210 research outputs found
Emberiza calandra
Recopilación de observaciones de ecología general, anidamiento y cría del triguero (Miliaria calandra, nombrada por el autor como Emberiza calandra) realizadas durante varias salidas a diferentes enclaves de la provincia de Valladolid, Magaz de Pisuerga (Palencia), Toro (Zamora) y Burgos, entre el 7 de julio de 1947 y el 2 de julio de 1948.Compilation of nesting, breeding and general ecology observations of the Corn Bunting (Miliaria calandra, refered as Emberiza calandra by the author) carried out during some trips to different areas of the province of Valladolid, Magaz de Pisuerga (Palencia), Toro (Zamora) and Burgos, between the 7th of July of 1947 and the 2nd of July of 1948
Governance of risk and disasters. Considerations on the role of citizen participation in L’Aquila (Italy)
Dispositivi neuromorfici organici a due e tre terminali: dimostrazione in laboratorio, modelli analitici e applicazioni per il rilevamento di ioni
L'elettronica organica è la tecnologia idonea per lo sviluppo di dispositivi in grado di interfacciarsi con la materia vivente, aprendo la strada all'elaborazione del segnale in vivo in tempo reale e alla quantificazione selettiva dei neurotrasmettitori in condizioni patologiche come il morbo di Parkinson. I dispositivi elettronici organici coprono un'ampia gamma di applicazioni grazie alle loro caratteristiche come basso consumo energetico, elevata tunabilità, biocompatibilità, flessibilità e capacità di combinare conduttività elettronica e ionica, rendendoli particolarmente adatti per operazioni in soluzioni elettrolitiche, fornendo nuove opportunità per la diagnosi e terapia medica. Questo intreccio tra trasporto ionico (processo lento) e correnti elettroniche (processi veloci), è all'origine di una delle caratteristiche più promettenti dei dispositivi elettronici organici: il neuromorfismo.
L'elettronica organica neuromorfica mira a sviluppare unità di calcolo/memoria ibride ispirate al cervello in grado di elaborare e memorizzare informazioni nello stesso spazio, superando così le limitazioni spaziali dei circuiti a base di silicio basati su architetture di von Neumann.
Lo scopo di questa tesi è indagare gli aspetti fondamentali e traslazionali della risposta neuromorfica in dispositivi elettronici organici.
In particolare, la Plasticità a Breve Termine (STP) viene studiata in architetture a tre terminali (es. Electrolyte-Gated Organic Transistor – EGOT) e in sinapsi artificiali costruite con microelettrodi intracorticali.
Durante questo lavoro è stato dimostrato, da un lato, che la STP può essere indotta tra i due contatti del canale semiconduttivo di un EGOT, mentre un terzo elettrodo consente la modulazione dell'ampiezza e della scala temporale caratteristica della risposta neuromorfica. Questo approccio consente all'operatore di impostare arbitrariamente la linea di base e la corrente allo stato stazionario, preludendo alla scrittura multilivello della memoria e alla coesistenza di risposte sia depressive che facilitative negli EGOT controllati in frequenza.
D'altra parte, sono state studiate sinapsi artificiali impiantabili frequenza-dipendente che mostrano il passaggio tra regime facilitativo e depressivo. Le caratteristiche STP sono state descritte con un circuito equivalente RLC svelandone l'origine fisica e abilitando la predizione della risposta sinapsi artificiale.
Infine, i dispositivi neuromorfici sono dimostrati come specifici sensori di ioni e neurotrasmettitori privi di elementi di riconoscimento, la cui risposta multiparametrica è razionalizzata mediante la piattaforma teorica e analitica sviluppata in questa tesi.Organic electronics is the eligible technology towards the development of devices able to be interfaced with the living matter, paving the way for in vivo real-time signal processing and selective quantification of neurotransmitters in pathological condition like Parkinson’s disease. Organic electronic devices cover a wide range of applications due to their features such as low energy consumption, high tunability, biocompatibility, flexibility and the capability to mix electronic and ionic conductivity, making them especially suited for operations in electrolyte solutions, providing new opportunities for medical diagnostics and therapy. This entanglement between ionic transport (a slow process), and electronic currents (fast processes), is at the origin of one of the most promising feature of organic electronic devices: Neuromorphism.
Organic neuromorphic electronics aims at developing hybrid brain-inspired computing/memory units able to process and store informations in the same space, thus overcoming the spatial limitations of silicon-based circuits based on von Neumann architectures.
The aim of this thesis is to investigate the fundamental and translational aspects of the neuromorphic response in organic electronic devices.
In particular, Short-Term Plasticity (STP) is investigated in three-terminal architectures (i.e. Electrolyte-Gated Organic Transistors – EGOTs) and in artificial synapses built on intracortical microelectrodes.
During this work it has been shown, on the one hand, that STP can be elicited between the two contacts of the semi-conductive channel of an EGOT, while a third electrode enables the modulation of amplitude and characteristic time scale of the neuromorphic response. This approach allows the operator to arbitrarily set the baseline and the steady- state current, preluding to multilevel memory writing and coexistence of both depressive and facilitative response in frequency-driven EGOTs.
On the other hand, implantable artificial synapses have been investigated, showing frequency-dependent crossover between facilitative and depressive regimes. STP features are described with an RLC equivalent circuit unveiling the physical origin and enabling the prediction of the artificial synapse response.
