2,986 research outputs found

    Rezension zu Frederike Middelhoff (Hg.): Verbriefte Frühromantik, weiblich gewendet – Literatur für leser:innen 44/2

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    Francesca Fabbri bespricht die von Frederike Middelhoff edierte Ausgabe der Zeitschrift Literatur für leser:innen

    Vergnano, Francesca

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    Apprezzata Servetta, attiva tra gli anni Trenta e gli anni Sessanta dell’Ottocento, recita prevalentemente nelle compagnie dirette dal primo marito, il Brillante Corrado Vergnano. Rimasta vedova, sposa in seconde nozze il più giovane Primo attore Cesare Fabbri

    Da Fabbri a Pellico: Francesca da Rimini nella drammaturgia ottocentesca

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    From the beginning of the 19th century, in the context of Italian Romanticism, a new image of Francesca da Rimini took shape, with a moral revision of Dante’s lustful sinner. Her literary figure ignited the interest of the new century’s artists and authors, who progressively gave life to a conspicuous sequence of poetic and theatrical works dedicated to her, among which the tragedy of Silvio Pellico stands out. The character no longer must bear the weight of Dante’s stigma and the subsequent tradition of his exegetes, on the contrary she is perceived as an innocent victim, now congenial to the Italian Risorgimento’s patriotic climate. The essay here presented proposes a critical path in the nineteenth-century dramaturgy that focuses on this figure, with specific regard in the final section to Pellico’s Francesca da Rimini.Dal principio del XIX secolo, nel contesto della declinazione italiana del Romanticismo, si configura una nuova immagine della Francesca da Rimini, con una revisione anche morale della peccatrice lussuriosa di memoria dantesca. La sua figura letteraria accende un nuovo interesse negli artisti e letterati ottocenteschi, i quali progressivamente danno vita a una cospicua sequenza di opere poetiche e teatrali a lei dedicate, tra le quali spicca la tragedia di Silvio Pellico. Il personaggio non deve più sostenere il peso dello stigma dantesco e della successiva tradizione dei suoi esegeti; al contrario è interpretato come una vittima innocente, ora congeniale al clima patriottico-risorgimentale. Il contributo qui presentato propone un percorso critico nella drammaturgia ottocentesca che verte su questa figura, con specifico riguardo, nella sezione finale, alla Francesca da Rimini di Pellico

    Introduzione (con F. Fabbri) al fascicolo monografico di "Medioevi": Il codice Cocharelli tra Oriente e Occidente: studi, testi e immagini

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    Introduzione (con Francesca Fabbri) al fascicolo monografico della rivista Medioevi, dedicato al codice Cocharelli (Genova, XIV sec.

    OPEN PAPIGNO. Il futuro dell’ex paese dei balocchi

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    All'interno della sezione Spazi / Strategie / Strumenti , il paper traccia un possibile futuro per l'ex Fabbrica di carburo a Papigno (Terni), una struttura dismessa negli anni 70 che si estende per 105.450 mq, utilizzata da Benigni come set de "La vita è bella" e di "Pinocchio"

    OPEN PAPIGNO. Il futuro dell’ex paese dei balocchi.

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    All'interno della sezione Spazi / Strategie / Strumenti , il paper traccia un possibile futuro per l'ex Fabbrica di carburo a Papigno (Terni), una struttura dismessa negli anni 70 che si estende per 105.450 mq, utilizzata da Benigni come set de "La vita è bella" e di "Pinocchio"

    Digital Valorisation of Cultural Memories: Three Case Studies in the Emilia-Romagna Region

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    Cultural heritage serves as a medium through which a community represents itself. To effectively communicate its legacy, thoughtful reflection on the values to be conveyed is essential for its enhancement. In this context, digital media have supported the creation and visualization of semantic connections for several years. The article presents three projects based on distinct realities in Emilia-Romagna, each utilizing digital technologies to communicate and preserve heritage through compelling narratives. By leveraging various digital storytelling methodologies, these projects have successfully enhanced cultural heritage in close collaboration with their respective communities

    Fare ricerca collaborativa. Vita quotidiana, cura, lavoro

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    Il volume descrive come la ricerca collaborativa, nel promuovere processi di apprendimento trasformativo, sia una risorsa utile nel generare cambiamenti in numerosi contesti sociali: nei luoghi della cura e della detenzione, nei luoghi di lavoro, nella vita quotidiana. Con rigore metodologico e rispettando l’esigenza di apprendimento delle persone e delle comunità, il testo si rivolge a professionisti, consulenti e ricercatori offrendo loro studi di caso in chiave transdisciplinare e pratiche di intervento per affrontare sfide e dilemmi disorientant

    La formazione dei professionisti dell’educazione tra obiettivi formativi e learning outcomes. Prove di condivisione

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    L'Editoriale presenta il numero della Rivista dedicato ai risultati conseguiti nella ricerca TecoD Pedagogia finalizzata alla definizione dei contenuti core del CdL in Scienze dell'educazione e della formazion

    Verso una formazione riflessiva del docente specializzato

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    Il percorso di specializzazione per il sostegno ha conosciuto, nei diversi cicli, continue modulazioni, in specie nella definizione dei requisiti di accesso. I diversi Atenei hanno trovato soluzioni differenti per armonizzare i diversi segmenti formativi e portarli a sistema. Se il percorso verrà confermato anche nei prossimi anni, potrebbe essere importante ridefinire i tempi e le modalità di accesso, nonché raccogliere e diffondere le buone prassi per dettagliare meglio il profilo formativo dei laboratori e dei percorsi di tirocinio, pur nel rispetto delle specificità legittimamente riconoscibili in ciascuna sede. Sarebbe altresì auspicabile ampliare il profilo di competenze tracciato dal Decreto Ministeriale, sia riconoscendo l’importanza della dimensione valoriale e della pratica riflessiva, sia integrando quegli aspetti richiesti dalla scuola dell’autonomia, quali la ricerca didattica e valutativa, l’innovazione metodologica e disciplinare, la documentazione educativa. L’indagine svolta sugli specializzandi rivela un’utenza per la maggior parte composta da docenti già attivi nel mondo della scuola; per tale motivo, potrebbe essere utile una rimodulazione del percorso, dalla maggior parte degli intervistati percepito come troppo ‘condensato’: oltre a ciò, in un’ottica di formazione integrata, si ritiene importante valorizzare le esperienze pregresse e le competenze maturate nel mondo del lavoro. Infine, i percorsi di tirocinio e i laboratori si rivelano momenti preziosi per implementare forme di didattica e di valutazione per competenze, nonché per orientare in senso riflessivo la formazione docente, sia essa iniziale o di chi già opera nel mondo della scuola. Per le Università, inoltre, essi offrono l’opportunità di stringere relazioni ancora più strette con la realtà scolastica, nonché di favorire quel passaggio ad una didattica sviluppata a partire dai risultati di apprendimento attesi
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