Ricognizione. In prima istanza la tesi fa una ricognizione metodologica degli approcci attraverso linguaggi di ricerca sensibili che guardano ai luoghi e ai loro abitanti; con un approccio multidisciplinare che considera la complessità dell'oggetto d'osservazione, e con un metodo indiziario che supporta il lavoro d'indagine sul campo. Una selezione di esperienze di ricerca orientate all’approfondimento di queste pratiche sono trattate e restituite in forma di resoconto. Un secondo passo ricognitivo, questa volta storico, posiziona la ricerca nella cornice disciplinare di esperienze pionieristiche dell’America degli anni ‘70 e dell’Europa degli ultimi vent’anni.
Esplorazione. La ricerca si focalizza poi nella costruzione di un regesto di pratiche di ricerca attraverso il video, mettendone in evidenza le azioni di indagine e le forme che esse assumono ‐il video d’osservazione, il video partecipato, il video narrativo, il video autoregistrato e online‐ e in funzione degli oggetti d’osservazione–lo spazio,
con le sue metafore e le sue trasformazioni, le pratiche dello spazio ed i suoi immaginari, le storie dei suoi abitanti.
Interpretazione. L’obiettivo è di esplicitare pratiche di ricerca e modalità descrittive che permettono l’interpretazione di spazi e fenomeni urbani che sfuggono ad altre forme di descrizione urbana come le mappe, o i diagrammi. Inoltre concetti come prossimità, inbetween, ritmo, intensità, tempo (inteso come cambiamento), durata (inteso come funzionamento e uso), assenza, recentemente utilizzati da un approccio semiotico alla città per cercare di spiegare la città contemporanea in modo testuale sono resi “evidenti” e si caricano di ulteriore significato attraverso la descrizione in video.
In conclusione, il tentativo è di produrre un atlante di esperienze di ricerca visuali in urbanistica che integra l'attenzione allo spazio urbano a quella per le persone, i loro usi e immaginari della città, in cui vi è una convergenza della componente percettiva e di quella di ricerca analitica basate sull’osservazione empirica.
(*) In questa sede il termine video è il prodotto dell’azione del filmare, l’atto di riprendere con la videocamera, e si associa alla pratica di osservazione diretta dei fenomeni urbani
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