Finally, neuromorphic devices are demonstrated as specific label-free ion and neurotransmitters sensors, whose multi-parametric response is rationalized by means of the theoretical and analytical platform developed in this thesis
HABITAT PREFERENCES AND SPATIAL OVERLAP BETWEEN THREE SPECIES OF BUNTING (EMBERIZA HORTULANA, EMBERIZA CIRLUS, MILIARIA CALANDRA) IN FARMLANDS OF CENTRAL ITALY
Buntings species are mainly associated to agricultural landscapes and constitute a high conservation concern because farmlands are ecosystems subject to rapid changes and may cause the loss of animal species in just a few years. We studied the occurrence of Ortolan Bunting, Cirl Bunting and Corn Bunting (Emberiza hortulana, Emberiza cirlus, Miliaria calandra) on farmlands of Central Italy, considering the landuse composition, crop typologies and several structural parameters of environment occupied by these species, as presence of power lines, road type and Shannon biodiversity index of landscape. Furthermore the geographical overlap among the three bunting species was studied, in order to find witch species show an habitat overlap. The study was carried out in central-eastern Italy, between the end of April and mid-July 2010, through 159 sampled sites, uniformly distributed on in the study area. Cirl Bunting is the most widespread species of Bunting in the farmlands that were studied. Ortolan Bunting and Corn Bunting are the two species with greater spatial habitat overlap, even though land-use composition in their territories was different. However, Ortolan Bunting can be found at a lower altitude range than Corn Bunting (less 550 m a.s.l.) and it is associated to territories with minor landscape heterogeneity. Preferences by crop types seem to be a possible cause of the spatial habitat overlap between Ortolan and Corn Bunting (both species had selected sugar beet, and
coriander, avoiding mainly vegetables, vineyards and orchards). On the other hand, Cirl Bunting was less related to crop types
Nuove prospettive di ricerca su Piazza d'Oro e gli ambienti mistilinei a pianta centrale: confronti tipologici e ipotesi ricostruttive
La Piazza d’Oro rappresenta uno degli edifici più complessi e innovativi realizzati da Adriano nella grandiosa residenza tiburtina. La monumentalità, la ricchezza delle decorazioni e la peculiarità di determinati elementi e aspetti che contribuivano a costituirne la straordinaria scenografia - oggi in buona parte scomparsa - hanno da sempre interessato e appassionato i molti studiosi che si sono susseguiti nell’occuparsi di questo articolato peristilio con giardino, circondato da ambienti singolari e costellato di fontane, specchi d’acqua, cupole e belvederi.
Ancora oggi, a vari secoli dalla ‘riscoperta’ in epoca moderna dell’edificio, i motivi di interesse sono molteplici e continuano ad alimentare e animare alcune delle più celebri diatribe, come ad esempio la questione della copertura o meno della sala principale del padiglione meridionale, che hanno visto contrapporsi accademici di varia provenienza e formazione.
Fin dai primi studi con finalità di documentazione e ricostruzione, ascrivibili all’esperienza dei Pensionnnaires dell’Accademia di Francia, si può osservare che il principale elemento di interesse di Pierre-Gérome Honoré Daumet, Charles Louis Girault e Charles Louis Boussois era quello di immaginare come si concludesse la zona meridionale di Piazza d’Oro, considerata la vera e propria terminazione concettuale e percettiva dell’intera composizione. A questo tema, di sicuro interesse, anche se di difficile soluzione data la mancanza di resti in situ dell’eventuale copertura della sala centrale, se ne affianca un altro, ad esso strettamente connesso in relazione alla formulazione di ipotesi ricostruttive, la spoliazione quasi integrale della trabeazione marmorea mistilinea ornata da fregi figurati a rilievo, che riproponeva in elevato l’andamento concavo-convesso della pianta: l’originalità e la freschezza del modellato delle scene, con eroti impegnati nella caccia o inseriti nel corteggio marino, ne hanno infatti determinato fin dal Rinascimento l’asportazione sistematica, finalizzata ad abbellire nuovi spazi nelle dimore nobiliari del tempo e ad arricchire le collezioni dei molti amanti dell’arte antica ‘riscoperta’. Destino simile hanno subito le trabeazioni del Teatro Marittimo, ugualmente caratterizzate da una pregevole decorazione figurata a rilievo, che risultano attualmente disperse in varie collezioni italiane ed europee .
Le problematiche, in parte analoghe, relative alle soluzioni architettoniche adottate nei due edifici, accomunati da un insistito impiego di schemi mistilinei, hanno indotto ad affrontare lo studio di entrambi i complessi ricorrendo ad un approccio metodologico integrato, con utilizzo della tecnologia digitale mediante apparecchiature laser scanner e fotogrammetria di nuova generazione. Le recenti campagne di rilievo, avviate a partire dal 2009, hanno consentito di intraprendere una sistematica e capillare analisi sia dei resti architettonici in situ del Teatro Marittimo e di Piazza d’Oro sia dell’apparato decorativo architettonico, facendo emergere – come vedremo - nuove possibilità di interpretazione e, per certi versi, di ripensamento delle ipotesi espresse in passato - anche da studiosi di chiara fama - che si sono occupati della Villa e in particolare degli edifici caratterizzati da architettura mistilinea
Recensione a Giuseppe Calandra, Gentile e il fascismo, "Rivista di storia della filosofia"
Artificial Reality: Immersive but Factually Dishonest AR Experience
As commonly known, technology is a double-edged sword, and augmented reality (AR) is no exception. This article raises concerns and promotes awareness of the use of AR in mass media, in particular in those industries, such as news reporting, that aspire to report facts. Our main message is that the standard workflow for creating AR content, albeit having no mala fide intent, might lead to artificial reality. This titular term was introduced by the first author during a talk organized by a technical committee of IEEE Consumer Technology Society (CTSoc), where we decided that we should urge more ethics and standard discussions on the issue through this article
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